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<nm_articolo_it>Locorotondo DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Locorotondo DOC e un vino bianco da pasto, ideale in abbinamento a piatti di pesce tipici della cucina mediterranea.Prodotto anche nella versione Spumante, ottenuto con vitigni Verdeca per il 50-65%, Bianco d&apos;Alessano per il 35-50%, Fiano, Bombino bianco e Malvasia toscana per un massimo del 5%. La gradazione minima e di 11 gradi.Di colore giallo paglierino con marcati riflessi verdolini, ha profumo intenso e altrettanto persistente, fruttato, floreale. Il sapore e secco, morbido e fresco, debolmente corposo.Il periodo ottimale di consumo e entro uno-due anni dalla vendemmia. Si consiglia la degustazione in calici per vini bianchi giovani, a una temperatura di servizio di 10-12 gradiC.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Martina o Martina Franca DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fa parte della pregiata produzione di vini bianchi della Valle d&apos;Itria il Martina Franca Doc, ottimo per aperitivo, anche nella versione spumante e per accompagnare piatti a base di pesce fresco dei mari di Puglia.Il Martina DOC e ottenuto da uve Verdesca e Bianco d&apos;Alessano con un massimo del 5% di Fiano, Bombino Bianco e Malvasia Toscana. Di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, odore intenso, fruttato, floreale e gusto secco, fresco, morbido e sapido, ha una gradazione minima di 11 gradiC.Si abbina bene a preparazioni poco strutturate: insalate di mare, antipasti di crostacei e frutti di mare, zuppa di cozze, risotti e paste al sugo bianco di pesce.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Matino DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Rossi e rosati di qualita: siamo nel regno del Negroamaro, vitigno da cui nasce il vino Matino DOC, ideale da abbinare ai piatti della tradizione culinaria pugliese.Vino da pasto con gradazione minima di 11,5 gradiC, si ottiene principalmente dalle uve provenienti dal Negroamaro, con aggiunta di uve di Malvasia nera e Sangiovese.Di colore rosa intenso con sfumature ramate, il Matino DOC ha un profumo fruttato, al gusto e secco, caldo, quasi morbido, poco tannico e sapido, di corpo, equilibrato. E di un bel rosso rubino con riflessi arancione se invecchiato, dal profumo vinoso e sapore asciutto e armonico.Per il rosato la temperatura consigliata e di 12-14 gradiC, il rosso e servito a 18 gradiC circa.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Moscato di Trani DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Tipico vino da dessert, il Moscato di Trani DOC e l&apos;abbinamento ideale per la pasticceria secca tradizionale pugliese. Prodotto nelle due tipologie Dolce e Liquoroso, il Moscato di Trani si ottiene per la massima parte da vitigni Moscato bianco.La versione Dolce ha colore giallo dorato, profumo intenso e caratteristico e sapore dolce e vellutato. La gradazione minima deve essere di 12,5 gradi. Il Liquoroso, anch&apos;esso giallo dorato, e di profumo intenso, con un aroma caratteristico, e un sapore alcolico, dolce, vellutato e una gradazione minima di 16 gradi.Il Moscato Dolce va servito in coppa a una temperatura di 8 gradi e in piccolo calice nella versione liquorosa.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Mugnuli</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Piu dolci dei cavoli, piu teneri dei broccoli. Sono i Mugnuli, ortaggio tipico del Salento di colore verde intenso, che cresce anche spontaneamente.Il mugnolo nella forma si differenzia dal broccolo per l&apos;infiorescenza piu piccola e meno compatta, i singoli fiori sono bianchi, piu grandi e con brattee fiorali piu ampie. Il suo sapore e piu dolce e aromatico rispetto a tutti gli altri cavoli broccoli.Il periodo giusto per i gustosi mugnuli  va dalla meta di novembre fino a marzo-aprile. Le ultime &apos;spuntature leccesi&apos; arrivano giusto in tempo per la massa di San Giuseppe, un piatto tipico di diversi centri del Salento, che si prepara in onore del santo il 19 marzo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Murgia IGT</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Dalle uve delle colline delle province di Bari e BAT, nasce il Murgia IGT, nelle tipologie Bianco, anche frizzante e passito, Rosso, anche frizzante, passito e novello, Rosato fermo e frizzante, con indicazione in etichetta di uno specifico vitigno e uve da questo provenienti almeno per l&apos;85%.Il Murgia bianco puo essere fatto con Bianco d&apos;Alessano, Bombino bianco, Chardonnay, Fiano, Garganega, Greco, Malvasia, Moscatello selvatico, Moscato bianco, Pampanuto, Pinot bianco, Sauvignon, Verdeca.Il rosato con Aglianico, Bombino nero, Pinot nero, Sangiovese, Uva di Troia, per il rosso uve e mosti di Aglianico, Aleatico, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Lambrusco, Pinot nero, Primitivo, Sangiovese, Uva di Troia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Nardo DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E un vino da pasto tipico della provincia di Lecce, il Nardo DOC, prodotto nelle tipologie rosso o rose, con un retrogusto amarognolo e un sapore intenso e corposo.Si ottiene principalmente da uve di Negramaro, che conferiscono al vino la particolare vena amarognola, ma possono concorrere altri vitigni, fra cui le Malvasie con varieta nera di Brindisi e nera di Lecce.Il rosato Nardo DOC e piacevolmente secco, caldo quasi morbido, poco tannico e sapido, corposo ed equilibrato. Il rosso, di un bel colore rubino, ha un sapore armonico, leggermente amarognolo,vellutato e giustamente tannico. La gradazione alcolica minima per entrambi i vini e di 11,5 gradi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Olio di Mattinata</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un profumo fruttato e un sapore dolce dal gusto inimitabile l&apos;Olio di Mattinata, olio extravergine di oliva tra i piu apprezzati in Puglia.Dalla collina al litorale e sempre l&apos;ulivo a dominare l&apos;ambiente di Mattinata, con una prevalenza della varieta Ogliarola garganica. La superficie olivetata copre oltre 1150 ettari e rientra nell&apos;area di produzione dell&apos;olio DOP Dauno.Le migliori aziende del settore aderiscono al Consorzio Matinum, assieme ai piu vivaci frantoi in attivita. Qui l&apos;ulivo e l&apos;olio non sono una semplice risorsa economica bensi un insostituibile valore ambientale, culturale e gastronomico, che allieta i visitatori in ogni periodo dell&apos;anno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Oliva Termite di Bitetto</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Termite di Bitetto e un&apos;oliva da mensa molto diffusa nel Barese.  Conosciuta anche come oliva-mela e apprezzata per le sue particolari caratteristiche organolettiche quali il sapore, la fragranza e la polpa consistente, si fregia del marchio di tutela DOP.Grande nelle dimensioni e di forma tondeggiante, l&apos;Oliva Termite di Bitetto ha un colore da verde a violaceo nero. Si raccoglie manualmente non ancora matura e va avviata entro 48 ore alla lavorazione in salamoia e alla conservazione con sale, aceto, olio extra vergine di oliva, spezie, erbe ed estratti naturali.Ideali per accompagnare l&apos;aperitivo le olive sono versatili in cucina nella preparazione di focacce, panzerotti, condimenti per primi piatti e secondi a base di pesce.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Oliva La Bella della Daunia DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Bella della Daunia DOP e un&apos;oliva tipica della zona di Cerignola e dei comuni limitrofi, particolarmente apprezzata per il suo sapore pieno e corposo.E un&apos;oliva grande, voluminosa e molto polposa di colore sia verde che nero, da gustare anche da sola, magari con aperitivo. Ha la forma di una susina, allungata con una base ristretta e apice acuto e sottile, con un alto rapporto polpa-nocciolo.L&apos;introduzione della Bella di Daunia, attorno al 1400, si deve a feudatari di provenienza straniera. Inizialmente era detta &apos;oliva di Spagna&apos;, venne poi ribattezzata &apos;oliva di Cerignola&apos;, oggi per qualita e superiore a quella originaria.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Salsicciotti di Laterza</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono lunghi massimo 10 centimetri, hanno un colore rossastro e un profumo delicato di carne e prezzemolo. Sono i Salsicciotti di Laterza, autentici gioielli del gusto del centro tarantino, ottenuti da carne fresca di manzo.Sono pochi gli ingredienti dei salsicciotti: dopo aver triturato i ritagli di manzo insieme a sale, pepe e prezzemolo, l&apos;impasto viene insaccato in budella naturali rigorosamente di pecora.Croccanti, saporiti e nutrienti, i piccoli salsicciotti vengono infilati in uno spiedo e arrostiti nel forno a legna per circa quindici minuti. Assolutamente da abbinare a un buon vino rosso o rosato di Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Orta Nova DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>L&apos;Orta Nova DOC e un vino da pasto apprezzato per la sua grande versatilita e struttura. Prodotto nelle versioni rosso e rosato, trae il nome dall&apos;omonimo comune della provincia di Foggia. Si ottiene essenzialmente dalle tipologie di Sangiovese associate a Uva di Troia, Montepulciano, Lambrusco Maestri e Trebbiano toscano.Il rosso e di un bel rubino tendente al granata, dal profumo intenso, vinoso, fruttato, floreale e al gusto si rivela secco, caldo, poco morbido, giustamente tannico, quasi sapido, di corpo e abbastanza equilibrato.Il rosato ha colore rosato piu o meno intenso, odore leggermente vinoso, gradevole, fruttato se giovane, con un sapore asciutto, armonico, fresco se giovane.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Terra d&apos;Otranto Doc</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Dal bianco fresco e armonico al Malvasia nera, pieno e asciutto, esistono tantissime varieta di vini Terra d&apos;Otranto doc.Ottenuti dai rigogliosi vitigni color rubino e giallo paglierino delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, i vini Terra d&apos;Otranto doc si differenziano in bianco, rosato, spumante, rosso, riserva, Chardonnay, Malvasia bianca, Fiano, Verdeca, Aleatico, Malvasia nera e Primitivo.Ottimi sia da bere come aperitivo che da abbinare a qualsiasi tipo di piatto, i vini Terra d&apos;Otranto doc, hanno una gradazione alcolica che varia da 11 a 15%.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pisello nano di Zollino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono rinomati e ricchi di virtu nutrizionali i legumi della Grecia Salentina e particolarmente aprezzato e il Pisello nano di Zollino, utilizzato esclusivamente secco per piatti della tradizione contadina.La preparazione e semplicissima. Si mettono i piselli secchi a bagno per almeno 10 ore. Quindi si pongono in un tegame di terracotta coperti da acqua con cipolla, aglio, alloro, un pomodorino, un peperoncino, un pezzetto di sedano.Alla fine della cottura, basta aggiungere un po&apos; di sale, un bel giro d&apos;olio extra vergine d&apos;oliva e una fragrante fetta di pane tostato per godere a pieno del sapore della zuppa a base di Pisello nano di Zollino.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>San Severo DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il San Severo DOC e un ottimo vino da tavola prodotto nella zona della Capitanata, con tipologie rosato, rosso, bianco e spumante secco che ben si abbinano ai molteplici piatti della tradizione pugliese.Il bianco San Severo DOC si associa perfettamente a primi con frutti di mare, crostacei e pesci bolliti, latticini freschi. Il rosato accompagna primi con sughi di carne e carne di maiale mentre il rosso si abbina a salumi piccanti, primi piatti con sughi di carne, trippe in umido, formaggi ovini stagionati.Il bianco e lo spumante si ottengono dai vitigni Bombino bianco per un 40-60%,Trebbiano toscano 40-60%, Malvasia bianca lunga e Verdeca per massimo il 20%. Il rosso e il rosato da vitigni Montepulciano di Abruzzo per il 70-100% e Sangiovese fino al 30%.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Primitivo di Manduria DOC</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Primitivo di Manduria DOC</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il Primitivo di Manduria e un vino DOC da pasto, prodotto nelle province di Brindisi e Taranto, con pregiatissimi rossi, ideali per piatti strutturati della tradizione mediterranea.Olfattivamente leggero e dal sapore gradevole, pieno, armonico, ha un bel colore rosso che tende al violaceo e all&apos;arancione con l&apos;invecchiamento nella versione normale.Il Primitivo dolce invece e rosso porpora intenso, con profumo persistente, fruttato, speziato. Il sapore e dolce, molto caldo, morbido, robusto di corpo.Il Rosso ha gradazione minima di 14 gradiC, il Dolce naturale 13 gradi C, il Liquoroso secco 16,5 gradi C e il Liquoroso dolce naturale 15 gradi C.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Primitivo di Manduria is a DOC (controlled designation of origin) table wine, mainly produced in the provinces of Brindisi and Taranto. Exquisite Primitivo is an ideal companion to complex dishes of the Mediterranean tradition: deliveringintense aromas and pleasant flavors, this full-bodied and harmonic red features orange and lilac hues in its regularly aged range. The sweet Primitivo variety is intensely purple, with a persistent fruity and spicy scent. Its sweet flavor enhances a warm, smooth and robust body.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Puglia IGT</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La denominazione Puglia Igt non lascia dubbi sulla varieta e la qualita del vino che racchiude le caratteristiche della produzione di un&apos;intera regione. Bianco, anche frizzante e passito, rosso, anche frizzante, passito e novello e rosato fermo e frizzante: un abbinamento per ogni pietanza della tradizione culinaria pugliese.Per il Puglia IGT i vitigni sono tanti, per almeno l&apos;85%: Aleatico, Aglianico, Bombino nero e bianco, Falanghina, Fiano, Greco, Malvasia bianca e nera, Uva di Troia, Moscato bianco, Moscatello, Cabernet Franc e Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco e nero, Riesling, Sauvignon, Primitivo, Negroamaro, Verdeca, Bianco d&apos;Alessano, Pampanuto, Trebbiano, Sangiovese.Per il restante 15% possono concorrere le uve espressamente autorizzate.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Rosso Barletta DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Di colore dal rubino al granata e gusto corposo e intenso, il Rosso Barletta DOC e un vino da pasto ideale in abbinamento a piatti a base di carne e cacciagione.Si ottiene da vitigni Uva di Troia e Sangiovese, Montepulciano e Malbech fino a un massimo del 30% e la gradazione alcolica minima e di 12 gradi sia per il rosso che per la tipologia invecchiato. Il Rosso Barletta DOC da il suo meglio se abbinato a piatti strutturati a base di carni suine e rosse, cacciagione e formaggi pecorini stagionati, agnello al forno e in umido, pollo e coniglio alla cacciatora.Va servito a una temperatura di 16-18 gradiC in calici per vini rossi di corpo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Scamorza di pecora</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Dal latte di pecora non si ricavano molti formaggi a pasta filata ma uno di essi e particolarmente conosciuto e apprezzato: la Scamorza di pecora, ottima sia fresca sia dopo una stagionatura di massimo 15 giorni.Ha la caratteristica forma a pera, con breve collo a testina, della scamorza e un sapore molto gradevole e moderatamente salato, piu intenso che in quella vaccina. La scamorza di pecora fresca ha una pasta tenace e abbastanza elastica che aumenta di consistenza se stagionata.La Scamorza di pecora ha un peso che varia tra i 300 e i 600 grammi e si puo consumare fresca, fusa alla piastra o come condimento per ricchi primi piatti come la pasta al forno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Rosso Canosa DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Rosso Canosa DOC e un eccellente vino da pasto di colore rosso rubino, prodotto nella terra dell&apos;Uva di Troia, nelle campagne di Andria, Barletta, Canosa e Minervino Murge.L&apos;Uva di Troia concorre alla  produzione del Canosa DOC in percentuale minima del 65% con Sangiovese e Montepulciano per un massimo 35%.Il Rosso Canosa Doc ha un profumo quasi intenso e persistente, vinoso e fruttato e al gusto e secco, caldo, abbastanza morbido, giustamente tannico, sapido e di corpo. La gradazione alcolica minima e di 12 gradi per rosso e di 13 gradi per il riserva.Un calice di Canosa Doc e l&apos;ideale per accompagnare piatti al ragu di carne e carni suine, carni rosse e formaggi pecorini stagionati.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Rosso di Cerignola DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Un buon rosso e il vino giusto per pietanze saporite della tradizione pugliese. Il Rosso di Cerignola DOC e un vino da pasto adatto a piatti piuttosto strutturati a base di carni e a formaggi di pecora stagionati.Il Cerignola DOC, anche nella versione riserva si ottiene dai vitigni Uva di Troia, minimo 55%, Negroamaro , dal 15 al 30 e Sangiovese, Barbera, Montepulciano, Malbech e Trebbiano toscano per il 15%. La gradazione alcolica minima e di 12 gradi per il rosso e di 13 gradi per il riserva.Il Rosso di Cerignola DOC si presenta di un bel colore rubino, con un profumo intenso e persistente, vinoso e fruttato, il sapore e secco, caldo, abbastanza morbido, giustamente tannico, sapido e corposo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Salento IGT</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Nascono da uve coltivate nelle terre a cavallo tra Mare Ionio e Mare Adriatico i vini Salento IGT. Ottimi vini da tavola bianchi, rossi e rosati, prodotti anche nelle tipologie frizzante e passito, che ben si abbinano ai piatti della tradizione pugliese.E fortemente identificativo del territorio il Rosato, del quale si produce anche il  Novello, con il 70% del vitigno Negroamaro che non puo essere inferiore all&apos;85% se indicato in etichetta.Il Bianco ammette la sottomenzione Bombino bianco, Chardonnay, Fiano, Garganega, Greco, Malvasia, Moscato, Pinot bianco, Sauvignon, Trebbiano, Verdeca, Vermentino. Per il Rosso e permessa la specificazione di vitigni Aleatico, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Lambrusco, Malvasia, Negroamaro, Primitivo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Scarcelle</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>A forma di colomba, di coniglietto, di cestino o di bambolina, le Scarcelle rendono piu dolci le festivita pasquali in Puglia. Preparate con farina, olio extravergine d&apos;oliva e uova per creare una pasta frolla morbida e profumata al limone, cio che le distingue da tutti gli altri dolci e l&apos;utilizzo delle uova crude incastrate sulla superficie prima della cottura in forno.Nei diversi comuni della regione si utilizzano ricette diverse per l&apos;impasto, spesso si utilizza pasta di pane, che viene decorato con uova sode o di cioccolato oppure ricoperto con glassa di zucchero o, ancora, ripieno con marmellata e pasta di mandorla.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Scamorza</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha la forma di una pera come il caciocavallo, ma di dimensioni ridotte e ha un sapore piu fresco, dolciastro e leggermente sapido. La Scamorza e un formaggio fresco a pasta filata, ottenuto da latte vaccino.Si gusta fresca, stagionata come quella Altamurana, oppure affumicata, ha un colore bianco o giallo paglierino a seconda della stagionatura e un odore delicato e gradevole.La Scamorza e un formaggio estremamente versatile in cucina. E un ottimo formaggio da tavola ma, grazie alla caratteristica di fondere in cottura, viene anche gustata come condimento per primi piatti, torte salate e sformati di verdure.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Caciocavallo podolico</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Caciocavallo podolico, presidio Slow Food e fra i formaggi di latte vaccino piu importanti in Puglia, e molto pregiato. Le vacche podoliche, infatti, fanno poco latte e solo in certi periodi dell&apos;anno e vengono allevate soltanto in poche aree del Meridione, fra cui il Gargano.Si presenta con una crosta sottile, liscia e lucida e ha una pasta friabile di un colore giallo intenso, come il sapore, tendente spesso al piccante. Laboriosa e per mani esperte la lavorazione della pasta che una volta filata si modella sino a raggiungere la forma di un fiasco panciuto con una testina, quindi si immerge in acqua fredda e va in salamoia. La stagionatura va da qualche mese a tre anni.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cacio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fresco e morbido, oppure piu duro e stagionato, il Cacio e uno dei prodotti caseari piu prelibati della Puglia. Ottenuto da latte di pecore o di capre allevate in Puglia, miscelato con latte vaccino, il cacio ha il sapore della genuinita, che dipende soprattutto dalla sana alimentazione del bestiame.Alcuni lo preferiscono stagionato, con una crosta spessa di colore marrone scuro, ottimo per essere grattugiato su un piatto di pasta al sugo fresco di pomodoro. Molti invece lo gustano fresco, oppure dopo qualche settimana dalla produzione, quando presenta una polpa piu burrosa, sapida e di odore gradevole. La pasta e compatta, tenace e asciutta e il sapore e intenso, a volte piccante.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Le pettole, dolci o salate, un piatto tipico delle feste facile da preparare</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Pettole, sweet or savoury, a typical festive dish easy to prepare</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Salate, arricchite di filetti di alici o in alternativa con olive nere, capperi dissalati, pomodorini secchi o pezzetti di baccala, oppure dolci, ricoperte completamente di zucchero o immerse nel vin cotto, nel miele o nel cioccolato. L&apos;importante e che siano fritte. Le pettole, soffici palline di pasta lievitata fritta sono una delle piu importanti, oltre che tra le piu deliziose, ricette della tradizione culinaria festiva pugliese. Tramandate di generazione in generazione, ogni famiglia ha la sua ricetta preferita e ogni citta le chiama in maniera diversa, &apos;pittula&apos;, &apos;pittola&apos;, &apos;pettula&apos;, &apos;pettele&apos;, ma anche &apos;pettuli&apos; (nel brindisino), fino a popizze (nel barese).Dolce semplice ma buonissimo, fragrante e soffice, veloce e facile da realizzare: basta infatti preparare un impasto a base di farina, acqua e lievito di birra, da cui con il cucchiaio vengono presi dei pezzi che, immersi nell&apos;olio di semi bollente, diventano leggermente dorati.  Dolci tipici del periodo natalizio, a Lecce si preparano il giorno della festivita di San Martino, l&apos;11 novembre, a Taranto il giorno di Santa Cecilia, il 22 novembre, a Brindisi per l&apos;Immacolata e a Foggia e in tutta la Puglia per la Vigilia di Natale. A Bari, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, la notte del santo patrono San Nicola, il profumo delle pettole riempie le stradine adiacenti la Basilica di San Nicola e tutti, grandi e piccini, non vedono l&apos;ora di leccarsi le dita dopo averle comprate dalle signore che con le loro grandi padelle le friggono nei vicoliL&apos;origine di questo dolce semplice ma buonissimo e leggendaria. C&apos;e chi racconta che siano nate dalla sbadataggine di una massaia di Taranto che, lasciato lievitare l&apos;impasto piu del dovuto, per non buttarlo via ne fece dei pezzetti immergendoli nell&apos;olio bollente. Un&apos;altra leggenda racconta che in tempi antichi si avevano a disposizione solo pochi ingredienti poveri, quali farina, acqua e olio. Che sia vera l&apos;una o l&apos;altra leggenda poco importa. Cio che conta e che con le pettole, che vanno rigorosamente gustate bollenti, si da ufficialmente avvio, anche per il palato, alla magia del Natale.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Savoury, enriched with anchovy fillets or with black olives, desalted capers, sun-dried tomatoes, or bits of cod, or sweet, completely covered in sugar or immersed in cooked wine, honey, or chocolate. The important thing is that they are fried. Pettole, soft fried risen dough balls, are one of the most important and delicious recipes of the Puglian festive culinary tradition. Handed down from generation to generation, every family has its favourite recipe, and each city calls them by different names, &apos;pittula,&apos; &apos;pittola,&apos; &apos;pettula,&apos; &apos;pettele,&apos; but also &apos;pettuli&apos; (in Brindisi), up to &apos;popizze&apos; (in Bari).Simple yet delicious, fragrant and soft, quick and easy to make: you need only to prepare a dough made of flour, water, and brewer&apos;s yeast, from which pieces are taken with a spoon and, when immersed in boiling vegetable oil, become slightly golden. Typical sweets of the Christmas period, in Lecce, they are prepared on the feast day of San Martino, November 11, in Taranto on the day of Santa Cecilia, November 22, in Brindisi for the Immaculate Conception and in Foggia and throughout Puglia for Christmas Eve. In Bari, on the night between December 5 and 6, the night of the patron San Nicola, the scent of pettole fills the streets adjacent to the Basilica of San Nicola, and everyone, young and old, can&apos;t wait to lick their fingers after buying them from the ladies who fry them in their large pans in the alleyways.The origin of this simple yet delicious sweet is legendary. Some say they were born from the carelessness of a housewife in Taranto who, having let the dough rise for too long, instead of throwing it away, made little pieces and immersed them in boiling oil. Another legend says that only a few poor ingredients, such as flour, water, and oil, were available in ancient times. Whether one tale or the other is true doesn&apos;t matter much. What matters is that with pettole, which must be strictly enjoyed piping hot, the magic of Christmas officially begins, even for the palate.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Salice Salentino DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Un vino di solida tradizione il Salice Salentino DOC, che identifica un territorio a cavallo delle province di Lecce e Brindisi.Il Salice Salentino e un vino da pasto disponibile nelle versioni rosato, anche spumante, rosso, anche novello e riserva e bianco, anche spumante e frizzante. Hanno inoltre questa denominazione l&apos;Aleatico dolce e l&apos;Aleatico liquoroso dolce, ottimi sui dessert.Il bianco e ottenuto per lo piu da uve Chardonnay o Pinot Bianco e si abbina a primi di pasta e riso, verdure e pesce. Nascono da uve Negroamaro o Malvasia Nera il rosso che si abbina apreparazioni strutturate e carni rosse e il rosato, da preferire su salumi piccanti, primi con sughi leggeri, carni in umido.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Santa Subito</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Santa Subito&apos; (Santa immediately)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Bari, fine anni &apos;80. Santa ha poco meno di vent&apos;anni e come ogni ragazza custodisce sogni e apprensioni, che affida al suo diario. Nel suo cuore ardono fede cristiana e fame di vita: e ferma nel voler assecondare la sua vocazione spirituale, non prima pero di aver conseguito la laurea, come ha concordato con i suoi. Qualcuno pero si intromette tra Santa e le sue aspirazioni. Un uomo incrociato per caso negli ambienti parrocchiali prende a farle appostamenti, a inviarle lettere deliranti, a pedinarla ovunque per tre lunghi anni, proseguendo di fatto indisturbato nonostante le ripetute denunce. Il 15 marzo del 1991 tredici coltellate mettono fine alla vita di Santa. Si sarebbe potuto evitare un epilogo come questo? Prodotto da: Seminal Film con il sostegno dell&apos;Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission Location: Palo del Colle, Bari</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Bari, late 1980s. Santa is just under twenty years old, like any girl, she harbors dreams and apprehensions, which she confides in her diary. Her heart burns with Christian faith and a hunger for life: she is determined to pursue her spiritual vocation, but not before obtaining her degree, as she agreed with her family. However, someone interferes with Santa and her aspirations. A man she meets by chance in church circles starts stalking her, sending her delusional letters, and following her everywhere for three long years, essentially going unpunished despite repeated complaints. On March 15, 1991, thirteen stabs ended Santa&apos;s life. Could an ending like this have been avoided? Produced by Seminal Film with the support of the Apulia Film Fund of the Apulia Region and the Apulia Film Commission Location: Palo del Colle, Bari</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Tarantino IGT</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Magna Grecia e Salento sono terre di vino sin dall&apos;antichita. Specchio del territorio e il Tarantino IGT che puo essere ottenuto nelle tipologie bianco, anche frizzante e passito, rosso, anche frizzante, passito, novello e rosato, fermo e frizzante.Per la produzione del Tarantino bianco o rosso concorrono le uve autorizzate con bacca di corrispondente colore, il rosato e ottenuto da uve a bacca nera vinificate in rosato.La gradazione alcolica minima varia dai 10 gradi per il bianco, fino agli 11,5 gradi per il rosso. Quando in etichetta il Tarantino Igt reca una sottomenzione con il vitigno, deve essere ottenuto da questo per almeno l&apos;85%. Le eccezioni sono per il Negroamaro, dal 70 all&apos;80%, e per la Malvasia nera tra 20 e 30%.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Terre Tarentine DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Olio extravergine di oliva tipico della provincia di Taranto, di grande versatilita e struttura, il Terre Tarentine DOP si adatta ad una ampia varieta di piatti della tradizione regionale pugliese ed e ottenuto dalle varieta Leccino, Coratina, Ogliarola e Frantoio.E di colore giallo verde e leggera fluidita che si esalta nel caratteristico sapore fruttato con modesta sensazione di amaro e delicata sensazione di piccante e un&apos;acidita massima dello 0,60%.Il Terre Tarentine DOP rappresenta un eccellente condimento su primi con verdure, come le tradizionali orecchiette alle cime di rapa. La sua versatilita lo rende adatto anche ai piatti piu elaborati come secondi di carne e di pesce.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Percoco - il primo Mostro d&apos;Italia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Percoco - il primo Mostro d&apos;Italia&apos; (Percoco - The First Monster of Italy)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La storia vera del primo stragista familiare italiano del Novecento: Franco Percoco.  Nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1956, a Bari, stermina la sua famiglia con un coltello da cucina e inizia una nuova vita: da studente universitario a ricco viveur, assaporando tutte le gioie del suo mirabile tempo, quello del boom economico, vivendo dieci giorni con i cadaveri dei suoi genitori e di suo fratello murati in casa. Nessun omicida aveva mai convissuto cosi a lungo con le sue vittime fino a quel momento.Tratto dal romanzo &apos;Percoco&apos; di Marcello Introna, edito da MondadoriCon Gianluca Vicari, Giuseppe Scoditti, Rebecca Metcalf, Federica Pagliaroli, Laura Gigante, Francesca Antonaci, Fabrizio TraversaProdotto da Altre Storie e Rai CinemaLocation: BariSostenuto da Apulia Film Commission e Regione Puglia attraverso l&apos;Apulia Film Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The true story of Italy&apos;s first family killer of the 20th century: Franco Percoco. On the night of May 26-27, 1956, in Bari, he slaughters his family with a kitchen knife and starts a new life: from a university student to a wealthy bon vivant, savoring all the joys of his remarkable time, the era of economic boom, while living for ten days with the corpses of his parents and brother bricked up in the house. No murderer had lived so long with his victims up until that moment and adapted from the novel &apos;Percoco&apos; by Marcello Introna, published by Mondadori.Starring: Gianluca Vicari, Giuseppe Scoditti, Rebecca Metcalf, Federica Pagliaroli, Laura Gigante, Francesca Antonaci, Fabrizio TraversaProduced by Altre Storie and Rai CinemaLocation: BariSupported by the Apulia Film Commission and the Apulia Region through the Apulia Film Fund.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Troccoli</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I Troccoli sono dei tagliolini di pasta fresca a grana ruvida tipici della Puglia, ottimi con salse e sugo di pomodoro. Di colore giallino brillante per l&apos;impiego delle uova, sono preparati a base di semola di grano duro dei mulini del Foggiano.Si riconoscono dalla lunghezza di 30-40 centimetri e dalla forma cilindrica di spessore di 3-4 millimetri, anche se nella tradizione contadina i Troccoli erano consumati e spezzati in piu parti e generalmente con i legumi.Questa pasta, piatto tipico di San Giovanni Rotondo, tradizionalmente fatta in casa, si trova in commercio solo al banco, sfusa e va conservata in frigo per un periodo di 2-3 giorni.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Zeppola salentina</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>In Puglia, e soprattutto nel Salento, la Zeppola e il dolce tradizionale della festa di San Giuseppe ma ha origini napoletane ed e diffusa anche in altre regioni.La Zeppola e una profumata ciambella a base di farina, acqua, uova, strutto e sale, che viene fritta in due padelle colme di olio: nella prima a temperatura tiepida la pasta si rassoda e gonfia, nell&apos;altra con l&apos;olio piu caldo finiscono di cuocere e prendono un&apos;invitante colorazione bruno dorata.Le ciambelle vengono poi cosparse di zucchero semolato, guarnite con crema pasticcera e spolverizzate con cannella in polvere. A Lecce alla crema pasticcera si aggiunge un secondo strato di crema al cioccolato.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cartapesta</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Papier-m&amp;acirc,che</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Un&apos;arte che regala capolavori nati da materiali poveri e scarti: filo di ferro, paglia, stracci, colla e terracotta. La cartapesta ha radici antiche nel Salento e ha il suo periodo di maggiore diffusione tra XVII e XVIII secolo, con una ricca produzione di statue e statuine per ornare gli edifici religiosi e oggi molte opere sono ancora visibili, soprattutto a Lecce.Tramandata di padre in figlio l&apos;arte della cartapesta oggi ha ritrovato passione e fermento e i giovani artisti-artigiani esplorano nuove forme e tendenze. E impiegata anche nella realizzazione di carri allegorici per il Carnevale di Putignano, Massafra e Gallipoli.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>This art delivers masterpieces from poor materials and scraps: iron wire, straw, rags, glue and terracotta. Papier-m&amp;acirc,che is deeply rooted in Salento, and became widely spread between the 17 th and 18 th century, with a flourishing production of statues and figurines decorating religious edifices: many masterpieces are still showcased today, especially in Lecce.Handed down from father to son, the art of papier-m&amp;acirc,che is passed on with passion and ferment: young artist-craftsmen explore new shapes and trends. It is also used in the creation of allegorical floats for the world renowned Carnivals of Putignano, Massafra and Gallipoli.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Merletto, pizzo, ricamo e uncinetto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Lace, tatting, embroidery  &amp; crochet</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>E un&apos;arte antica a Capurso quella del merletto, pizzo, ricamo e uncinetto. Oggetti pregiati nati dalle abili mani di ricamatrici che nella cittadina barese sino formate a una vera scuola di settore, voluta da una nobildonna del posto.Ago e filo, mestiere e tanta pazienza danno cosi vita a sottocoppe, parure per como e comodini, completi per sale da pranzo, copri buffet e controbuffet, copricuscini e manufatti vari. Ma anche a capi d&apos;abbigliamento, orli merlati per finiture pregiate.Capurso ha dato i natali a Maria Concetta Egidio, la Merlettaia d&apos;Italia nata nel 1906 e vissuta 107 anni, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le sue creazioni spiccano le tovaglie d&apos;altare, con merletti di straordinaria bellezza.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Capurso is home to the ancient art of lace, tatting, embroidery and crochet. These precious textiles are woven by the skilled hands of embroiderers trained in a unique local school, established by a local noblewoman.The craft of needle and thread demands patience, and leads to the creation of arty coasters, treasure cloths adorning dressers and bedside tables, dining rooms, sofas and armchairs, cushions and countless artifacts. The same art is applied to clothing, crafting precious crenellated hems. Capurso was the birthplace of Maria Concetta Egidio, considered Italy&apos;s master lace-maker: she was born in 1906 and lived 107 years, winning several awards and recognitions. Among her creations, magnificent altar tablecloths embellish famous churches with extraordinary beauty.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Galletto di Sant&apos;Oronzo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Galletto di Sant&apos;Oronzo e un piatto che da antica data viene tradizionalmente consumato in occasione della festa del santo Patrono di Lecce.Il galletto viene spiumato e fiammeggiato per eliminare la peluria residua. Si eviscera e si lava diligentemente. Intero o diviso in pezzi si rosola con olio extravergine e cipolla tritata, si sfuma con vino rosso e si porta a cottura a fuoco lento con pomodori freschi e salsa di pomodoro, aggiungendo acqua a piccole riprese, sino alla completa cottura.I galletti da ragu devono essere di quelli allevati in liberta, rigorosamente all&apos;aperto. Devono essere sacrificati al raggiungimento dei due chili di peso e comunque non prima che comincino a cantare.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pistofatru</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Pistofatru</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il Pistofatru e un dolce a base di semola di grano duro e vincotto, probabilmente il piu antico fra i dolci salentini, giunto fino ai nostri giorni con qualche innovazione ma conservando un&apos;estrema semplicita.La preparazione: porre in una casseruola mezzo litro di vincotto, appena inizia a bollire unire 100 grammi di farina e mescolare, quindi aggiungere un cucchiaio di cacao amaro in polvere e un pizzico di cannella, mescolando fino a quando il vincotto non sia completamente assorbito e si stacca dalle pareti della casseruola.Versare il composto ottenuto in una terrina quadrangolare e lasciarlo raffreddare. Tagliare a fette o a rombi e servire cosparso di zucchero semolato.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Pistofatru is a cake made from hard-wheat semolina and vincotto, probably the oldest Salento dessert, with some late innovations making it extremely simple to prepare.Pour half a liter of vincotto in a saucepan, as it starts to boil add 100 grams of flour and mix up, then add a tablespoon of bitter cocoa powder and a pinch of cinnamon, stirring until vincotto is completely absorbed and the mixture comes easily taken out of the pan.Pour the mixture into a quadrangular bowl and let it to cool. Cut into slices or diamond shaped and serve sprinkled with granulated sugar.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Quatara di Porto Cesareo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ancora oggi si prepara come facevano un tempo i pescatori: la Quatara di Porto Cesareo e una zuppa di pesce tipica della borgo peschereccio sullo Ionio, che prende il nome dalla caldaia di rame usata anticamente per la sua preparazione.La preparazione - In una pentola, preferibilmente di rame, si fa riscaldare dell&apos;olio di oliva con una grossa cipolla tritata. Appena questa si imbiondisce, si versa una bottiglia di salsa, annacquata durante la cottura con acqua marina, e si calano prima le immancabili seppie, poi i granchi e le cicale, e infine i pesci di molte varieta: tracine, pesci prete, pesci bianchi, tranci di grongo e di murena, scorfani.Dopo dieci minuti di cottura, la Quatara puo essere servita con fette di pane tostato e accompagnata da un buon vino rosato salentino.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Gelato di Polignano a Mare</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un&apos;antica tradizione gelatiera Polignano a Mare, grazie al Cavaliere Giuseppe Campanella, venditore di mandorle, che nel lontano 1935 comincio a dedicarsi al gelato in un piccolo laboratorio, divenuto famoso sotto la conduzione di suo figlio Mario.Tantissime le specialita da gustare nel paese che ha dato i natali al cantante Domenico Modugno: il caffe &apos;speciale&apos; preparato con caffe, panna e scorza di limone, gelati e granite stagionali ai gelsi, mandorle, fichi e fichi d&apos;india, fino al recentissimo gelato vegetale, per chi ha intolleranze o vuole gustarsi un pasto sostitutivo. Una tradizione decennale, che continua ad attrarre viaggiatori, compaesani ed escursionisti.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Scapece gallipolina</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Scapece gallipolina</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>E la regina delle specialita gastronomiche della Citta Bella, la Scapece gallipolina, con il suo profumo intenso e pungente e il suo colore giallo limone.Tantissimi pesci di taglia piccola pescati nel Mar Ionio, vengono fritti in olio di semi di soia, marinati con molliche, molto aceto e zafferano, e poi sistemati a strati, uno di pesce e uno di pane, in tini di legno di castagno.Di origini antichissime, la Scapece e uno dei prodotti piu ricercati dello street food e si puo trovare in tutte le feste e fiere patronali del Salento.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>With its lemon yellow colour and intense, pungent aroma, the Scapece Gallipolina is the queen of the Citta Bella&apos;s (Beautiful City&apos;s) culinary specialties.Batches of small fish from the Ionian Sea are deep fried in soybean oil and then added to a marinade of breadcrumbs, saffron and generous amounts of vinegar. The mix is then laid out in layers - alternating layers of fish and bread - in a container made of chestnut wood.Dating to ancient times, Scapece is a very sought after street food that&apos;s served at local festivals and saints&apos; day celebrations throughout the Salento.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Ciciri e tria</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Ciciri e tria</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>E un esempio di archeologia gastronomica e un piatto gustosissimo, semplice e delicato, a base di ceci, pasta e pasta fritta.Per cucinare i Ciciri e tria servono sfoglie secche di pasta di semola fatta in casa, ceci, olio extravergine d&apos;oliva, pomodorini, sedano, aglio, prezzemolo, alloro, pepe nero macinato e sale.Una volta cotti, i ceci si mescolano con la pasta cotta normalmente nell&apos;acqua bollente, cui si aggiungono altre listarelle di pasta fritte nell&apos;olio.Questo piatto ha molte varianti: alcuni utilizzano la cipolla invece dell&apos;aglio, altri prevedono l&apos;aggiunta di mollica o tocchetti di pane fritti oppure l&apos;inserimento dell&apos;acciuga salata.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Scrumptious and delicate, this simple dish of chickpeas, pasta, and fried pasta, is an example of gastronomic archaeology.To make Ciciri e Tria you&apos;ll need dried sheets of homemade durum wheat pasta, chickpeas, extra-virgin olive oil, cherry tomatoes, celery, garlic, parsley, laurel, ground black pepper, and salt.Cook the chickpeas and prepare some of the pasta in boiling water as per usual. Fry the remaining strips of pasta in olive oil. Once everything has been cooked, mix the chickpeas with the two types of pasta.There are many variations of this dish: some people use onions instead of garlic, others add bread crumbs, bits of fried bread, or salted anchovies.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>In Puglia si balla la Pizzica: la Notte della Taranta di Melpignano</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>In Puglia, the Pizzica is danced: the Night of the Taranta in Melpignano</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Con il tamburello si suona la colonna sonora del Salento da secoli: la Pizzica. Le leggende intorno alla nascita di questa danza popolare antichissima si rincorrono. Alcuni studiosi sostengono che sia una danza nata in onore del dio Dionisio, altri ritengono che provenga dall&apos;incontro tra la cultura cristiana e quella islamica, certamente e diventata un leggendario rito terapeutico per curare le vittime del morso della &apos;taranta&apos; - un ragno velenoso che puntava soprattutto le donne - poi curate da alcuni musicanti ballando ininterrottamente la Pizzica per giorni. Un incantevole borgo nel cuore della Grecia salentina, Melpignano, sorto tra il palazzo Marchesale De Luca, un portico cinquecentesco nato per ospitare un mercato settimanale e la Chiesa Madre dedicata a San Giorgio, ha scelto di impreziosire le sua gia ricca storia ospitando il principale festival di Pizzica d&apos;Italia: la Notte della Taranta. Il Concertone e suonato dall&apos;Orchestra Popolare &apos;La Notte della Taranta&apos;, composta da musicisti di pizzica di tutto il Salento, ed e diretto ogni anno da un diverso Maestro Concertatore, il quale rivisita il repertorio tradizionale collaborando con noti artisti italiani e internazionali. L&apos;evento si arricchisce continuamente e guadagna autorevolezza e visibilita, tanto che testate nazionali e internazionali lo trasmettono in diretta e consentono anche al pubblico da casa di vivere questo magico rito collettivo. Oltre centomila spettatori giungono presso il piazzale antistante il Convento degli Agostiniani di Melpignano per essere &apos;morsi dalla taranta&apos; e lasciarsi trascinare dalle frenetiche note per tutta la notte.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>With the tambourine, the soundtrack of Salento has been played for centuries: the Pizzica. Legends about the birth of this ancient folk dance abound. Some scholars argue that it is a dance born honouring the god Dionysus, others believe it originated from the encounter between Christian and Islamic cultures. Indeed, it has become a legendary therapeutic ritual for curing the victims of the bite of the &apos;taranta&apos; - a poisonous spider that mainly targeted women - who were then healed by musicians dancing the Pizzica incessantly for days. An enchanting village in the heart of the Grecia Salentina, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/melpignano&quot;&gt;Melpignano&lt;/a&gt;, nestled between the Marchesale De Luca palace, a sixteenth-century portico built to host a weekly market, and the Mother Church dedicated to Saint George, has chosen to enrich its already rich history by hosting the main Pizzica festival in Italy: the Night of the Taranta.The Concertone is performed by the &apos;La Notte della Taranta&apos; Popular Orchestra, composed of pizzica musicians from all over Salento, and is conducted each year by a different &apos;Maestro Concertatore&apos; (Concert Master), who revisits the traditional repertoire by collaborating with well-known Italian and international artists.The event is continuously enriched and gains authority and visibility, so much so that national and international media broadcast it live, allowing the audience at home to experience this magical collective rite. Over a hundred thousand spectators gather in the square in front of the Convent of the Augustinians in Melpignano to be &apos;bitten by the taranta&apos; and be carried away by the frenetic notes throughout the night.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Nietta Tempesta, una vita sul palcoscenico</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Nietta Tempesta, a life on the stage</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Da oltre 70 anni il palcoscenico e la sua seconda casa. Una vera e propria decana del teatro barese nonche direttrice artistica del Piccolo Teatro di Bari: Nietta Tempesta e una donna la cui vita e contrassegnata da un amore profondo, smisurato, quasi viscerale per il teatro. Un&apos;artista raffinata che ha saputo trasformare il dialetto barese, unendolo al suo colto classicismo, in una lingua elegante e arcaica e che e riuscita a dar vita cosi a un vero e proprio teatro dialettale d&apos;autore. Nietta Tempesta e un pilastro dell&apos;arte drammaturgica barese, un riferimento per tantissimi artisti del panorama regionale e nazionale e che attraverso il suo teatro dialettale d&apos;autore ha portato in scena la Puglia, la sua veracita, le sue tradizioni piu antiche e piu vere e la sua lingua piu autentica. Che siano opere di autori teatrali dell&apos;avanguardia colta del secolo scorso o che siano gli spettacoli che maggiormente l&apos;hanno resa famosa, come &apos;Jarche Vasce&apos; e &apos;Jarche Jalde&apos;, l&apos;amore per la Puglia e per le sue tradizioni piu sincere sono la cifra stilistica di ogni messa in scena in cui l&apos;uso del dialetto popolare e diventato strumento per promuovere uno stile di vita, tutto pugliese, che trova nel teatro la sua rappresentazione piu passionale. Il valore artistico della sua opera continua ad essere punto di riferimento per le nuove generazioni e tutt&apos;oggi Nietta Tempesta continua a formare attori, drammaturghi, sceneggiatori con l&apos;obiettivo di risvegliare la coscienza teatrale cittadina e contribuire a far conoscere nel mondo la Puglia attraverso la sua espressione piu autentica, il dialetto.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>For over 70 years, the stage has been her second home. A true dean of the Bari theatre and artistic director of the Piccolo Teatro in Bari: Nietta Tempesta is a woman whose life is marked by a deep, boundless, almost visceral love for the theatre. A refined artist who has managed to transform the Bari dialect, blending it with her cultivated classicism, into an elegant and archaic language and who has thus created a true dialectal theatre of authorship. Nietta Tempesta is a pillar of Bari&apos;s dramaturgical art, a reference for many artists in the regional and national scene, and through her authorial dialectal theatre, she has brought to the stage Puglia, its truth, its oldest and most authentic traditions, and its most genuine language. Whether they are works by theatrical authors of the cultured avant-garde of the last century or the shows that have made her most famous, such as &apos;Jarche Vasce&apos; and &apos;Jarche Jalde&apos;, the love for Puglia and its most sincere traditions is the stylistic hallmark of every performance in which the use of the popular dialect has become a tool to promote a way of life, entirely from Puglia, which finds its most passionate representation in the theatre. The artistic value of her work continues to be a reference point for new generations. To this day, Nietta Tempesta continues to train actors, playwrights, and screenwriters to awaken the theatrical consciousness of the city and contribute to making Puglia known worldwide through its most authentic expression, the dialect.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Tiella alla barese</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Tiella alla barese</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Tiella alla barese con riso, patate e cozze e un piatto gustoso e molto apprezzato dai pugliesi. La preparazione minuziosa e importante, cosi come la cottura.Sul fondo di una padella di terracotta oleata fare un letto di fette di patate e di zucchine, irrorare con un filo d&apos;olio e aggiungere pomodorini tagliati a meta, qualche fetta di cipolla, sale, pepe e formaggio pecorino aromatizzato con prezzemolo e aglio tritato. Disporre quindi a raggiera le cozze nere aperte a meta sino a coprire le patate e versarci sopra in maniera uniforme il riso.Ripetere il procedimento con tutti gli ingredienti, completare con uno strato di patate ben condite e aggiungere acqua o fumetto di pesce, fino a superare di un dito il riso. Infornare a 180 gradi per 45 minuti, comunque finche la superficie non sara dorata e croccante.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Tiella alla Barese is a popular dish from Puglia made with rice, potatoes and mussels. Both the detailed preparation and cooking are very important.To the bottom of a greased earthenware casserole dish add slices of potatoes and courgettes. Drizzle with olive oil and add halved cherry tomatoes, a few slices of onion, salt, pepper, and pecorino cheese mixed with chopped parsley and garlic. Arrange the mussels - face up in their half shells - in a circular pattern until you&apos;ve completely covered the potatoes. Then sprinkle a uniform layer of rice on top.Repeat the process, using the remaining ingredients to make further layers. Finish off with a layer of seasoned potatoes. Then add water or mussel broth until it covers the rice by about a finger. Bake at 180 gradiC (350 gradiF) for 45 minutes, or until the surface is golden and crunchy.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Monacelle</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le monacelle nel Salento sono le chiocciole per eccellenza, che devono il nome alla tinta della conchiglia, color saio di monaco.Costituiscono un piatto di antica tradizione e nella cittadina di Cannole, si tiene una delle piu importanti sagre della Puglia, la Sagra della Monacella in cui i molluschi sono preparati in tutte le salse.Tra le ricette piu diffuse, le Monacelle soffritte. In una casseruola si pone abbondante cipolla affettata, si spolverizza di sale e si lascia appassire con dell&apos;ottimo olio d&apos;oliva.Si uniscono quindi le chiocciole lavate, private dell&apos;opercolo e ben sgocciolate, qualche foglia d&apos;alloro e si continua la cottura a fiamma allegra, sfumando con un bicchiere di Rosato del Salento.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Paparine &apos;nfucate</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Paparine &apos;nfucate</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nel Salento vengono chiamate Paparine le piante di rosolaccio o papavero rosso, considerate infestanti ma ottime a tavola nella tradizionale ricetta che le vuole &apos;nfucate ovvero affogate, stufate.Si raccolgono da novembre sino alla fine dell&apos;inverno, prima della fioritura e quando hanno le foglie ben erette, distanti dal terreno.Per preparare le Paparine &apos;nfucate, la verdura va posta in una pentola con un filo d&apos;olio d&apos;oliva in cui e stato fatto rosolare qualche spicchio d&apos;aglio. Le Paparine si fanno stufare lentamente e quando sono quasi cotte si aggiunge una manciata di olive nere in salamoia della varieta Cellina di Nardo, una spruzzatina d&apos;aceto, sale e peperoncino.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In Salento, Paparine the plants of rosolaccio or red poppy, considered as a weed but excellent to eat in a traditional recipe calling them &apos;nfucate or simmered, stewed.They are harvested from November until the end of winter, before blooming time and when they have high standing leaves, far from the ground.Paparine &apos;nfucate are cooked in a pot with a drizzle of olive oil sauteed with garlic. Slowly simmering, at half cooking time add a handful of Cellina di Nardo black olives, then sprinkled with vinegar, salt and hot pepper.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Piselli a cecamariti</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Cecamariti peas</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>I Piselli a cecamariti sono un piatto della tradizione salentina, povero di ingredienti ma ricco nel gusto, calorico e carico di carboidrati.Tenere a bagno i piselli secchi per 10 ore, quindi cuocerli, coperti d&apos;acqua, in una pignatta di terracotta. Schiumare e aggiungere cipollotto, sedano, prezzemolo, pomodorini da serbo pelati della buccia e dei semi. Quindi salare e versare mezzo bicchiere d&apos;olio extravergine di oliva e tenere a fiamma bassa sino a quando i piselli non avranno raggiunto la consistenza di una purea.Friggere a parte dei tocchetti di pane di grano duro da porre sul fondo dei piatti e ricoprire di purea, aggiungendo a piacere verdure lessate. Condire il tutto con un filo d&apos;olio.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Peas &apos;cecamariti&apos; (literally, husband blinders) are a traditional Salento dish made with humble ingredients but rich in taste, and loaded with carbohydrates.Soak the dried peas for 10 hours, then let cook in a water filled terracotta pot. Drain and add onions, celery, parsley, and peeled tomatoes with no seeds. Then add salt and half a glass of extra-virgin olive oil and keep on low heat until peas become a puree.Fry some durum wheat bread slices to be placed on the bottom of the dishes and cover with pea puree, adding steamed vegetables to taste. Season with olive oil.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Polpo alla pignata</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Pignata octopus</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nella terra dei due mari il polpo si cucina davvero in tutte le salse. Tra le ricette tradizionali primeggia il Polpo alla pignatta.Il polpo, battuto e ammorbidito si taglia a tocchetti e si pone in una pignatta di terracotta con pomodori tagliuzzati, abbondante cipolla o cipollotti, affettati molto finemente, prezzemolo, olio, pepe nero macinato fresco e un dito d&apos;acqua.Cuocere a fiamma moderata con la pignatta coperta. Quando il polpo avra acquisito una colorazione rossastra e si lascera trafiggere facilmente con una forchetta, sara cotto al punto giusto. Va servito ben caldo. Una variante prevede l&apos;aggiunta a meta cottura di patate a tagliate a cubetti.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In the land of two seas, octopus is served in a wide variety of cooking styles. Among traditional recipes, the Pignata octopus is a must-taste.After being softened, the octopus is chopped into small pieces and placed in a terracotta pot with minced tomatoes, plenty of finely sliced onions, parsley, olive oil, freshly ground black pepper and some water.Cook over a moderate flame and cover the pot. It is ready when it turns reddish and easily pierced with a fork. Serve hot. You may also add cube cut potatoes at half cooking time.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Purceddhruzzi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Purceddhruzzi</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nel Salento non c&apos;e Natale senza Purceddhruzzi, deliziosi gnocchetti di pasta fritti e cosparsi di miele e confettini colorati. Un dolce antico, tradizionalmente preparato in casa ma oggi reperibile in tutte le pasticcerie.Ci vuole abilita e pazienza per fare i Purceddhruzzi, da friggere in olio di frantoio aromatizzato con bucce di limone o mandarino, quando sono dorati e croccanti si immergono nel miele scaldato a bagnomaria, quindi si guarniscono con &apos;anisini&apos;, pinoli, mandorle spellate e cannella in polvere.Con la stessa pasta si preparano le Carteddhrate, che prendono la forma di rosette e rombi e hanno una sfoglia di pasta piu sottile.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In Salento it&apos;s not Christmas without the Purceddhruzzi, delicious dumplings of fried dough sprinkled with honey and colorful comfits.A sweet of times gone by, traditionally homemade but today available in every pastry shop.It takes no small degree of skill and patience to make the Purceddhruzzi up to snuff: they must be deep-fried in olive oil straight from the olive press, seasoned with mandarin or lemon peels, when golden brown and crispy, they&apos;re dipped in honey warmed in bain-marie, and garnished with &apos;&apos;anisini&apos;&apos;, pine nuts, peeled almonds and cinnamon powder.With the same mixture are prepared the Carteddhrate, which come in the shape of a rosetta and rhombus, and have a thinner layer of dough.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Zuppa di pesce alla gallipolina</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>​Gallipoli fish soup</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>C&apos;e il sapore del mare nella Zuppa di pesce alla gallipolina: scorfani, lucerne, grossi tordi, capponi, ma anche, tranci di cernia, pezzi e saporite teste di pesci pregiati. E ancora seppie, cozze con tutte le valve e gamberi.Imbionditi aglio e cipolla tritata, sfumati con vino bianco secco, si aggiunge un trito di pomodori, sale e acqua portando a ebollizione, riducendo di meta il brodo da filtrare, spruzzare con aceto e rimettere sul fuoco. Aggiungere quindi nell&apos;ordine seppie, cozze, gamberi e, dopo una decina di minuti, il pesce, iniziando da quelli dalle carni piu sode.La Zuppa di pesce di Gallipoli va servita con fette di pane casereccio tostato e accompagnata da vino del Salento.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>There is the typical sea taste in the Gallipoli fish soup: scorpion fish, star gazers, big thrushes, capons, but also slices of grouper, and tasty fine fish heads. And then cuttlefish, mussels with shells and shrimp.Instructions: brown garlic and chopped onion, sprinkle with dry white wine, add chopped tomatoes, salt and water to boil, reducing the broth in half, sprinkle with vinegar and put on the stove. Add cuttlefish, mussels, prawns and, after about ten minutes, the fish.Gallipoli&apos;s fish soup is served with slices of toasted homemade bread and Salento wine.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Ti mangio il cuore</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Ti mangio il cuore&apos; (I&apos;ll Eat Your Heart)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Puglia. Arso dal sole e dall&apos;odio, il promontorio del Gargano e conteso da criminali che sembrano venire da un tempo remoto governato dalla legge del piu forte. Una terra arcaica da far west, in cui il sangue si lava col sangue. A riaccendere un&apos;antica faida tra due famiglie rivali e un amore proibito: quello tra Andrea, riluttante erede dei Malatesta, e Marilena, bellissima moglie del boss dei Camporeale. Una passione fatale che riporta i clan in guerra. Ma Marilena, esiliata dai Camporeale e prigioniera dei Malatesta, contesa e oltraggiata, si opporra con forza di madre a un destino gia scritto. con Elodie, Francesco Patane, Francesco Di Leva, Lidia Vitale, Brenno Placido, Tommaso Ragno e Michele Placido Prodotto da Indigo Film con Rai Cinema Location: Ascoli Satriano, Castelluccio Dei Sauri, Margherita Di Savoia, Foggia, Carpino, Manfredonia, Vieste, Cagnano Varano e Barletta Sostenuto da Apulia Film Commission e Regione Puglia attraverso l&apos;Apulia Film Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Apulia. Scorched by the sun and hatred, the Gargano promontory is contested by criminals who seem to come from a distant time governed by the law of the strongest. It&apos;s an archaic land reminiscent of the Wild West, where blood is washed with blood. A forbidden love reignites an old rivalry between two rival families: the one between Andrea, the reluctant heir of the Malatesta family, and Marilena, the beautiful wife of the Camporeale boss. A fatal passion that reignites the feuds between the clans. But Marilena, exiled by the Camporeale family and imprisoned by the Malatesta family, contested and humiliated, will resist with determination, intelligence, and cunning, orchestrating the most dramatic twist in the story. It is an open-air cinema spectacle, a brutal thriller where love will bring them all to the edge of the abyss. It is a story that explores the dark sides of love and hate, the ambiguity of morality, and the fine line between redemption and damnation. Starring: Luigi Lo Cascio, Edoardo Pesce, Paolo Graziosi, Isabella Ragonese, Micaela Ramazzotti, Cristiano Caccamo, Claudia Zanella Locations: Ascoli Satriano, Castelluccio Dei Sauri, Margherita Di Savoia, Foggia, Carpino, Manfredonia, Vieste, Cagnano Varano and Barletta Supported by the Apulia Film Commission and the Apulia Film Fund of the Apulia Region.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Don Tonino Bello, dalla Puglia un messaggio di pace e accoglienza</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Don Tonino Bello, a message of peace and hospitality from Puglia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Prete, parroco, scrittore e poeta. Monsignor Antonio Bello, per tutti don Tonino Bello, e stato un vescovo coraggioso, un teologo raffinato e sensibile sempre schierato dalla parte degli ultimi. Sua l&apos;espressione &apos;Chiesa del grembiule&apos; a testimoniare la sua passione per le battaglie contro l&apos;emarginazione e a favore dei piu bisognosi e il suo impegno per un dialogo fatto di ascolto e condivisione. Simbolo di una Puglia, in un ideale ponte che unisce Alessano e Molfetta, costruttrice di pace nel segno della fratellanza e dell&apos;accoglienza.Don Tonino Bello e nato ad Alessano, nel leccese, piccola cittadina che, in virtu di un ingente patrimonio storico-artistico e paesaggistico, ha ottenuto il riconoscimento di citta d&apos;arte: il suo centro storico e un dedalo di viuzze e stradine sulle quali si affacciano maestosi edifici, palazzi e chiese di straordinario interesse storico e religioso. A cominciare dalla Chiesa Matrice o Chiesa Madre di San Salvatore, risalente alla seconda meta del&apos;700 e che custodisce all&apos;interno un dipinto di scuola caravaggesca. Ed e in questa chiesa, tra le sue navate, che don Tonino Bello fu ordinato sacerdote e celebro la sua prima messa. Sempre ad Alessano, nel suo cimitero, e tumulato il suo corpo, richiamo per migliaia di pellegrini ogni anno. Ma don Tonino Bello e cittadino pugliese tout court. Dopo infatti gli anni trascorsi in Salento, diventa vescovo della diocesi di Molfetta connotando una serie di luoghi che ancora oggi ci parlano di lui e del suo messaggio di pace. Dalla Cattedrale, maestoso edificio impreziosito con decorazioni in stile barocco che ne custodisce mitria e pastorale e dove e iniziata la causa di beatificazione, al Duomo di San Corrado, l&apos;antica cattedrale sul mare dedicata al patrono della citta, dal Museo diocesano che custodisce opere di pregio e valore storico, artistico, archeologico e liturgico, testimonianze dell&apos;eredita e dell&apos;identita ecclesiale di don Tonino, alla Basilica della Madonna dei martiri, luogo a lui molto caro per la presenza dell&apos;immagine della Beata Vergine custodita a cui don Tonino era molto legato, fino all&apos;edificio del seminario vescovile, la sua casa durante gli anni della diocesi a Molfetta. Un percorso storico-architettonico che si fa liturgico e simbolico e che racconta l&apos;eredita di don Tonino Bello: non solo una testimonianza dell&apos;impegno ma un vero e proprio messaggio di pace all&apos;insegna del dialogo e dell&apos;accoglienza e che attraversa la Puglia intera, da nord a sud.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Priest, pastor, writer, and poet. Monsignor Antonio Bello, known as Don Tonino Bello, was a brave bishop, a refined and sensitive theologian who always aligned with the marginalized. His expression &apos;Church of the Apron&apos; testified to his passion for battles against marginalization and in favor of the neediest and his commitment to dialogue based on listening and sharing. He symbolized a Puglia, an ideal bridge connecting Alessano and Molfetta, fostering peace through brotherhood and hospitality.Don Tonino Bello was born in Alessano, in the province of Lecce, a small town recognized as a city of art due to its significant historical, artistic, and scenic heritage. Its historical center is a maze of alleys and streets lined with majestic buildings, palaces, and churches of extraordinary historical and religious interest. Among them is the Mother Church (Chiesa Matrice) or Main Church of San Salvatore, dating back to the second half of the 18th century and housing a painting from the Caravaggio school. It was within these church walls, among its aisles, that Don Tonino Bello was ordained as a priest and celebrated his first Mass. His body is now buried in Alessano&apos;s cemetery, attracting thousands of pilgrims yearly. However, Don Tonino Bello is a Puglian citizen, plain and simple. After his years in Salento, he became the bishop of the diocese of Molfetta, leaving a mark on several places that still speak of him and his message of peace. From the majestic Cathedral, adorned with Baroque-style decorations and housing his mitre and pastoral staff, where the process of beatification began, to the Cathedral of San Corrado, the ancient cathedral by the sea dedicated to the city&apos;s patron saint, from the Diocesan Museum preserving valuable works of historical, artistic, archaeological, and liturgical significance - all bear witness to the ecclesial heritage and identity of Don Tonino, to the Basilica of Madonna dei Martiri, a place dear to him due to the presence of an image of the Blessed Virgin to which he was deeply attached, and the building of the episcopal seminary, his home during his years in the diocese of Molfetta. A historical and architectural journey, which becomes liturgical and symbolic, narrating the legacy of Don Tonino Bello: not just a testament of commitment but a genuine message of peace based on dialogue and hospitality, spanning the entire Puglia region from north to south.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Gli spaghetti all&apos;assassina, un piatto della tradizione barese, tra storia e leggenda</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Spaghetti all&apos;assassina, a dish from the Bari tradition, between history and legend</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>300 gr di spaghetti, 150 gr di passata di pomodoro, 1 tubetto di concentrato di pomodoro, olio, sale, aglio e peperoncino quanto basta per rendere prelibato un semplice piatto di pasta che e un vero e proprio simbolo della cucina pugliese e in particolare della citta di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt;: gli spaghetti all&apos;assassina! Pochi e semplici ingredienti per un piatto della tradizione barese conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. E spesso imitato, ma con risultati non sempre all&apos;altezza delle aspettative. Perche il segreto di questa ricetta, semplice ma buonissima, e nel metodo di cottura e nell&apos;utilizzo della padella di ferro, quella che si acquista nelle botteghe artigiane dislocate nei vicoli della citta vecchia e che danno al piatto un sapore ancora piu autentico e legato alla tradizione culinaria locale, povera ma buona. Gli spaghetti, infatti, vanno messi in padella a crudo con un po&apos; di passata e bagnati con un brodo realizzato con il concentrato di pomodoro. E piu si attaccano al fondo della padella e si bruciacchiano diventando croccanti, migliore e il risultato per gli occhi, e per il palato.Gli spaghetti all&apos;assassina sono un piatto che parla di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; e della sua tradizione e che affonda le proprie origini nella storia, tramandata dallo storico Felice Giovine, di una famosa trattoria e del suo ristoratore che, negli anni &apos;60, quando servi questa gustosa specialita ad una coppia di signori, fu da loro apostrofato come &apos;un assassino&apos;, del gusto ovviamente.  E da allora il piatto prese il nome di spaghetti all&apos;assassina. Storia o leggenda, non e importante. L&apos;unica certezza sono loro, gli spaghetti all&apos;assassina, onnipresente nella dieta del barese e tappa sacrosanta e irrinunciabile di qualsiasi tour gastronomico per turisti e non solo. L&apos;unica certezza e che devono essere morbidi dentro e bruciati fuori e con una piccantezza variabile. Ma la regola e una: se non sono piccanti, non sono all&apos;assassina!Per ricrearlo anche a casa e far provare ai vostri amici un&apos;autentica tradizione barese, ecco la ricetta del nostro piatto:Ingredienti per 4 persone400 gr. di spaghetti &amp;bull, 150 gr di brodo di pomodoro &amp;bull, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro &amp;bull, Olio &amp;bull, AglioPeperoncino &amp;bull, Sale q.b. Prepara un brodo rosso con acqua bollente, concentrato di pomodoro e un pizzico di sale.Cospargi sul fondo della padella di ferro olio, aglio e peperoncino e avvia la cottura a fiamma vivace.Quando l&apos;olio inizia a sfrigolare, aggiungi un paio di mestoli di brodo di pomodoro e adagia sopra gli spaghetti crudi, senza mescolarli.Controlla la cottura: quando la pasta inizia a tostarsi, porta su gli spaghetti piu bruciacchiati e aggiungi del brodo di pomodoro.Ripeti il passo precedente per circa 8-9 minuti fino a cottura completa. Gli spaghetti, croccanti e piccanti, sono pronti per essere serviti.&lt;blockquote&gt;Gli spaghetti all&apos;assassina, un piatto della tradizione barese, tra storia e leggenda&lt;/blockquote&gt;</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>00g of spaghetti, 150g of tomato puree, 1 tube of tomato paste, oil, salt, garlic, and chilli pepper as needed to make a simple pasta dish that is a true symbol of cuisine from Puglia, particularly in the city of Bari: spaghetti all&apos;assassina (murderer/deadly spaghetti)! Few and simple ingredients for a dish from the &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; tradition known and appreciated worldwide. It is often imitated but not always up to expectations. The secret of this simple yet delicious recipe lies in the cooking method and the use of an iron skillet, the kind found in artisan shops in the alleys of the old town, giving the dish an even more authentic flavour linked to the local culinary tradition, simple but good. The spaghetti, in fact, are placed in the skillet raw with some tomato puree and bathed in a broth made with tomato paste. The more they stick to the bottom of the skillet and become crispy and burnt, the better the result for the eyes and the palate.Spaghetti all&apos;assassina is a dish that speaks of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; and its tradition, with its origins in the history passed down by the historian Felice Giovine, about a famous trattoria and its chef who, in the &apos;60s, when serving this tasty speciality to a couple of gentlemen, was dubbed by them as an &apos;assassin,&apos; of taste, of course. Since then, the dish has been called spaghetti all&apos;assassina.Whether it&apos;s history or legend, it doesn&apos;t matter. The only certainty is them, spaghetti all&apos;assassina, omnipresent in the diet of the people of Bari and a sacred and indispensable stop on any gastronomic tour for tourists and locals alike. The only certainty is that they must be soft inside and burnt outside with a variable level of spiciness. But the rule is one: if they&apos;re not spicy, they&apos;re not all&apos;assassina!To recreate it at home and let your friends experience an authentic Bari tradition, here&apos;s the recipe for our dish: Ingredients for 4 people400g of spaghetti &amp;bull, 150g of tomato broth &amp;bull, 1 tablespoon of tomato paste &amp;bull, Oil &amp;bull, GarlicChili pepper &amp;bull, Salt to taste Prepare a red broth with boiling water, tomato paste, and a pinch of salt.Sprinkle oil, garlic, and chilli pepper on the bottom of the iron skillet and start cooking over high heat.When the oil starts to sizzle, add a couple of ladles of tomato broth and place the raw spaghetti on top without stirring.Check the cooking: when the pasta starts to toast, bring up the more burnt spaghetti and add tomato broth.Repeat the previous step for about 8-9 minutes until fully cooked. The crispy and spicy spaghetti are ready to be served.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Zuppa di pesce alla rodiana</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Fish soup a la rodiana.</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Zuppa di pesce alla Rodiana e uno dei piatti piu gustosi e prelibati della tradizione gastronomica del Gargano. Per ottenere i veri sapori della cucina marinaresca di Rodi Garganico occorrono almeno 7 qualita di pesce diverso, di crostacei e di molluschi, olio extravergine di oliva, pomodoro, prezzemolo, basilico e cipolla. La preparazione della zuppa di pesce e semplice: far rosolare l&apos;aglio e la cipolla con 3 cucchiai d&apos;olio in una casseruola, unire quindi il pomodoro, un po&apos; d&apos;acqua e un ciuffo di prezzemolo. Quando il sughetto raggiunge l&apos;ebollizione porvi il pesce e da ultimi i frutti di mare e lasciare sul fuoco per 20 minuti. Da accompagnare con pane abbrustolito e vino bianco locale, ben fresco.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Fish soup a la Rodiana is one of the most delectable and tasty dishes of Gargano&apos;s culinary tradition. In order to achieve the true flavors of the seafaring culinary tradition of Rodi Garganico you need at least 7 different kinds of fishes and shellfish, e.v.o. oil, tomato, parsley, basil and onion. The preparation is easy: brown the garlic and onion with three spoonfuls of oil in a saucepan, add the tomatoes, a little water and a sprig of parsley. When the sauce reaches boiling point, toss the fish and the seafood last, and let it on fire for 20 minutes. Accompany it with toasted bread and local, cool white wine.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Il Carnevale della Grecia Salentina, il divertimento delle sfilate e della Morte de lu Paulinu</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Carnival of Grecia Salentina, the fun of parades and the Morte (death) de lu Paulinu</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Dalla presentazione alla Pentolaccia conclusiva, passando per il sale del Carnevale salentino, la sfilata in maschera di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/martignano&quot;&gt;Martignano&lt;/a&gt; e per gli abitanti del luogo un modo per rivendicare un diritto di tutti, il diritto alla felicita.Tutti sono i benvenuti al carnevale salentino, tutti possono utilizzare un vestito cucito nel laboratorio di sartoria popolare, la casa del Carnevale Griko, e possono partecipare al rito della &apos;Morte de lu Paulinu&apos;, durante il martedi grasso.Paulinu e la grande particolarita di questa tradizione. Paulinu e un personaggio consegnato dalla storia per invertire i ruoli sociali in chiave carnevalesca, per permettere agli ultimi di essere al centro della scena per un giorno, alle cause di un popolo di venir fuori dai margini a cui sono relegate. Paulinu e il personaggio che rivive e finalmente si sente qualcuno. E anche il carnevale che muore - garantendo il divertimento di tutti - e permette di rievocare i riti funerari della Grecia Salentina.La sua morte, originariamente rappresentata con un bambino in una carriola, e ora un&apos;occasione per adattare al pupo di cartapesta alcune usanze antiche. L&apos;azione del &apos;reputare&apos;, cioe piangere il morto, il &apos;cunsulo&apos;, ovvero la cena che segue i riti funebri che qui diventa l&apos;occasione per un pasto pubblico. Non si puo non celebrare la lingua parlata nella Grecia Salentina, il Griko, un patrimonio appartenente ormai ai soli anziani.Il Carnevale Griko e un&apos;occasione per le generazioni di incontrarsi per sfornare costumi e rivivere antiche usanze, ma e anche una possibilita per accogliere forestieri e farli sentire protagonisti prestando una maschera o aggiungendo un posto a tavola.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>From the presentation to the concluding &apos;Pentolaccia,&apos; passing through the essence of the Salento Carnival, the masked parade in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/martignano&quot;&gt;Martignano&lt;/a&gt; is a way for the locals to assert a universal right, the right to happiness.Everyone is welcome at the Salento Carnival, everyone can wear a costume sewn in the popular tailoring workshop, the home of the Griko Carnival, and participate in the &apos;Morte de lu Paulinu&apos; ritual during Fat Tuesday.Paulinu is the remarkable peculiarity of this tradition. Paulinu is a character handed down by history to reverse social roles in a carnival-like manner, to allow the least privileged to take centre stage for a day, for the causes of a people to emerge from the margins to which they are relegated. Paulinu is the character who comes alive again and finally feels like somebody. He is also the carnival that dies - ensuring everyone&apos;s amusement - and allows the reenactment of the funeral rites of Grecia Salentina.Initially represented by a child in a wheelbarrow, his death is now an opportunity to adapt some ancient customs to the papier-m&amp;acirc,che puppet. The action of &apos;reputare,&apos; that is, mourning the dead, the &apos;cunsulo,&apos; or the dinner that follows the funeral rites, becomes the occasion for a public meal. One cannot but celebrate the language spoken in Grecia Salentina, Griko, a heritage now belonging only to older people.The Griko Carnival allows generations to come together to create costumes and relive ancient customs. Still, it is also a chance to welcome outsiders and make them feel like protagonists by lending them a mask or adding a seat at the table.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Domenico Modugno, tra le acque cristalline di Polignano a Mare al paesaggio rurale di San Pietro in Vernotico</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Domenico Modugno, from the crystalline waters of Polignano a Mare to the rural landscape of San Pietro in Vernotico.</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Saranno stati il blu del cielo e il blu, intensissimo, del mare racchiuso tra il bianco dei palazzotti e le scogliere di una citta splendida come Polignano a mare ad ispirare &apos;Nel blu dipinto di blu&apos;, meglio nota come Volare, la celebre canzone di uno dei padri della musica leggera italiana, ovvero Domenico Modugno? O saranno stati i campi assolati di uliveti e vigneti tra le tipiche case a &apos;cannizzu&apos;, edificate a secco con pietre naturali e imbiancate con la calce di San Pietro in Vernotico a ispirarlo e porre le basi per una carriera costellata di successi straordinari e che hanno reso immortale un cantautore che e stato anche chitarrista, attore, regista e infine politico italiano?  Domenico Modugno, detto Mimi, e stato sicuramente uno degli artisti piu prolifici della storia della musica italiana e che ha contribuito con le sue canzoni a celebrare una terra, la Puglia, rendendola famosa in tutto il mondo e meta di turismo nazionale e internazionale. A tal punto amato da essere tutt&apos;oggi conteso tra Polignano a Mare, citta natale, con il suo labirinto di stradine e le terrazze da cui ammirare il mare, il bianco quasi accecante dei suoi palazzi in pietra, il suo protendersi su un mare cristallino, citta da visitare e ammirare con lentezza, dove si fondono il fascino della tradizione e l&apos;autenticita del suo essere piccolo centro di pescatori, e San Pietro Vernotico, cittadina di tradizione contadina e rupestre, con le sue chiese, i vicoletti e i muretti a secco. La prima celebra Domenico Modugno dedicandogli un lungomare e una statua che lo raffigura con le braccia aperte, quasi a voler abbracciare la sua terra, proteso verso il mare. La seconda lo ricorda e lo immortala con un museo permanente a lui dedicato e realizzato nella villetta dove ha trascorso l&apos;infanzia, visitabile virtualmente, e che racchiude cimeli e oggetti appartenuti al grande artista. Il derby tutto pugliese e in corso, ma chissa forse e piu bello pensare che sono state entrambe, con le loro bellezze, i loro colori, i loro profumi, a ispirare e contribuire a rendere immortale Mr Volare.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Could it have been the intense blue of the sky and the sea, enclosed between the white buildings and cliffs of the splendid city of Polignano a Mare, that inspired &apos;Nel blu dipinto di blu,&apos; better known as &apos;Volare,&apos; the famous song by one of the fathers of Italian popular music, Domenico Modugno? Or perhaps it was the sun-soaked fields of olive groves and vineyards, among the typical dry-stone houses called &apos;cannizzu&apos;, whitewashed with lime, in San Pietro in Vernotico that inspired and laid the foundation for a career filled with extraordinary success, making the singer-songwriter, who was also a guitarist, actor, director, and finally, Italian politician, immortal?Domenico Modugno, affectionately known as Mimi, was undoubtedly one of the most prolific artists in the history of Italian music. He contributed with his songs to celebrate the region of Puglia, making it worldwide famous and a destination for national and international tourism. His memory is cherished both in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano a Mare&lt;/a&gt;, his hometown, with its labyrinthine streets and terraces overlooking the sea, the dazzling white stone palaces, and its stretch towards the crystal-clear sea - a city to be visited and admired slowly, where the charm of tradition blends with the authenticity of its small fishing village identity. And in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/san-pietro-vernotico&quot;&gt;San Pietro Vernotico&lt;/a&gt;, a town with rural and rustic traditions featuring churches, narrow alleyways, and dry-stone walls. The former celebrates Domenico Modugno by dedicating a seafront promenade and a statue depicting him with open arms, seemingly embracing his homeland and reaching towards the sea. The latter honors and immortalizes him with a permanent museum dedicated to his memory, housed in the little villa where he spent his childhood. This museum, which can be visited virtually, contains memorabilia and personal belongings of the great artist. The Puglian derby is underway, and it is beautiful to think that both towns&apos; beauty, colors, and scents have inspired and contributed to immortalizing Mr Volare.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Riti suggestivi e commozione: la Settimana Santa di Francavilla Fontana</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Evocative rituals and emotion: the Holy Week of Francavilla Fontana</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il Venerdi di Dolore, quello antecedente alla domenica delle palme, apre i riti pasquali di Francavilla Fontana. I confratelli e le consorelle portano in processione la Madonna Addolorata, simulacro in legno rivestito con abiti ricamato in oro, la Regina del dolore alla quale i francavillesi sono profondamente legati. Poi un suono, quello della trenula, del ferro su ferro, evoca ogni Settimana Sante il rumore disturbante dei chiodi e annuncia l&apos;inizio dei riti della settimana in cui non si possono suonare le campane, segno di festa. Il venerdi porta in processione tante tradizioni, dall&apos;arte della cartapesta ai devoti incappucciati. A figurare, sempre seguendo il ritmo scandito dalle trenule, sono tutte le opere interamente realizzate in cartapesta, molte delle quali sono state create da Nicola Distante, ultimo cartapestaio di Francavilla. Dall&apos;ultima cena alla morte del messia, compresa &apos;la cascata&apos;, particolarmente venerata in citta, per un totale di nove scene riprodotte in cartapesta. La peculiarita principale della processione risiede nella presenza, al seguito della morte di Gesu, di numerosi devoti incappucciati - vestiti in rosso, bianco o nero, scalzi e con una croce in spalla - le cui identita sono note solo alle autorita ecclesiastiche e al comandante dei Carabinieri. Un mistero che resta tale anche alla fine del rito, quando la lista dei loro nomi viene bruciata. Un bagaglio tradizionale davvero suggestivo si tramanda di anno in anno per le strade di Francavilla Fontana nel periodo pasquale, un rito che gli abitanti non vogliono venga ridotto a solo folklore perche l&apos;autentica commozione di quei momenti non puo essere ridotta a una rappresentazione.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Friday of Sorrows, the one preceding Palm Sunday, opens the Easter rites of Francavilla Fontana. The brothers and sisters of the confraternity carry in procession the Sorrowful Madonna, a wooden simulacrum adorned with golden embroidered garments, the Queen of Sorrows to whom the people of Francavilla are deeply attached. Then a sound, that of the &apos;trenula&apos; (a typical musical instrument), of iron on iron, evokes every Holy Week the disturbing noise of nails and announces the beginning of the rites of the week in which the bells cannot be rung, a sign of celebration. Friday brings in procession many traditions, from the art of papier-m&amp;acirc,che to the hooded pilgrims. Following the rhythm marked by the &apos;trenule,&apos; all the works entirely made of papier-m&amp;acirc,che are represented, many of which were created by Nicola Distante, the last papier-m&amp;acirc,che artist of Francavilla. From the Last Supper to the death of the messiah, including &apos;the waterfall,&apos; particularly venerated in the city, for a total of nine scenes reproduced in papier-m&amp;acirc,che. The main peculiarity of the procession lies in the presence, following the death of Jesus, of numerous hooded pilgrims - dressed in red, white, or black, barefoot and carrying a cross on their shoulders - whose identities are known only to the ecclesiastical authorities and the Carabinieri commander. A mystery that remains so even at the end of the rite, when the list of their names is burned. A genuinely evocative traditional heritage is passed down from year to year through the streets of Francavilla Fontana during the Easter period, a rite that the inhabitants do not want to be reduced to mere folklore because the authentic emotion of those moments cannot be reduced to a mere representation.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Il Medimex: il festival internazionale di musica nel cuore del Mediterraneo</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Medimex: the international music festival in the heart of the Mediterranean</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nato nel 2011 con il nome di &apos;Fiera delle Musiche del Mediterraneo&apos;, prima itinerante e poi stabilmente legato alla citta di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt;, la quale storicamente piu lo rispecchia perche centro del Mediterraneo,il Medimex - International Festival  &amp; Music Conference - e un punto di riferimento per gli addetti ai lavori e per il pubblico appassionato di musica.Il Medimex punta a restituire a Taranto il ruolo di citta che mescola le culture e produce bellezza, peculiarita identificativa per i tarantini che vivono tra due mari e hanno conosciuto tante influenze e contaminazioni.Nella citta che ospita la &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/cattedrale-san-cataldo&quot;&gt;Cattedrale di San Cataldo&lt;/a&gt;, tra il barocco e il romanico, e la &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/ex-convento-san-domenico&quot;&gt;Chiesa di San Domenico&lt;/a&gt;, gotica, nella polis principale della Magna Grecia contesa con Roma, nella citta degli &apos;Ori di Taranto&apos; e delle botteghe, degli scavi archeologici e dei due ponti, il Medimex contribuisce alla contaminazione portando grandi artisti nazionali e  internazionali, dibattiti e confronti.Nelle giornate di giugno interessate dal Medimex, la citta torna ad essere il centro culturale del Mediterrneo.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Born in 2011 under the name &apos;Fair of Mediterranean Music,&apos; first itinerant and then permanently linked to the city of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt;, which historically reflects it the most because it is the centre of the Mediterranean, Medimex - International Festival  &amp; Music Conference - is a reference point for industry professionals and music enthusiasts alike.Medimex aims to restore to Taranto the role of a city that blends cultures and produces beauty, an identifying feature for the people of Taranto who live between two seas and have experienced many influences and contaminations.In the city that houses the &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/cattedrale-san-cataldo&quot;&gt;Cathedral of San Cataldo&lt;/a&gt;, between Baroque and Romanesque, and the &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/ex-convento-san-domenico&quot;&gt;Church of San Domenico&lt;/a&gt;, Gothic, in the main polis of Magna Graecia contested with Rome, in the city of the &apos;Gold of Taranto&apos; and workshops, of archaeological excavations and two bridges, Medimex contributes to contamination by bringing in great national and international artists, debates, and comparisons.During the days of June affected by Medimex, the city returns to being the cultural centre of the Mediterranean.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>La Notte della Taranta</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Night of Taranta</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ogni estate, nel mese di agosto, la magia della musica e della danza salentina prendono vita, animando uno degli eventi piu attesi dell&apos;anno: La Notte della Taranta. Questo festival, che si svolge nel piccolo centro di Melpignano, trasforma il Salento in un palcoscenico a cielo aperto, celebrando l&apos;eredita culturale e musicale della Puglia.La Notte della Taranta non e solo una festa popolare, ma un vero e proprio viaggio sensoriale che intreccia antiche tradizioni e nuove interpretazioni. Inizialmente nata per celebrare la pizzica, una danza popolare salentina originariamente utilizzata come rito terapeutico, per curare il morso immaginario della tarantola, oggi si e evoluta in un simbolo di identita culturale con ospiti di fama internazionale, regalando al suo pubblico un vero e proprio concerto musicale.Ogni anno, artisti locali e internazionali si uniscono in un&apos;esplosione di suoni e movimenti che incantano spettatori di tutte le eta. La vera magia sta nella fusione tra strumenti tradizionali come il tamburello, il violino e la fisarmonica con elementi musicali contemporanei, creando un&apos;atmosfera unica e coinvolgente.La Notte della Taranta e anche un momento di comunita e condivisione, le strade di Melpignano si ravvivano con mercatini, stand gastronomici e workshop che offrono ai visitatori una piena immersione nell&apos;identita e nella cultura pugliesi.Questo festival non celebra solo le tradizioni passate, ma sperimenta, ogni anno, nuove contaminazioni musicali, introducendo, ad esempio, nuovi arrangiamenti e collaborazioni che arricchiscono la tradizione con freschezza e innovazione.La Notte della Taranta e un&apos;occasione imperdibile per immergersi in una cultura ricca e vibrante, lasciandosi trasportare dal ritmo incessante della pizzica, e offre la possibilita di scoprire l&apos;anima autentica della Puglia, vivendo una notte indimenticabile sotto le stelle salentine.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Every summer, in the month of August, the magic of Salento&apos;s music and dance come to life, animating one of the most anticipated events of the year: La Notte della Taranta (the Night of Taranta). This festival, which takes place in the small town of Melpignano, turns Salento into an open-air stage, celebrating the cultural and musical heritage of Puglia.The Night of Taranta is not just a popular festival, but a true sensory journey intertwining ancient traditions and new interpretations. Initially created to celebrate the pizzica, a popular Salento dance originally used as a therapeutic ritual to cure the imaginary bite of tarantula, today it has evolved into a symbol of the cultural identity, featuring internationally renowned guests, offering its audience a genuine musical concert.Every year, local and international artists come together in an explosion of sounds and movements that enchant spectators of all ages. The true magic resides in the fusion of traditional instruments such as the tambourine, violin, and the accordion, with contemporary musical instruments, creating a unique and engaging atmosphere.La Notte della Taranta (The Night of Taranta) is also a moment of community and sharing, as the streets of Melpignano come alive with markets, gastronomic stands, and workshops that offer visitors a full immersion into the identity and culture of Puglia.This festival not only celebrates past but experiments each year with new musical influences, introducing, for example, new arrangements and collaborations that enrich tradition with freshness and innovation.La Notte della Taranta (The Night of Taranta) is an unmissable occasion to immerse oneself in a rich and vibrant culture, letting the incessant rhythm of the pizzica carring you away. It offers the chance to discover the authentic soul of, experiencing an unforgettable night under the Salento stars.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Gnummredde</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Gnummredde</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Si mangiano quasi esclusivamente arrostiti sulla brace o nel forno a legna, i &apos;Gnummredde&apos; di Crispiano, specialita a base dei cosiddetti scarti o sottoprodotti della carne.Budella di agnello come fegato, polmoni, cuore, milza e reni, vengono lavati accuratamente e tagliati a fettine. Con le stesse interiora poi, si chiudono le frattaglie, arrotolate insieme a formaggio e pepe prima di essere infilzate nello spiedo.  I &apos;Gnummredde&apos; vanno cotti a fuoco lento, fino a rosolarli a puntino all&apos;esterno. Attenzione pero a non cuocerli troppo: l&apos;interno deve restare rosa e succoso. Da gustare accompagnato con un bicchiere di vino rosso Primitivo.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Almost always eaten char-grilled or baked in oven, the &apos;&apos;Gnummredde&apos;&apos; of Crispiano are a specialty made from the meat offcuts or its by-products. Lamb offals like liver, lungs, spleen and kidneys are washed thoroughly and sliced. The same offals are then wrapped around the offcuts, seasoned with cheese and pepper, and skewered on a spit. The Gnummredde must be roasted over low flame till they become brown. Beware not to overcook them: their core must remain rosy and juicy. They pair majestically with a glass of Primitivo red wine.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Puddica</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Puddica</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Puddica e una focaccia gustosa e soffice della tradizione brindisina.Ecco come prepararla: incorporare in 800 grammi di farina 1 panetto di lievito, 2 cucchiaini di sale e mezzo di zucchero e lavorare aggiungendo la quantita di acqua sufficiente a rendere morbido l&apos;impasto e 2 cucchiai di olio extravergine di olivo.La pasta, lasciata a lievitare per almeno un&apos;ora, va stesa in una teglia dai bordi alti e guarnita con pomodori maturi schiacciati e capperi da spingere nell&apos;impasto con il pollice. Spolverare la Puddica con origano e l&apos;eventuale aggiunta di cipolla o peperoncino, aggiungere un filo d&apos;olio e infornare a 250 gradi per 30 minuti.Alla versione classica si e aggiunta quella ripiena con cipolle e olive nere.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A traditional specialty of Brindisi, Puddica is a soft and tasty focaccia.To make it, mix 800 grams (1.76 lbs.) of flour, 1 block of compressed fresh yeast (25 g, or 0.9 ounces), 2 teaspoons of salt, and half a teaspoon of sugar. Work the mix, adding 2 tablespoons of extra-virgin olive oil and enough water to make the dough soft.Let the dough rest for at least an hour. Once it&apos;s risen, transfer it to a deep baking dish and flatten it out with your hands. With your thumb, press the ripe tomatoes and the capers into the dough&apos;s surface and sprinkle with oregano. If you want, you can also add onions or hot peppers. Add one last drizzle of olive oil and bake at 250 gradiC (480 gradiF) for 30 minutes.There&apos;s also a variation of this classic version with onions and black olives.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Carnevale di Putignano</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Putignano Carnival</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano&lt;/a&gt; si anima di maschere e di allegria con il suo Carnevale, uno dei piu antichi d&apos;Europa. Con una storia che affonda le radici nel XIV secolo, rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale, capace di attirare visitatori da ogni parte del mondo.Come da tradizione, si apre il 26 dicembre con le Propaggini, storico appuntamento con poeti estemporanei che declamano versi satirici indirizzati ai &apos;potenti&apos;, e si conclude il Martedi Grasso dopo le feste in cantina, i giovedi a tema e le quattro imponenti sfilate. A rendere unico il Carnevale di Putignano sono le sfilate dei maestosi carri allegorici, realizzati con l&apos;antica tecnica della cartapesta da abili artigiani che, ogni anno, danno vita a opere d&apos;arte uniche ispirate a temi attuali o a personaggi storici. I cittadini e i turisti che giungono a Putignano in questa occasione, animano le strade insieme a gruppi folkloristici, musicisti e artisti di strada, creando un&apos;atmosfera festosa e coinvolgente che fa tornare tutti un po&apos; bambini.Il Carnevale di Putignano ruota attorno a due maschere simbolo, contrarie e complementari. Una e quella di &apos;Farinella&apos;, uomo stravagante, allegro, colorato e scanzonato che, nel XIV secolo, salvo Putignano da attacchi stranieri, diventando l&apos;eroe di tutti i cittadini. L&apos;altra e rappresentata dal suo alter ego &apos;Cece&apos;, figura femminile vestita di bianco e nero, espressione di negativita - l&apos;opposto di Farinella.I nomi di entrambe le maschere derivano da un alimento semplice e antico della tavola contadina putignanese, chiamato appunto &apos;farinella&apos;, una farina finissima di orzo e ceci - ingrediente, quest&apos;ultimo, da cui deriva il nome Cece.Candidato a Patrimonio Immateriale dell&apos;Unesco, il Carnevale di Putignano ha una tradizione lunga piu di 630 anni e rappresenta un esempio di come un&apos;antica usanza possa rinnovarsi e adattarsi ai tempi moderni, mantenendo inalterato il suo fascino.Vieni a scoprire la magia di questa antica tradizione e lasciati trasportare dall&apos;allegria e dalla creativita di una delle piu belle feste del Carnevale d&apos;Italia.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The city of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano&lt;/a&gt; (Bari) bursts into life with masks and merriment during its Carnival, one of the oldest in Europe. With origins dating back to the 14th century, it stands as a true cultural heritage, drawing visitors from around the world.As tradition dictates, the festivities begin on December 26 with the &apos;Propaggini&apos;, a historic event featuring impromptu poets delivering satirical verses aimed at the &apos;powerful,&apos; and concludes on Shrove Tuesday, following lively basement parties, themed Thursdays, and four spectacular parades.What sets the Putignano Carnival apart are the grand parades of majestic floats, crafted using the ancient papier-m&amp;acirc,che technique by master artisans who, each year, create unique works of art inspired by current themes or historical figures. Citizens and tourists flock to Putignano on this occasion, filling the streets along with folk groups, musicians and street performers, creating a festive and engaging atmosphere that rekindles the childlike wonder in everyone.The Putignano Carnival centers around two symbolic, opposing, yet complementary masks. One is that of &apos;Farinella,&apos; an extravagant, cheerful, colorful and easygoing chap who, in the 14th century, saved Putignano from foreign attacks, becoming the hero of all citizens. The other is represented by his alter ego &apos;Cece,&apos; a female figure dressed in black and white, an expression of negativity-the opposite of Farinella.Both masks derive their name from a simple yet ancient staple of Putignano&apos;s peasant cuisine, called precisely &apos;farinella,&apos; a very fine flour made of barley and chickpeas. The latter ingredient, chickpeas (ceci in Italian), lends its name to Cece.Now a candidate for UNESCO Intangible Heritage recognition, the Putignano Carnival boasts a history spanning more than 630 years and is an example of how an ancient custom can renew itself and adapt to modern times while maintaining its charm.Come discover the magic of this ancient tradition and let yourself be swept away by the joy and creativity of one of Italy&apos;s most enchanting Carnivals.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Zucchine secche al sole</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono molto saporite le Zucchine secche al sole prodotte in Puglia. Prima di consumarle e sufficiente reidratarle in acqua tiepida per alcuni minuti e poi condirle con olio extravergine d&apos;oliva, aglio e menta.Una vera specialita della cucina tradizionale contadina che permette di fare tesoro dell&apos;abbondante produzione estiva e portare a tavola in ogni stagione le zucchine pugliesi che sono molto apprezzate per la polpa bianca e leggermente acquosa e il sapore fresco e dolciastro.Le zucchine, salate e lasciate asciugare al sole, si conservano a lungo. Una volta essiccate vanno bagnate con aceto di vino e subito asciugate delicatamente, quindi conservate allo stato secco in recipienti chiusi o poste sott&apos;olio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carne arrosto di Laterza</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sfrigolano sulla brace i lunghi spiedi di acciaio e il profumo della carne arrosto avvolge Laterza, cittadina a 50 chilometri da Taranto. Qui la carne arrostita affonda le radici nell&apos;antica tradizione dei fornelli, quando i contadini per risparmiare su carboni e legna, utilizzavano le braci messe a disposizione dai macellai del posto per grigliare la carne.Da allora, il metodo di preparazione e di cottura e rimasto sempre lo stesso: tagli di carne ovina e caprina di 100 grammi ciascuno vengono infilzati con spiedi d&apos;acciaio alternatamente con spicchi di cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti, cotti lentamente nel forno a legna per 30 minuti, quindi posizionati sulla brace per un&apos;altra mezzora.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Incapriata</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Incapriata</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Se vi trovate un menu che riporta la voce &apos;Incapriata&apos; e decidete di assaggiare questo piatto di fave e cicorie, sappiate che probabilmente mangerete la prima pietanza cucinata dall&apos;uomo in epoca preistorica. Il termine deriva dalla parola greca Kapyridia e Aristofane scriveva fosse il cibo preferito di Ercole.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>If you come across a menu item labelled &apos;Incapriata&apos; and decide to try this dish of broad beans and chicory, know that you will probably be tasting one of the earliest dishes prepared by humans in prehistoric times. &apos;Incapriata&apos; derives from the Greek word &apos;Kapyridia&apos;, and Aristophanes wrote that it was Hercules&apos; favourite food.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Aleatico di Puglia DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>L&apos;Aleatico di Puglia DOC e un tipico vino dolce da dessert, ideale per accompagnare la tradizionale pasticceria pugliese. L&apos;Aleatico si ottiene dalle omonime uve per almeno l&apos;85%, con l&apos;aggiunta di Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo.Il colore rosso granata tende all&apos;arancione con l&apos;invecchiamento, mentre all&apos;olfatto l&apos;Aleatico risulta vigoroso e persistente, con un sentore fruttato di prugne e ciliegie. Al gusto e amabile-dolce, scarsamente tannico e sapido, robusto di corpo ed equilibrato.La gradazione minima dell&apos;Aleatico di Puglia e di 15 gradi, arrivando nella tipologia Liquoroso dolce naturale, grazie a un leggero appassimento delle uve, a un tasso di alcolicita di 18,5 gradi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cicce Cuotte</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Cicce cuotte</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>I Cicce cuotte sono un dolce gustoso che a Sant&apos;Agata di Puglia si prepara per la festa di Ognissanti, anche in una allegra sagra in cui attraverso la distribuzione di piatti con i chicci di grano cotti si rinnova l&apos;antica tradizione.La preparazione e semplice: far bollire il grano per circa 1 ora dopo averlo tenuto a bagno in acqua tiepida il giorno precedente, lasciarlo raffreddare, quindi aggiungere chicchi di melagrana, gherigli di noci e pezzetti di cioccolato fondente. Prima di servire, infine, si aggiunge il vincotto.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>This tasty dessert is made in Sant&apos;Agata di Puglia for the town&apos;s All Saints&apos; Day celebrations, and during the Sagra delle Cicce Cuotte, a lively festival which preserves the ancient tradition of serving dishes made with cooked wheat.The recipe is simple: place the grains of wheat in a bowl of warm water for a day, then boil them for about an hour, drain the water and, once they have cooled down, add pomegranate seeds, nuts, and morsels of dark chocolate. Finally, add some vincotto just before serving.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Focaccia barese</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Croccante ai bordi e deliziosamente unta, la Focaccia barese ha un gusto salato ma dolciastro grazie ai pomodori che affondano nella pasta morbida. Difficile resistere al suo profumo che avvolge le vie del centro di Bari dove i numerosi forni profumano l&apos;aria con un&apos;invitante fragranza.La Focaccia barese si prepara mescolando farina di grano tenero, sale, lievito e acqua. L&apos;impasto si condisce con olio, pomodori freschi e olive e si cuoce nel forno a legna.Si mangia calda ma non bollente, avvolta in un pezzo di carta da panificio, oppure nel piatto accompagnata da una birra fredda artigianale.Nata nei panifici di Bari, la Focaccia barese si puo acquistare in quasi tutte le panetterie della Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Spazzatu</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Lo Spazzatu e uno sformato tipico di Sannicola, saporito spezzatino di carni miste e uova. Eredita di un&apos;antica tradizione, lo Spazzatu e a base di uova, carne d&apos;agnello, maiale, vitello, olio extravergine d&apos;oliva, formaggio grattugiato, cipolla, prezzemolo, sale e pepe nero.La preparazione: si fanno rosolare i pezzi di carne con la cipolla e l&apos;olio, si aggiunge la salsa di pomodoro e si lascia cuocere per un&apos;ora. Con uova, pane di grano duro e formaggio grattugiato si prepara una pastella con cui si ricopre la carne. Quindi si pone la pirofila in forno e una volta terminata la cottura, si rimescola tutto in casseruola e lo Spazzatu e servito.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Panzerotti baresi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Panzerotti baresi</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Si gustano per strada, in rosticceria e in pizzeria ma anche in occasioni di festa: i Panzerotti baresi sono uno dei simboli della gastronomia pugliese e vanno mangiati caldi, appena fritti.Nella preparazione tradizionale i dischi di pasta ottenuta da farina, lievito e olio d&apos;oliva, vanno farciti con pezzetti di mozzarella, di tipo non acquosa, pomodori pelati, sale, pepe e pecorino grattugiato e richiusi a mezzaluna prima di essere calati in olio bollente.Il profumo e il colore dorato sono irresistibili. Esistono diverse varianti del Panzerotto barese, in altre zone chiamato Calzone.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Enjoy them while walking down the street, in a fry shop or a pizzeria, or even on a special occasion - Panzerotti Baresi are a staple of Puglia&apos;s cuisine and are best served hot, fresh from the fryer.To make it according to the traditional recipe, stuff a half-moon of dough (made from flour, yeast, and olive oil) with pieces of mozzarella (not the watery kind, though), peeled tomatoes, salt, pepper, and grated pecorino cheese, and then fry it in boiling oil.Its fragrance and golden colour make it irresistible. There are several variations of the Panzerotto Barese, which is known in other areas as a Calzone.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Orecchiette</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Regina dei formati di pasta tradizionali, le orecchiette sono il simbolo della cucina pugliese.Rugose, amate cupolette di pasta che possono essere condite in vari modi. L&apos;impasto si ottiene con semola o farina di grano duro e acqua, anche se la tecnica di produzione cambia a seconda della provincia. Piu bianche, piccole e rigorosamente di semola le orecchiette confezionate nel Barese, piu scure, grandi e di farina di grano duro quelle salentine.Le orecchiette si possono cucinare in tantissimi modi, ma il piatto che piu rappresenta la Puglia sono le orecchiette alle cime di rapa.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cicerchia della Murgia</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La cicerchia e una leguminosa, il suo sapore e un misto tra pisello e fava e ha il pregio di rimanere sempre al dente nonostante la cottura.La pianta della cicerchia e simile a quella dei ceci, piu rustica, cresce anche su terreni poveri e in condizioni climatiche difficili, resiste alla siccita ed alle basse temperature, appare di aspetto minuto e spigoloso, con colorazione biancastra e ha una buccia poco coriacea.Gli anziani contadini e pastori della Murgia ne sono ghiotti. La cicerchia e caratterizzata dall&apos;elevato contenuto di ferro. Rinomata la zuppa di cicerchia, nelle numerose varianti, con fette di pane casereccio abbrustolito.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Collina di Brindisi DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Collina di Brindisi DOP e un olio di antica tradizione, famoso per l&apos;estrema versatilita di utilizzo in cucina e finanche nella pasticceria tradizionale.L&apos;olio Collina di Brindisi presenta un&apos;acidita massima dello 0,80%, dolce, fruttato lievemente nel sapore e piu deciso nell&apos;odore, e dal colore giallo dorato intenso con nuances verdoline. L&apos;olivo e presente nel brindisino da tempi antichi, come testimoniano alcuni oliveti secolari a Fasano e Ostuni.E&apos; di eccellente qualita e genera una leggera percezione di piccante e di amaro. Il gusto dell&apos;olio Collina di Brindisi e tale da accompagnare bene qualsiasi pietanza, dalle carni ai piatti di pesce, alle verdure.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>In Puglia, panchine giganti tra la terra e il mare</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>In Puglia, giant benches between land and sea</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Una panchina gigante, fuori scala, da dove poter guardare il mondo da un&apos;altra prospettiva, riscoprirsi bambini e lasciarsi meravigliare dal mondo che si ha intorno, dai colori intensi, verde e marrone, della campagna pugliese, dall&apos;azzurro del mare che si confonde con il cielo, dal bianco accecante dei muretti a secco, dall&apos;incanto del rosso di un&apos;alba o di un tramonto. Sono arrivate anche in Puglia le panchine giganti del progetto no-profit &apos;La Big Bench Community Project&apos; ideate dall&apos;architetto statunitense Chris Bangle: una a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt;, in uno dei luoghi piu suggestivi della citta, ovvero la Circummarpiccolo, nell&apos;area a ridosso dell&apos;Oasi dei Battendieri e da cui si possono ammirare in lontananza i palazzi della citta, il Ponte Punta Penna, la Palude la Vela, l&apos;oasi del WWF con gli aironi cinerini ed i fenicotteri rosa, le barche e le coltivazioni di mitili, e una a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/gravina-puglia&quot;&gt;Gravina di Puglia&lt;/a&gt;, sul Belvedere di Dolcecanto, da cui si puo godere, nel silenzio assoluto della campagna murgiana, di uno dei panorami piu suggestivi della zona, fino al ponte acquedotto. Quella delle panchine giganti non e solo un&apos;idea di impatto che permette di godere dello spettacolo meraviglioso che la natura quotidianamente offre, ma e anche leva di sviluppo economico territoriale e di valorizzazione delle eccellenze artigianali pugliesi che lavorano il ferro e il legno. Le panchine, infatti, devono essere in questi materiali, realizzate da artigiani locali, e localizzate in posti da cui godere di un panorama mozzafiato e che richiama turisti da tutto il mondo. E quale posto migliore della Puglia?Le panchine giganti sono una bella idea. Semplice ma molto efficace. Rappresentano un bel modo per ritornare bambini e riconciliarsi con se stessi e con il mondo e sono una occasione per ammirare la natura, assaporare antiche tradizioni e riscoprire le comunita. Un piccolo contributo all&apos;economia e al turismo della Puglia&amp;hellip,ma in grande scala!</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A giant bench, out of scale, where one can view the world from a different perspective, rediscover the joy of being a child, and be amazed by the surrounding world - the intense colours of Puglia&apos;s countryside in shades of green and brown, the blue of the sea merging with the sky, the dazzling white of dry-stone walls, and the enchantment of the red hues of sunrise or sunset. The giant benches of the non-profit project &apos;La Big Bench Community Project,&apos; conceived by the American architect Chris Bangle, have also arrived in Puglia: one in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt;, in one of the most suggestive places in the city, namely Circummarpiccolo, near the Oasi dei Battendieri, from which one can admire the city&apos;s buildings, the Punta Penna Bridge, the Palude la Vela, the WWF oasis with grey herons and pink flamingos, boats, and mussel farms, and one in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/gravina-puglia&quot;&gt;Gravina di Puglia&lt;/a&gt;, on the Belvedere di Dolcecanto, where, in the absolute silence of the Murgian countryside, one can enjoy one of the most scenic views in the area, up to the aqueduct bridge.The concept of giant benches is not just an impactful idea that allows enjoying the wonderful spectacle that nature offers daily, it is also a lever for territorial economic development and the enhancement of Puglia&apos;s artisanal excellence in working with iron and wood. The benches, in fact, must be made from these materials by local artisans and located in places that offer breathtaking panoramas, attracting tourists from around the world. And what better place than Puglia?Giant benches are a beautiful and simple yet highly effective idea. They provide a great way to relive childhood, reconcile with oneself and the world, and offer an opportunity to admire nature, savour ancient traditions, and rediscover communities. A small contribution to the economy and tourism of Puglia... but on a grand scale!</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Il Passato e una Terra Straniera</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Il Passato e una Terra Straniera (The Past Is a Foreign Land)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Bari: Giorgio, classico bravo ragazzo e laureando in giurisprudenza, si sente un po&apos; fuori luogo negli ambienti frequentati con la fidanzata. Durante un&apos;elegante festa natalizia difende uno sconosciuto, Francesco, con il quale stringe una solida amicizia che gli fa conoscere un mondo assolutamente a lui sconosciuto: quello del gioco d&apos;azzardo, nel quale i due fanno coppia barando. Le nuove esperienze che vive inebriano Giorgio e lo trascinano in situazioni molto piu grandi di lui.Soggetto: Gianrico CarofiglioSceneggiatura:Gianrico Carofiglio, Francesco Carofiglio, Daniele Vicari, Massimo GaudiosoDirettore della fotografia:Gherardo GossiMontaggio:Marco SpoletiniCast: Elio Germano, Michele RiondinoNazionalita: ItaliaProduzione: Fandango,R &amp;C Produzioni, in collaborazione con Rai Cinema, Publimedia 2000, Armadillo CinematograficaDistribuzione: 01 DistributionDurata:120Location: Bari, CasamassimaFinanziato da: Apulia National Film FundFestival e riconoscimenti: Festival Internazionale del Film di Roma 2008: Premio L.A.R.A. (Michele Riondino)</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Bari: Giorgio, a good-natured law school graduate, feels somewhat out of place in the social circles he frequents with his girlfriend. During an elegant Christmas party, he defends a stranger, Francesco, with whom he forms a solid friendship that introduces him to a world entirely unknown to him: the world of gambling, in which the two cheat together&amp;mdash,the new experiences intoxicate Giorgio, leading him into situations much more significant than himself.Story: Gianrico CarofiglioScreenplay: Gianrico Carofiglio, Francesco Carofiglio, Daniele Vicari, Massimo GaudiosoDirector of Photography: Gherardo GossiEditing: Marco SpoletiniCast: Elio Germano, Michele RiondinoNationality: ItalyProduction: Fandango, R &amp;C Produzioni, in collaboration with Rai Cinema, Publimedia 2000, Armadillo CinematograficaDistribution: 01 DistributionDuration: 120 minutesLocation: Bari, CasamassimaFinanced by: Apulia National Film FundFestivals and Awards: Rome International Film Festival 2008: L.A.R.A. Award (Michele Riondino)</dsc_articolo_eng>
<tipologia>FILM</tipologia>
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<nm_articolo_it>Oliva Cellina di Nardo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il loro gusto ricorda le more mature e vengono molto apprezzate per l&apos;inconfondibile aroma. Sono le olive della piccola cultivar nera Cellina di Nardo, conosciuta anche come &apos;Saracina&apos; o &apos;Scorranisa&apos;.Per le loro tipiche caratteristiche organolettiche, trovano largo impiego come insostituibile ingrediente in tanti piatti della tradizione popolare come le minestre di verdure, le focacce farcite e i pani salentini conditi, come Pucce, le Uliate, Sceblasti&apos;, &apos;Mpille.  Ma anche nella preparazione di ottimi dolci.L&apos;olio ricavato dalla Cellina, ha un sapore fruttato, con sensazioni leggere di foglia, erba, e una debole fragranza di piccante. E un olio particolarmente indicato sulle verdure cotte e crude, sui primi piatti, sul pesce lesso e arrostito e sulle carni lessate.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Olive in salamoia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Olives in brine</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ci vogliono oltre quarantacinque giorni per preparare le Olive in salamoia, prodotto tipico agroalimentare della Puglia.Si scelgono le olive con una forma allungata, simili a piccole susine, si immergono nell&apos;acqua e nel sale per quasi due mesi e si insaporisce il tutto con fettine di limone, arancia, finocchio selvatico, alloro, peperoncino e mirto.A temperatura ambiente, se conservate in barattoli di vetro, le Olive in salamoia si mantengono consistenti, compatte e croccanti per oltre un anno.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>It takes more than 45 days to prepare the cured olives, the typical product of Apulian gastronomy.The olives with an oblong shape, similar to small sloes, are picked and soaked in water and salt for roughly two months, with the addition of slices of lemon, orange, wild fennel, bay leaves, chilli pepper and myrtle.They&apos;re kept at room temperature, inside glass jars, which preserves them meaty, compact and crunchy for longer than an year.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>PRODOTTI_TIPICI</tipologia>
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<nm_articolo_it>Fichi secchi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Dried figs</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Hanno il profumo delle cose buone di una volta, i Fichi secchi, dolci, teneri e ricchi di sorprese al loro interno.Si ottengono dai fichi maturi, che vengono essiccati al sole, passati in forno caldo per alcuni minuto e farciti con mandorle tostate, pezzi di cioccolata, miele e buccia tritata di limone.Ancora caldi, si depongono in grandi recipienti di creta detti &apos;capase&apos; e si aromatizzano i vari strati con semi di finocchio e foglie di alloro. Il risultato e un fico bruno, molto dolce e pastoso, dolce eredita della tradizione contadina pugliese.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Dried figs smell like the good things of times gone by. Sweet and tender and packed with surprising flavors, they&apos;re obtained from sun-dried mature figs stuffed with roasted almonds, bits of chocolate and apple, and minced lemon peel.They&apos;re placed inside big containers, called &apos;&apos;capase&apos;&apos;, while still warm and are seasoned with various layers of fennel seeds and bay leaves.The outcome is a brown fig, very sweet and kind of soggy, a sweet heirloom of Apulian peasant tradition.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>PRODOTTI_TIPICI</tipologia>
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<nm_articolo_it>Copertino DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Vino da pasto salentino nelle varianti rosso o rose, il Copertino DOC si distingue per la struttura corposa, ferma, e per la versatilita con cui lo si abbina alla cucina regionale.Il Copertino DOC e ottenuto da vitigni autoctoni per almeno il 70% di uve Negroamaro, che gli conferiscono un caratteristico rosso rubino dai riflessi violacei per i vini giovani, e un rosso tendente all&apos;arancione per i vini invecchiati, e per il restante 30% da vitigni Malvasia nera di Brindisi e di Lecce, Montepulciano e Sangiovese, in percentuale massima del 15%.Il Copertino Rosso tipo Riserva e considerato uno dei vini piu pregiati del Salento.</dsc_articolo_it>
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<tipologia>CURIOSITA</tipologia>
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<nm_articolo_it>Cozze piccinne allu rienu</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le Cozze piccinne allu rienu, ovvero all&apos;origano sono piccole chiocciole lessate e condite con la profumatissima pianta aromatica che cresce spontanea nel Salento.Il consumo di questo piatto e a dir poco arcaico: in una terra come il Salento avara come poche altre di proteine nobili, questi molluschi hanno costituito una risorsa alimentare troppo abbondante e a portata di mano per rinunciarvi.Le cozze piccinne vanno lavate accuratamente, accertandosi che siano tutte vive, e cotte in acqua abbondante e salata, avendo cura di schiumarle spesso. Prima di servirle, si lasciano intiepidire coperte, in modo che si aromatizzino.</dsc_articolo_it>
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<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Ceramica di Grottaglie</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E un&apos;eccellenza dell&apos;artigianato pugliese la ceramica di Grottaglie, garantita dal marchio DOC, produzione antica e ancora fiorente, grazie anche alle ricche cave di argilla rossa del territorio.Nel Quartiere delle ceramiche c&apos;e il cuore pulsante della tradizione figula di Grottaglie. Qui si puo assistere alla lavorazione al tornio, alla cottura nei forni di vasi, fischietti, pigne, dame agghindate da riccioli di ceramica e cavalieri baffuti smaltati o rustici, e alla decorazione a mano tra mille colori e forme.L&apos;artigianato sconfina spesso nell&apos;arte, una storia raccontata nel Museo della ceramica e nella Mostra della ceramica che si svolge ad agosto.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carote di Polignano</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Polignano carrots</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Puo essere arancione, gialla o viola scuro. La colorazione varia e una delle peculiari caratteristiche della Carota di Polignano, Presidio Slow Food di Puglia.La vera straordinarieta di questa carota, pero, sta nel sapore. Quando si addentano le carote di Polignano appena colte, si ha una nettissima sensazione di sapidita e di frescura.La raccolta e praticata esclusivamente a mano, utilizzando un forcone per smuovere la terra attorno alla pianta, che viene estratta con cura. Il seme della carota viene ancora selezionato dai contadini e quindi, l&apos;ortaggio non ha unicamente il colore arancio stabilizzato dalle industrie sementiere.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>It can be orange, yellow or dark purple. The color variety is one of the characteristics of the Polignano carrot, an Apulian Slow Food product, although its strong point is the taste. When savored freshly picked from the fields, one experiences an intense flavor and freshness.The harvest is done exclusively by hand, using a pitchfork to remove the earth around the plant, which is then extracted with great care.The seeds are still personally picked out by farmers, thus the vegetable doesn&apos;t show exclusively the orange color foreordained by seed companies.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>PRODOTTI_TIPICI</tipologia>
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<nm_articolo_it>Tocchetto</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Tocchetto e un insaccato della zona di Lucera, ottenuto dal filetto di suino. La carne, tagliata a pezzi regolari, viene condita e lasciata riposare in salamoia con spezie e aromi tipici per una settimana, quindi insaccata in budella naturali, posta a sgocciolare, compressa fra due assi di legno e lasciata stagionare.I pastori di Lucera, nel XVIII secolo, nella transumanza, portavano un alimento nutriente, da allora il tocchetto di Lucera e rimasto invariato.Da gustare con un buon vino rosso, il tocchetto si puo prenotare in una delle tante macellerie di Lucera: la sua produzione, infatti, e molto limitata poiche da un maiale se ne ricavano solo sei pezzi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Frutta e verdura di Mattinata</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Hanno un sapore unico e inimitabile la frutta e la verdura che si coltivano nel territorio di Mattinata, grazie alle particolari condizioni climatiche e ambientali.Nel continuo alternarsi delle stagioni, la terra offre ai suoi coltivatori i frutti piu preziosi. La bonta e la genuinita sono valorizzati da agricoltori che amano il loro lavoro e la terra che e un bene da tutelare.La frutta e la verdura di Mattinata contribuiscono a un&apos;alimentazione sana e corretta non dimenticando il gusto e il piacere della buona tavola.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Castel del Monte Bombino nero Docg</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E il vino rosato per eccellenza delle Murge, il Castel del Monte Bombino nero Docg.Si ottiene da uve Bombino Nero tipiche della zona di Minervino Murge e ha un carattersitico colore rosato, il suo profumo, caratteristico, delicato e fruttato, evidenzia note di vaniglia e rosa canina, in bocca e asciutto e armonico, fresco, morbido e pieno.La gradazione alcolica del Castel del Monte Bombino nero Docg e del 12%. Freschezza, morbidezza, moderata alcolicita e frutto vivo ma delicato, fanno di questo elegante rosato un vino estremamente duttile negli abbinamenti, ottimo anche come aperitivo.Adatto per accompagnare tutto il pasto, si sposa in particolare con antipasti di mare o di salumi, secondi a base di carni bianche o di pesce.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Gnostre</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Gnostre</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tipiche piazzette in cui e possibile imbattersi attraversando i vicoli dei borghi antichi pugliesi, luoghi di ritrovo che fanno da cortile alle abitazioni dei centri storici e che a Noci vengono celebrate in un apposito evento enogastronomico, &apos;Bacco nelle Gnostre&apos;.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>These are typical little squares that one may encounter while strolling through the alleys of ancient Puglian villages. These gathering places serve as courtyards for the historic townhouses. In Noci, they are celebrated with a particular food and wine event called &apos;Bacco nelle Gnostre.&apos;</dsc_articolo_eng>
<tipologia>PAROLE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Mosto cotto di amarene</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Una delizia dal sapore intenso e il profumo inconfondibile. Il Mosto cotto di amarene e uno dei prodotti tipici piu gustosi di Rodi Garganico.Per la sua preparazione si utilizzano le foglie di amarena, appena colte, sane e di piante non trattate, vino rosso e zucchero. Le foglie, piu di 100 per un litro di rosso pugliese, ben lavate e asciugate, vanno poste in un recipiente a chiusura ermetica con il vino per otto giorni, trascorsi i quali il composto si cola e dopo l&apos;aggiunta dello zucchero si fa cuocere a fuoco lento.Lo sciroppo si lascia raffreddare e una volta imbottigliato si puo gustare come liquore o utilizzare nella preparazione di piatti tipici, per lo piu dolci.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Stacchioddi</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono delle orecchiette leggermente piu grandi, gli Stacchioddi, vessillo gastronomico del Brindisino.Ottenute da un impasto di semola e cruschello, le cupolette di pasta fresca sono ottime da gustare condite con sugo di pomodoro e cacioricotta oppure accompagnate da involtini di carne di cavallo.Gli Stacchioddi sono immancabili nel pranzo domenicale delle famiglie brindisine e i protagonisti della sagra di Latiano che si tiene ogni anno a ottobre.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pesce e agnello di pasta di mandorla</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La deliziosa pasta di mandorla pugliese in occasione delle feste principali si arricchisce di nuovi sapori e nuove forme: il pesce a Natale e l&apos;agnellino a Pasqua, con il loro ricco ripieno.Per la pasta di mandorla gli ingredienti sono zucchero e mandorle della campagna pugliese mentre per il ripieno si utilizzano confettura di pere o marmellata di agrumi, faldacchiera, cioccolato fondente e talvolta canditi di agrumi.Per i palati golosi e d&apos;obbligo l&apos;assaggio di pesci e agnelli di pasta di mandorla confezionati dalle suore del Monastero benedettino di san Giovanni Evangelista di Lecce la cui produzione e apprezzata anche oltre confine.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>L&apos;ultimo paradiso</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;L&apos;ultimo paradiso&apos; (The last paradise)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tratto da una storia vera, &apos;L&apos;Ultimo Paradiso&apos; e ambientato nel 1958 in un piccolo paese del Sud Italia. Ciccio (Riccardo Scamarcio) e un contadino di 40 anni. E sposato con Lucia (Valentina Cervi) e hanno un figlio di 7 anni. Ciccio sogna di cambiare le cose e lotta con i suoi compaesani contro chi da sempre sfrutta i piu deboli. E segretamente innamorato di Bianca (Gaia Bermani Amaral), la figlia di Cumpa Schettino (Antonio Gerardi), un perfido e temuto proprietario terriero che da anni sfrutta i contadini. Ciccio vorrebbe fuggire insieme a lei ma, non appena Cumpa Schettino verra a conoscenza della loro relazione, una serie di eventi iniziera a sconvolgere la vita di tutti e niente sara piu come prima. Con Riccardo Scamarcio, Gaia Bermani Amaral, Valentina Cervi.Prodotto da: Lebowski e Silver Productionscon il supporto di Regione Puglia e con il sostegno di Apulia Film CommissionLocation: Bari, Gravin</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Based on a true story, &apos;L&apos;Ultimo Paradiso&apos; is set in 1958 in a small town in Southern Italy. Ciccio (Riccardo Scamarcio) is a 40-year-old farmer. He is married to Lucia (Valentina Cervi), and they have a 7-year-old son. Ciccio dreams of changing things and fights alongside his fellow villagers against those who have always exploited the weak. He secretly loves Bianca (Gaia Bermani Amaral), the daughter of Cumpa Schettino (Antonio Gerardi), a cunning and feared landowner who has exploited the farmers for years. Ciccio wants to run away with her, but as soon as Cumpa Schettino learns of their relationship, a series of events disrupt everyone&apos;s lives, and nothing will ever be the same. Starring: Riccardo Scamarcio, Gaia Bermani Amaral, Valentina Cervi Produced by Lebowski and Silver Productions, with the support of the Apulia Region and the Apulia Film Commission Locations: Bari, Gravina</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>La vita davanti a se</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;La vita davanti a se&apos; (The Life Ahead)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ambientato a Bari, il film racconta la storia di Madame Rosa, un&apos;anziana ebrea ed ex prostituta che per sopravvivere negli ultimi anni della sua vita ospita nel suo piccolo appartamento una sorta di asilo per bambini in difficolta. Riluttante, accetta di prendersi carico di un turbolento dodicenne di strada di origini senegalesi, di nome Momo. I due sono diversi in tutto: eta, etnia e religione. Per questo all&apos;inizio la loro relazione e molto conflittuale, ma ben presto si trasformera in un&apos;inaspettata e profonda amicizia, quando, nonostante tutto, si renderanno conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambiera le loro vite per sempre. Con Sophia Loren, Ibrahima Gueye, Renato Carpentieri. Prodotto da: Palomar con il supporto di Regione Puglia, Puglia Promozione, Apulia Film Commission Location: Bari, Trani e Ostuni</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Set in Bari, the film tells the story of Madame Rosa, an elderly Jewish woman and former prostitute who hosts a sort of refuge for troubled children in her small apartment to survive in the last years of her life. She agrees to take care of a turbulent 12-year-old street kid of Senegalese origin named Momo. The two are different: age, ethnicity, and religion. Therefore, their initial relationship is highly conflictual. However, it soon transforms into an unexpected and profound friendship when, despite their differences, they realize they are kindred souls bound by a shared destiny that will change their lives forever. Starring: Sophia Loren, Ibrahima Gueye, Renato Carpentieri Produced by Palomar with the support of the Apulia Region, Apulia Promozione, Apulia Film Commission Locations: Bari, Trani, and Ostuni</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Carne di capra Garganica</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E una saporita tipicita della tradizione gastronomica del Gargano, tanto che alla carne di capra in acqua e sale Rignano Garganico dedica anche una gustosa sagra nella stagione estiva. In questo periodo la carne di capra infatti e particolarmente saporita, per ragioni biologiche e per l&apos;alimentazione costituita dal timo garganico e da altre erbe selvatiche. La carne di capra viene fatta cuocere a fuoco lento, per ore e ore, in acqua, sale e aromi vari, all&apos;interno di grosse pentole, viene poi servita in piatti e ciotole o di creta, accompagnata con pane casereccio e un buon bicchiere di vino pugliese.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Formaggi mattinatesi</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Dalla sapienza dei pastori e dei maestri casari del Gargano nascono i Formaggi mattinatesi, tra i quali ricotte, canestrati, pecorini e cacioricotta a base di latte di pecora e di capra.L&apos;attivita casearia ha unito la passione profonda che caratterizza tutti gli allevatori di Mattinata, alle particolari condizioni ambientali che oltre ad assicurare alle greggi pascoli ricchi di erbe spontanee e selvatiche, sono ideali per la conservazione dei formaggi destinati alla stagionatura.Il rispetto dei metodi tradizionali di trasformazione del latte sono un&apos;ulteriore garanzia di genuinita e gusto unico per latticini e formaggi di Mattinata.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Sanguinaccio leccese</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Sanguinaccio leccese e una prodotto della tradizione gastronomica salentina a base di sangue di maiale condito, aromatizzato, insaccato in budella dello stesso animale e cotto.Il sangue di maiale con l&apos;aggiunta di acqua viene salato e aromatizzato con spezie, bucce di agrumi, pezzettini di lardo, di peritoneo e di cervella e infine insaccato in budella di adeguata resistenza e capacita, quindi fatto cuocere con una bollitura non tumultuosa per almeno mezz&apos;ora.Per gustarlo basta riscaldarlo in acqua salata per qualche minuto, oppure arrostirlo lentamente sulla brace o soffriggerlo in padella con la cipolla sfumandolo con del buon vino rosato del Salento.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Squinzano DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Lo Squinzano DOC e un ottimo vino da pasto prodotto nelle province di Brindisi e Lecce, nelle due varianti rosso e rosato ed e un abbinamento eccellente per piatti di pesce o carne e selvaggina.Prodotto anche nella versione riserva, lo Squinzano DOC e ottenuto da vitigni Negroamaro per un minimo del 70% e Malvasia Nera di Brindisi, Malvasia Nera di Lecce e Sangiovese, fino a un massimo del 30%.Il rosato e di un bel rosa con un profumo persistente, vinoso e fruttato, al gusto risulta secco, caldo, quasi morbido. Il rosso e di un tipico rosso con riflessi arancione con l&apos;invecchiamento, profumo vinoso e sapore robusto ma vellutato. La gradazione alcolica minima e di 12,5 gradi per rosso e rosato e di 13 gradi per il riserva.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Lampu</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Lampu</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tuoni e lampi sono sempre sinonimi di stupore e meraviglia per qualcosa di inaspettato, per questo se vi capita di fare una vacanza in Salento e girarvi di scatto perche qualcuno ha esclamato &apos;lampu!&apos;, non spaventatevi, avete appena ascoltato un&apos;espressione di meraviglia in versione locale.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Thunder and lightning are always synonymous with surprise and wonder about something unexpected. Therefore, don&apos;t be alarmed if you happen to be on vacation in Salento and suddenly turn around because someone exclaims, &apos;lampu!&apos; (lampo). You have just heard a local expression of marvel and astonishment.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Valle d&apos;Itria IGT</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Regala scenari incantevoli e ottimi vini la Valle d&apos;Itria con la sua IGT. Pregiati bianchi, di tradizione e affermati sul mercato, ma anche rossi, rosati, passito e novello.Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ostuni producono vini  anche nelle tipologie frizzante e passito, da uve Verdeca, Bianco d&apos;Alessano e Fiano minutolo, Bombino bianco e Malvasia. Un calice di questi vini accompagna in maniera superba frutti di mare e pesce fresco dell&apos;Adriatico.Il Rosso Valle d&apos;Itria IGT, anche frizzante, passito e novello, e il Rosato nascono invece da uve di Aleatico, Cabernet Sauvignon, Malvasia nera, Negroamaro, Pinot nero, Primitivo e Sangiovese, ottimi per accompagnare i piatti della tradizione contadina.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Vino rosso (U&apos;filippon)</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E un vino da tavola di colore rubino tendente al rosso mattone dopo invecchiamento, il Rosso di San Giovanni Rotondo, noto anche come U&apos;filippon, prodotto dagli agricoltori della zona con metodologie che garantiscono un&apos;alta qualita.Aspetto brillante, odore vinoso con gradevole, intenso profumo non privo di finezza, il vino ha un sapore asciutto, fresco, temperato, pieno, armonico. Accompagna ottimamente i piatti di carne della cucina regionale quali agnello o capretto al forno, carni alla griglia, ragu di coniglio o alla contadina.Ha una gradazione minima di 11,5 gradi ed e l&apos;ideale per degustazioni con pane casereccio e caciocavallo podolico o pecorino.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Olive cazzate o schiacciate</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Hanno un sapore leggermente piccantino le Olive cazzate ovvero schiacciate, generalmente preparate con olive della cultivar Ogliarola salentina.Le olive vanno raccolte ancora verdi o appena cangianti e riposte in un capace recipiente con acqua fresca per almeno un giorno, quindi vanno schiacciate, in dialetto salentino &apos;cazzate&apos;, con un mazzuolo di legno facendo attenzione a non rompere il nocciolo. Vanno quindi sistemate in un recipiente con acqua e dopo due settimane scolate e condite con sale fino. A Martano, nel Salento, ogni anno si svolge la sagra dedicata all&apos;Ulia cazzata nella seconda o terza domenica di ottobre.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Agnello al forno con patate alla leccese</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Lecce baked lamb  &amp; potatoes</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Un tempo era riservato alle grandi occasioni, oggi l&apos;agnello al forno con patate e un piatto servito di frequente in tutti i paesi della provincia di Lecce.Ecco la ricetta: friggere, sino a dorarle, le patate in olio di frantoio e riporle in un tegame sino a coprire il fondo. A parte rosolare in solo olio l&apos;agnello fatto a piccoli pezzi, poi bagnarlo con vino rosato del Salento. Mettere quindi l&apos;agnello sulle patate irrorandolo con il suo stesso intingolo e ricoprirlo con altre patate fritte. Spolverizzare infine con formaggio pecorino dolce, pangrattato, pepe e prezzemolo e cuocerlo in forno caldo per circa mezz&apos;ora.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Traditionally cooked on big occasions, baked lamb  &amp; potatoes is today common throughout the province of Lecce.Here&apos;s the recipe: deep fry the potatoes in extra virgin olive oil and place in a pan. Brown the chopped lamb separately, then sprinkle with Salento rose wine. Lay the lamb on the potatoes, sprinkling with its own sauce and cover with fried potatoes.Finally add some grated pecorino cheese, bread crumbs, pepper and parsley, then bake in a hot oven for about half an hour.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Produzione tessile a Vico del Gargano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Dalle abili mani delle donne di Puglia nascono preziosi merletti e ricami, un&apos;arte antica che trova nella produzione del Gargano una delle massime espressioni.Tra arredi e abiti liturgici e corredi nuziali, la produzione tessile si e sviluppata in molti paesi come Vico del Gargano, dove i telai artigiani sono in attivita in diversi laboratori che espongono le loro creazioni nel tradizionale appuntamento della Settimana Valentiniana.Sono un incanto gli originali ricami in lino, in lana, in seta, in oro,  di lana su lino e ancora di seta su lana e suscitano meraviglia i merletti realizzati con tecnica sopraffina, tramandata nel tempo da madre a figlia e oggi materia di formazione per nuovi artigiani.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ebanisteria salentina</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Grazie al genio degli artigiani del Salento, l&apos;ebanisteria locale e divenuta un felice connubio tra arte, gusto contemporaneo e tradizione.La lavorazione del legno, soprattutto l&apos;olivo e la radica d&apos;olivo, impiegato per la realizzazione di mobili, stoviglie e utensili da lavoro, ha origini molto antiche.Numerose e disparate sono le varianti alle quali l&apos;artigianato del legno si dedica: l&apos;arte dell&apos;intarsio, dell&apos;intaglio e l&apos;ebanisteria hanno creato, negli anni, prodotti estremamente raffinati destinati sia all&apos;arredamento degli interni sia alla decorazione di chiese e palazzi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ferro battuto e rame</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>L&apos;artigianato del ferro battuto ha saputo esprimere nei secoli, in una terra piuttosto povera di materie prime, tutto l&apos;estro della manualita pugliese. Opere dei maestri artigiani sono visibili nei decori e nelle casellature delle facciate di molti palazzi aristocratici.La lavorazione del ferro battuto e diffusa a Mattinata, Cerignola, Gravina di Puglia, Martina Franca e  Massafra, dove vengono prodotti oggetti di uso domestico e artistici e soprattutto nel Salento dove notevole e la creazione di candelieri anche molto elaborati, di lampioni e grate, produzione influenzata dalla tradizione artistica del barocco.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Fico secco mandorlato di San Michele Salentino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Un tempo era il dolce dei poveri della zona di San Michele Salentino. Oggi, invece, e un presidio Slow Food, il Fico secco mandorlato, con il suo profumo dolce agrumato.Il fico, che deve essere della varieta Dottato, viene tagliato in due ma non separato, messo a essiccare al sole su stuoie di canne, quindi riempito con una mandorla tostata di produzione locale, semi di finocchio selvatico e uno spicchio di scorza di limone, prima di essere richiuso.I fichi vengono cotti al forno e sistemati, ancora caldi, in contenitori di vetro o ceramica, dove si possono conservare per diversi mesi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Caparezza, la musica che racconta le bellezze e le difficolta della Puglia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Paparazzi, the music that talks about the beauties and difficulties of Puglia.</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Un tripudio di sonorita, un&apos;esplosione di ritmo, musicalita, gioia. Michele Salvemini, in arte Caparezza, e un rapper, cantautore e produttore discografico italiano che ha saputo raccontare la Puglia attraverso una produzione artistica tutta da ballare e cantare, riuscendo a coniugare nelle sue canzoni il gusto del divertimento puro- quello stesso divertimento che anima e colora le sere d&apos;estate di una regione che guarda al futuro senza voltarsi indietro- con una sperimentazione musicale continua e un forte spirito di riflessione che spesso si fa denuncia sociale.Sullo sfondo, e nei testi, la Puglia con le sue ricchezze naturali, meta da sogno per i turisti di tutti il mondo, regione che per il suo patrimonio naturalistico, storico e ambientale, viene celebrata e cantata come una delle piu belle d&apos;Italia, ma anche la Puglia con le sue complessita che a volte si fanno contraddizioni. Cantante di fama internazionale e ballato in tutta Italia, dopo un periodo trascorso lontano dalla sua citta, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/molfetta&quot;&gt;Molfetta&lt;/a&gt;, il vero successo Caparezza l&apos;ha raggiunto quando e ritornato alle radici, si e trasferito nuovamente nella sua terra di origine e ha iniziato a cantare l&apos;autenticita della sua gente, il contatto, quello vero, tra le persone, la passione e l&apos;amore per una regione bella e complicata, a volte problematica. Il forte senso di appartenenza e il legame quasi simbiotico con la sua terra traspare gia dal nome che assume quando fa ritorno a casa, scegliendo di farsi chiamare &apos;Caparezza&apos; che infatti in dialetto molfettese significa &apos;testa riccia&apos;. Ed e proprio la sua citta &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/molfetta&quot;&gt;Molfetta&lt;/a&gt;, luogo ricco di storia e di arte, di chiese barocche e cattedrali, di bellezze naturalistiche e siti preistorici, di vicoli, caffe e botteghe, ad ispirare una nuova produzione musicale e artistica in continua evoluzione e sperimentazione.I luoghi che Caparezza canta sono luoghi di una regione, la Puglia, capaci di meravigliare chi ascolta e chi balla, luoghi apparentemente vuoti e deserti, ma che in realta sono pieni di ricordi, di testimonianze, di vita. Ed e proprio quest&apos;esplosione di vitalita che, unita al mix di sonorita e di ritmi che spaziano dal rock all&apos;hip hop passando per il folk, che rendono quella di Caparezza una musica che racconta le tante anime della Puglia e della sua &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/molfetta&quot;&gt;Molfetta&lt;/a&gt;, quella piu divertita e colorata delle sere d&apos;estate fino a quella della riflessione su un futuro che la riguarda e la vede protagonista. E che di fatto rappresenta la storia di tutti i Sud del mondo.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The jubilation of sounds, an explosion of rhythm, musicality, and joy. Michele Salvelinus, known as Caparezza, is an Italian rapper, singer-songwriter, and record producer who has been able to portray Puglia through a danceable and singable artistic production. He manages to combine in his songs the taste of pure fun - the same joy that animates and colours the summer evenings of a region that looks to the future without turning back - with continuous musical experimentation and a strong spirit of reflection that often becomes public outcry.In the background, and his lyrics, Puglia, with its natural wonders, stands out as a dream destination for tourists from all over the world, a region that, due to its natural, historical, and environmental heritage, is celebrated and sung as one of the most beautiful in Italy. However, Puglia also reveals its complexities, which sometimes give rise to contradictions. As an internationally renowned singer and dancer throughout Italy, Caparezza achieved true success when he returned to his roots, moving back to his hometown of Molfetta. He began to sing about the authenticity of his people, genuine human connections, passion, and love for a beautiful and complicated region that can sometimes be problematic.The strong sense of belonging and the almost symbiotic bond with his land is already evident in the name he adopts when he returns home, choosing to be called &apos;Caparezza,&apos; which in the dialect of &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/molfetta&quot;&gt;Molfetta&lt;/a&gt; means &apos;curly head.&apos; His city,&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/molfetta&quot;&gt; Molfetta&lt;/a&gt;, a place rich in history and art, with baroque churches and cathedrals, natural beauties, prehistoric sites, alleys, cafes, and shops, inspires a new and ever-evolving artistic and musical production.Caparezza sings about locations in Puglia, capable of amazing those who listen and dance. These places may appear empty and deserted, but they are filled with memories, testimonies, and life. This explosion of vitality, combined with a mix of sounds and rhythms ranging from rock to hip-hop to folk, makes Caparezza&apos;s music tell the many souls of Puglia and its &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/molfetta&quot;&gt;Molfetta&lt;/a&gt;. It portrays the most joyful and colourful aspects of summer evenings and reflections on a future that concerns and sees it as the main character. It represents the story of all the Souths of the world.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Laurino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il laurino, preparato con bacche di alloro, rappresenta uno dei liquori piu gustosi, tipici di Rodi Garganico.Per la sua preparazione occorrono zucchero, acqua,1 litro di alcool e molte bacche di alloro. Si riconosce dall&apos;intenso profumo e dall&apos;inconfondibile sapore dell&apos;alloro e va servito freddo.Per ottenete il laurino e necessario porre le bacche e l&apos;alcool in un contenitore, nel contempo far bollire l&apos;acqua e lo zucchero per circa 3 minuti, dopo aver fatto raffreddare lo sciroppo, versare il tutto sulle bacche e conservare almeno per un mese prima di filtrare e di imbottigliare.In altre zone della Puglia per la preparazione si utilizzano le foglie d&apos;alloro appena colte.</dsc_articolo_it>
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<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Il tempo dei giganti</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Il tempo dei giganti&apos; (The Time of Giants)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>In Puglia è in corso la piu grave pandemia botanica del secolo: un batterio da quarantena, Xylella Fastidiosa sta uccidendo milioni di alberi d&apos;ulivo, stravolgendo paesaggio, economia e relazioni umane. &apos;Il Tempo dei Giganti&apos; narra il viaggio di Giuseppe verso la terra del padre, nella Piana degli ulivi monumentali, laddove è imminente l&apos;arrivo dell&apos;epidemia. Dovra spiegare all&apos;anziano contadino come la loro vita verrà sconvolta da questo batterio invisibile, finora sconosciuto in Italia e che lentamente sta diffondendosi in Europa. In un territorio devastato dalla desertificazione e dal cambiamento climatico, quello di Giuseppe e un viaggio che intreccia memorie, storie e testimonianze sulla vicenda Xylella. Tra i tanti protagonisti del film anche il contributo di Riccardo Valentini (Ecologo e Premio Nobel per la pace nel 2017), di Marco Cattaneo (Editor in Chief di National Geographic, Le Scienze e Mind), dello scrittore Daniele Rielli, del giornalista Stefano Liberti (Internazionale) e della divulgatrice scientifica Alessandra Viola. Il film, senza pregiudizi o condizionamenti, lascia spazio a opinioni scientifiche, suggestioni e storie di chi, in prima linea, cerca di fornire una visione sul futuro di un territorio devastato dalla piu grave pandemia botanica del secolo. Il documentario e liberamente ispirato al libro di Stefano Martella &apos;La morte dei Giganti. Il batterio Xylella e la strage degli ulivi millenari&apos;, edito da Meltemi. Prodotto da Dinamo Film e Fluid Produzioni Location: Bari, Valle d&apos;Itria, Alliste, Erchie, Lecce, Brindisi, Otranto e Castellana Grotte Sostenuto da Apulia Film Commission e Regione Puglia attraverso l&apos;Apulia Film Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In Apulia, the most severe botanical pandemic of the century is taking place: a quarantine bacterium, Xylella Fastidiosa, is killing millions of olive trees, altering the landscape, economy, and human relationships. &apos;The Time of Giants&apos; tells the story of Giuseppe&apos;s journey to his father&apos;s land in the Plain of monumental olive trees, where the epidemic is imminent. He must explain to the elderly farmer how their lives will be disrupted by this invisible and previously unknown bacterium in Italy, which is slowly spreading throughout Europe. Giuseppe&apos;s journey intertwines memories, stories, and testimonies about the Xylella issue in a region devastated by desertification and climate change. Among the many protagonists of the film, there is also the contribution of Riccardo Valentini (Ecologist and Nobel Peace Prize laureate in 2017), Marco Cattaneo (Editor in Chief of National Geographic, Le Scienze, and Mind), writer Daniele Rielli, journalist Stefano Liberti (Internazionale), and science communicator Alessandra Viola. Without prejudice or conditioning, the documentary provides a platform for scientific opinions, suggestions, and stories from those on the front lines, trying to provide insight into the future of a territory devastated by the most severe botanical pandemic of the century. The documentary is loosely based on Stefano Martella&apos;s book &apos;La morte dei Giganti. Il batterio Xylella e la strage degli ulivi millenari,&apos; published by Meltemi. Produced by Dinamo Film and Fluid Produzioni Locations: Bari, Valle d&apos;Itria, Alliste, Erchie, Lecce, Brindisi, Otranto, and Castellana Grotte</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Melanzane secche al sole</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le Melanzane secche al sole sono una conserva tipica pugliese che rende disponibile un tipico sapore estivo anche nelle altre stagioni.Le melanzane, le piu sode, prive di ammaccature e di media grandezza, vanno tagliate a fette, salate ed essiccate al sole, magari protette da un leggero velo, perche perdano almeno il 70% di acqua. Una volta pronte vanno bagnate con aceto di vino, quindi asciugate e conservate.Prima di essere mangiate calare le melanzane in acqua tiepida per alcuni minuti e insaporirle con menta, aglio e olio extravergine di oliva. Il risultato e un ottimo antipasto o contorno chiamato Melanzane alla poverella, che non manca mai sulle tavole imbandite a festa dei pugliesi.La preparazione: tagliare a fette le melanzane, bagnarle con aceto di vino e metterle ad asciugare ed essiccare.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>The Bold and Beautiful</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Bold and Beautiful</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Sono dieci gli episodi della storica soap opera americana girati in Puglia, prodotti dalla Bell - Philipp Television Productions, Inc. e con la produzione esecutiva della Dinamo Film di Bari.&apos;Beautiful&apos; ha scelto la Puglia, meta turistica sempre piu gettonata anche tra le star d&apos;oltreoceano, per festeggiare i suoi 25anni di messa in onda televisiva.  Per l&apos;Apulia Film Commission, invece, la collaborazione con la produzione americana, oltre che rappresentare un&apos;ulteriore e forte apertura al mercato internazionale audiovisivo, garantisce una visibilita della Puglia in tutto il mondo: la soap infatti attualmente viene trasmessa in 100 paesi, con oltre 45 milioni di telespettatori.Cast: Ronn Moss (Ridge), Katherine Kelly Lang (Brooke), Don Diamont (Bill Spencer Jr), Kim Matula (Hope), Jacqueline Macinnes Wood (Steffy) e Scott Clifton (Liam).Capo Sceneggiatore e produttore esecutivo: Bradley BellLocation: Polignano a Mare, Masseria San Domenico, AlberobelloFinanziato da: Apulia Hospitality Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Ten episodes of the historic American soap opera were filmed in Apulia, produced by Bell-Philipp Television Productions, Inc. and with executive production by Dinamo Film of Bari.&apos;Beautiful&apos; chose Apulia, an increasingly popular tourist destination even among overseas stars, to celebrate its 25 years of television broadcast. For the Apulia Film Commission, collaboration with the American production represents a solid opening to the international audiovisual market and ensures visibility for Apulia worldwide: the soap opera is currently broadcast in 100 countries, with over 45 million viewers.Cast: Ronn Moss (Ridge), Katherine Kelly Lang (Brooke), Don Diamont (Bill Spencer Jr), Kim Matula (Hope), Jacqueline Macinnes Wood (Steffy), and Scott Clifton (Liam).Head Writer and Executive Producer: Bradley BellLocation: Polignano a Mare, Masseria San Domenico, AlberobelloFinanced by: Apulia Hospitality Fund</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Mena</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Mena</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>&apos;Mena!&apos; Avete mai sentito un salentino rivolgersi a un suo conterraneo usando questa parola? Mena non e un nome di persona, ma un modo di dire utile a sollecitare qualcuno che si attarda a compiere un&apos;azione.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>&apos;Mena!&apos; Have you ever heard a Salentino address a fellow resident using this word? Mena is not a person&apos;s name but an expression that prompts someone to take action instead of lingering on.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Sulla giostra</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Sulla giostra&apos; (On the Carousel)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Due donne profondamente diverse, due generazioni a confronto che si ritrovano dopo anni in una vecchia ed elegante casa di campagna nel profondo Salento e che giorno dopo giorno, senza quasi rendersene conto, trasformano questo accidentale incontro nel punto di partenza per una nuova, inattesa vita. Una commedia al femminile, dai toni ironici e leggeri, sull&apos;accettazione del proprio destino e di quella &apos;giostra&apos; chiamata vita. Con Claudia Gerini, Lucia Sardo, Alessio Vassallo, Paolo Sassanelli Prodotto da: Anele con Rai Cinema e in associazione con Notorious Pictures e Luigi de Vecchi con il supporto di Apulia Film Commission. Location: Alessano, Castrignano, Santa Maria di Leuca</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Two profoundly different women, two generations, coming face to face after years in an old and elegant country house in the heart of Salento. Almost without realizing it every day, they turn this accidental encounter into the starting point for a new, unexpected life. It is a female-oriented comedy with ironic and light tones, focusing on accepting one&apos;s destiny and the &apos;carousel&apos; called life. Starring: Claudia Gerini, Lucia Sardo, Alessio Vassallo, Paolo Sassanelli It is produced by Anele with Rai Cinema, in association with Notorious Pictures and Luigi de Vecchi, with the support of the Apulia Film Commission. Locations: Alessano, Castrignano, Santa Maria di Leuca</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Anguilla di Lesina</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>L&apos;Anguilla di Lesina e un pesce dalla carne particolarmente saporita, di forma serpentina. Il capitone, cosi e denominata la femmina adulta, piaceva anche all&apos;imperatore Federico II e certamente nel Medioevo abbondava nelle acque del lago garganico.Le Anguille di Lesina si gustano secondo due antiche ricette: cucinate a minestra e preparate a &apos;scapece&apos;.La minestra di anguilla si prepara con cicorie di campagna, un mazzetto di sedano selvatico, cipolle, pomodori, melanzane, zucchine, patate, peperoni e cime di rapa o zucca rossa.Un&apos;altra specialita e la scapece, a base di anguille fritte marinate con l&apos;aceto, olio extravergine di oliva, menta e aglio. Ottime anche alla brace.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Turcineddi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Turcineddi</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Un piatto tipico di tutta la Puglia che prende denominazioni diverse a seconda della zona in cui e cucinata. Nella Valle d&apos;Itria quel tipico profumo di involtini alla brace non puo che provenire dai &apos;turcineddi&apos;.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A typical dish found throughout Puglia but known by different names depending on the region it is prepared in. In the Valle d&apos;Itria, that delightful aroma of barbecued rolls (involtini in Italian) can only come from &apos;turcineddi&apos;.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pallone di Gravina</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha la forma di un pallone da calcio e puo arrivare a pesare fino a dieci chili. A Gravina in Puglia, i caseifici producono una prelibatezza unica in Italia: il Pallone, presidio Slow Food, formaggio ideale per la stagionatura ma ottimo anche da consumare giovane.Di latte crudo vaccino, il Pallone di Gravina e un Caciocavallo senza testina e tondeggiante che si produce da gennaio a marzo.Si ottiene coagulando il latte intero con caglio di vitello o in alcuni casi di capretto. Il Pallone puo stagionare in cantine naturali come grotte di tufo, dove assume aromi sempre piu pronunciati: dopo tre mesi il piccante si fa sentire e la pasta assume colorazioni che virano sul dorato intenso.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Il bene mio</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Il bene mio&apos; (My own good)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Elia e l&apos;ultimo abitante di Provvidenza, un paese fantasma nella campagna pugliese i cui abitanti, dopo un devastante terremoto, si sono trasferiti al paese nuovo. Ma Elia non molla: &apos;Questa e casa mia&apos;, ripete ostinatamente, e si strugge nel ricordo della moglie Maria, la maestrina di Provvidenza deceduta a causa del terremoto. I suoi unici contatti umani sono con il migliore amico Gesualdo, che gestisce un&apos;agenzia di viaggi, e con Rita, ex collega di Maria, che porta a Elia viveri e notizie. Il sindaco di Provvidenza Nuova, che e anche suo cognato, e il piu deciso ad allontanare Elia dal paese vecchio, al punto da richiedere l&apos;intervento della forza pubblica e far edificare un muro intorno all&apos;abitato, con tanto di filo spinato. Ma proprio quando Elia sta per essere circondato, all&apos;interno di Provvidenza Vecchia comincia ad avvertire una presenza: sara il fantasma di Maria, venuto a riprendersi il suo cocciuto marito?   Con: Sergio Rubini, Sonya Mellah, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi, Teresa Saponangelo, Caterina Valente Prodotto da: Altrestorie con il sostegno dell&apos;Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission Location: Gravina</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Elia is the last inhabitant of Provvidenza, a ghost town in the Apulian countryside whose residents, after a devastating earthquake, moved to a new village. But Elia doesn&apos;t give up: &apos;This is my home,&apos; he stubbornly repeats, yearning for the memory of his wife Maria, the schoolteacher of Provvidenza who died in the earthquake. His only human contacts are with his best friend Gesualdo, who runs a travel agency, and with Rita, Maria&apos;s former colleague, who brings Elia supplies and news. The mayor of New Provvidenza, who is also his brother-in-law, is determined to get Elia out of the old village, even requesting the intervention of the authorities and building a wall around the settlement, complete with barbed wire. But just as Elia is about to be surrounded, he begins to feel a presence inside Old Provvidenza: could it be the ghost of Maria coming to reclaim her stubborn husband? Starring: Sergio Rubini, Sonya Mellah, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi, Teresa Saponangelo, Caterina Valente Produced by Altrestorie with the support of the Apulia Film Fund of the Apulia Region and the Apulia Film Commission Location: Gravina</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Sergio Rubini, la Puglia e un film tutto da girare</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Sergio Rubini, Puglia is a film just waiting to be shot</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Attore, regista, scrittore e sceneggiatore. Ma soprattutto pugliese doc. Sergio Rubini e un artista poliedrico e geniale che ha saputo, con coraggio e passione, dar voce all&apos;autenticita della Puglia, agli odori e ai colori della terra tanto amata, alla semplicita e alla genuinita della sua gente. Nato a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/grumo-appula&quot;&gt;Grumo Appula&lt;/a&gt; da mamma maestra elementare e papa capostazione, dopo gli studi si trasferisce a Roma per frequentare l&apos;Accademia nazionale di arte drammatica. Ma inizia subito a lavorare nel mondo del cinema ottenendo una parte nel film Intervista di Federico Fellini, il cui genio visionario ebbe la lungimiranza di vedere in Sergio Rubini un giovane talentuoso e promettente. E cosi e stato.Il legame, fortissimo, con la Puglia, e la cifra stilistica dei tantissimi film che dirige, sceneggia o interpreta. Con La stazione, vincitore del Nastro d&apos;argento e del David di Donatello per la miglior opera prima, sancisce di fatto l&apos;inizio di una lunga carriera piena di successi e un legame di amore con la sua terra di cui interiorizza la magia dei luoghi e la sua anima ancestrale e che ha saputo rendere palcoscenico privilegiato non solo delle sue storie ma anche dei drammi e delle vicende della vita.La Puglia, con i suoi colori e le sue bellezze, e la prima protagonista dei film di Rubini, e lo sfondo che da anima e spessore alla storia, spesso e il fil rouge che lega vicende e sentimenti dei personaggi in costante ricerca di se stessi e della loro identita e che ritrovano proprio a partire dalla loro terra di origine. Ma la Puglia di Sergio Rubini e anche un luogo da cui i protagonisti fuggono via ma vi fanno ritorno attratti da quelle radici da cui non si puo fuggire, e un posto in cui i legami familiari non si possono troncare, ma restano aggrovigliati alle vite dei personaggi felicemente e disperatamente allo stesso tempo. La Puglia e una regione senza tempo in cui spesso alla realta si sovrappone un surreale e magico mondo parallelo che si intromette nell&apos;esistenza quotidiana. Passione, autenticita e identita sono la cifra stilistica di tutti i film di Sergio Rubini che ha cosi contribuito, con i suoi racconti, le sue visioni e le sue suggestioni, a rendere la Puglia un set tutto da girare.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Actor, director, writer, and screenwriter. But above all, a true Apulian. Sergio Rubini is a multifaceted and brilliant artist who has courageously and passionately given voice to Puglia&apos;s authenticity, the scents and colours of the beloved land, and the simplicity and genuineness of its people. Born in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/grumo-appula&quot;&gt;Grumo Appula&lt;/a&gt; to a mother who was an elementary school teacher and a father who was a station master, after his studies, he moved to Rome to attend the National Academy of Dramatic Art. However, he immediately began working in cinema, landing a role in Federico Fellini&apos;s film &apos;Intervista,&apos; whose visionary genius had the foresight to recognise the young and talented Sergio Rubini. And so it was. The strong bond with Puglia is the stylistic hallmark of the many films he directs, writes, or acts in. With &apos;La Stazione,&apos; which won the Silver Ribbon and the David di Donatello for Best Debut Film, he effectively marked the beginning of a long and successful career and a deep love for his land, which he internalises the magic of its places and its ancestral soul, turning it into a privileged stage not only for his stories but also for the dramas and events of life. With its colours and beauty, Puglia is the primary protagonist in Rubini&apos;s films. It is the backdrop that gives life and depth to the story, often serving as the common thread that connects the characters&apos; experiences and emotions as they search for themselves and their identity, finding it starting from their place of origin. Yet, Rubini&apos;s Puglia is also a place from which the protagonists run away, only to return, drawn back by the roots from which one cannot escape. It is a place where family ties cannot be severed but remain intertwined with the characters&apos; lives, both happily and desperately. Puglia is a timeless region where a surreal and magical parallel world often overlaps with reality, intruding into everyday existence. Passion, authenticity, and identity are the stylistic elements in all of Sergio Rubini&apos;s films. Through his stories, visions, and suggestions, he has contributed to making Puglia a film set waiting to be shot.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Marpiccolo</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Marpiccolo&apos; (Little sea)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Quartiere Paolo VI, Taranto. Tiziano vive nal lato sbagliato di una citta che spoglia con prepotenza l&apos;ambiente circostante, in una nazione in cui le regole non esistono, ma esistono solo le eccezioni. Tiziano e il capofamiglia, a dispetto dei suoi 16 anni: il padre ha abbandonato moglie e figli per una esistenza disperata cercando il colpo al videopoker, la madre e una popolana impreparata a crescere due figli da sola, ma determinata a tenerli lontani dalla malavita.Con Giulio Beranek, Anna Ferruzzo, Selenia Orzella. Prodotto da: Overlook Production Location: Quartiere Paolo VI di Tarant</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Set in the Paolo VI neighborhood of Taranto. Tiziano lives on the wrong side of a city that ruthlessly strips away its surrounding environment in a nation where rules do not exist, but only exceptions do. Tiziano is the head of the family despite being only 16 years old. His father has abandoned his wife and children for a desperate life chasing a jackpot in video poker, his mother is an unprepared commoner determined to raise her two children alone and keep them away from a life of crime. Starring: Giulio Beranek, Anna Ferruzzo, Selenia Orzella Produced by: Overlook Production Location: Paolo VI neighborhood in Taranto</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Fefe De Giorgi, il fenomeno pugliese del volley mondiale</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Fefe De Giorgi, the world volleyball Puglian phenomenon from Puglia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>&apos;Una generazione di fenomeni&apos;, cosi venne definita la nazionale italiana di volley, citando una celebre canzone, una squadra capace di vincere tutti i titoli possibili nell&apos;arco di un decennio, dalla fine degli anni Ottanta ai primi del Duemila. Di quella generazione di campioni e rimasto il segno nella memoria collettiva, la pallavolo italiana era passata dallo stallo di tante delusioni a uno stato di grazia assoluto. Quegli anni d&apos;oro hanno tanti nomi, ma uno su tutti continua da allora ad accumulare vittorie: Ferdinando De Giorgi, detto Fefe, il palleggiatore della nazionale dei fenomeni, un piccolo grande gigante, un collezionista di finali, l&apos;ultima vinta ai mondiali di volley come allenatore azzurro, un orgoglio tutto pugliese. Classe 1961, Fefe nasce a Squinzano, un piccolo comune di antica origine romana in provincia di Lecce, e con questo condivide la fierezza del leone che campeggia sullo stemma della cittadina. Da qui muove i suoi primi passi, giocando nella Vis Squinzano, per poi passare alla serie A1 con la Pallavolo Falchi di Ugento.Tante le squadre in cui mostra la sua stoffa da campione, ma e con i colori della nazionale che spicca il volo: convocato per la prima volta nel 1987 dal CT Julio Velasco, insieme agli altri fenomeni azzurri domina la scena internazionale negli anni &apos;80 e &apos;90. Della prima convocazione Fefe ricorda la gioia, l&apos;emozione, l&apos;orgoglio di portare quella maglia che lui stesso ha definito pari solo ai sentimenti provati per la prima vittoria mondiale. Con i colori azzurri gioca 330 partite vincendo un campionato d&apos;Europa nel 1989 e soprattutto conquistando per tre volte il titolo di campione mondiale in Brasile &apos;90, Grecia &apos;94 e Giappone &apos;98. Fefe non e solo un grande sportivo dalle incredibili capacita tecniche, ma e dotato di una indomabile tenacia, una caratteristica che i pugliesi hanno ereditato dalle loro radici storiche, dalla capacita di resistere a invasioni e dominazioni nel corso dei secoli. Questa determinazione si riflette anche nello sport, dove i pugliesi sono noti per la loro capacita di lottare fino all&apos;ultimo minuto. Il &apos;Leone di Squinzano&apos; non e da meno, arrivato il momento di lasciare il campo, non vuole rassegnarsi a cedere il passo all&apos;eta rinunciando alla sua passione per la pallavolo. L&apos;album delle vittorie di De Giorgi allenatore si apre a un nuovo capitolo di vittorie, due scudetti, cinque coppe Italia, tre supercoppe italiane, una Champions League e un mondiale per Club, due campionati polacchi. La nazionale, pero, resta sempre la squadra che piu gli fa battere il cuore, prima da giocatore e poi da allenatore. Il 2020 e di nuovo l&apos;anno di Fefe in azzurro, questa volta come commissario tecnico. Sono passati vent&apos;anni dall&apos;ultima partita come palleggiatore, l&apos;emozione e la paura si mescolano per un debutto in cui non si puo sbagliare.Giorno dopo giorno costruisce una squadra che vuole riprendersi gloria e medaglie attraverso un gioco spettacolare, aggressivo. I risultati non tardano ad arrivare: nel settembre del 2021, con una rimonta che e gia storia, la nazionale italiana vince i campionati europei battendo in finale la Slovenia, e un anno dopo i campionati mondiali contro la Polonia, sigillando un primato che per De Giorgi vale un&apos;intera carriera: quattro mondiali vinti, tre da giocatore e uno da allenatore. A quel ragazzo pugliese, che ha portato il volley italiano in giro per il pianeta,  nel 2022, all&apos;indomani del mondiale conquistato, e stato conferito il titolo di ambasciatore del Salento nel mondo. Da simbolo dello sport pugliese a rappresentante della cultura, delle tradizioni e delle bellezze della sua terra. Oggi Fefe racconta a un pubblico internazionale le storie, le leggende e le tradizioni che si tramandano da generazioni, e fa conoscere al mondo la bellezza dei paesaggi, del mare cristallino e delle campagne di ulivi secolari. Come pugliese doc si fa portavoce dell&apos;incontro e del dialogo con altre culture, trasmettendo nei paesi in cui e ospite la passione e l&apos;amore per questa terra meravigliosa. La Puglia e la sua casa e la sua palestra, e qui che scopre gli sport che lo distraggono dallo studio, come lui stesso ha raccontato, e a Foggia che si laurea in Scienze motorie, proprio a Ugento riceve la cittadinanza onoraria per aver giocato nella squadra della citta. Eletto &apos;Uomo pugliese del 2022&apos; a furor di popolo, Fefe e la sua storia raccontano tanto della Puglia, dal luogo in cui e nato, Squinzano, a quello in cui oggi vive con la sua famiglia, Trepuzzi, una storia che ha superato i confini nazionali e che ha portato pezzi di Puglia in giro del mondo, come a lui stesso piace ricordare: &apos;Quando allenavo in Russia, ho sempre portato con me un pacco di friselle, i pomodori salentini e l&apos;olio. Ah, e ovviamente il caffe...&apos;</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>&apos;A generation of phenomena&apos;, as the Italian national volleyball team was defined, quoting a famous song, a multi winner team for over a decade, from the late 1980s to the early 2000s. A memorable generation of champions, the Italian volleyball went from many disappointments to a state of absolute grace. These golden years have many names, but one above all accumulates victories since then: Ferdinando De Giorgi, aka Fefe, the coach of the national team of marvels, a small big giant who won the last volleyball World Cup, an all-Puglian pride. Born in in Squinzano 1961, a small town of ancient Roman origin in the province of Lecce, Fefe is the lion on his town&apos;s coat of arms. From Squinzano he took his first steps, playing the setter in Vis Squinzano, and then moving on to the A1 series with the Falchi of Ugento Volleyball. He soon proves to be a champion, and with the national team&apos;s colors he skyrockets: called for the first time in 1987 by Italy&apos;s head coach Julio Velasco, in the company of the Azzurri he dominated the international scene in the 80s and 90s. From the first call-up Fefe recalls the joy, the emotion, the pride of wearing the shirt that he compares to his experience in the first world victory. With the Azzurri he played 330 games, winning a European championship in 1989 and above all conquering three world championship: in Brazil &apos;90, Greece &apos;94 and Japan &apos;98. Fefe is not only a great sportsman with amazing technical skills, he is endowed with a typically Puglian, innate tenacity, inherited from his historical roots, and the ability to resist invasions and dominations over the centuries. This determination is also reflected in sports, where Puglians are known for endurance skills. The &apos;Leone di Squinzano&apos; lion hasn&apos;t resigned his passion for volleyball. De Giorgi&apos;s victories include two championships, five Italian cups, three Italian super cups, a Champions League and a Club World Cup, and two Polish championships. However, the national team always makes his heart beat faster, first as a player and then as a coach. 2020 is once again the year of Fefe in blue jersey. Twenty years have passed since the last game as setter, emotion and fear mix for a debut, and since then day after day he builds a glorious, spectacular team well deserving their medals. His team&apos;s results come soon: in September 2021, with a historical comeback Italy win the European championships beating Slovenia in the final, and a year later the world championships against Poland, sealing a career record for De Giorgi: four world championships, three as a player and one as a coach. In 2022, the day after the World Cup, the boy from Puglia was awarded the title of World Ambassador of Salento. From symbol of Puglian sport to ambassador of his land&apos;s culture, traditions and beauties,  Fefe is also a mental coach sharing his stories, legends and traditions with an international audience, narrating Puglia, its crystal-clear seas and centuries-old olive trees. As a true Pugliese, he is the regional spokesperson who dialogues with other cultures, transmitting his passion and love for his land across the world. Puglia is his home and gym, where sports did not take him away from the books: in Foggia he graduates in Sports Sciences, later receiving Ugento&apos;s honorary citizenship for having played in the town team. Elected &apos;Puglian Person for 2022&apos; by popular acclaim, Fefe&apos;s story tells a lot about Puglia, and Squinzano, to his current family&apos;s residence in Trepuzzi. In his own words: &apos;When I was coaching Russia, I always had a pack of friselle with me, Salento tomatoes and olive oil. Oh, and of course espresso...&apos;</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>La Zeza Zeza peschiciana</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Puglian Stories - The Zeza Zeza Peschiciana</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tra le tante celebrazioni mascherate, il Carnevale di Peschici e sicuramente un unicum non solo nel Gargano, ma in tutta la Puglia, perche la tradizione della Zeza Zeza, una farsa popolare, sceneggiata e cantata, appartiene solo a questo piccolo comune della provincia di Foggia che si affaccia sul mare. A raccontarci della Zeza Zeza e Lucrezia D&apos;Errico, erede contemporanea di quella tradizione tenuta in vita fino agli anni &apos;60 grazie a uno dei suoi principali interpreti, Giulio D&apos;Errico, suo nonno. Dopo la scomparsa di Giulio, la tradizione e andata perduta, perche nessuno ha voluto sostituire la figura del suo maggiore animatore. Oggi quel compito e stato assunto da Lucrezia, che ricorda come e nata la sua passione per la Zeza Zeza. &apos;Avevo 14 anni e frequentavo le scuole medie. Per una ricerca sulla Peschici durante il Fascismo intervistai mio nonno, che mi detto la farsa della Zeza Zeza, di cui fino ad allora non esisteva alcun documento manoscritto, essendo stata tramandata solo oralmente&apos;. Lucrezia continua: &apos;Era il 1989 quando ho trascritto le parole di mio nonno. Piu tardi, quando sono diventata insegnante, ho ripreso in mano il testo e ho deciso di portare avanti questa tradizione coinvolgendo i miei alunni a scuola. Nel 2009 abbiamo ridato vita a questa farsa popolare che lega Peschici e il Gargano a Napoli. La storia della Zeza Zeza e quella di un contrasto generazionale tra un padre e una figlia. La figlia, Vincenzella, nella versione peschiciana e innamorata di un signorotto locale, Don Nicola, un nobile signore riccamente vestito con cilindro, bastone e gemelli ai polsi. Il padre, un contadino garganico, non vuole assolutamente che la figlia vada in sposa a questo signorotto locale. Qui, pero, entra in gioco Zeza, diminutivo di Lucrezia, che con vari sotterfugi riesce a convincere il marito che Vincenzella e la chiave per uscire dalla situazione di poverta in cui versa la famiglia. Don Nicola e inoltre padrone della casa in cui Vincenzella vive con i suoi genitori, sposandolo, quindi, risolverebbero anche il problema debitorio nei confronti del signorotto.Alla fine il contrasto si risolve con un&apos;ultima strofa in cui tutti festeggiano a casa di Don Nicola mangiando i maccheroni lunghi, detti &apos;cannaruti&apos;. Secondo il racconto di Lucrezia, il &apos;cannaruto&apos; e un maccherone lungo, fatto a mano con un apposito strumento di ferro, che rappresenta la golosita del Carnevale. Questo stesso maccherone veniva poi ritrovato nella pancia del fantoccio, confezionato per rappresentare la figura dell&apos;ingordo&apos;. La parola passa a Teresa Rauzino, che racconta di quanto accadeva a Peschici tra gli anni &apos;30 e &apos;50, quando si festeggiava il Carnevale nonostante i divieti ufficiali del regime fascista che proibivano a tutti gli abitanti dei paesi di uscire di casa vestiti in maschera: &apos;A Peschici questa ordinanza del &apos;31 non veniva rispettata, infatti gli uomini continuavano a travestirsi da donna e le donne da uomini. Si usava andare in giro per le case a ballare. Specialmente dopo il 17 di gennaio, il giorno di Sant&apos;Antonio Abate, in ogni crocevia delle varie strade venivano appesi dei fantocci, i cosiddetti Carnevali, a dei fili che correvano da una casa all&apos;altra. Questi pupazzi erano costruiti alla meglio con stracci vecchi e venivano posti su una sedia impagliata. A questo seguiva una drammatizzazione in cui il Carnevale veniva sottoposto a un processo che si concludeva con un corteo verso la rupe del paese, dalla quale veniva gettato, da un&apos;altezza di 90 metri, il fantoccio ormai senza vita&apos;. Lucrezia D&apos;Errico prosegue soffermandosi sull&apos;importanza della farsa della Zeza Zeza, oggi messa in scena dai ragazzi delle scuole del posto, che ha permesso a Peschici di raccontare la storia del territorio con le sue peculiarita e le sue tradizioni. Questa tradizione, pur derivando dal Regno di Napoli, rappresenta una trasposizione locale e personale di Peschici, con un&apos;ambientazione particolare e con una rivisitazione della trama, che all&apos;epoca era recitata esclusivamente da uomini, difatti lo stesso Giulio D&apos;Errico impersonava la figura di Zeza. &apos;Mio nonno&apos;, conclude Lucrezia, &apos;era un personaggio, un istrione fenomenale. La sua allegria era riconosciuta in tutto il paese, ricordo che ogni volta in cui andavo a trovarlolo sentivo cantare, cantava sempre la Zeza Zeza, anche da solo, e altri stornelli che improvvisava. Dal suo racconto sicuramente ho imparato che bisogna comunicare l&apos;entusiasmo alle nuove generazioni, quello che anch&apos;io mi sono prefissata di fare&apos;.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Among the many masked celebrations, the Peschici Carnival is certainly unique not only in the Gargano, but throughout Puglia, because the Zeza Zeza popular, scripted and sung farce belongs to this small town in the province of Foggia overlooking the sea. Lucrezia D&apos;Errico tells us about Zeza Zeza, a tradition kept alive until the &apos;60s thanks to one of her main interpreters, Giulio D&apos;Errico, Lucrezia&apos;s grandfather. After Giulio&apos;s disappearance, the tradition was lost, because nobody wanted to replace him as an artist. Today that task has been taken on by Lucrezia, who recalls how her passion for Zeza Zeza commenced. &apos;I was 14 and in middle school. Research on Peschici during Fascism brought me to my grandfather, who told about Zeza Zeza, with no manuscript document, having been handed down only orally&apos;. Lucrezia continues: &apos;It was 1989 when I transcribed my grandfather&apos;s words. Later, when I became a teacher, I took the text and decided to carry on this tradition by involving my pupils. In 2009 we revived this popular farce that links Peschici and the Gargano to Naples. The story of Zeza Zeza is a generational contrast between a father and a daughter. Vincenzella, in Peschici&apos;s version is in love with a local squire, Don Nicola, a richly dressed nobleman with a top hat, cane and cufflinks. Her father, a Gargano farmer, does not want his daughter to marry Don Nicola. Zeza, diminutive of Lucrezia, comes into play and with various tricks manages to convince her husband that Vincenzella is key to getting out of poverty. Don Nicola is also the owner of the house where Vincenzella&apos;s family lives, so marrying him would also pay their debts. The clash ends up in verses, where everyone celebrates at Don Nicola&apos;s house by eating long macaroni, called &apos;cannaruti&apos;. According to Lucrezia&apos;s story, the &apos;cannaruto&apos; is a long macaroni, handmade with a special iron tool, symbolizing Carnival&apos;s gluttony. This same macaroni was found in the belly of a puppet, representing the greedy&apos;. Teresa Rauzino tells of what happened in Peschici between the 30s and 50s, when Carnival was celebrated despite the official prohibitions of the fascist regime which forbade all the inhabitants to masquerade. &apos;In Peschici this law of 1931 was not respected, in fact men continued to dress up as women and women as men. We used to go around the houses to dance. Especially after January 17, the day of Sant&apos;Antonio Abate, at every crossroads of the various street puppets, the so-called Carnivals, were hung from threads that ran from one house to another. These puppets were made with old rags and placed on a stuffed chair. This was followed by a dramatized trial in which the Carnival puppet was brought to the town cliff and thrown from a height of 90 meters&apos;. Lucrezia D&apos;Errico also focuses on the importance of the Zeza Zeza farce, now staged by local school children, making Peschici well known for its traditions. Although deriving from the Kingdom of Naples, this is unique transposition of Peschici, with a particular setting and new plot, which was played exclusively by men, as Giulio D&apos;Errico himself played the Zeza. &apos;My grandfather&apos;, says Lucrezia, &apos;he was a character, a phenomenal actor. His cheerfulness was recognized throughout the country, I remember that every time I heard him sing the Zeza Zeza, even alone, and other songs he improvised. From his story I certainly learned that enthusiasm must be communicated to the new generations, which I too have set out to do&apos;.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Lardo di Faeto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Lard of Faeto</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ha un colore bianco, leggermente rosato, consistenza morbida e umida, un sapore fresco tendente al dolce e un profumo aromatico. Il Lardo di Faeto, prodotto tipico del paesino in provincia di Foggia, valorizza il grasso del dorso del maiale nero del sub Appennino Dauno.Deve essere lavorato entro 72 ore dalla macellazione dell&apos;animale. Messo in salamoia per circa due giorni, viene quindi condito con pepe in grani e foglie di alloro e messo a stagionare in luogo areato dai due ai tre mesi.La fetta di Lardo di Faeto e di solito rettangolare, di varie dimensioni e di spessore non inferiore a 3 centimetri.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>It has a white, slightly rose color, a wet and soft consistency,a fresh flavor tending to sweet and an armoatic scent. The Lard of Faeto, a typical product of this small town in the province of Foggia, enhances the fat present on the back of the black swine of the Daunian Southern Apennines.It must be processed within 72 hours from the slaughtering of the animal. Brined for roughly two days, it is then seasoned with peppercorns and bay leaves and dry-cured for two to three months in a ventilated area.A slice of the Lard of Faeto is usually rectangular, of different sizes and not less than 3cm thick.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>No Time to Die (007)</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;No Time to Die (007)&apos;</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ritiratosi dal MI6 dopo gli eventi narrati in Spectre, James Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica. Quando un suo vecchio amico, l&apos;agente della CIA Felix Leiter, si presenta da lui con una richiesta d&apos;aiuto, Bond decide di intraprendere una missione per salvare uno scienziato rapito, essa si rivelera tuttavia piu complicata del previsto e portera l&apos;uomo sulle tracce di Safin, un misterioso criminale che possiede armi estremamente distruttive. Con:Daniel Craig, Rami Malek, Lea Seydoux, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Ben Whishaw Prodotto da: Okta Film Con il supporto logistico di Apulia Film Commission Location: Gravina in Puglia</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Retired from MI6 after the events narrated in Spectre, James Bond enjoys a quiet life in Jamaica. When his old friend, CIA agent Felix Leiter, seeks his help, Bond decides to embark on a mission to rescue a kidnapped scientist. However, the task is more complicated than expected, leading Bond to pursue Safin, a mysterious criminal with highly destructive weapons. Starring: Daniel Craig, Rami Malek, Lea Seydoux, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Ben Whishaw Produced by Okta Film With logistical support from the Apulia Film Commission Location: Gravina in Puglia</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pane di Santeramo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fragranza e gusto non lasciano scampo agli amanti del pane davanti ai grandi pezzi del Pane di Santeramo, dalla crosta dorata e croccante e la mollica bianca e soffice che onorano la tradizione pugliese per i prodotti da forno.Ottenuto dalla lievitazione naturale di lievito madre e cotto in forni a legna di quercia, il Pane di Santeramo e fatto quasi esclusivamente con farina di grano tenero.I crostoni di questo pane si prestano benissimo agli abbinamenti con guazzetto di pesce, minestre di verdure e sono squisiti con pomodoro e olio di frantoio. Il Pane di Santeramo inoltre e utilizzato dagli chef nella rivisitazione di piatti tradizionali, dall&apos;antipasto al dessert.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pizza sette sfoglie di Cerignola</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Pizza sette sfoglie di Cerignola e un dolce tipico inserito nell&apos;elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali Pugliesi.Farina, olio, vino e un pizzico di sale sono gli ingredienti per le sette sfoglie che vengono tirate molto sottili e farcite con un goloso ripieno di scaglie di cioccolato e mandorle tostate, confettura di uva, zucchero, uvetta e pinoli.La preparazione del dolce era in origine legata alla festa di Ognissanti, oggi viene sfornato durante il periodo natalizio e gustato freddo o tiepido. Tramandata di generazione in generazione, la sua ricetta compare gia in alcuni testi storici locali dell&apos;autore Luciano Antonellis sin dal 1964.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pucce</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le Pucce sono fragranti panetti dalla superficie bruna che racchiude un cuore soffice e bianco, del diametro di circa 25-35 centimetri. Nel Salento vengono comunemente chiamate &apos;pucce&apos; le Uliate, caratterizzate dall&apos;aggiunta delle olive nere locali.Semplice ma per mani abili, la preparazione: dopo aver sciolto in acqua tiepida il lievito, si versa il composto nella farina e si impasta per poi lasciar riposare. Una generosa cascata di farina di grano duro e la teglia e pronta ad accogliere i tozzetti da sistemare nel forno a legna.L&apos;8 dicembre, festa dell&apos;Immacolata, per tradizione si mangiano le Pucce con le olive ma anche farcite con mandorle, uva passa e noci. I giovani salentini le amano come street food con vari e sfiziosi condimenti.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Fucacoste e Cocce Priatorje</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Fucacoste e Cocce Priatorje</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nel cuore dei monti Dauni, sorge uno dei borghi piu caratteristici della provincia di Foggia: Orsara di Puglia, famosa, soprattutto, per la celebre ricorrenza &apos;Fucacoste e Cocce Priatorje&apos;. Ogni anno, la notte del 1 gradi novembre, il comune di Orsara di Puglia si riveste di suggestivo mistero e la tradizione diventa un tutt&apos;uno con il folclore e la devozione per gli antichi rituali pagani e cristiani, regalando a chi vi partecipa un&apos;esperienza indimenticabile.&apos;Fucacoste e Cocce Priatorje&apos;, tradotto dal dialetto locale, significa &apos;Falo e Teste del Purgatorio&apos;. Questa festa nasce, infatti, dalla combinazione di usanze ancestrali legate al culto dei morti e alle tradizioni cristiane che commemorano i defunti e i santi. Se nel resto del mondo, spesso, si e soliti festeggiare la festa di Halloween, nella notte tra il 31 ottobre e il 1 gradi novembre, qui, nel cuore della Daunia, la notte tra il 1 gradi e il 2 novembre, la comunita di Orsara celebra i propri cari defunti accendendo grandi falo (i &apos;fucacoste&apos;) e intagliando zucche (le &apos;cocce priatorje&apos;), trasformandole in suggestive lanterne.L&apos;evento e scandito da una serie di rituali e manifestazioni che coinvolgono tutta la cittadina, creando un&apos;atmosfera magica e coinvolgente. Tutto ha inizio con l&apos;accensione dei Falo la sera del 1 gradi novembre, lungo le strade e le piazze di Orsara.Secondo antiche leggende i &apos;fucacoste&apos; rappresentano il legame tra i vivi e i defunti, simboleggiando la luce che guida le anime nel loro viaggio verso l&apos;aldila. Ogni famiglia accende il proprio falo, attorno al quale si radunano parenti e amici per ricordare i propri cari.La tradizione delle &apos;cocce priatorje&apos; prevede anche l&apos;intaglio delle zucche, che vengono trasformate in affascinanti lanterne ed esposte dagli abitanti davanti alle proprie case e per le vie del paese, creando un&apos;atmosfera suggestiva e misteriosa. Il loro scopo e quello di spaventare gli spiriti maligni e accompagnare le anime dei defunti nel loro cammino.La comunita di Orsara prende parte attivamente a questo evento anche con la preghiera, nel corso di processioni e momenti di raccoglimento dedicati ai defunti, conferendo alla festa anche una dimensione spirituale e un profondo significato religioso.Non possono mancare, a corredo dell&apos;evento, la presenza di mercatini, spettacoli musicali, canti tradizionali e danze popolari che animano le strade del paese, con anche degustazioni di piatti tipici della cucina pugliese, come le castagne arrosto, il pane fatto in casa, i legumi e il vino novello, che contribuiscono a creare un&apos;atmosfera di convivialita e condivisione.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In the heart of the Dauni Mountains, lies one of the most characteristic villages in the province of Foggia: Orsara di Puglia, famous primarily for the renowned event &apos;Fucacoste e Cocce priatorje&apos;. Every year, on the night of November 1st, the municipality of Orsara di Puglia is draped in enchanting mystery as tradition blends folklore and devotion to ancient pagan and Christian rituals, offering participants an unforgettable experience.In the heart of the Dauni Mountains, lies one of the most characteristic villages in the province of Foggia: Orsara di Puglia, famous, above all, for the celebrated &apos;Fucacoste e Cocce Priatorje&apos; festival. Every year, on the night of November 1, Orsara di Puglia is clothed in evocative mystery and tradition becomes one with folklore and devotion to ancient pagan and Christian rituals, offering participants an unforgettable experience.&apos;Fucacoste e Cocce Priatorje,&apos; translated from the local dialect, means &apos;Bonfires and Heads of Purgatory.&apos; In fact, this festival originates from a combination of ancestral customs related to the cult of the dead and Christian traditions commemorating the dead and saints. If in the rest of the world, it is often customary to celebrate the holiday of Halloween, on the night between October 31 and November 1, here in the heart of Daunia, on the night between November 1 and 2, the community of Orsara celebrates their deceased loved ones by lighting large bonfires (the &apos;fucacoste&apos;) and carving pumpkins (the &apos;cocce priatorje&apos;), transforming them into evocative lanterns.The event is marked by a series of rituals and events that involve the entire town, creating a magical and engaging atmosphere. It all begins with the lighting of Bonfires on the evening of November 1, along the streets and squares of Orsara.According to ancient legends, the &apos;fucacoste&apos; represent the bond between the living and the dead, symbolizing the light that guides souls on their journey to the afterlife. Each family lights its own bonfire, around which relatives and friends gather to remember their loved ones.The tradition of the &apos;cocce priatorje&apos; also involves the carving of pumpkins, which are turned into charming lanterns and displayed by the inhabitants in front of their homes and in the streets of the village, creating an evocative and mysterious atmosphere. Their purpose is to scare away evil spirits and accompany the souls of the dead on their journey.The Orsara community also takes an active part in this event through prayer, during processions and moments of recollection dedicated to the dead, giving the festival also a spiritual dimension and deep religious significance.Complementing the event are markets, musical performances, traditional songs, and folk dances that enliven the streets of the town. There are also tastings of typical Puglia dishes, such as roasted chestnuts, and new wine, which help create an atmosphere of conviviality and sharing.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Alla scoperta del Gargano nel nome di Padre Pio</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Discovering Gargano in the name of Padre Pio</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Famoso per la sua semplicita, uomo di grande umilta e di fede smisurata, Padre Pio da Pietralcina e talmente amato da essere diventato punto di riferimento per tantissimi fedeli e devoti, figura carismatica che ha saputo trasformare luoghi altrimenti sconosciuti in tappe obbligate del turismo religioso per milioni di pellegrini di tutto il mondo. E cosi, tra le bellezze naturalistiche del Gargano e i borghi con le loro straordinarie caratteristiche architettoniche, in nome di Padre Pio o, meglio, di San Pio dopo la beatificazione avvenuta nel 1999, sorge uno dei luoghi di fede piu grandi di tutta Italia, San Giovanni Rotondo, suo paese di adozione. Innumerevoli le chiese e i santuari da visitare: dalla chiesa &apos;antica&apos; che contiene la cella e il confessionale in legno di padre Pio alla chiesa nuova- entrambe dedicate al culto di Santa Maria delle Grazie- progettata dall&apos;archistar italiana Renzo Piano e costruita per poter accogliere un numero sempre maggiore di fedeli e dove, in una teca di cristallo, sono esposte le spoglie mortali del santo, fino al Santuario nuovo che, con la sua enorme struttura a conchiglia e uno dei santuari piu grandi d&apos;Italia, capace di ospitare e accogliere 7000 fedeli e dove stucchi e affreschi hanno lasciato il posto alla forza della fede. Luoghi mistici, dove andare per ritrovarsi e ritrovare un rinnovato rapporto con se stessi.Passeggiare per San Giovanni Rotondo significa infatti immergersi nel silenzio e nella spiritualita piu profonda di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita, integerrima e composta, all&apos;amore per il prossimo e all&apos;amore per Dio e che ha fatto della fede la sua missione, fede che poi ha pervaso tutti i luoghi a lui dedicati trasformandoli in mete turistiche per milioni di pellegrini di tutto il mondo. E sono proprio la fede e l&apos;umanita che, nel corso degli anni, hanno caratterizzato, anche attraverso i gadget, i racconti, le iconografie e i ritratti, il ricordo di un frate diventato santo nel segno dell&apos;umilta</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Famous for his simplicity, a man of great humility and boundless faith, Padre Pio from Pietralcina is so beloved that he has become a point of reference for countless believers and devotees, a charismatic figure who has transformed otherwise unknown places into must-visit destinations for religious tourism for millions of pilgrims from around the world. And so, amidst the natural beauty of Gargano and the villages with their extraordinary architecture, in the name of Padre Pio, or rather Saint Pio after his beatification in 1999, stands one of the most significant places of faith in Italy, San Giovanni Rotondo, his adopted hometown. Countless churches and sanctuaries await your visit: from the &apos;ancient&apos; church that houses Padre Pio&apos;s wooden cell and confessional, both dedicated to the cult of Santa Maria delle Grazie, to the new church designed by Italian archistar Renzo Piano and built to accommodate an ever-increasing number of believers. Behind a crystal case lies the saint&apos;s mortal remains in this new church. There is also the new Sanctuary, with its enormous shell-like structure, one of the largest in Italy, capable of hosting and welcoming 7000 faithful, where stuccos and frescoes have given way to the strength of faith. These are mystical places where one can go to find oneself and renew their relationship with themselves.Walking through San Giovanni Rotondo means immersing oneself in the silence and profound spirituality of a man who dedicated his entire life, with utmost integrity and composure, to love for his fellow human beings and love for God. He made faith his mission, a belief that has permeated all the places dedicated to him, turning them into tourist destinations for millions of pilgrims worldwide. Over the years, faith and humanity have characterized, even through gadgets, stories, iconographies, and portraits, the memory of a friar who became a saint in the name of humility.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Fava di Carpino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Tenera e saporita, la Fava di Carpino tradizionalmente si cuoce nelle pignatte di terracotta sul fuoco lento del camino.La Fava di Carpino, presidio Slow Food, e di dimensioni medio-piccole e ha una fossetta nella parte inferiore. E&apos; verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia. Gli appezzamenti destinati alle fave di Carpino sono perlopiu piccoli e la sua produzione e quantitativamente modesta. Le caratteristiche organolettiche uniche pero, ne fanno uno dei legumi piu ricercati sul mercato pugliese, in particolare nell&apos;area del Gargano.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pane di grano duro</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Molte massaie pugliesi preparano il Pane di grano duro ancora in casa con i metodi tradizionali di una volta.E ottimo imbottito con i salumi pugliesi, ma anche con i pomodori, la mozzarella e le verdure. Il Pane di grano duro e ottenuto dalla lievitazione e dalla cottura in forno di un impasto di semola, acqua, sale e lievito naturale.Viene fatto lievitare in cassetti di legno, dopodiche i fornai gli conferiscono la sua forma e lo infornano a temperatura ottimale. Alla fine della cottura, quando il pane e pronto, viene portato alla temperatura di 30 gradi e venduto ancora caldo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Mine Vaganti</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Mine Vaganti (Loose Cannons)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La famiglia Cantone, proprietaria di un&apos;importante azienda a conduzione famigliare nel Salento, attende il rientro del figlio Tommaso - trasferitosi a Roma - per tramandare la gestione dell&apos;attivita ai due figli maschi. Durante il corso di una cena famigliare, Tommaso, pronto a dichiarare la sua omosessualita, viene anticipato dal fratello maggiore Antonio.Regia: Ferzan OzpetekSceneggiatura: Ivan Cotroneo e Ferzan OzpetekDirettore della fotografia: Maurizio CalvesiCast: Riccardo Scamarcio, Nicole Grimuado, Alessandro Preziosi, Lunetta SavinoDurata: 110 min.Anno: 2009Nazionalita: ItaliaProduzione: Domenico Procacci per Fandango in collaborazione con Rai cinemaDistribuzione: 01 DISTRIBUTION (2010), Dvd e Blu-ray: 01 DISTRIBUTION (2010)Location:  Lecce, Uggiano la Chiesa, Corigliano d&apos;Otranto, GallipoliFinanziato da: Apulia National Film Fund e Apulia Hospitality FundFestival e riconoscimenti: Premio Speciale della Giuria al Tribeca Film Festival 2010</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Cantone family, owners of a significant family-run business in Salento, awaits the return of their son Tommaso, who has moved to Rome, to hand over the business management to the two male heirs. During a family dinner, Tommaso, ready to declare his homosexuality, is preempted by his older brother Antonio.Directed by: Ferzan OzpetekScreenplay: Ivan Cotroneo and Ferzan OzpetekDirector of Photography: Maurizio CalvesiCast: Riccardo Scamarcio, Nicole Grimuado, Alessandro Preziosi, Lunetta SavinoDuration: 110 minutesYear: 2009Nationality: ItalyProduction: Domenico Procacci for Fandango in collaboration with Rai CinemaDistribution: 01 DISTRIBUTION (2010), DVD and Blu-ray: 01 DISTRIBUTION (2010)Location: Lecce, Uggiano la Chiesa, Corigliano d&apos;Otranto, GallipoliFinanced by: Apulia National Film Fund and Apulia Hospitality FundFestivals and Awards: Special Jury Prize at the Tribeca Film Festival 2010</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Cupeta</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Cupeta</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Non c&apos;e festa di piazza nel Salento senza la Cupeta, tavoletta di mandorle leggermente tostate, zucchero e aroma alla vaniglia. La cupeta viene realizzata in almeno tre versioni: cupeta nera, con mandorle integre, bianca, con mandorle pelate, macinata con mandorle pelate e tritate.I salentini sono ghiotti di questo dolce croccante che ha origini arabe e il profumo di mandorle tostate e caramello inebria l&apos;aria nelle fiere.  L&apos;abilita dei maestri cupetari e uno spettacolo da non perdere, soprattutto quando l&apos;ambrato composto viene steso bollente sul piano di marmo, modellato con una lunga lama e tagliato per essere servito in stecche larghe due dita e alte una.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>There is no street fest all around Salento without Cupeta, a lightly toasted almond bar, with sugar and vanilla. The cupeta sports at least three versions: black cupeta, with whole almonds, white cupeta, with peeled almonds, or minced, with peeled and chopped almonds.Salento folks are fond of this crunchy sweet of Arabic origins, and the scent of toasted almonds and caramel inebriates local street atmospheres.The skills of the cupeta maestros is spectacular, especially when the amber colored mixture is poured hot on marble slates, shaped with a long blade and cut to be served in sticks, two fingers wide and one finger tall.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Taralli</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Taralli</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Prodotto tipico dell&apos;intero territorio pugliese, i Taralli sono croccanti anelli ottenuti dall&apos;impasto di farina, acqua salata, olio extravergine di oliva e vino bianco secco. I pezzi di pasta allungati 15 centimetri circa, vengono uniti all&apos;estremita, bolliti e cotti in forno.Snack sano a gustoso da servire negli aperitivi o nelle degustazioni del buon vino pugliese.Il condimento nella preparazione dei Taralli vanta innumerevoli varianti legate alla zona di produzione e i forni di Puglia ne producono di ogni tipo: ai semi di finocchio o alla pizzaiola, alla cipolla o al pepe e persino al cioccolato, con lo zucchero o con l&apos;albume d&apos;uovo.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A typical product, popular all around Puglia, the taralli are crunchy rings made from wheat flour, saltwater, e.v.o. oil and dry white wine.The thin rolls of pasta 15cm long, are joint at each end, then boiled and baked in the oven. A tasty and healthy snack to be served at happy hours or tastings of Apulian wine.The seasoning varies widely from area to area, and the Apulian bakeries produce a great range of them: with fennel seeds or pizzaiola, with onions or pepper, or even chocolate chips, sugar or yolk.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>La cena di Natale</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;La cena di Natale&apos; (Christmas dinner)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nella splendida Polignano a Mare imbiancata della neve, saranno ancora piu agitati del solito: tra isterismi, introvabili capitoni, test di gravidanza, ansiolitici, ascensori bloccati, anelli scomparsi, ritrovamenti e colpi di scena, ne succederanno di tutti i colori. Una Vigilia magica, con la presenza silenziosa e speciale della neve che imbianca la splendida Polignano a mare, dove tutti pero sono piu agitati del solito. La piu sconvolta e Matilde  che riceve un anello con smeraldo da Don Mimi, suo marito, &apos;colpevole&apos; di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata con modestia il &apos;Petruzzelli&apos;, in cui ci si muove con l&apos;ascensore e dove troneggia un albero di Natale alto quattro metri. L&apos;obiettivo di Matilde e chiaro: sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventu di suo marito. E Ninella non si lascia intimidire, anche se ha sbagliato la tinta optando per un poco riuscito &apos;biondo Kidman&apos; ed e molto infastidita dalla presenza della Zia Pina. Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: Chiara, incinta di 8 mesi, e suo marito Damiano, che forse di donne ne ha messe incinta due! Nancy  diciassettenne ossessionata dalla verginita, Orlando avvocato gay, che sta tentando di dare un bimbo alla sua migliore amica lesbica, Daniela  mentre viene corteggiato da Mario.Con: Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido, Maria Pia Calzone, Antonella Attili, Eugenio Franceschini, Antonio Gerardi, Veronica Pivetti, Eva Riccobono, Dario Aita, Giulia Elettra Gorietti, Uccio De Santis, Crescenza Guarnieri, Ivana Lotito.Prodotto da: IIFcon il sostegno dell&apos;Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission Location: Polignano a Mare - Monopoli - Torre Guaceto</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Things will be even more hectic than usual in the splendid Polignano a Mare covered in snow: amidst hysteria, elusive capons, pregnancy tests, tranquilizers, blocked elevators, missing rings, discoveries, and plot twists, everything imaginable will happen. It was a magical Christmas Eve, with the silent and unique presence of snow covering the beautiful Polignano a Mare, where everyone was more agitated than ever. Matilde is the most affected, she receives an emerald ring from Don Mimi, her husband, who is &apos;guilty&apos; of neglecting her too much lately. She gets so excited that she spontaneously hosts a grand dinner that evening in their large house, modestly nicknamed the &apos;Petruzzelli,&apos; where you can move around with an elevator, and a four-meter-high Christmas tree reigns. Matilde&apos;s goal is clear: to challenge Ninella, her mother-in-law, and her husband&apos;s great love from his youth in front of everyone. And Ninella won&apos;t be intimidated, even though she failed at &apos;Nicole Kidman&apos; blonde and is very annoyed by the presence of Aunt Pina. Sitting at the same festive table that evening, there will be, among others, Chiara, eight months pregnant, and her husband Damiano, who might have impregnated two women! Seventeen-year-old Nancy is obsessed with her virginity, Orlando, a gay lawyer, is trying to have a child for his best lesbian friend, Daniela while being courted by Mario. Starring: Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido, Maria Pia Calzone, Antonella Attili, Eugenio Franceschini, Antonio Gerardi, Veronica Pivetti, Eva Riccobono, Dario Aita, Giulia Elettra Gorietti, Uccio De Santis, Crescenza Guarnieri, Ivana Lotito. Produced by IIF with the support of the Apulia Film Fund of the Apulia Region and the Apulia Film CommissionLocation: Polignano a Mare - Monopoli - Torre Guaceto</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Marmellata di fichi</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Saporita ma delicata, ideale per la preparazione di dolci, ma anche come accompagnamento di cibi salati come i formaggi stagionati, la Marmellata di fichi e una delle confetture piu amate in Puglia.Deliziosa sul pane casereccio tostato per iniziare la giornata con energia e ingrediente immancabile per realizzare dolci autunnali, la Marmellata di fichi e molto dolce e spesso, per contrastare il suo sapore, durante la cottura, viene mescolata con succo di limone o cannella.Si possono acquistare vasetti di Marmellata di fichi, nelle tante gastronomie della Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cacioricotta</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Quando il latte viene lavorato secondo il metodo del cacio e il metodo della ricotta, il risultato e un morbido e squisito formaggio: il Cacioricotta, ottenuto dalla lavorazione di latte di capra, di pecora o di mucca.Il Cacioricotta e di solito di forma cilindrica e di piccole dimensioni. La crosta e rigata e la pasta e compatta, bianca e senza occhiature. L&apos;odore del cacioricotta e intenso, con sentori di erba selvatica, e il sapore e acidulo, leggermente piccante. Puo essere consumato fresco oppure, dopo una quindicina di giorni, come formaggio da grattugia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Sospiri</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Sospiri</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Soffici, dolci e sublimi come un Sospiro. Le pasticcerie di Bisceglie pullulano di Sospiri, detti anche &apos;dolce della sposa&apos;. Si tratta di un tipico dessert preparato con pan di spagna farcito con crema pasticcera e ricoperto di glassa o &apos;naspro&apos;, in dialetto locale.La ricetta dei Sospiri e antichissima e sono citati nei primi anni del Cinquecento dall&apos;eremita Aleandro Baldi.Un tempo impreziositi con una goccia di rosolio, oggi i Sospiri hanno il profumo fresco del limone e sono perfetti a fine pasto per chiudere in dolcezza il menu.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Soft, sweet and exactly sublime like a sigh, which is the meaning of Sospiri. Bisceglie&apos;s confectioneries are specialized in Sospiri, also called &apos;the bride&apos;s pastry &apos;. It is a typical dessert prepared with sponge cake filled with pastry cream and covered with icing or &apos;naspro&apos;, in local dialect.The original recipe is very old, as mentioned in the early sixteenth century by the hermit Aleandro Baldi.Once sprinkled with  a dash of rosolio liquor, today Sospiri have the fresh scent of lemon and are perfect at the end of the meal to sweeten the menu.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Canestrato Pugliese DOP (Canestrato foggiano o Pecorino Dauno)</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Canestrato Pugliese e un formaggio tipico della Daunia, di grande spessore e struttura, da abbinare a piatti freddi di verdure e accompagnare con vini robusti e fermi.Il nome deriva dai canestri di giunco utilizzati per la lavorazione del latte intero di pecora &apos;gentile di Puglia&apos; e la stagionatura, variabile tra i due e i dieci mesi, delle forme cilindriche del peso che hanno un peso tra i 7 e i 14 chilogrammi.Il sapore caratteristico del Canestrato e piccante nello stagionato, piu delicato nel fresco. La crosta e marrone, tendente al giallo, piu o meno rugosa, robusta e spessa, il colore della pasta e giallo pallido con intensita che varia in relazione alla stagionatura.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Peperoni sott&apos;olio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Hanno una polpa spessa, saporita e carnosa, e sono anche belli da vedere. Possono essere verdi, gialli o rossi con dimensioni, forme e spessore variabili, i Peperoni sott&apos;olio, conserva pugliese e prodotto agroalimentare tipico.I frutti devono essere consistenti al tatto e con la polpa ben soda. I peperoni vanno puliti dai semi, tagliati a strisce o a falde, e bolliti in aceto, acqua e sale. Dopo la scolatura, si mettono ad asciugare e si confezionano in vasetti di vetro a chiusura ermetica, insieme a foglie di basilico e pepe, e si copre il tutto con olio extravergine d&apos;oliva.Si conservano in un luogo buio e fresco e dopo 30 giorni sono pronti per il consumo a tavola, oppure per la vendita in una delle tante gastronomie pugliesi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Uva Cardinal e Regina</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fra le migliori uve da tavola, l&apos;Uva Cardinal e l&apos;Uva Regina sono coltivate nelle campagne della provincia di Bari dai primi anni del &apos;900. Con i loro grossi acini color rubino e color giallo scuro rendono unico soprattutto il paesaggio rurale di Bisceglie.Acini bianchi e grossi a forma di ellisse caratterizzano il vitigno dell&apos;Uva Regina, di origine antichissima e provenienza orientale, dal sapore dolce e croccante. L&apos;Uva Cardinal, invece, e una delle migliori uve rosse da tavola, dagli acini grossi, a forma di sfera, con una buccia abbastanza spessa di un rosso violaceo intenso. Per il loro sapore inconfondibile, le uve di Bisceglie sono apprezzate e vendute in tutte le botteghe dei fruttivendoli pugliesi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Zampina</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un colore rosso intenso e una forma inconfondibile a spirale, fermata da spiedini di legno. La Zampina a Sammichele di Bari e un&apos;istituzione, omaggiata con una storica sagra.I macellai preparano la zampina secondo le ricette tradizionali, con animali provenienti esclusivamente dalle campagne di Sammichele. Le carni dei primi tagli dei bovini e i ritagli di ovini e suini vengono tritati e conditi con pecorino, basilico, pomodoro e pepe. L&apos;impasto viene poi insaccato in budella di agnello o capretto fino a creare spirali di carne lunghe fino a un metro.Arrostita, la zampina e saporita e succosa e ha effluvi mediterranei. Assaggiatela anche rosolata a fuoco vivo con i pomodorini o cotta nel forno con patate e rosmarino.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Tolo Tolo</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Tolo Tolo&apos;</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Pierfrancesco Zalone, detto Checco, rifiutandosi di percepire il reddito di cittadinanza in quanto disoccupato, apre nel suo paese, Spinazzola, un improbabile ristorante giapponese chiamato &apos;Murgia &amp;Sushi&apos;, ma dopo appena un mese dall&apos;apertura viene travolto dai debiti, con il fisco che gli pignora il locale e lo costringe alla chiusura: per sfuggire ai creditori decide di scappare in Africa, dove trova lavoro come cameriere in un lussuoso villaggio turistico del Kenya. Qui fa amicizia con Oumar, anche lui cameriere e appassionato della cultura italiana, molto piu acculturato ed intelligente del protagonista. Checco si innamora inoltre della giovane Idjaba e fa amicizia con suo figlio Doudou. Nel paese scoppia improvvisamente una guerra civile, con i terroristi che attaccano e distruggono il villaggio turistico, ma Checco sembra totalmente inconsapevole della drammatica situazione in cui si trova, preoccupandosi solo di cosmetici, dei suoi abiti firmati e delle telefonate delle sue due ex-mogli (che ritiene essere ancora peggio dei terroristi), arrabbiate con lui perche se ne e andato lasciando la famiglia in una difficile condizione economica e con tutte le proprieta pignorate, e di tutti i suoi creditori. Checco e Oumar si rifugiano nel villaggio di cui Oumar e originario, ma anch&apos;esso viene attaccato dai terroristi, spingendo Oumar a decidere di emigrare in Europa. Checco decide quindi di accompagnare Oumar, Idjaba, Doudou e altri migranti nel loro viaggio, tornando clandestinamente in Europa e pianificando di rifugiarsi a casa di un cugino nel paradiso fiscale del Liechtenstein invece che tornare in Italia. Intanto i familiari di Checco sperano invece che non torni in Italia e che anzi muoia negli attentati, cosi da ricevere un risarcimento e annullare i suoi debiti. con Checco Zalone, Souleymane Sylla, Nicola Di Bari, Nicola Nocella Prodotto da: Medusa Film, Taodue con il supporto logistico di Regione Puglia e Apulia Film Commission Location: Acquaviva delle Fonti, Bari, Gravina in Puglia, Minervino Murge, Monopoli, Poggiorsini, Spinazzola, Torre Guaceto</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Pierfrancesco Zalone, known as Checco, refuses to collect unemployment benefits as an unemployed person and opens an unlikely Japanese restaurant called &apos;Murgia &amp;Sushi&apos; in his hometown of Spinazzola, Italy. However, just a month after opening, he is overwhelmed by debts. The tax authorities seized his restaurant, forcing him to close it. To escape his creditors, Checco decides to flee to Africa, where he finds work as a waiter in a luxurious tourist resort in Kenya. There, he befriends Oumar, another waiter passionate about Italian culture and far more cultured and intelligent than Checco. Checco also falls in love with the young Idjaba and befriends her son, Doudou. Suddenly, there was a civil war in the region, with terrorists attacking and destroying the tourist village. However, Checco appears utterly unaware of the dire situation, preoccupied only with cosmetics, his designer clothes, and calls from his two ex-wives (whom he considers worse than the terrorists). They are angry with him for leaving his family in dire financial straits, with all their properties seized and debts piling up. Checco and Oumar seek refuge in Oumar&apos;s hometown, but it too comes under attack by terrorists. This prompts Oumar to decide to migrate to Europe. Checco decides to accompany Oumar, Idjaba, Doudou, and other migrants on their journey, returning clandestinely to Europe and planning to take refuge with a cousin in the tax haven of Liechtenstein instead of going back to Italy. Meanwhile, Checco&apos;s family hopes he never returns to Italy and even wishes for his death in the attacks to receive compensation and cancel his debts. Starring: Checco Zalone, Souleymane Sylla, Nicola Di Bari, Nicola Nocella Produced by Medusa Film, Taodue, with logistical support from the Apulia Region and Apulia Film Commission Locations: Acquaviva delle Fonti, Bari, Gravina in Puglia, Minervino Murge, Monopoli, Poggiorsini, Spinazzola, Torre Guaceto</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Uva Vittoria</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E una delle uve da tavola bianche piu apprezzate e gustate non solo in Puglia.L&apos;Uva Victoria, ottima per la sua precocita e l&apos;aspetto del grappolo e dell&apos;acino, ha un sapore dolce zuccherino e una polpa dura e croccante.Bianca con semi, l&apos;Uva Vittoria si trova da luglio a settembre in grappoli enormi che raggiungono anche 1 chilo di peso. Bella anche a vedersi, oltre che da gustare, con la buccia croccante e ottima aromaticita, la Vittoria sta ormai soppiantando altre specie di uva bianca grazie alla sua resistenza ai trasporti e alla sua cospicua produttivita.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cicoria all&apos;acqua</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Quando il sole cocente dell&apos;estate salentina scalda la terra, i contadini raccolgono le Cicorie all&apos;acqua, una varieta tipica della provincia di Lecce, molto simile a quella della Catalogna.Le cicorie all&apos;acqua, buone anche da sgranocchiare crude, vengono gustate prevalentemente cotte, lessate e condite con olio di frantoio e, a volte, insaporite con cipolla cruda tritata.Oltre il 90% della cicoria e formato da acqua e quindi, mangiarla d&apos;estate, e quasi un toccasana, per il suo gusto fresco e delicato e la sua consistenza succosa e rigenerante.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Arance e limoni del Gargano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Hanno la polpa dura e croccante e un profumo intenso gli agrumi del Gargano. Nella zona settentrionale tra i comuni di Rodi Garganico, Vico e Ischitella da secoli vi e una pregiata produzione di arance e limoni, che onora una tradizione secolare, gia fiorente nell&apos;anno Mille.Sono prodotti IGP il Biondo comune del Gargano, l&apos;Arancia Duretta e il Limone Femminello, il piu antico di tutta l&apos;Italia, che vanta le varieta a scorza gentile e Femminello oblungo.Alle arance e ai limoni il comune di Rodi Garganico e la Pro Loco dedicano una sagra che si tiene in estate. Consumati freschi sono ottimi, ai prodotti derivati, come succhi e gelati, danno gusto e genuinita.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Arance e limoni</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Danno frutti profumati e saporiti gli agrumeti coltivati al sole di Puglia. Arance e limoni rappresentano due prodotti tipici sull&apos;intero territorio, con punte di eccellenza sul Gargano, nel Golfo di Taranto e nella zona dell&apos;entroterra ionico di Gallipoli, con una varieta di tipologie che accontenta tutti i gusti e la domanda dei mercati internazionali.Arance e limoni sono tra i frutti piu presenti nei mercatini a km. 0 e sono apprezzati sia freschi, con grande abbondanza nel periodo autunnale e d&apos;inverno, sia nell&apos;impiego in molte ricette tradizionali di dolci e liquori, iniziando dall&apos;arancino e dal limoncello, immancabile a fine pasto sulle tavole pugliesi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>L&apos;Ulivo pensante</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Thinking Olive Tree</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>A Ginosa, pittoresca cittadina situata nella provincia di Taranto, c&apos;e un ulivo secolare di straordinaria bellezza e unicita che possiede una caratteristica davvero speciale: sul suo tronco si distingue chiaramente un volto umano, completo di occhi, naso e bocca, come se fossero stati scolpiti nel legno da un abile artista.Conosciuto come l&apos;&apos;Ulivo Pensante&apos;, questo straordinario esemplare di ulivo secolare sembra raffigurare un uomo immerso nei suoi pensieri, sereno e rilassato, circondato dalla tranquilla campagna pugliese. Le forme del viso emergono dalle venature del tronco, suscitando nello spettatore un senso di meraviglia e rispetto per la forza creativa della natura.L&apos;ulivo secolare incarna la storia e la cultura agricola della Puglia, di cui e diventato simbolo, rappresentando la profonda connessione tra uomo e natura. Gli ulivi, con le loro radici profonde e i tronchi sinuosi sono da sempre il cuore pulsante della campagna pugliese, testimoni silenziosi del passare del tempo e della laboriosa vita contadina.Il particolarissimo tronco naturalmente scolpito dell&apos;Ulivo Pensante&apos; ha piu di duemila anni e, insieme ai numerosi Ulivi Monumentali di Puglia rappresenta un patrimonio inestimabile raccontando le storie della Puglia attraverso paesaggi e scenari naturali e tranquilli dove questi alberi vivono imperterriti da secoli contribuendo alla bellezza del paesaggio, svolgendo un ruolo cruciale nell&apos;ecosistema locale.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In Ginosa, a picturesque town in the province of Taranto, there stands a centuries-old olive tree of extraordinary beauty and uniqueness, with a truly special characteristic: its trunk clearly features a human face, complete with eyes, nose, and mouth, as if carved by a skilled artist.Known as the &apos;Thinking Olive Tree&apos;, this remarkable specimen seems to depict a man deep in thought, serene and relaxed, surrounded by the peaceful Puglian countryside. The facial features emerge from the trunk&apos;s grain, evoking a sense of wonder and respect for nature&apos;s creative force.The centuries-old olive tree embodies this history and agricultural culture of Puglia, of which it has become a symbol, representing the profound connection between man and nature. Olive trees, with their deep roots and sinuous trunks, have always been the lifeblood of the Puglian countryside, silent witnesses to the passage of time and a rural life of hard work.The uniquely sculpted trunk of the &apos;Thinking Olive Tree&apos; is more than two thousand years old, and, along with the numerous Monumental Olive Trees of Puglia, represents an invaluable heritage, narrating the stories of Puglia through serene natural landscape where these trees have stood steadfast for centuries, contribute to the beauty of the landscape and play a crucial role in the local ecosystem.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Ciliegie di Puglia</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono rinomate per la loro polpa croccante e gustosa, le ciliegie di Puglia, che tra maggio e giugno colorano le tavole pugliesi e vengono esportate in tutta Europa.La ciliegia presenta una forma tondeggiante, un colore rosso con intensita che variano in funzione delle diverse cultivar, dai frutti piu piccoli del peso di 8-10 grammi della Fuciletta e Forli a quelli piu grandi della Ferrovia, varieta tardiva che raggiunge i 20 grammi.La ciliegia ha particolare diffusione nella provincia di Bari con il 95% della produzione cerasicola pugliese. In varie localita del Barese alla ciliegia sono dedicate sagre e altri eventi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Wonder Woman</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Wonder Woman&apos;</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Prima di diventare Wonder Woman, era Diana la principessa delle Amazzoni, cresciuta su un&apos;isola paradisiaca ben nascosta e addestrata a diventare una guerriera invincibile. Quando un pilota Americano compie un atterraggio di emergenza sulle sue sponde e racconta di un enorme conflitto scoppiato nel mondo esterno, Diana abbandona la propria casa convinta di poter porre fine alla minaccia. Combattendo al fianco dell&apos;uomo in una guerra che metta fine a tutte le guerre, Diana scoprira i suoi pieni poteri&amp;hellip, e il suo vero destino. Con Gal Gadot, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis. Prodotto da: Warner Bros Con il supporto logistico di APULIA FILM COMMISSION  Location: Castel del Monte, Vignanotica</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Before becoming Wonder Woman, Diana was the princess of the Amazons, raised on a well-hidden paradise island and trained to become an invincible warrior. When an American pilot crash-lands on her shores and tells of a massive conflict raging in the outside world, Diana leaves her home convinced she can end the threat. Diana will discover her full powers and true destiny by fighting alongside man in a war to end all wars. Starring: Gal Gadot, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis. Produced by: Warner Bros With the logistical support of APULIA FILM COMMISSIONLocation: Castel del Monte, Vignanotica</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pietra leccese</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Apprezzata e richiesta in tutto il mondo, la Pietra leccese e nelle decorazioni, nelle sculture, nelle architetture tipiche del barocco leccese. Numerose sono ancora oggi le botteghe artigiane presenti nel centro storico di Lecce, specializzate nella produzione di pregevoli manufatti artistici.Le chiese, i palazzi gentilizi, le decorazioni ornamentali: tutto a Lecce e nel Salento e stato voluto e realizzato con il materiale che piu di ogni altro sembrava  prestarsi alle fitte trame decorative del barocco.La Pietra leccese oltre al facile reperimento garantisce infatti una buona lavorabilita e una straordinaria capacita di accrescere durezza e resistenza col passare del tempo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Giunco</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Nelle zone paludose della Puglia un tempo il giunco cresceva rigoglioso ed era una preziosa materia prima per molti artigiani, che creavano cestini e oggetti indispensabili per il lavoro in campagna e la vita quotidiana in masseria.Ancora oggi abili mani danno vita a intrecci fitti e resistenti, dopo aver sottoposto le fibre vegetali a un complesso trattamento per renderle piu morbide.Gli utili panari e fiscelle sono apprezzati oggetti di arte artigianale conosciuti anche fuori dall&apos;Europa. Nel Salento, ad Acquarica del Capo sorge il Museo del giunco palustre. Altri centri importanti di lavorazione del giunco sono San Severo, Cassano, Alberobello e Trani.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Spumone di Conversano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>A Conversano lo spumone, dolce tipico pugliese, ha raggiunto livelli di eccellenza.La forma e come in altre parti della regione quella di un cono tronco, assortito con gelato di gianduia, nocciola e panna, e farcito con savoiardi o pan di Spagna bagnati nel liquore, cioccolata  a pezzi, zabaione o marsala, canditi o croccante di mandorle tritate finemente.Una volta preparato, lo spumone &apos;stagiona&apos; in frigo per qualche giorno, fino a quando il gelato non diventa duro all&apos;esterno, conservando un cuore morbido e gustoso all&apos;interno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Prosciutto di Faeto</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un sapore marcato, un colore rosso mattone e profuma di legno e di bosco il Prosciutto di Faeto. Si ottiene dai maiali neri di Capitanata, specie autoctona del Sub-Appenino Dauno, allevati prevalentemente a Faeto, con sistema biologico e allo stato brado.Il Prosciutto di Faeto valorizza il quarto posteriore del maiale e viene conservato a lungo in tini di legno di abete o pino, prima di essere salato e stagionato per almeno 12 mesi. Al termine di questo periodo, il prosciutto assume un gusto di erbe di macchia di bosco e la classica colorazione rosso intenso, con lardo roseo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Vaccino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Da assaporare a fette o da grattugiare come condimento sulla pasta, il Vaccino e uno dei formaggi piu semplici e genuini da trovare sulle tavole pugliesi.Il nome fa intendere subito la provenienza dal latte di vacca, per questo formaggio dal sapore piacevole, pronunciato e leggermente acidulo.Il Vaccino e un formaggio duro o extraduro, a seconda della stagionatura che puo protrarsi da 8 fino a 24 mesi. Ha una crosta leggermente rugosa di colore giallo scuro, in base al periodo di maturazione e una pasta di consistenza piu o meno dura, con una lieve occhiatura.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Taralli e farinella di Putignano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le vie della bella Putignano hanno il profumo dei Taralli e della Farinella.Rigorosamente fatti a mano con ingredienti genuini e cotti in antichi forni a legna, i fragranti anelli di pasta non lievitata, nella ricetta classica sono a base di olio d&apos;oliva, vino bianco e sale. Gustose le varianti, dalle cipolle alle olive, dal sesamo, peperoncino, pepe ai funghi murgiani.Tipica delizia culinaria di Putignano e anche la Farinella, uno sfarinato di orzo e ceci tostati, gustata in polvere accompagnata ai fichi secchi e alle cipolle selvatiche. Trasformandosi in un buffo Joker, la Farinella da il nome alla tipica maschera rappresentativa del Carnevale di Putignano.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pecora di Altamura</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha sentori unici la carne della Pecora di Altamura, grazie ai pascoli del territorio murgiano, ricchi di erbe spontanee.Due i piatti tipici di Altamura: &apos;U cutturidde&apos; e un lesso di agnello con piselli e varie erbe selvatiche mentre per preparare la &apos;pecora alla rezzaule&apos; la carne viene posta a strati in un&apos;anfora di terracotta, insieme a cipolle, pomodori, erbe, funghi e ortaggi e lasciata a cuocere in forno a legna per tre ore.La Pecora di Altamura, presidio Slow Food, conosciuta anche con il nome di pecora moscia, deriva dalla razza asiatica o siriana ed e riconoscibile grazie al vello bianco e alla testa allungata.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Albicocca di Galatone</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Piccola ma dolce e succosa, l&apos;Albicocca di Galatone e una pregiata varieta autoctona, molto apprezzata come primizia con un consumo quasi esclusivamente locale. Presidio Slow Food e PAT della Regione Puglia, ha caratteristiche uniche e una storia antica: pare che a importarla dall&apos;Oriente siano stati i Templari.L&apos;albicocca galatonese supera di poco leggermente le dimensioni di una noce, il colore sfuma dal giallo chiaro al rosa tenue, con piccole screziature piu scure all&apos;attacco del peduncolo.Il frutto ha un profumo intenso e caratteristico e un sapore molto dolce e una spiccata liquiescenza. La raccolta dell&apos;Albicocca di Galatone avviene tra maggio e giugno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>L&apos;uomo nero</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>L&apos;uomo nero (The black man)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Gabriele torna in Puglia per salutare il padre Ernesto in fin di vita. In occasione di questo evento ha la possibilita di rivivere la sua infanzia caratterizzata da forti ambivalenze dovute in particolar modo al contrasto tra il padre capostazione con una passione ossessiva artistica, frustrato dalle critiche mortificanti sui suoi lavori e dallo zio con caratteristiche decisamente molto piu affascinanti.L&apos;esperienza della morte del padre quindi diventa il mezzo per la risoluzione sia del conflitto interiore che dell&apos;esistenza di un uomo nero agli occhi di Gabriele bambino.Regia: Sergio RubiniSoggetto: Carla CavalluzziSceneggiatura: Sergio Rubini e Domenico StarnoneDirettore della fotografia: Fabio CianchettiCast: Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Vito SignorileDurata: 124 min.Soggetto e sceneggiatura: Sergio Rubini, Domenico Starnone, Carla CavalluzziFotografia: Fabio CianchettiNazionalita: ItaliaProduzione: Donatella Botti per Bianca Film in collaborazione con Rai Cinema.Distribuzione: 01 DISTRIBUTION - DVD: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEOLocation: San Vito dei Normanni, Acquaviva, Mesagne, Brindisi, Taranto, Oria, Torre Santa Susanna, Altamura, BariFinanziato da: Apulia National Film FundFestival e riconoscimenti: 2 Premi Bif &amp;st 2010: miglior attore protagonista (Riccardo Scamarcio), migliore scenografia (Luca Gobbi)</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Gabriele returns to Apulia to bid farewell to his father, Ernesto, who is nearing the end of his life. On this occasion, he has the opportunity to relive his childhood, characterized by solid ambivalence, primarily due to the contrast between his father, a stationmaster with an obsessive artistic passion, frustrated by the crushing criticism of his work, and his uncle, who is decidedly more charming. The experience of his father&apos;s death becomes a means to resolve the inner conflict and the existence of a &apos;black man&apos; in the eyes of young Gabriele.Directed by: Sergio RubiniStory: Carla CavalluzziScreenplay: Sergio Rubini and Domenico StarnoneCinematography: Fabio CianchettiCast: Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Vito SignorileDuration: 124 min.Story and Screenplay: Sergio Rubini, Domenico Starnone, Carla CavalluzziPhotography: Fabio CianchettiNationality: ItalyProduction: Donatella Botti for Bianca Film in collaboration with Rai Cinema.Distribution: 01 DISTRIBUTION - DVD: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEOLocations: San Vito dei Normanni, Acquaviva, Mesagne, Brindisi, Taranto, Oria, Torre Santa Susanna, Altamura, BariFinanced by: Apulia National Film FundFestivals and Awards: 2 Bif &amp;st Awards 2010: Best Leading Actor (Riccardo Scamarcio), Best Production Design (Luca Gobbi)</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Salsa di pomodoro</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>In Puglia, la parola &apos;salsa&apos; senza alcun altro aggettivo, indica esclusivamente la tipica passata di pomodoro, che qui e coltivato su 30mila ettari di terreno, quasi un terzo della produzione complessiva italiana.Per fare la Salsa di pomodoro, si usano le saporitissime varieta locali, a patto che i pomodori siano perfettamente maturi e preferibilmente di un rosso molto acceso, che assicura una buona sapidita e tenore zuccherino.Nella maggior parte delle famiglie pugliesi permane la tradizione di acquistare i pomodori a km 0 dal contadino per fare in casa la provvista della salsa. Un&apos;operazione quasi rituale, molto laboriosa, che spesso coinvolge tutto il nucleo familiare.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carciofo brindisino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha foglie carnose di colore verde con evidenti sfumature violette un gambo sottile e un sapore sapido e gustoso il Carciofo brindisino, caratterizzato dai capolini a forma cilindrica.Il Carciofo brindisino IGP si raccoglie manualmente e in anticipo rispetto ad altri carciofi ed e reperibile come ortaggio fresco da novembre a maggio, quelli di dimensione piu piccola sono ideali per fare i carciofini sott&apos;olio.Il Carciofo brindisino ha grandi virtu nutrizionali ed e versatile in cucina. Tra le ricette tipiche la parmigiana di carciofi e i carciofi alla brindisina, ripieni con pane, olive, capperi, menta, aglio e cipolla, quindi disposti in un letto di patate a fette e cotti in forno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Negroamaro Terra d&apos;Otranto Doc</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E il re dei vini salentini, il Negroamaro di Terra d&apos;Otranto Doc. Nero e leggermente amarognolo, come descrive il suo nome, il Negroamaro e il vitigno piu coltivato nelle zone di Brindisi e Lecce. Dal sapore asciutto, ma al contempo fruttato, vellutato ed armonico, l&apos;uva color rubino del Negroamaro, viene utilizzata per la produzione di ottimi rossi e, mescolata con la Malvasia, di eccellenti vini rosati.Per apprezzarne al meglio le caratteristiche, il vino Negroamaro va servito alla temperatura di circa 15-16 gradiC. Si abbina ai piatti tipici della tradizione salentina come la carne alla brace, i &apos;pezzetti&apos; di cavallo al sugo, le sagne &apos;ncannulate o i Turcinelli.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Colline Joniche Tarantine Doc</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Soltanto nelle campagne di dieci paesi del Tarantino, crescono i vitigni da cui si ottengono i vini Colline Joniche Tarantine Doc.Un tripudio di colori e gusti ricavati da vitigni di varie tipologie, dallo Chardonnay al Cabernet Sauvignon, dal Verdeca fino al Primitivo. Il vino Colline Joniche Tarantine Doc si puo trovare bianco, spumante, verdeca, rosato, rosso, novello, rosso superiore, primitivo, primitivo superiore, liquoroso secco e dolce.Il vino bianco si abbina bene ai piatti a base di pesce e agli aperitivi e va servito in calici svasati, mentre il rosso e il rosato legano con piatti a base di carne al forno o alla griglia e vanno degustati in calici ampi e aperti che ne valorizzano l&apos;aroma.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cartellate</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Nel periodo di Natale, in ogni casa pugliese rallegrano l&apos;atmosfera e la tavola le Cartellate, dolci tipici preparati in tutta la regione con diverse varianti.Con un impasto di farina, olio, sale e vino bianco, si ricavano delle sfoglie sottilissime a forma di spirale che si calano nell&apos;olio bollente aromatizzato con bucce di limone o mandarino. Una volte fritte, le cartellate si intingono nel miele scaldato a bagnomaria e guarnite con gli Anisini, confettini colorati, oltre a pinoli, mandorle e cannella. In alcune zone si usa anche sostituire il miele con il vincotto.Dal sapore intenso e delicato, le cartellate vengono preparate in Puglia dal 1700.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Focaccia Blues</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Focaccia Blues</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nel 2001 viene inaugurato il primo fast food McDonald&apos;s. Pochi mesi dopo, il panettiere Luca Di Gesu, con il fratello Giuseppe, apre poco lontano una piccola focacceria. Dopo appena un anno, il fast food e costretto a chiudere per mancanza di clientela, in parte causata dalla concorrenza della focacceria. Partendo da questo fatto, un giornalista si reca negli States per raccontarlo.Produzione: Bunker LabSoggetto: Alessia Lepore, Nico CirasolaSceneggiatura:Alessia Lepore, Nico CirasolaDirettore della fotografia:Rocco MarraMontaggio:Maurizio BaglivoCast: Lino Banfi, Renzo Arbore, Nichi Vendola, Michele Placido, Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Luca CirasolaNazionalita: ItaliaDurata:82 minLocation: Altamura, Gravina di PugliaFinanziato da: Apulia National Film Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In 2001, the first McDonald&apos;s fast-food restaurant was inaugurated. A few months later, baker Luca Di Gesu and his brother Giuseppe opened a small focaccia bakery nearby. A year later, the fast-food restaurant was forced to close due to a lack of customers, partly caused by competition from the focaccia bakery. Based on this fact, a journalist goes to the United States to report it. Production: Bunker LabStory: Alessia Lepore, Nico CirasolaScreenplay: Alessia Lepore, Nico CirasolaDirector of Photography: Rocco MarraEditing: Maurizio BaglivoCast: Lino Banfi, Renzo Arbore, Nichi Vendola, Michele Placido, Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Luca CirasolaNationality: ItalyDuration: 82 minutesLocation: Altamura, Gravina di PugliaFinanced by: Apulia National Film Fund</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Gibillero</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Gibillero</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Al sacro Giubileo, celebre ricorrenza religiosa, si contrappone il &apos;gibillero&apos; barese, che rappresenta si una festa, ma molto piu chiassosa e spesso fastidiosa in cui a divertirsi e spesso solo l&apos;autore del gibillero stesso.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>While the &apos;Giubileo&apos; is a famous religious celebration, the &apos;gibillero&apos; in Bari represents a different kind of festivity, often louder and more annoying, with the person who creates the gibillero usually being the only one to enjoy it.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Ciliegia Ferrovia</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono squisite, di un colore rosso vermiglio e grandi quasi il doppio delle altre, le Ciliegie Ferrovia, tipiche cultivar della zona di Turi e Conversano.La Ciliegia Ferrovia ha una buccia di colore rosso vivo e una polpa rosa, soda, croccante e succosa, apprezzata in tutta Italia per il sapore dolce e intenso, che la rende la preferita per la distribuzione alimentare. Le Ciliegie Ferrovia sono peculiari di Turi, dove intorno al 1935, crebbe il primo albero vicino ad un casello delle Ferrovie Sud-Est. Da allora, le ciliegie furono chiamate &apos;Ferrovi&apos; perche l&apos;albero era nato a pochi metri dai binari, lungo il carraio che porta alla Masseria Sciuscio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Alezio DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>L&apos;Alezio DOC e un vino da pasto apprezzato sia per il rosso sia per il rosato prodotti con uve di Negroamaro, con l&apos;aggiunta di Malvasia Nera di Lecce, Sangiovese e Montepulciano, e sono ottimi da abbinare ai piatti dai sapori decisi della cucina salentina. La gradazione alcolica dai 12 gradi del Rosso arriva ai 12,5 gradi nella tipologia Riserva.L&apos;Alezio rosso si distingue per l&apos;intensita del colore e l&apos;odore persistente, fruttato. Al gusto e secco, caldo, abbastanza morbido, con sensazione delicatamente amarognola. Il rosato ha colore rosa corallo intenso, l&apos;odore e vinoso e persistente, il sapore e asciutto e armonico, con un leggero retrogusto amarognolo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Barattiere</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Barattiere e un frutto estivo dalla polpa croccante che si mangia crudo senza condimento o a insalata, in alternativa al cetriolo rispetto al quale risulta piu digeribile.Coltivato da secoli dagli agricoltori pugliesi, il Batattiere e un frutto acerbo, se si lascia maturare diventa infatti un profumato melone dalla buccia giallo tenue.Il Barattiere ha una forma sferica e all&apos;esterno e verde, il suo pregio, non avendo un sapore marcato, e quello di dare freschezza e una nota di dolce al palato e di essere poco calorici.Se ne producono diverse tipologie che variano per dimensioni e colorito dell&apos;epicarpo che al tatto risulta liscio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Brindisi DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Apprezzato fin dai tempi dell&apos;impero romano per il gusto strutturato, fruttato e il caratteristico retrogusto amarognolo il Brindisi DOC e un vino da pasto con gradazione di 12-12,5 gradi, rosso o rosato rispettivamente da abbinare a piatti di carne e formaggi e a secondi di pesce.Il vino Brindisi DOC Si ottiene per almeno il 70% da vitigni Negroamaro, con eventuale aggiunta per un massimo del 30% di uve Malvasia nera di Brindisi, Sussumaniello, Montepulciano e Sangiovese.Il rosso Brindisi DOC si presenta di colore rosso rubino e ha un profumo intenso e un gusto asciutto e armonico. Il rosato ha un odore intenso e persistente, fruttato, e al gusto e secco, piuttosto morbido e caldo, poco tannico, corposo ed equilibrato.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Caciocavallo Podolico di Rignano Garganico</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il caciocavallo podolico e considerato uno dei formaggi piu genuini e gustosi d&apos;Italia e tra i piu apprezzati c&apos;e quello di Rignano Garganico, premiato piu volte nei saloni gastronomici del nord Italia.Il caciocavallo del Gargano viene fatto con il latte di mucca podolica, una razza autoctona che si alleva allo stato brado e la particolarita del suo sapore si deve al pascolo ricco di erbe odorose,  al tipo di lavorazione artigianale del latte e all&apos;ambiente di stagionatura, luoghi umidi e freschi.Il caciocavallo podolico e un formaggio nobile che non viene usato in cucina ma soltanto come formaggio da tavola, da accompagnare con pane casereccio e un buon bicchiere di vino rosso pugliese.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cacc&apos;e Mmitte di Lucera DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Cacc&apos;e Mmitte di Lucera e un vino rosso DOC caratteristico dell&apos;Appennino Dauno, da abbinare a preparazioni strutturate dai primi con ragu alle minestre di legumi, dagli arrosti di carni bianche alle carni rosse alla griglia, ai formaggi ovini stagionati.Ottenuto dal vitigno Uva di Troia per una percentuale compresa fra il 35 e il 60%, da Montepulciano, Sangiovese e Malvasia nera di Brindisi per il 25-35% e da Trebbiano toscano, Bombino bianco e Malvasia bianca lunga per il 15-30%, ha una gradazione minima di 11,5 gradi.Il Cacc&apos;e Mmitte di Lucera e rosso rubino piuttosto tenue, ha un odore intenso, vinoso, fruttato, dal sapore secco, piuttosto caldo, poco morbido, tannico e quasi sapido, corposo e sufficientemente equilibrato.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pane di Altamura DOP</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>PDO Altamura Bread</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il Pane di Altamura e particolarmente apprezzato per la sua capacita di resistere a lungo morbido, fragrante e gustoso.Il metodo di lavorazione e gli ingredienti sono quelli utilizzati in passato: impasto di semola di grano duro rimacinata, lievito madre, sale marino e acqua. La lievitazione e di tipo naturale e la cottura avviene rigorosamente in forno a legna.La pagnotta dal caratteristico profumo presenta due forme tradizionali: la prima e alta e accavallata, l&apos;altra bassa e circolare. Il pane di Altamura puo essere apprezzato per accompagnare pietanze, da solo o bagnato con un filo di olio extravergine di oliva. Il pane di Altamura, conosciuto in tutto il mondo, ha ottenuto nel 2003 la prestigiosa certificazione europea DOP (Denominazione d&apos; Origine Protetta).</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Altamura Bread is paticularly appreciated for its capacity to preserve its softness, fragrance and taste unchanged for a relatively long time.The preparation method and the ingredients are the same ones used in the past: a dough of double-milled durum-wheat semolina, sourdough, sea salt and water. Naturally leavened, the baking is made strictly in wood-fired ovens.The loaf with its characteristic fragrance comes in two traditional shapes: the first is tall and folded, the other one low and round. The Altamura bread is ideal for accompanying dishes, can be eaten plain or with just a dash of e.v.o. oil. Renowned all around the world, in 2003 it was awarded the prestigious PDO European certification (Protected Designation of Origin).</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Controra</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Controra</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il momento piu sacro di una giornata estiva, quando l&apos;unico suono consentito e il frinire delle cicale mentre tutti riposano: durante la &apos;controra&apos; ci si arrende al sonno pomeridiano, probabilmente dopo un abbondante pasto pugliese.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The most sacred moment of a summer day, when the only allowed sound is the chirping of cicadas while everyone rests: during the &apos;controra,&apos; people surrender to the afternoon nap, probably after a hearty Puglian meal.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>PAROLE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Caciocavallo silano DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un sapore dolce e delicato quando e giovane, si carica di piccante in maturazione avanzata, senza perdere il sentore aromatico: il Caciocavallo Silano DOP e un formaggio a pasta filata, semiduro con crosta sottile, liscia e di marcato colore paglierino e una pasta compatta con occhiatura bianca.Il Caciocavallo Silano ha forma ovale o conica, con testina o senza, con insenature segnate dalla posizione dei legacci utilizzati per appendere in coppia le forme a cavallo di una pertica per la stagionatura.L&apos;aggettivo silano si riferisce alla tradizionale zona di produzione e di consumo, estesa in seguito alle aree caratterizzate da razze bovine autoctone in cui per la produzione del caciocavallo si rispetta il rigido protocollo previsto.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cozza tarantina</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Taranto mussel</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>E piccola, ha una forma tozza e bombata ed e saporita come nessun&apos;altra. E la Cozza tarantina, regina dei mitili italiani, famosa per la sua polpa rosea o giallo-carica, carnosa, molto saporita, povera di grassi e ricca di ferro.Prelibate nei risotti allo scoglio e nella pasta ai frutti di mare, le cozze tarantine sono assolutamente da provare come piatto a se: i veri appassionati le mangiano crude, senza alcun condimento o con una spruzzatina di succo di limone, magari accompagnate con pane di grano duro e un rosato pugliese ben fresco.La citta di Taranto un tempo era la maggior produttrice di cozze e ostriche al mondo con i suoi &apos;giardini&apos; in Mar Piccolo e Mar Grande.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>It&apos;s small, with a stumpy and rounded shape, tastes like nothing else. It&apos;s the Taranto mussel, the queen of Italian mussels, renowned for its rosy or deep yellow meat, fleshy, very tasty, low in fat and rich in iron.Delicious with risotto with shellfish or pasta with seafood, they are a real treat even if eaten plain: afecionados enjoy them raw, without any dressing or just a splash of lemon juice, accompanied with durum-wheat bread and a fresh Apulian rose wine. With its &apos;&apos;gardens&apos;&apos; in the Mar Piccolo and Mar Grande, the city of Taranto was once the largest producer of mussels and oysters in the world.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Deni Bianco, l&apos;arte del Carnevale raccontata da un maestro cartapestaio</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Deni Bianco, the art of Carnival narrated by a master papier-m&amp;acirc,che artist</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tra le arti e i mestieri di Puglia uno su tutti ci fa entrare in una dimensione magica, onirica, in un luogo in cui la fantasia rielabora la realta con semplici strumenti per dare forma a personaggi straordinari e allegorie del presente. Parliamo delle botteghe dei maestri cartapestai di Putignano, che puntualmente ogni anno danno vita al celebre Carnevale, attrazione universale e secolare. Ad accoglierci nel suo spazio vitale troviamo Deni Bianco, indaffarato nel suo laboratorio delle meraviglie colmo di bozzetti, sculture e quotidiani accatastati, vera materia prima per ottenere la cartapesta. Deni si definisce subito un artigiano partigiano, come promotore di quel &apos;fatto a mano&apos; che si contrappone ai prodotti in serie come frutti della globalizzazione. Innamorato fin da bambino del Carnevale di Putignano e dei suoi maestosi carri, entra in una bottega di cartapestai all&apos;eta di 12 anni associando questa attivita allo studio. Poi, la decisione presa con il cuore, abbandona gli studi di Ingegneria per dedicarsi totalmente all&apos;arte del modellare quella cartapesta che oggi lo ha reso conosciuto a livello internazionale. Carta, colla, ferro e colori sono gli ingredienti di questa passione in cui l&apos;innovazione cede il passo a creativita e tradizione. L&apos;amore di Deni per questo lavoro si esprime con l&apos;amore per la colla, capace di fissare la carta donandole memoria. Non solo il Carnevale occupa la mente creativa e le mani abili di Deni Bianco: anche le opere di Pino Pascali, visionario artista di Polignano a Mare , si incrociano con quelle del maestro cartapestaio che dai suoi bozzetti ha ricavato delle piccole statue in cartapesta, ispirate all&apos;epoca d&apos;oro del Carosello. Ognuna di queste opere vede la luce a seguito di un procedimento lungo e paziente, fatto di calchi, sovrapposizioni, pittura: passaggi che danno vita a un nuovo &apos;umanesimo&apos; che si esprime attraverso la passione di un artigiano.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Among the arts and crafts of Puglia, one stands out, taking us into a magical, dreamlike dimension. In this place, imagination reinterprets reality with simple tools to shape extraordinary characters and allegories of the present. We are talking about the workshops of the master papier-m&amp;acirc,che artists of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano&lt;/a&gt;, who, without fail, bring to life the famous Carnival every year, a universal and centenarian attraction. Welcoming us into his vital space is Deni Bianco, busy in his wonder-filled workshop filled with sketches, sculptures, and stacked newspapers, the actual raw material for creating paper-m&amp;acirc,che.Deni immediately defines himself as a partisan artisan, a promoter of that &apos;handmade&apos; approach that contrasts with mass-produced products as fruits of globalisation. In love with the Putignano Carnival and its majestic floats since childhood, he enters a papier-m&amp;acirc,che workshop at 12, associating this activity with his studies. Then, with a heartfelt decision, he abandoned his engineering studies to fully dedicate himself to the art of shaping papier-m&amp;acirc,che, which has now made him internationally known. Paper, glue, iron, and colours are the ingredients of this passion, where innovation gives way to creativity and tradition.Deni&apos;s love for this work is expressed through his passion for glue, which can fix the paper and give it a memory. Not only does Carnival occupy Deni Bianco&apos;s creative mind and skilful hands, but the works of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-tipicita/pino-pascali-arte-come-un-gioco-che-racconta-puglia&quot;&gt;Pino Pascali&lt;/a&gt;, a visionary artist from &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano a Mare&lt;/a&gt;, also intersect with those of the papier-m&amp;acirc,che master. From his sketches, Deni has created small papier-m&amp;acirc,che statues inspired by the golden age of the Carousel. Each of these works comes to life through a long and patient process involving moulds, overlays, and painting - steps that give rise to a new &apos;humanism&apos; expressed through the passion of an artisan.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Carciofini sott&apos;olio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ogni famiglia pugliese ha nella dispensa almeno un paio di vasetti di carciofini sott&apos;olio, per il piacere di mangiare il gustoso ortaggio non solo in primavera.Ottimi come antipasto o contorno i carciofini sott&apos;olio si preparano con facilita. Particolarmente indicati sono i capolini dei carciofi &apos;Francesino&apos; e &apos;Catanese&apos;.I cuori di carciofo vanno immersi in una bacinella con acqua e succo di limone per evitarne l&apos;annerimento, quindi cotti per pochi minuti in acqua e aceto con limone e sale. Poi scolati, lasciati raffreddare e sistemati in vasetti di vetro sterilizzati, con olio extravergine di oliva e l&apos;aggiunta, a proprio piacimento, di aglio, prezzemolo, peperoncino o chiodi di garofano.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carciofo di San Ferdinando</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un gusto unico, sapido, dolce e dal profumo intenso il Carciofo di San Ferdinando, ottimo anche crudo, versatile in cucina e ideale per essere conservato in olio extravergine di oliva.Il Carciofo di San Ferdinando si riferisce in prevalenza alla cultivar Violetto di Provenza con capolini di forma ovoidale, compatti e foglie di colore violetto con sfumature verdi. La stagione della sua produzione va da settembre ad aprile.La raccolta effettuata a mano permette la selezione dei capolini da destinare alla preparazione dei carciofini sott&apos;olio.Nel nome del virtuoso ortaggio a San Ferdinando di Puglia si tiene ogni anno la Fiera nazionale del carciofo mediterraneo durante la quale si assegna anche il premio del carciofo d&apos;oro.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Fungo cardoncello</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Cardoncelli mushrooms</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Crudo, arrostito, fritto, gratinato, trifolato, con la pasta o con il riso, in abbinamento a piatti di carne, pesce, legumi e verdure: il Fungo Cardoncello e ottimo da gustare e versatile in cucina.Apprezzato per il basso contenuto di grassi e la presenza di importanti vitamine, il Cardoncello viene raccolto in autunno e primavera nei boschi dell&apos;Alta Murgia barese.Sodi e saporiti, i funghi sono protagonisti di diverse sagre che si tengono ad Altamura, Spinazzola, Gravina in Puglia e Minervino Murge a fine ottobre, novembre e dicembre.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Raw, roasted, fried, au gratin, sauteed, with pasta or rice, cooked with meat, fish, legumes and vegetables: the Cardoncello mushroom is excellent to taste and very versatile.Treasured for its low fat and essential vitamins, Cardoncello is harvested in autumn and spring in the Alta Murgia woods around the province of Bari.Firm and tasty, mushrooms are the protagonists of different food fests held in Altamura, Spinazzola, Gravina in Puglia and Minervino Murge at the end of October, November and December.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>PRODOTTI_TIPICI</tipologia>
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<nm_articolo_it>Federico II di Svevia, un amore per la Puglia celebrato con castelli e arte</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Frederick II of Swabia, a love for Puglia celebrated with castles and art</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Stupor mundi, personificazione dell&apos;unione di due monarchie, imparentato con famiglie nobiliari e principesche in tutta Europa.Federico II, figlio di Enrico IV e di Costanza d&apos;Altavilla, rispettivamente apice del Sacro Romano Impero e ultima sovrana normanna del Regno di Sicilia, si forma nella cosmopolita Palermo e cresce pieno di interessi: dalla letteratura all&apos;astrologia, dalla medicina all&apos;algebra.Un personaggio, Federico, rimasto impresso nell&apos;identita pugliese tanto da influenzare il lessico e ispirare il nome di una compagnia aerea e di un istituto bancario, ma anche di birrifici, di un canale televisivo e di un evento ricorrente ad Altamura, Federicus, una festa medievale che richiama migliaia di partecipanti e visitatori.Il sovrano diviene cosi iconico nella regione perche intraprende una riorganizzazione dell&apos;apparato statale e la Puglia viene significativamente coinvolta nel piano. La ragione dell&apos;attaccamento all&apos;area pare fosse la sua passione per la caccia con il falco, praticabile nell&apos;area. Federico II pensa addirittura di spostare la capitale da Palermo a Foggia, poiche piu centrale nel regno. Nel progetto di riorganizzazione dell&apos;impero rientra la costituzione di una fitta maglia di sorveglianza tramite un sistema castellare.Una volta abbandonata l&apos;idea di un castello fisso sede del potere imperiale e stabilito che il centro dello stato fosse il sorano ovunque si trovasse, Federico dimostra un forte legame con la regione e si insedia principalmente nel nord della Puglia - area detta Capitanata - costruendo castra, fortezze, e domus solaciorum, residenze di riposo del sovrano. L&apos;elenco riguardante le costruzioni pugliesi e ricco: a Castellaneta e nella zona di Gravina, a Spinazzola e ancora 27 domus in Capitanata, domus che raramente sono sopravvissute al tempo, ma che pare dovessero molto alle maestranze locali.Il simbolo dell&apos;eta federiciana e della sua sensibilita sempre incline all&apos;arte e senz&apos;altro &lt;a href=&quot;https://viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/castel-monte&quot;&gt;Castel del Monte&lt;/a&gt;. Il Castello e diventato anche il simbolo della ricchezza culturale pugliese perche la sua peculiarita, la forma ottagonale, lo rende unico al mondo. Nonostante non si sappia con assoluta certezza, pare che l&apos;uso fosse residenziale e di rappresentanza, con la finalita di affascinare tanto gli alleati quanto i nemici che hanno costellato il tempo di Federico II.Certo e invece che abbia scelto la Puglia, un tratto di Murgia piuttosto imponente, per esaltare la sua grandezza con la luce del sole. Ha scelto il sole pugliese per celebrare la magnificenza del suo impero tramite i giochi di luci e ombre sull&apos;architettura ottagonale.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Stupor mundi, the embodiment of the union of two monarchies, related to noble and princely families throughout Europe. Frederick II, son of Henry IV and Constance of Altavilla, respectively the apex of the Holy Roman Empire and the last Norman sovereign of the Kingdom of Sicily, was raised in cosmopolitan Palermo and grew up full of interests: from literature to astrology, from medicine to algebra.Frederick, a character, remained ingrained in the identity of Puglia to the extent of influencing the lexicon and inspiring the name of an airline and a banking institution, as well as breweries, a television channel, and a recurring event in Altamura, Federicus, a medieval festival that attracts thousands of participants and visitors.The sovereign became so iconic in the region because he undertook a reorganisation of the state apparatus, and Puglia was significantly involved in the plan. His attachment to the area seems to have been his passion for falconry, which was practicable in the area. Frederick II even considered moving the capital from Palermo to Foggia, as it was more central in the kingdom. In the project to reorganise the empire, a dense surveillance network was established through a system of castles.Once the idea of a fixed castle as the seat of imperial power was abandoned. It was established that the state&apos;s centre was the sovereign wherever he was, and Frederick demonstrated a strong bond with the region. He settled mainly in the north of Puglia - an area called Capitanata - building castra, fortresses, and domus solaciorum, resting residences for the sovereign. The list of constructions in Puglia is rich: in Castellaneta and the area of Gravina, in Spinazzola, and another 27 domus in Capitanata, which rarely survived the test of time but seemed to owe much to local craftsmanship.The symbol of the Frederickian age and his sensitivity always inclined to art is undoubtedly Castel del Monte. The Castle has also become the symbol of Puglia&apos;s cultural richness because its peculiarity and octagonal shape make it unique in the world.Although it is not known with absolute certainty, it seems that its use was residential and representative, aiming to fascinate allies and enemies who populated Frederick II&apos;s time. What is certain, however, is that he chose Puglia, a rather imposing stretch of Murgia, to glorify his greatness with the sunlight. He decided to use the sun of Puglia to celebrate the magnificence of his empire through the play of light and shadow on the octagonal architecture.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Terra di Bari DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E l&apos;olio piu prodotto della Puglia, il Terra di Bari DOP. Di antichissima tradizione, l&apos;olio extravergine di oliva prodotto nel barese prevede tre menzioni geografiche aggiuntive: Castel del Monte, Bitonto, Murgia dei Trulli e delle Grotte.E un olio fresco e dal sapore fruttato che si ottiene da olive Coratina, Cima di Bitonto, Cima di Mola e Ogliarola, con un lieve retrogusto amarognolo e piccante.Di colore dal verde-giallo al verde con riflessi dorati e ricco di antiossidanti, l&apos;olio Terra di Bari e consigliato soprattutto su grigliate di pesce, insalate, verdure bollite, legumi e primi piatti leggeri.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Il Palio di Taranto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Palio of Taranto</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt; si sfida ogni anno in un emozionante duello tra quartieri: l&apos;antico &apos;Palio&apos;, un vero e proprio rituale che unisce sport, tradizione e passione, in onore della tradizione marinara della citta.La sua particolarita e che si svolge in mare: dieci barche a remi, ognuna in rappresentanza di un quartiere, si sfidano in un percorso che abbraccia il borgo antico, tra i due mari, da completare in meno di 30 minuti. I vogatori, con la forza nelle braccia e il cuore pulsante, rappresentano l&apos;orgoglio del proprio rione indossando abiti tradizionali, ognuno con i propri colori e nomi - anch&apos;essi ispirati al mare: rione polpo, cavalluccio marino e gabbiano sono alcuni.Il punto di partenza e il Mar Grande, per poi attraversare il Mar Piccolo e tagliare il traguardo nel Canale Navigabile, di fronte al simbolico &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/castello-aragonese&quot;&gt;Castello Aragonese&lt;/a&gt;. Il rione che avra raggiunto piu punti, si aggiudichera lo storico drappo.La sfida si svolge in due momenti differenti: una prima regata nei giorni della festa patronale di San Cataldo - l&apos;8 Maggio - ed una seconda nell&apos;ultima domenica del mese di Luglio. I festeggiamenti durano per giorni, con feste, sfilate e mercati per le strade, coinvolgendo cittadini e turisti.Il Palio di Taranto, nato nel 1986, rappresenta un viaggio nel tempo, un tuffo nelle tradizioni marinare della citta. Costumi d&apos;epoca, canti popolari e sbandieratori rievocano il passato glorioso di una citta che vive di mare e con questo evento ne celebra il forte legame.Se hai l&apos;opportunita di assistere al Palio di Taranto, non perdertela! E uno spettacolo unico ed emozionante che coinvolgera tutti, grandi e piccoli.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt; challenges itself every year in an exciting duel between its neighborhoods: the ancient &apos;Palio,&apos; a true ritual that combines sport, tradition and passion, honoring the city&apos;s maritime heritage.Its special feature is that it takes place at sea: ten rowing boats, each representing a neighborhood, compete in a course that spans the old town, navigating between the two seas, to be completed in under 30 minutes. The rowers, powered by sheer strength in their arms and beating hearts, embody the pride of their district, wearing traditional attire, each with their own colors and names-also inspired by the sea: such as ward Octopus, Seahorse and Seagull.The starting point is the Mar Grande, crossing into the Mar Piccolo and finishing in the Navigable Canal, in front of the symbolic &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/castello-aragonese&quot;&gt;Aragonese Castle&lt;/a&gt;. The neighborhood that scores the most points wins the historic banner.The competition unfold in two distinct phases: the first regatta takes place May 8th during the feast of San Cataldo, the city&apos;s patron saint, and the second on the last Sunday of July. The festivities last for days, featuring celebrations, parades and street markets, attracting both local and tourists.Established in 1986, the Palio of Taranto offers a journey through time, a dive into the city&apos;s seafaring traditions. Period costumes, folk songs and flag-throwers evoke the glorious past of a city deeply tied to the sea, celebrating its enduring bond though this event.If you have the opportunity to witness the Palio of Taranto, don&apos;t miss it! It is a unique and exciting spectacle that will involve everyone, young and old.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Confetti, caramelle e cioccolato</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono il fiore all&apos;occhiello dell&apos;industria dolciaria pugliese i confetti di Andria nati dall&apos;antica tradizione artigianale della famiglia Mucci, una produzione tipica di qualita iniziata nel 1894.Confetti con svariate forme e gusti assortiti, prodotti con mandorle di Toritto e di Avola, nocciole IGP Piemonte, Pistacchi Verdi di Bronte DOP, purissimo cioccolato belga, coloranti e aromi naturali.Molto conosciuti sono i confetti Tenerelli, specialita di famiglia dal 1930.Nel primo laboratorio di Andria oggi sorge il Museo del Confetto &apos;Mucci Giovanni&apos; mentre a Trani c&apos;e il moderno stabilimento in cui si producono confetti e bonbon distribuiti in prestigiose eno-gastronomie.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Clementina del Golfo di Taranto IGP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Frutto dolce e aromatico, dalla polpa succosa e fragrante, la Clementina del Golfo di Taranto IGP e riuscita a imporsi sul mercato per la sua alta qualita. Ha una forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, la buccia liscia o leggermente rugosa dal colore arancio e una polpa molto succosa dal caratteristico sapore dolce e aromatico.Rinfrescante e diuretica, la Clementina del Golfo di Taranto possiede un alto contenuto di vitamina C e racchiude al massimo tre semi. Puo essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. E utilizzata anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ostie ripiene</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le Ostie ripiene sono una specialita della tradizione gastronomica del Gargano. Un dolce dal gusto gradevole e intenso che unisce alla delicatezza delle cialde di ostia, la croccantezza del ripieno di mandorle tostate, caramellate con zucchero e miele e il retrogusto leggermente amaro della cannella.Di origini antiche, il dolce e stato creato per la prima volta dalle Clarisse nelle cucine del monastero della Chiesa SS. Trinita di Monte Sant&apos;Angelo che unirono gli ingredienti per caso, scoprendo la prelibatezza.Le Ostie ripiene, di colore bianco panna, possono avere diverse dimensioni e sono vendute sfuse o confezionate nelle pasticcerie e nei bar di Monte Sant&apos;Angelo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un colore rosso rubino talmente intenso che a volte puo sembrare quasi nero, il vino Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg.E composto almeno al 90% da uve Nero di Troia che con la loro bacca nera saporitissima conferiscono al vino una colorazione tipica, un odore molto delicato e un gusto austero, speziato e con sentori di more e liquirizia.Il Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg ha una gradazione del 13% e si abbina alla perfezione con primi piatti con ragu, lasagne, grigliate di carne, formaggi stagionati. La bottiglia va stappata almeno un&apos;ora prima e deve essere a una temperatura di 18 gradi- 20 gradiC.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Paparuli</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Paparuli</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nel Sud Italia i &apos;paparuli&apos; altro non sono che i peperoni, sopratutto quelli tanto grandi da essere riempiti di riso o carne. Nella citta di San Nicola, invece, se qualcuno nomina i paparuli, non potete avere dubbi, sta parlando di denaro, anzi di tanto denaro.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In Southern Italy, &apos;paparuli&apos; refers to peppers, especially those large enough to be stuffed with rice or meat. However, in the city of San Nicola, if someone mentions &apos;paparuli,&apos; there is no doubt they are talking about money, actually about a substantial amount of money.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Tavoliere delle Puglie Doc</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Si ottiene mescolando in diverse percentuali le uve Nero di Troia con altre uve a bacca nera della zona di Capitanata e della Murgia Centrale.Il vino Tavoliere delle Puglie Doc racchiude cinque tipologie di vini: il rosso, intenso e fruttato, il rosato, secco e caratteristico, il rosso riserva, molto delicato, il Nero di Troia, corposo e armonico, il Nero di Troia riserva, abboccato e molto fine.Con gradazioni alcoliche dall&apos;11 al 13%, il Tavoliere delle Puglie Doc si abbina con pietanze a base di verdure e carne e prelibati piatti a base di pasta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Bagnarola</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Bagnarola</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tra i suppellettili che non possono mancare nelle case pugliesi un posto d&apos;onore e ricoperto dalla &apos;bagnarola&apos;, quella tinozza che nell&apos;immaginario comune e azzurra e di durissima plastica, destinata agli usi piu disparati.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Among the furnishings that are a must-have in Puglian homes, the &apos;bagnarola&apos; holds a special place. It is a small tub, often imagined as blue and made of durable plastic, used for various purposes.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Zinale</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Zinale</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il classico grembiule da cucina, un grande must have dell&apos;abbigliamento tra i fornelli senza il quale non si puo procedere ad alcuna operazione di gastronomia, senza il &apos;zinale&apos; i piatti non avrebbero lo stesso sapore.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The classic kitchen apron is essential when working around the stove, which is necessary for any gastronomic operation to proceed. Without the &apos;zinale,&apos; the dishes wouldn&apos;t taste the same.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Muttura</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Muttura</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il caldo in Puglia si fa sentire e porta spesso con se l&apos;umidita, quella particolare condizione atmosferica non proprio piacevole che in Salento e chiamata &apos;muttura&apos; con un certo disappunto.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The heat in Puglia can be intense, often accompanied by humidity, a rather unpleasant atmospheric condition referred to as &apos;muttura&apos; in Salento, with some dissatisfaction.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Sgarzillo</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Sgarzillo</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Quando ci si ritrova dalle parti di Taranto e si interagisce con qualcuno che con fare prepotente interrompe spesso la conversazione in modo chiassoso, mettendosi troppo in mostra, possiamo definire &apos;sgarzillo&apos; il nostro interlocutore poco educato.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>When you find yourself near Taranto and interact with someone who rudely interrupts the conversation noisily, trying to draw excessive attention to themselves, you can describe such an impolite interlocutor as a &apos;sgarzillo&apos;.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Cotognata</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E tipica di tutta la Puglia, ma quella leccese e la piu rinomata: la Cotognata, dalla colorazione rosso-bruna, e una confettura fatta con le mele cotogne.Si puo trovare non solo nelle gastronomie, ma anche nei bar, confezionata a panetti, poiche a differenza delle normali confetture, la sua consistenza e solida, tanto che una volta raffreddata, viene tagliata a pezzi.Ha un sapore dolce e fruttato e si gusta semplicemente prendendone un pezzetto in mano o in un piattino con l&apos;aggiunta di un po&apos; di zucchero semolato.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Vincotto</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E buono e dolce e il suo consumo e consigliato per le sue proprieta salutistiche oltre che per il particolare sapore. Il Vincotto in Puglia indica il mosto fresco di uva cotto ed e ricavato da uve bianche e rosse rigorosamente pugliesi.Di colore scuro con riflessi rossi, il Vincotto deriva dalla semplice e lenta riduzione del mosto fresco d&apos;uva fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo dal gusto perfettamente rotondo e dolce adatto per la preparazione di dolci e bibite e adatto anche ai bambini e agli anziani per la presenza di polifenoli antiossidanti che fanno bene alla salute.In Puglia il Vincotto e utilizzato per la preparazione di molti prodotti tipici come le Pittule, i Taralli, i Mustazzoli e le Carteddate.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Lagane</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Assomigliano molto alle tagliatelle, ma sono leggermente piu spesse, le Lagane, pasta fatta in casa tipica della Puglia.Ottime con i ceci, le Lagane sono ottenute da un impasto di semola di grano duro, uova e tanta acqua tiepida, che serve a ottenere una sfoglia liscia e consistente.   Le Lagane esistono da millenni e sono nate in Grecia, dove con il termine &apos;laganon&apos; si indicano le sfoglie di pasta larghe e piatte, tagliate a strisce. Sono anche citate dal poeta Orazio che descrisse in una satira la propria cena a base di porri, ceci e lagane.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Canestredde</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Lu Canestredde e un dolce tipico pasquale di San Marco in Lamis, ricercato per la sua bonta, esaltata dalla genuinita degli ingredienti, tutti a km 0. Una specie di brioche che ha davvero il sapore della tradizione.La materia principale sono le uova, abilmente lavorate assieme a farina, strutto, latte, lievito naturale, zucchero e limoni grattugiati. L&apos;impasto si taglia in bastoncini dello spessore di 2 centimetri e lunghi circa mezzo metro, che vengono intrecciati e uniti alle estremita a tarallo, pennellati in superficie con il tuorlo d&apos;uovo e infornati.Uscito dal forno lu Canestredde si presenta con forma rotonda come un ciambellone. E un dolce che si abbina bene con spumante e vino bianco liquoroso.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carne al fornello di Locorotondo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Per gli amanti dei saporiti e fragranti arrosti la Carne al fornello di Locorotondo e una specialita da non perdere. Infilzati negli spiedoni d&apos;acciaio larghi 2 centimetri e lunghi 70 i pezzi di agnello e agnellone, del peso di 80-100 grammi circa, vengono cotti ad arte in un particolare forno, quadrato con lati e altezza di 1 metro.All&apos;interno del forno, sul lato sinistro, vi e una base rialzata di cinque centimetri con il carbone di quercia o leccio che produce una temperatura di circa 170 gradi - 190 gradi e la cottura dura circa un&apos;ora. Lo spiedo e tenuto in posizione verticale sulla destra del forno per i primi 40 minuti e successivamente avvicinato al fuoco, per consentire la doratura.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carne podolica della Murgia e Gargano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Carne podolica della Murgia e del Gargano e pregiata per le sue caratteristiche organolettiche, tanto da fregiarsi del marchio di origine controllata 5R, al pari degli altri quattro tipi genetici: Chianina, Marchigiana, Maremmana e Romagnola.La carne e ottenuta da bovini liberi di muoversi su ampie superfici da pascolo e risulta qualitativamente superiore per sapore e consistenza rispetto a quella dei vitelloni legati alla mangiatoia fissa.Gli allevamenti della Podolica pugliese sono localizzati sulla Murgia tarantina, intorno al comune di Mottola e sul Gargano nei comuni di Rignano Garganico, Mattinata e Monte Sant&apos; Angelo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Funghi spontanei sott&apos;olio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I pugliesi amano i funghi e per mangiarli tutto l&apos;anno li conservano sott&apos;olio. In alcune zone si prediligono i porcini, in altre i cardoncelli, i chiodini o i pleutori.Soltanto immersi nell&apos;olio extravergine d&apos;oliva mantengono la loro consistenza soda nel gambo e carnosa nel cappello, e il loro gusto delicato, al profumo di bosco.I funghi si lavano, si calano nell&apos;aceto caldo e si sbollentano per qualche minuto. Dopo averli sistemati a strati nei vasetti di vetro preventivamente sterilizzati, si condiscono con aglio, prezzemolo e peperoncino, e sono pronti per essere gustati, conservati o venduti nelle tante gastronomie pugliesi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Fischietti di terracotta di Rutigliano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono tra i souvenir piu belli della Puglia i Fischietti di terracotta di Rutigliano, piccole creazioni artistiche dai colori vivaci e le forme bizzarre, realizzati e decorati a mano.Fischiano tutti: il galletto che e icona dell&apos;artigianato figulo ma anche il toro e il pesce, il carabinere, il politico in vista, il prete allegrotto, attori e personaggi famosi, riprodotti con ironiche caricature.Tra sacro e profano l&apos;argilla lavorata da secoli da abili artigiani e diventata una vera arte, tanto che ai Fischietti di terracotta di Rutigliano sono dedicati un monumento, un museo e una grande fiera.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Salsiccia a punta di coltello dell&apos;Alta Murgia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;&apos;A punta di coltello&apos;&apos; sausage of Upper Murgia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Salsiccia a punta di coltello dell&apos;Alta Murgia e un insaccato di antiche tradizioni della zona altamurana. E di colore rosso cupo, intervallato da parti bianche di lardo, ha una consistenza pastosa e un sapore dolciastro in cui si riconoscono essenze di finocchietto selvatico e peperoncino. La preparazione e arte da maestri macellai: si tagliano a punta di coltello le parti nobili del maiale come prosciutto e spalla, si condisce il tutto con sale, pepe e semi di finocchietto, quindi l&apos;impasto, insaporito con vino bianco e lasciato riposare per 2-3 giorni, viene insaccato in budella naturali e legato con lo spago per la stagionatura di 20-40 giorni.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The &apos;&apos;a punta di coltello&apos;&apos; sausage (lit. cut with the tip of the knife) of Upper Murgia is a kind of sausage from the old tradition of the town of Altamura. Of a deep-red color, speckled with white dots of the fat, it has a pasty texture and a sweetish taste with notes of wild fennel and chilli pepper.Its preparation is the very art of butchers: the noble parts of the pig, like the hind legs and shoulders, are cut with the tip of the knife and minced, the mixture is cured with salt, pepper and fennel seeds, flavored with white wine, and left to rest for 2-3 days. It is then stuffed into natural casings, tied up with twines and aged for 20-40 days.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Arancia dolce del Golfo di Taranto</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Bella da vedere con un invitante colore giallo-arancio tendente al rosso, l&apos;Arancia dolce del Golfo di Taranto non ha semi e la sua polpa da un succo fresco, dolce e dissetante.Di sforma sferica allungata l&apos;arancia tarantina ha una buccia di spessore medio e grana medio fine. I contadini raccolgono i frutti da ottobre a maggio e dopo averli accuratamente selezionati, li immettono freschi sul mercato.Nel 1929 il catasto agrario della provincia di Taranto contava oltre 50 ettari di terreno coltivati ad arancio. Da allora la produzione e cresciuta molto e l&apos;arancia e divenuta uno dei frutti piu venduti in Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cuddhura</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Cuddhura e un tipico dolce pasquale di antichissima origine e diffuso in tutto il Salento, dove da paese a paese assume le piu diverse denominazioni quali: cuddhure cu l&apos;oe, palombe, palummeddhre, panareddhre.Oggi sono preparate anche in versione dolce con della pasta da biscotti, originariamente con comune pasta di pane sagomata a forma di colomba, panierino, galletto, bambola e guarnite con uova con il guscio. La pasta veniva semplicemente pennellata in superficie con l&apos;uovo sbattuto per conferirgli un aspetto lucido, esteticamente piu accattivante.Gli ingredienti sono: farina, zucchero, olio extravergine d&apos;oliva, uova, latte, ammoniaca, uova sode.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Focaccia a libro (Fecazze a livre)</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Semplice e gustosa, la Focaccia a libro di Sammichele di Bari e particolarmente invitante per il suo colore brunito e la curiosa forma circolare con la pasta arrotolata a spirale.Di consistenza croccante all&apos;esterno e soffice all&apos;interno, la &apos;Fecazze a livre&apos; e fatta con ingredienti semplici e genuini della tradizione contadina: farina tipo 00, acqua, lievito naturale o di birra, sale, olio extra vergine di oliva e, a scelta, patate lesse passate.Si condisce con origano e olio ma c&apos;e chi aggiunge pomodori freschi a pezzi e olive verdi denocciolate prima di infornare.La fragrante focaccia e venduta nei panifici a pezzi piccoli di circa 130 grammi e grandi, fino a 6-700 grammi di peso.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Grano stumpato (Cranu stumpatu)</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>In diversi paesi del Salento il Grano stumpato e un nutriente piatto della tradizione, preparato in circostanze particolari e in occasione delle feste ma oggi la ristorazione tipica lo ha inserito stabilmente nel menu con svariate e fantasiose ricette.La preparazione artigianale del grano duro perlato e lunga e laboriosa e prevede nei diversi passaggi l&apos;operazione di perlatura in cui la pestatura del grano viene fatta a mano in un apposito contenitore fatto di pietra usando un robusto pestello di legno per togliere la pula, ossia la buccia.Disponibile in commercio, il Grano stumpato e versatile in cucina, ottimo lessato e condito con il sugo di pomodoro o in abbinamento con verdure e frutti di mare.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Castel del Monte DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Hanno una denominazione nobile i vini rossi, bianchi e rose, ottenuti da vitigni tipici dei territori che circondano il piu importante monumento federiciano e pregiata e anche la versatilita che rende  il Castel del Monte DOC adatto a qualsiasi occasione.Il rosso riserva e per piatti strutturati, il bianco da bere su antipasti e primi piatti con sughi di pesce e il rosato che accompagna salumi, sughi di carne e formaggi ovini.Per ottenere i vini Castel del Monte DOC si impiegano per il bianco i vitigni Pampanuto, Chardonnay e Bombino Bianco, Uva di Troia, Aglianico e Montepulciano per il rosso, Bombino nero, Aglianico e Uva di Troia per il rosato.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Tessitura a mano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>In Puglia sono preziosi i souvenir artigianali. Nei paesi della Valle d&apos;Itria ad esempio si puo acquistare una borsa in tessuto realizzata a mano o un capo realizzato con un originale telaio del 1600.Alberobello e Carovigno sono tra i comuni in cui la tessitura a mano e un&apos;arte antica che si rinnova nelle creazioni dei giovani artigiani.Telai e filati non sono solo nei musei quindi ma l&apos;arte della tessitura e viva e abili mani rinnovano tecniche di lavorazione tradizionali per creare pezzi unici, dalle tovaglie ai tappeti. E ancora sciarpe, borse, e molti altri oggetti tra complementi d&apos;arredo e finiture per abiti, come quelle tradizionalmente realizzate per i vestiti di statue da portare in processione nelle feste di paese.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Legno</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>In Puglia la lavorazione del legno e diffusa e praticata da falegnami e maestri ebanisti. Da sempre il legno, soprattutto l&apos;olivo e la radica di olivo, e utilizzato per la produzione artigianale di mobili pregiati e utensili.Dall&apos;incontro fra tradizione e gusto contemporaneo nascono oggetti di arte artigianale grazie all&apos;estro e alla manualita di ebanisti e intarsiatori che impreziosiscono con le opere finemente decorate luoghi sacri e sontuosi palazzi.L&apos;artigianato del legno e fiorente soprattutto nel Gargano, terra di boschi e foreste. Piccoli e grandi oggetti sono un simpatico souvenir della Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Limoncello</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Limoncello e uno dei liquori piu gustosi, tipici di Rodi Garganico, ma in buona parte della Puglia accompagna il dessert e chiude i pranzi delle feste, specie d&apos;estate quando viene servito freddissimo.Si ottiene dall&apos;infusione delle scorze di limone in alcol, regolando la gradazione con l&apos;aggiunta di acqua e zucchero e avendo cura di utilizzare frutti sani, non trattati e appena raccolti.Il Limoncello e un liquore di colorazione giallo chiara, fortemente aromatico, di piacevole gusto che migliora con la stagionatura, dai puristi consigliata con una durata non inferiore ai sei mesi. E servito in molti ristoranti pugliesi e si puo acquistare nelle numerose eno-gastronomie.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>I riti della Settimana Santa a Taranto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Rituals of Holy Week in Taranto</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>I riti della Settimana Santa sono l&apos;espressione piu autentica dell&apos;identita di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt;, ogni territorio e ogni comunita, specialmente nel Sud Italia, ritrova le proprie radici nelle tradizioni legate alla celebrazione popolare della pieta di Cristo. Nel capoluogo pugliese i riti che portano alla Pasqua sono sentiti a tutti i livelli e diventano un momento di vera identificazione tra la citta e la tradizione. Con queste parole Antonello Papalia, Priore della Confraternita di Maria SS. del Carmine ci introduce ai riti della Settimana Santa di Taranto, un evento che ogni anno attira migliaia di turisti per la sua singolarita. La processione dei misteri e composta da statue sorrette dai confratelli che si intervallano a coppie di due, uno affianco all&apos;altro, le cosiddette &apos;poste&apos;. La processione si muove dalla chiesa del Carmine alle ore 17 del Venerdi Santo, per fare rientro la mattina successiva intorno alle 10, dopo aver percorso le vie del centro della citta per circa sedici ore.  Il corteo e molto lento, data la stanchezza dei confratelli che si muovono con un ritmo basculante, quasi a voler cullare le statue sulle proprie spalle, con un movimento che in dialetto tarantino e chiamato &apos;nazzecata&apos;. Il tutto e scandito dalla troccola, uno strumento musicale che guida la processione. Il rito e carico di tensione emotiva e di suggestione scenografica dovuta alla folla accorsa per assistervi e ai costumi dei confratelli: un&apos;esperienza unica per chi vive da vicino la processione, e puo toccare con mano il fervore dei fedeli, le emozioni dei partecipanti e la sacralita del momento.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The rituals of Holy Week are the most authentic expression of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt;&apos;s identity. In southern Italy, every territory and community find their roots in the traditions related to the widespread celebration of Christ&apos;s piety. In the capital of Puglia, the rituals leading to Easter are deeply felt at all levels and become a genuine bond between the city and tradition. With these words, Antonello Papalia, Prior of the Confraternity of Maria SS. del Carmine, introduces us to the Holy Week rituals of Taranto. This event attracts thousands of tourists each year due to its uniqueness. The procession of the mysteries consists of statues carried by the confraternity members, who alternate in pairs, side by side, called &apos;poste.&apos; The parade departs from the Church of Carmine at 5:00 PM on Good Friday and returns the following day around 10:00 AM after travelling through the city center streets for about sixteen hours. The procession moves very slowly due to the fatigue of the confraternity members, who walk with a swaying rhythm, as if cradling the statues on their shoulders, in a movement called &apos;nazzecata&apos; in the Taranto dialect. The entire procession is accompanied by the troccola, a musical instrument that guides the parade. The ritual is charged with emotional tension and scenic suggestiveness due to the crowds that gather to witness it and the costumes of the confraternity members. It is a unique experience for those who witness the procession up close, allowing them to feel the fervor of the faithful, the participants&apos; emotions, and the moment&apos;s sanctity.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Il bagno di capodanno, il tuffo in mare che porta bene</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Chi fa il bagno a Capodanno fa il bagno tutto l&apos;anno. Qualcuno lo dice ma molti, ogni anno sempre di piu, lo fanno realmente. A &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; ormai e una tradizione: l&apos;appuntamento per i temerari bagnanti e alla Basilica di San Nicola per la storica Marcialonga Nicolaiana che termina con il beneaugurante bagno nelle acque di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/pane-pomodoro&quot;&gt;Pane e Pomodoro&lt;/a&gt;. Non importa se c&apos;e il sole, la pioggia o, come in alcuni anni, la neve. Se ci sono 20 o 3 gradi. Il bagno e di buon augurio per l&apos;anno che deve iniziare con nuove energie e tanti bei propositi e quando si esce dall&apos;acqua c&apos;e voglia di brindare in spiaggia e festeggiare insieme.Ma non solo Bari. Tanti i paesi e le citta della Puglia che salutano l&apos;arrivo del nuovo anno con un tuffo in mare. A &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/marina-novaglie&quot;&gt;Novaglie (Lecce)&lt;/a&gt; e consuetudine con gli amici del gruppo &apos;Mare d&apos;inverno&apos;, a Brindisi e giunto alla XV edizione e ogni anno sono tantissimi i partecipanti che uniscono il bagno di capodanno a iniziative di solidarieta e beneficienza. A &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/torre-canne&quot;&gt;Torre Canne (BR)&lt;/a&gt;, il tradizionale bagno all&apos;alba richiama centinaia di persone da tutti i paesi dall&apos;entroterra, da Locorotondo a Martina Franca, da Cisternino ad Alberobello: un rituale che affonda le radici in un rito pagano legato al culto del dio Sole.Anche a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt; si festeggia il Capodanno con un tuffo in mare, un&apos;iniziativa che non solo rappresenta il piacere di condividere un&apos;esperienza divertente, ma che spesso serve anche per denunciare l&apos;importanza e la necessita di mantenere desta l&apos;attenzione sulle questioni ambientali oltre che di valorizzare le bellezze del paesaggio.Fare il bagno a Capodanno puo significare lavar via brutti ricordi o brutti avvenimenti, ma anche fare rituali purificativi in vista di un nuovo inizio. L&apos;origine della tradizione non e chiara. Ma sicuramente fare un tuffo a Capodanno, nell&apos;acqua gelida, e un modo bizzarro per dare il benvenuto al nuovo anno. E farlo con leggerezza e coraggio, oltre che con la speranza di non raffreddarsi!</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Orecchiette con le cime di rape</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Orecchiette with turnip tops</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Simbolo della gastronomia barese e uno dei piatti pugliesi piu famosi in Italia, le Orecchiette con le cime di rapa sono una specialita della tradizione contadina, semplice ma con un gusto molto deciso che unisce l&apos;amarognolo delle cime di rapa, la sapidita delle acciughe e il gusto piccante del peperoncino.Come prepararle: a meta cottura delle cime di rapa aggiungere nella stessa acqua gia salata le orecchiette e appena pronte mantecarle con un saporito soffritto di acciughe sott&apos;olio, profumato con uno spicchio di aglio tritato, per ultimo aggiungere un tocco piccante con il peperoncino in polvere.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>An icon of Bari&apos;s gastronomic heritage, Orecchiette con le Cime di Rapa is one of the most famous Pugliese dishes in Italy. A specialty born out of the region&apos;s rural traditions, it&apos;s a simple dish whose robust flavour combines the bitter taste of cime di rapa (broccoli rabe or turnip tops) with the sharpness of anchovies and spiciness of hot chili peppers.To prepare it, boil the turnip tops in a big saucepan of salted water. When it&apos;s half cooked, add the orecchiette to the water. As soon as the pasta is ready, toss it with the greens in a pan with anchovies in olive oil and chopped garlic. To finish, spice it up with some chili powder.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Santa Domenica - La notte delle luci</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Saint Domenica - The Night of Lights</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Un tripudio di luci e colori accoglie chiunque si avventuri nella citta di Scorrano, nel Sud della Salento, in occasione della celebre festa di &apos;Santa Domenica&apos;, o anche detta &apos;Notte delle luci&apos;.Uno degli eventi piu affascinanti del calendario pugliese, la cui attrazione principale e l&apos;accensione di imponenti luminarie che attirano ogni anno visitatori da tutto il mondoMa qual e la storia della Notte delle luci?Tra gli scorranesi si tramanda la leggenda secondo cui, agli inizi del 1600, durante un&apos;epidemia di peste, proprio nel periodo di luglio (mese in cui si celebra la Festa), Santa Domenica apparve in sogno ad un&apos;anziana signora, che la vide sulle mura di Scorrano, e le rivelo che avrebbe liberato il paese dalla pestilenza, diventandone la protettrice, se avesse raccontato di quel sogno all&apos;arciprete. La prego, inoltre, di far accendere delle lampade ad olio sulle finestre di tutto il paese per diffondere la lieta notizia dell&apos;avvenuta guarigione dei malati. Da quel momento la citta di Scorrano brillo di luci e fu salvata dalla peste.Ogni anno, durante la Notte delle luci, Scorrano si risveglia circondata da colorate luminarie artistiche che trasformano le strade in un labirinto di meraviglia e stupore. Le piazze si animano con spettacoli di luci sincronizzate con la musica, mentre gli edifici storici si trasformano in opere d&apos;arte luminose che narrano storie millenarie.La festa di Santa Domenica non e solo uno spettacolo visivo ma e anche un&apos;esperienza emozionale e sensoriale. Immergersi nelle tradizioni locali, gustando prelibatezze culinarie salentine e partecipando ad antiche celebrazioni che omaggiano la cultura e l&apos;identita del luogo.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A triumph of lights and colors welcomes all those who set foot in the town of Scorrano, in southern Salento, for the famous festivity of &apos;Saint Domenica&apos;, also known as the &apos;Night of Lights&apos; (Notte delle Luci in Italian). One of the most fascinating events in the calendar of Puglia, of whose main event is the lighting of illuminations that attract every year visitors from all around the world.But what is the history of the Night of Lights?Among the inhabitants of Scorrano a legend is passed down: during a black death outbreak in the beginning of the 1600s, just around the month of July (when the holiday is celebrated), Saint Domenica appeared in a dream to an elderly lady, who saw her on the walls of Scorrano, and she revealed to the lady that she would free Scorrano from the plague and become its protector, should the lady tell of the dream to the archpriest. She also asked the woman to have oil lamps lit on the windows of the entire city to spread the good news of the recovery of the sick. From that moment on, the city of Scorrano glowed with oil lights and was saved from the pestilence.Every year, during the Night of Lights, Scorrano finds itself full of colored artistic illuminations that turn the streets into a maze of wonder and surprise. The squares brighten up with music-synchronized light shows, while the buildings transform into glowing artworks that narrate thousand-year-old stories.The festivity of Saint Domenica isn&apos;t only a visual spectacle to behold, but also an emotional and sensory experience. Dive into the local traditions, taste culinary delicacies of Salento and participate in ancient celebrations that honor the culture and identity of the place.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Carpino in Folk</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Carpino in Folk</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Per gli amanti della musica tradizionale l&apos;evento annuale Carpino in Folk e un&apos;occasione imperdibile.Il suggestivo borgo di Carpino si trasforma in un palcoscenico vivente ospitando una delle manifestazioni piu attese e amate della regione.Un evento unico nel suo genere che preserva e valorizzare la musica popolare del Gargano. Ogni anno, durante il mese di agosto, il festival riunisce musicisti locali e artisti di fama internazionale attraendo migliaia di appassionati di musica folk, turisti e curiosi da ogni angolo del mondo.Durante il Festival, tra i vicoli di Carpino il suono antico di chitarre battenti e castagnole si mescola alle voci dei cantori, accompagnando il pubblico in un viaggio emozionante attraverso la storia e le tradizioni del Gargano. A far da cornice al Festival, il lago di Varano e il Parco Nazionale del Gargano, con la sua faggeta vetusta Patrimonio Unesco.Carpino in Folk non e solo un festival musicale, ma una vera e propria celebrazione della cultura e dell&apos;identita del territorio. Nelle vie del borgo mercatini artigianali, laboratori di danza, esposizioni e spettacoli itineranti, insieme a degustazioni di prodotti tipici offrono un&apos;esperienza autentica e indimenticabile.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>For traditional music lovers, the annual event Carpino in Folk is an occasion not to miss.The evocative town of Carpino turns into a living stage, hosting one of the most anticipated and beloved shows of the region.It&apos;s a one-of-a-kind event that preserves and values the popular music of the Gargano peninsula. Every year, in August, the festival brings together local musicians and artists of international renown, attracting thousands of folk music enthusiasts, tourists, and curious minds from all around the world.During the Festival, the ancient sound of swing guitars and a castanets blends with the voice of the singers and spreads through the alleyways of Carpino, accompanying the audience on a thrilling journey through the history and traditions of Gargano. Lake Varano and the National Park of Gargano, with its ancient beech forest, a UNESCO World Heritage Site, frame the scene of the Festival.Carpino in Folk isn&apos;t just a music festival, but rather a true celebration of the area&apos;s culture and identity. In the streets of the town artisanal markets, dancing seminars, traveling shows, and tastings of typical products offer an authentic and unforgettable experience.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pasta con le cozze</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E tra i piatti che i pugliesi amano di piu la Pasta con le cozze, naturalmente quelle di Taranto. Spaghetti ma anche tubettini, orecchiette e pasta fresca, in bianco, con il sugo o l&apos;aggiunta di legumi o formaggi: in tutte le ricette trionfa il sapore di mare.La preparazione per mezzo chilo di spaghetti: aprire 2 chili di cozze serbando la loro acqua. Scaldare 2-3 spicchi d&apos;aglio contusi in 1 dl di olio extravergine d&apos;oliva, unire le cozze con prezzemolo tritato, pepe nero macinato e saltare a fiamma allegra.Aggiungere l&apos;acqua delle cozze e cuocere sino a consumarla quasi del tutto. Scolare gli spaghetti al dente, condire e servire con prezzemolo e pepe nero macinato.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Il presepe vivente a Pezze di Greco</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Living Nativity in Pezze di Greco</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il presepe vivente e una tradizione antica che si ripete ogni anno in tanti borghi pugliesi, le comunita locali si animano rievocando il momento simbolico della nativita, ricostruendo un mondo che travalica storia e religione per fissarsi come rito collettivoPezze di Greco, nella piana monumentale degli ulivi nel territorio di Fasano, e uno di quei luoghi in cui la magia del presepe vivente si ripete da 33 anni, come ci racconta Don Francesco Zaccaria, Presidente dell&apos;Associazione Culturale Presepe Vivente di Pezze di Greco.Qui, dove una lama che la conformazione carsica del territorio ha reso un vero e proprio villaggio rupestre costellato di cavita abitate dai contadini fino al secolo scorso, trovano posto le scene della nativita con una rappresentazione animata da piu di trecento figuranti che si riuniscono per mettere in scena momenti di vita quotidiana per poi confluire in una grotta, in cui e rappresentato proprio il momento centrale del presepe, la nascita di Gesu.I visitatori del presepe si ritrovano catapultati nel passato, a contatto diretto con i mestieri della civilta contadina. Gli abitanti del posto, infatti, rivivono in prima persona le attivita quotidiane e lavorative di un tempo. C&apos;e chi, come Isabella, interpreta una massaia intenta a preparare pasta fatta in casa, i maltagliati, da cucinare con i  fagioli e chi e impegnato in un vecchio frantoio sotterraneo, che riprende vita e ci ricorda che la nostra civilta era anche basata sulla economia dell&apos;olio.&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=pGoyh8KKltI &amp;t=4s&quot;&gt;L&apos;esperienza del presepe vivente qui a Pezzo di Greco&lt;/a&gt; si tramanda di padre in figlio, e una tradizione familiare che e entrata nel corredo genetico dei suoi abitanti. Ai visitatori non resta che entrare in questo mondo incantato per immergersi in un passato sempre vivo.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The living nativity is an ancient tradition that repeats every year in many villages in Puglia, where local communities come alive by re-enacting the symbolic moment of the nativity, reconstructing a world that transcends history and religion to become a collective ritual. Pezze di Greco, located in the monumental olive grove area within the territory of Fasano, is one of those places where the magic of the living nativity has been repeated for 33 years, as Don Francesco Zaccaria, President of the Cultural Association Living Nativity of Pezze di Greco, tells us. Here, where the karst landscape has created a genuine rock village with caves once inhabited by peasants until the last century, the nativity scenes find their place with a representation animated by more than three hundred figurines who come together to stage moments of daily life and then converge in a cave, where the central moment of the nativity is represented&amp;mdash,the birth of Jesus. Visitors to the nativity find themselves transported into the past, in direct contact with the trades of peasant civilization. The locals relive the daily and working activities of the past in the first person. There are those who, like Isabella, play the role of a housewife busy preparing homemade pasta, &apos;maltagliati,&apos; to be cooked with beans, and those who are engaged in an old underground oil mill, which comes back to life and reminds us that our civilization was also based on the economy of oil. The experience of the living nativity in Pezze di Greco is passed down from generation to generation, it is a family tradition that has become part of the genetic heritage of its inhabitants. Visitors have nothing left to do but enter this enchanted world to immerse themselves in a past that is always alive.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Mozzarella o fior di latte</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Tondeggiante o a forma di bocconcini, trecce e nodini, e una regina delle tavole sin dal Medioevo. E la celeberrima Mozzarella o Fior di latte, autentico gioiello della tradizione casearia della Puglia.Ha il colore bianco lucido della porcellana e la pasta fibrosa che, appena viene pressata, rilascia un saporito siero lattiginoso. Al palato e gradevole, delicata e tendente all&apos;acidulo, come anche il forte profumo di latte che emana.La mozzarella si puo gustare da sola, accompagnata magari da verdure di stagione, a insalata con pomodori e basilico e affettata in panini farciti.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Turcinelli</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I prelibati Turcinelli sono involtini di agnello o capretto che contengono le frattaglie dello stesso animale, tagliate a strisce, assortite e avvolte in un lembo di peritoneo.I Turcinelli sono conditi con sale, pepe nero macinato e prezzemolo e sono una delle specialita piu diffuse nel Salento. Vanno mangiati quasi esclusivamente arrostiti sulla brace o nel forno a legna, anche se qualche stomaco forte li preferisce in tegame, portati a cottura con olio, pomodoro e cipolla. Nelle diverse zone della Puglia vengono chiamati anche turcinieddhri, &apos;mboti, mbuticatieddhri, &apos;mboiacate, gnummarieddhri, &apos;mbruscatizzi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Capocollo di Martina Franca</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E dolce e morbido, ha un colore rosso vinoso e profuma di spezie ed erbe di macchia. Il Capocollo di Martina Franca e un insaccato a base di carne di suini allevati in Valle d&apos;Itria e nel rispetto di un rigido protocollo che gli regala un sapore unico.Il Capocollo di Martina Franca e anche un Presidio Slow Food. Nella preparazione, si valorizza la parte nobile del maiale che sta tra collo e costata. Il gusto e la ricchezza organolettica sono inconfondibili per la leggera affumicatura, la lunga marinatura in salamoia e la concia con vino cotto, cui e sottoposto nel rispetto di un&apos;antica arte norcina.Tra i prodotti piu ricercati dello street food, e versatile negli abbinamenti in cucina e assolutamente da provare con pane casereccio e formaggio pecorino. Accompagnatelo con un vino rosato pugliese o a una birra artigianale.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Mpilla</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Un tempo era il pranzo dei contadini nei campi, oggi la Mpilla e una specialita ricercata per il suo gusto ricco e gli ingredienti genuini. E una pagnotta soffice, rotonda e un po&apos; schiacciata, che si ottiene dall&apos;impasto di grano duro, acqua sale, lievito, zucchine, cipolla, pomodori rossi, capperi e olive nere.Tipiche di Sannicola, le Mpille vengono cotte nei forni alimentati con rami di ulivo e, una volta dorate, si possono servire con olio extravergine di oliva e peperoncino piccante, per accompagnare peperoni, melanzane e altre verdure grigliate.D&apos;estate nel Salento la Mpilla, con alcune varianti nella preparazione, e una delle pietanze di richiamo nelle feste di piazza e nelle sagre.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Sfraganare</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Sfraganare</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Di uso molteplice il verbo &apos;sfraganare&apos; vuol dire &apos;rompere in mille pezzi&apos;. Un piatto sfraganato e un piatto ridotto in una miriade di cocci, ma anche un bambino che cade sbucciandosi le ginocchia puo sentirsi dire &apos;Ti sei sfraganato!&apos;</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The verb &apos;sfraganare&apos; has multiple uses, meaning &apos;to break into a thousand pieces.&apos; A &apos;sfraganato&apos; plate is shattered into numerous fragments, but it can also be used to describe a child who falls and scrapes their knees, as in &apos;You&apos;ve sfraganato yourself!&apos;</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Calzone di Ischitella</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Un profumo intenso di acciughe e uva passa pervade il borgo antico durante il periodo pasquale, quando per tradizione si gusta il Calzone di Ischitella.E una gustosa focaccia chiusa, farcita con cipollotti, uva passa e acciughe sotto sale, preparata secondo un&apos;antica ricetta di tradizione contadina.Un mix insolito di ingredienti per un piatto quaresimale unico, molto friabile, dal sapore salato, ma agrodolce, che per essere apprezzato al meglio, deve essere gustato entro 48 ore dalla sua preparazione.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Carne di cavallo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Santeramo in Colle e l&apos;indiscussa capitale della carne di cavallo, un vero e proprio cult gastronomico, selezionata e lavorata con cura da allevamenti che seguono i metodi tradizionali di una volta.  Carpacci, bocconcini, brasciole, salsicce, costate, tagliate, &apos;pignate&apos; di spezzatino sono soltanto alcune delle prelibate specialita di carne di cavallo che i macellai servono nei ristoranti e nelle bracerie di Santeramo in Colle.    La carne di cavallo e apprezzata in tutta la Puglia, nella tradizione culinaria salentina da provare i pezzetti di cavallo al sugo, a lungo cotti in contenitori di terracotta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Uva da tavola di Puglia</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I vigneti pugliesi producono non solo uva per il rinomato vino ma anche una pregiata uva da tavola, di varie cultivar sia bianca che nera, con o senza semi, il frutto ideale nelle calde giornate estive.L&apos;Uva da tavola di Puglia IGP e coltivata in tutta la regione, con grappoli di peso non inferiore ai 300 gr e acini con una &apos;calibratura&apos; che va dai 15 mm della varieta Regina ai 21 della Victoria  e i 22 della Italia.Belle e rivelatrici di dolci e succosi sensazioni i colori dell&apos;Uva da tavola di Puglia: giallo paglierino chiaro per le varieta Italia, Regina e Vittoria, di un nero vellutato intenso per le varieta Michele Palieri e di un rosato dore per Red Globe.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Mandorla di Toritto</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E la mandorla preferita dai pasticceri per la pastosita e l&apos;aroma intenso e piacevole che conferisce ai dolci.La Mandorla di Toritto si puo gustare nella Pasta reale, oppure caramellata sotto forma di croccante, ma e ottima anche al naturale, da sgranocchiare semplicemente dopo una leggera tostatura che la priva della buccia.Molto saporita con note di burro finali, la Mandorla di Toritto e un presidio Slow Food e viene coltivata, oltre che per l&apos;alimentazione, anche per altri motivi: le foglie costituiscono un ottimo mangime per gli ovini, malli e gusci si prestano alla produzione tradizionale di carbonella, mentre le ceneri dei gusci, ricche di potassio, sono un ottimo fertilizzante naturale.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Melanzane sott&apos;olio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le melanzane sott&apos;olio, prelibato contorno dal sapore rustico e piccantino, affondano le radici nella tradizione contadina di Puglia.Le melanzane vengono pulite e tagliate a listarelle, rondelle o fettine. Si lasciano almeno una notte nel sale e la mattina successiva si cuociono nell&apos;aceto per non piu di 3 minuti. Una volta asciugate, si aromatizzano con origano, aglio e peperoncino rosso a pezzetti.Si sistemano a strati nell&apos;olio di oliva in vasetti che vanno conservati in un luogo fresco e privo di luce. Le melanzane vanno consumate almeno un mese dopo la data di preparazione.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Il carnevale di Massafra: un appuntamento festoso tra carri in cartapesta e maschere emblematiche</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Carnival of Massafra: a festive event with papier-m&amp;acirc,che floats and emblematic masks</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Due squadre di lavoro hanno reso grande il carnevale di Massafra: il team di cartapestai di Antonio Pignatelli e la squadra di Espedito Jacovelli. A loro va il merito di aver creato un appuntamento annuale festoso e di averlo reso un evento a cui affezionarsi. Al carnevale dei massafresi appartengono le maschere del Pagghiusu - ispirato agli abitanti della citta perche soliti finire in beghe di campanile, dunque tendenzialmente pagghiusi - e la maschera dal naso rosso e dalla bocca a cuoricino, Gibergallo. Questa maschera, una delle prime protagoniste, ha preso vita negli anni Cinquanta grazie ad un cittadino che ne ha inventato i tratti distintivi e che dal giovedi prima della settimana del carnevale, dal &apos;giovedi dei pazzi&apos;, si spostava per il paese e portava allegria per le strade della citta. La tradizione del carnevale di Massafra e antichissima. Grazie alla ricostruzione di uno storico, Orazio Santoro, si e potuto constatare che nel 1776 il carnevale venisse gia festeggiato e pare che non sia una tradizione destinata a morire. Ci sono diversi ragazzi appassionati di colla e giornali per la costruzione dei carri, giovani che vedono nel maestro cartapestaio Davide Pignatelli un &apos;padre artistico&apos;. Qui il Carnevale, non solo sopravvive ogni anno alla pantagruelica mangiata che lo fa morire, ma torna per una tradizione che non e destinata a scomparire.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Two teams have made the Carnival of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/massafra&quot;&gt;Massafra &lt;/a&gt;great: Antonio Pignatelli&apos;s papier-m&amp;acirc,che team and Espedito Jacovelli&apos;s team. They deserve credit for creating an annual festive event and making it a cherished tradition.The masks of the &apos;Pagghiusu&apos; - inspired by the inhabitants of the city who were often involved in local disputes, hence tendentially &apos;pagghiusi&apos; - and the mask with the red nose and heart-shaped mouth, Gibergallo belong to the Massafra carnival. This mask, one of the first protagonists, came to life in the 1950s thanks to a citizen who invented its distinctive features and who, from the Thursday before the carnival week, known as the &apos;Thursday of the crazies,&apos; would move around the town bringing joy to the streets of the city.The tradition of the Massafra carnival is ancient. Thanks to the reconstruction by a historian, Orazio Santoro, it has been possible to verify that the carnival was already celebrated in 1776, and it seems that it is not a tradition destined to die out. Several young people are passionate about glue and newspapers for building floats, young people who see master papier-m&amp;acirc,che artist Davide Pignatelli as an &apos;artistic father.&apos;Here, the Carnival not only survives the excessive eating that would kill it every year, but it returns for a tradition that is not destined to disappear.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Friselle</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Friselle</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Le Friselle o frise sono uno dei simboli gastronomici del Salento, panetti di grano duro cotto, tagliato a meta e lasciato a biscottare nel forno di pietra.Per mangiare la Frisella, si immerge nell&apos;acqua, solo qualche attimo, e si condisce con olio di frantoio, pomodori locali, sale e origano. D&apos;estate e ottima a cena, a merenda e persino a colazione e diventa un pasto sostanzioso se arricchita con mozzarella, tonno e capperi, meloncella, rucola o peperoni.Oltre a quelle di grano ci sono le Frise di orzo che sono piu scure e saporite. Si acquistano nei panifici e nelle gastronomie e se ben tenute si conservano a lungo mantenendo croccantezza e sapore.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Friselle or frise are one of the gastronomic symbols of Salento, kind of durum-wheat bake rolls, cut in half and toasted in stone ovens.Before eating, it must be soaked into water for a few seconds, and seasoned with newly-pressed olive oil, local tomatoes, salt and oregano.In summer, it is the ideal snack to enjoy at dinner or even breakfast, and becomes a full meal if topped with mozarella, tuna fish and capers, cucumber, rocket or peppers. Apart from those made from wheat, there are also barley Frise, which are darker and more flavorsome. They&apos;re available in all bakeries and delis and when well kept, they retain all their crunchiness and flavor.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Le comunita franco provenzali</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Franco-Provencal communities</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/celle-san-vito&quot;&gt;Celle San Vito&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/faeto&quot;&gt;Faeto&lt;/a&gt; sono due comunita caratterizzate da una minoranza linguistica franco provenzale.L&apos;origine della presenza di queste comunita sul territorio si fa risalire al controllo angioino dell&apos;area nel XIII sec. quando in seguito alla morte in battaglia di Manfredi, Carlo d&apos;Angio diventa sovrano di tutto il meridione d&apos;Italia e si impegna nell&apos;assedio della ribelle &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/lucera&quot;&gt;Lucera&lt;/a&gt;, in cui era stata insediata una colonia saracena da Federico II.  Un contingente dell&apos;esercito, composto da 200 soldati franco provenzali, viene inviato in questi territori e riesce a prendere la citta nel 1269.Questo gruppo si stanzio prima nei pressi del castello di Crepacore (attestato gia all&apos;inizio dell&apos;XI sec., contemporaneamente alle prime menzioni della stessa Francigena) e successivamente tra il monastero dei benedettini di Sancti Salvatori de Faieto (Santissimo Salvatore del Faggeto) e quello di Sancte Mariae de Faieto (Santa Maria del Faggeto). Alcuni uomini preferirono invece insediarsi in una zona poco distante, andando ad occupare un fabbricato appartenuto ai frati del convento di San Nicola, sistemandosi nell&apos;area dell&apos;attuale Celle di San Vito.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/celle-san-vito&quot;&gt;Celle di San Vito&lt;/a&gt; and &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/faeto&quot;&gt;Faeto&lt;/a&gt; are two communities characterised by a Franco-Provencal linguistic minority.The origins of the presence of these communities in the area can be traced back to the Angevin control of the area in the 13th century, when, following the death of Manfredi in battle, Charles of Anjou became the ruler of the whole of the south of Italy. He undertook a siege of the rebellious &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/lucera&quot;&gt;Lucera&lt;/a&gt;, where a Saracen colony had been established by Frederick II. An army contingent of 200 Franco-Provencal soldiers was sent to the area and managed to conquer the town in 1269.The group first settled near the castle of Crepacore (already documented at the beginning of the 11th century, at the same time as the first mentions of the Via Francigena) and subsequently between the Benedictine monastery of Sancti Salvatori di Faieto (the Holy Saviour of Faeto) and of Sancte Mariae de Faieto (Saint Mary of Faeto). Some men instead preferred to settle in an area not too far away, occupying a building that had belonged to the friars of the convent of San Nicola, settling in the area of today&apos;s Celle di San Vito.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Euz!</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Euz!</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Un&apos;espressione quasi da fumetto, un&apos;onomatopea tutta pugliese che effettivamente ha lo stesso significato di &apos;wow&apos;: a Trani stupore e sincero entusiasmo per una notizia inaspettata o un avvenimento felice si manifestano in un modo unico: Euz!</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>&apos;Euz!&apos; is a unique onomatopoeic expression, almost like something from a comic book, commonly used in Puglia that carries a similar meaning to &apos;wow&apos;. In Trani, it expresses astonishment and genuine enthusiasm in response to unexpected news or a happy event: Euz!</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pane di Ascoli Satriano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Si usa solo semola di grano duro della provincia di Foggia, per preparare il pane di Ascoli Satriano, lodato anche dal poeta Orazio in una delle sue Satire.Rotondo e di pezzatura grande, da 2 fino a 5 chili, il pane di Ascoli Satriano e bruno e dorato, con una leggera infarinatura superficiale. Ha un sapore di grano molto spiccato, dovuto anche alla preparazione con la &apos;biga&apos; o pasta acida.Il pane si trova in tutte le botteghe alimentari, gastronomiche e nelle panetterie di Ascoli Satriano. Rimane fresco e gustoso anche per cinque giorni se conservato a temperatura ambiente.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ciambotto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Ciambotto</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>A Bari potreste avere piu volte l&apos;occasione di sentire la parola &apos;ciambotto&apos; pronunciata da qualche autoctono, ma il significato puo variare in base alle circostanze. Potreste trovarvi a ordinare un ciambotto in un ristorante e assaporare una zuppa di pesce misto oppure ritrovarvi in un ciambotto, una situazione ingarbugliata e potenzialmente pericolosa.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A Bari potreste avere piu volte l&apos;occasione di sentire la parola &apos;ciambotto&apos; pronunciata da qualche autoctono, ma il significato puo variare in base alle circostanze. Potreste trovarvi a ordinare un ciambotto in un ristorante e assaporare una zuppa di pesce misto oppure ritrovarvi in un ciambotto, una situazione ingarbugliata e potenzialmente pericolosa.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Caciocavallo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha la forma di una grossa pera e un colore bianco o giallo paglierino piu intenso verso l&apos;esterno. Il Caciocavallo e un formaggio a pasta filata semidura, ottenuto da latte vaccino, uno dei principali prodotti della tradizione casearia pugliese.Ha una crosta sottile e liscia, e una pasta omogenea, scagliosa nelle forme a lunga stagionatura. Il sapore, influenzato dal periodo di stagionatura, puo variare da molto delicato a quasi piccante, caratteristica organolettica donata dall&apos;uso del caglio di capretto nell&apos;impasto.Il nome del Caciocavallo ha origine dalla modalita di stagionatura delle forme, legate insieme, a cavallo di un bastone. Ottimo da gustare con pane di grano duro, il caciocavallo e prelibato arrostito a fette spesse.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>U megghie paise</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>U Megghie Paise (The Best Country)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Girato a Bari nel 2009, racconta le storie singolari di nove irriducibili tifosi del Bari alle prese col campionato piu difficile: la vita vera. Mentre la crisi economica inizia a manifestare i suoi effetti, la citta galvanizzata vive un&apos;irripetibile stagione in cui si intrecciano il ritorno del Bari in serie A, le elezioni amministrative, la festa di San Nicola e molto altro.Produzione:  Mangrovia e Fourlab, in collaborazione con Laboratorio Orfeo, Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto, Cooperativa Sociale GetNazionalita: ItaliaLocation: BariFinanziato da: Apulia National Film Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Shot in Bari in 2009, it tells the unique stories of nine die-hard fans of Bari Football Club as they grapple with the most challenging championship: real life. As the economic crisis begins to take its toll, the city is galvanized by a unique season that sees the return of Bari to Serie A, local elections, the festival of San Nicola, and much more.Production: Mangrovia and Fourlab, in collaboration with Laboratorio Orfeo, Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto, Cooperativa Sociale GetNationality: ItalyLocation: BariFinanced by: Apulia National Film Fund</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>San Nicola, santo dei due mondi nel segno del dialogo tra Oriente e Occidente</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Saint Nicholas, the saint of two worlds and the symbol of dialogue between East and West</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Dall&apos;America all&apos;Asia passando per l&apos;Europa e la Puglia. San Nicola, protettore di bambini e marinai, commercianti e farmacisti, ragazze da marito, poveri e bisognosi, identificato in molti paesi nordici come il santo che ha dato origine alla figura di Santa Klaus, ovvero Babbo Natale, fu vescovo di Myra le cui ossa, traslate a Bari nel 1087, furono trasferite nella cripta di una nuova chiesa a lui dedicata, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/basilica-pontificia-san-nicola&quot;&gt;la Basilica&lt;/a&gt;. Da allora, il santo piu venerato al mondo, sia cattolico sia ortodosso, simbolo di un dialogo ecumenico tra Oriente e Occidente, ponte tra due culture e due mondi, il cui culto e celebrato tra storia e leggende e il patrono della citta di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt;. Tra tutte le chiese dedicate al santo, la &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/basilica-pontificia-san-nicola&quot;&gt;Basilica di San Nicola&lt;/a&gt;, nella citta vecchia e di spalle al mare - si accede infatti dal Lungomare-, e forse la piu bella. Centro di storia, arte e devozione, la Basilica e meta turistica internazionale per il prezioso patrimonio culturale che vi conserva. Ed e sicuramente la piu rappresentativa poiche, oltre ad essere un capolavoro dell&apos;arte romanica - tra mosaici e pavimentazione marmorea, portale dei leoni e trono episcopale dietro al ciborio, noto come cattedra dell&apos;abate Elia, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/museo-nicolaiano&quot;&gt;Museo Nicolaiano&lt;/a&gt;, dove sono custoditi pergamene, epigrafi e codici miniati - ne conserva le spoglie. Nella cripta infatti si possono ammirare la tomba del santo, la colonna nell&apos;inferriata - che secondo la leggenda aveva proprieta taumaturgiche se toccata - la cappella orientale dove anche per gli ortodossi e possibile celebrare le loro liturgie, sempre nel segno ecumenico del santo che unisce i popoli.Ma San Nicola e anche simbolo di festa e tradizioni popolari. A lui sono dedicati tre giorni di celebrazioni liturgiche e festeggiamenti laici nel mese di maggio: Bari diventa citta di culto dove arrivano migliaia di pellegrini e si veste a festa quando, dopo il corteo storico che ripercorre la traslazione del 1087, la statua del Santo viene trasportata in processione attraverso il dedalo di viuzze e stradine del borgo antico, tra botteghe artigiane, case alla strada e street food rigorosamente pugliese, fin su una barca e poi viene lasciata in piazza per il culto pubblico.&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; e universalmente riconosciuta come la citta di San Nicola per antonomasia, ponte tra oriente e occidente, simbolo di un mondo che rifiuta le guerre ma suggerisce un dialogo ecumenico ed universale. Sempre.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>From America to Asia, going through Europe and Puglia. Saint Nicholas, protector of children and sailors, merchants and pharmacists, maidens seeking husbands, the poor and needy, identified in many Nordic countries as the saint who inspired the figure of Santa Claus, was the bishop of Myra whose relics, brought to Bari in 1087, were transferred to the crypt of a new church dedicated to him, &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/basilica-pontificia-san-nicola&quot;&gt;the Basilica&lt;/a&gt;. Since then, the most venerated saint in the world, both by the Catholic and Orthodox churches, is the symbol of ecumenical dialogue between the East and the West, a bridge between two cultures and two worlds, whose worship is celebrated amidst history and legends, is the patron saint of the city of &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt;.Among all the churches dedicated to the saint, &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/basilica-pontificia-san-nicola&quot;&gt;the Basilica of Saint Nicholas&lt;/a&gt;, located in the old city - accessed from the promenade by the sea - is perhaps the most beautiful. A center of history, art, and devotion, the Basilica is an international tourist destination due to the precious cultural heritage it preserves. It is undoubtedly the most representative, as in addition to being a masterpiece of Romanesque art, with its mosaics and marble flooring, the lions portal, and episcopal throne behind the ciborium, known as the Abbot Elia&apos;s pulpit, the &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/museo-nicolaiano&quot;&gt;Nicolaiano Museum&lt;/a&gt;, where parchments, inscriptions, and illuminated manuscripts are kept. In the crypt, one can admire the saint&apos;s tomb, the column in the iron grating - which, according to legend, had miraculous properties when touched - and the eastern chapel where Orthodox liturgies can also be celebrated, always in the ecumenical spirit of the saint who unites people.But Saint Nicholas is also a symbol of celebration and popular traditions. Three days of liturgical celebrations and secular festivities are dedicated to him in the month of May: Bari becomes a city of worship where thousands of pilgrims flock, and it dresses up for the occasion when, after the historical procession that retraces the translation of 1087, the statue of the Saint is carried in a procession through the labyrinth of alleys and streets of the old village, amidst artisan shops, and strictly Puglian street food, until it reaches a boat and is then placed in the square for public worship. &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; is the city of Saint Nicholas par excellence, a bridge between the East and the West, a symbol of a world that rejects wars but suggests an ecumenical and universal dialogue. Always.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Gnummariddo</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Gnummariddo</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>In una lista dei buoni motivi per venire in Puglia comparirebbe sicuramente lo &apos;gnummariddo&apos;, questo e il nome che in queste zone e dato a quel particolare e prelibato involtino di fegato e interiora che va gustato alla brace.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>If there were a list of good reasons to visit Puglia, &apos;gnummariddo&apos; would undoubtedly be on it. This is the name given in these areas to a particular and delicious roll of liver and offal that is best enjoyed grilled.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pomodoro Fiaschetto e olio biologico di Torre Guaceto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Fiaschetto tomatoe and the biologic olive oil of Torre Guaceto</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>E dolce, succoso e si presta a essere conservato a lungo il pomodoro Fiaschetto, presidio Slow Food tipico della zona di Torre Guaceto.Nel Brindisino in cucina e insostituibile: il sugo rosso per condire la pasta e quello che deriva dalla passata di Fiaschetto, pomodoro di media grandezza, tondo, con una buccia e una polpa rossa e carnosa.Per gustare al meglio il Fiaschetto, bisogna insaporirlo con l&apos;Olio biologico di Torre Guaceto, oro giallo ricavato dalle olive Ogliarola e Cellina di Nardo degli ulivi secolari della Riserva naturale compresa tra i comuni di Brindisi e Carovigno.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>It is swweet, juicy and suitable for long-term storage, the Fiaschetto tomatoe is a slow food product typical of the area of Torre Guaceto.In the territory of Brindisi, it is an irreplaceable staple: the red tomato sauce for topping pasta with is made with the puree from the Fiaschetto tomato, midsize, round tomatoe with a red skin and a fleshy pulp.It is better eaten when seasoned with a dash of the bio oil of Torre Guaceto​, the yellow gold yielded from the Ogliarola and Cellina di Nardo olives of the ceturies-old olive trees of the nature reserve comprised between the municipality of Brindisi and Carovigno.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Priscio</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Priscio</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Se Giacomo Leopardi avesse usato termini baresi per comporre &apos;Il Sabato del villaggio&apos; probabilmente avrebbe usato la parola &apos;priscio&apos; per descrivere quello stato di contentezza e di attesa febbrile per il fine settimana. Il &apos;priscio&apos; dei baresi pero non ha alcuna connotazione pessimista, perche il piacere per qualcosa che si sta per compiere non passa con l&apos;arrivo della domenica.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>If Giacomo Leopardi had used Bari dialect terms to compose &apos;Il Sabato del villaggio,&apos; he would probably have used the word &apos;priscio&apos; to describe that state of happiness and feverish anticipation for the weekend. However, the Bari dialect&apos;s &apos;priscio&apos; does not have any negative connotations because the pleasure of something about to be accomplished does not fade with the arrival of Sunday.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Pomodoro Regina di Torre Canne</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Regina di Torre Canne cherry tomatoes</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il Pomodoro Regina di Torre Canne, coltivato nell&apos;alto Salento tra Fasano e Ostuni nei terreni salmastri del Parco delle Dune Costiere, ha un sapore zuccherino ma tipicamente acidulo che lo rende succulento da gustare e ottimo da conservare.Presidio Slow Food, questi pomodori sono piccoli, tondeggianti e costituiscono una delle varieta piu prelibate di pomodoro da serbo.La buccia piuttosto spessa, caratteristica dovuta all&apos;acqua salmastra utilizzata per irrigare gli orti sulla costa, aumenta la conservabilita e la resistenza ai parassiti.Il Pomodoro Regina di Torre Canne si raccoglie a partire dal mese di luglio.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Regina di Torre Canne cherry tomatoes, grown around Fasano and Ostuni in the brackish lands of Salento&apos;s Parco Dune Costiere, have a sugary but typically sour taste that makes it luscious to taste and excellent to preserve.As a Slow Food Presidium, these tomatoes are small and round, one of the most delicious varieties of tomato to preserve.The rather thick rind, due to the brackish water used to irrigate the gardens on the coast, increases its shelf life and resistance to pests.The Regina di Torre Canne is harvested starting from July.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Rustico leccese</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Rustico e un disco di pasta sfoglia ripieno di besciamella, mozzarella fior di latte, polpa di pomodoro e pepe nero che dopo pochi minuti di cottura in forno si presenta croccante e dorato e va assolutamente mangiato caldo.Si prepara con due strati circolari di pasta sfoglia ottenuti da un impasto di farina, acqua, strutto, margarina vegetale e sale, farciti e spennellati nella parte esterna con amalgama di uova intere prima di essere infornati.Delizia dello street food salentino, il Rustico leccese e lo spuntino ideale ad ogni ora del giorno, si trova in tutte le rosticcerie o nei bar di Lecce e del Salento.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>La Puglia piu vera nei romanzi di Gabriella Genisi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Truest Essence of Puglia in Gabriella Genisi&apos;s Novels</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Una donna profondamente e convintamente mediterranea. Nei gusti, nelle abitudini, nella scrittura. Gabriella Genisi e una scrittrice pugliese, autrice di numerosi libri e inventrice dell&apos;ormai famosissima commissaria Lolita Lobosco, una donna nata e cresciuta a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/mola-bari&quot;&gt;Mola di Bari&lt;/a&gt;- anche se ora vive facendo la spola con Parigi- che e riuscita con l&apos;eleganza e la passione che la contraddistingue a infarcire i suoi testi di Puglia. E a far innamorare i tantissimi lettori del sole, del mare, della campagna, dei muretti a secco pugliesi. Ma soprattutto del cibo pugliese, dei suoi profumi e dei suoi meravigliosi sapori. I suoi racconti sono intrisi di territorio perche nessun luogo puo essere descritto senza intraprendere un percorso sensoriale e gastronomico. E in Puglia, piu che in tante altre regioni, i sentimenti, la memoria, le tradizioni passano proprio dal racconto e dalla descrizione dei suoi paesaggi, delle ricette tipiche e dei suoi vini locali. E infatti la Puglia, in tutta la sua bellezza e la sua autenticita, la prima protagonista dei tantissimi libri scritti dalla Genisi e che, grazie al fortunato personaggio televisivo di Lolita Lobosco, e ormai entrata nelle case e nei cuori di milioni di italiani che hanno potuto cosi innamorarsi di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari &lt;/a&gt;e del borgo antico, del meraviglioso lungomare, della Cattedrale di San Sabino e di Piazza dell&apos;Odegitria, del Palazzo della Provincia e di quello della Questura di fronte al Castello Normanno Svevo ma anche del centro storico, del mare e della campagna di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/monopoli&quot;&gt;Monopoli&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano a Mare&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano e Fasano&lt;/a&gt;. Gabriella Genisi e una donna e una scrittrice che racconta la donna del Sud in tutta la sua pienezza e complessita, tra forza e debolezze, determinazione e fragilita. Una donna sempre incredibilmente autentica. Bella, solare e passionale. Proprio come la Puglia.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>A woman profoundly and passionately Mediterranean in taste, habits, and writing. Gabriella Genisi is a writer from Puglia, author of numerous books and the creator of the now-famous Commissioner Lolita Lobosco, a woman born and raised in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/mola-bari&quot;&gt;Mola di Bari&lt;/a&gt; - although now she shuttles between there and Paris - who has managed, with the elegance and passion that distinguish her, to infuse her texts with Puglia. She has enamoured countless readers with the sun, the sea, the countryside, and the typical dry-stone walls of Puglia. But above all, with food from Puglia, its aromas, and its marvellous flavours. Her stories are steeped in the territory because no place can be described without embarking on a sensory and gastronomic journey. In Puglia, more than in many other regions, feelings, memories, and traditions are conveyed through the narrative and description of its landscapes, typical recipes, and local wines. Indeed, Puglia, in all its beauty and authenticity, is the primary protagonist of the numerous books written by Genisi. Thanks to the fortunate television character of Lolita Lobosco, it has now entered the homes and hearts of millions of Italians who have thus fallen in love with &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; and its old village, the wonderful seafront, the Cathedral of San Sabino, and Piazza dell&apos;Odegitria, the Palazzo della Provincia and the Questura facing the Norman-Swabian Castle, as well as the historical centre, the sea, and the countryside of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/monopoli&quot;&gt;Monopoli,&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano a Mare&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano&lt;/a&gt;, and &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/fasano&quot;&gt;Fasano&lt;/a&gt;. Gabriella Genisi is a woman and a writer who depicts the woman of the South in all her fullness and complexity amidst strength and weaknesses, determination, and fragility. An incredibly authentic woman. Beautiful, sunny, and passionate. Just like Puglia.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Involtino bianco di trippa di Locorotondo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E un piatto per palati forti ma chi lo gusta assicura che e un trionfo di profumi e sapori. L&apos;Involtino bianco di trippa e diffuso in molte parti della Puglia, ma a Locorotondo e una vera specialita.Nella preparazione si utilizza trippa di agnellone con all&apos;interno stomaci e prestomaci avvolti con budella di agnellone e prezzemolo e cotti con cipolla, buccia di formaggio pecorino, pomodori, sale e pepe, per 4 ore nella pignata a fuoco molto lento.La lavorazione degli involtini e fatta a mano con forbici e appositi coltelli su taglieri in marmo o acciaio, sgrassatori e caldaia per la bollitura.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>L&apos;Acquedotto Pugliese, partner per lo sviluppo sostenibile della nostra Regione</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Acquedotto Pugliese, a partner of the sustainable development of our region.</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>L&apos;Acquedotto Pugliese rappresenta una delle piu grandi opere idrauliche del XX secolo in Italia. La sua costruzione, iniziata nel 1906 con i primi allacci in Puglia inaugurati nel 1915, e stata una vera e propria impresa ingegneristica che ha risolto un problema millenario: la carenza d&apos;acqua in Puglia. La rete idrica dell&apos;AQP si estende per oltre 20.000 chilometri e l&apos;acqua raggiunge anche le zone di Basilicata e Campania.Mentre gran parte della rete idrica e sotterranea, alcune sezioni dell&apos;Acquedotto Pugliese sono ancora visibili e rappresentano un interessante percorso storico-culturale. Conoscere i tratti visibili dell&apos;acquedotto significa fare un viaggio nel tempo e scoprire come e stata realizzata un&apos;opera che ha cambiato il volto della Puglia. Tra le sue parti, diverse gallerie sono state trasformate in percorsi turistici e alcuni serbatoi in spazi culturali o museali. Altre zone sono attraversate dalla Ciclovia dell&apos;Acquedotto Pugliese, un&apos;iniziativa ambiziosa con i suoi 500 chilometri di lunghezza, che si snoda lungo il tracciato di due condotte storiche: Il Canale Principale e il Grande Sifone Leccese.L&apos;Acquedotto Pugliese non e solo un&apos;opera ingegneristica, e un simbolo di impegno per la sostenibilita e per la tutela dell&apos;ambiente. Al centro della sua attivita vi e un profondo rispetto per la risorsa idrica e per la sua tutela e gestione responsabile. Grazie a una serie di iniziative concrete ed innovative - come l&apos;ammodernamento degli impianti di depurazione e l&apos;adozione di tecnologie all&apos;avanguardia - l&apos;azienda contribuisce attivamente alla salvaguardia dell&apos;ambiente e alla promozione di una cultura sostenibile.Rappresenta, inoltre, un partner fondamentale per lo sviluppo sostenibile della nostra regione: a tal proposito, e in atto - insieme Pugliapromozione con il supporto della Regione Puglia - un progetto ambientale rivolto ad ​​attivita di ristorazione, esercizi e strutture ricettive contro lo spreco dell&apos;acqua di rubinetto: &apos;&lt;a href=&quot;https://www.aqp.it/aqp-comunica/campagne-comunicazione/acquainbrocca&quot;&gt;Acqua in brocca&lt;/a&gt;&apos;, che promuove il consumo consapevole, la riduzione dell&apos;uso di bottiglie di plastica e di vetro, cosi da abbattere i costi ambientali e di trasporto. L&apos;obiettivo finale e quello di fornire alla citta e a chi la abita un&apos;acqua sana e sostenibile.Grazie all&apos;App gratuita &apos;FointaninApp&apos;, saranno facilmente individuabili le oltre 2.300 fontanine e le attivita che partecipano all&apos;iniziativa, potendo scegliere l&apos;acqua sana e di prima scelta e contribuendo al bene proprio e dell&apos;ambiente.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Puglian Aqueduct represents one of the largest hydraulic works of the 20th century in Italy. Its construction, begun in 1906, and the first Puglian water connections were ready in 1915. It was a real engineering feat that solved a millennial problem: the lack of water in Puglia. The AQP water network extends for over 20.000 kilometers and water also reaches areas of Basilicata and Campania.While most of the water network is underground, some sections of the Puglian Aqueduct are still visible and represent an interesting historical-cultural route. Knowing the visible parts of the aqueduct means taking a journey through time and discovering how a work that changed the face of Puglia was built. Among its various parts, different galleries have been transformed into tourist routes and some reservoirs located in the territory into cultural spaces or museums. Several areas are crossed by the Puglia Aqueduct Cycle Path. an ambitious initiative with its 500 Kilometers in length, which winds along the route of two historical conduits: the Main Canal and the Great Leccese Siphon.The Puglian Aqueduct is not only an engineering work, it is a symbol of commitment to sustainability and environmental protection. At the heart of its activity is a deep respect for the water resource and its protection and responsible management. Thanks to a series of concrete and innovative initiatives such as the modernization of wastewater treatment plants and the adoption of cutting-edge technologies, the company actively contributes to environmental protection and the promotion of a sustainable culture.Furthermore, it represents a fundamental partner for the sustainable development of our region: to this end, a project is underway - together with Pugliapromozione and with the support of the Puglia Region- an environmental project aimed at restaurants, businesses and accommodation facilities against the waste of tap water: &apos;&lt;a href=&quot;https://www.aqp.it/aqp-comunica/campagne-comunicazione/acquainbrocca&quot;&gt;Acqua in Brocca&lt;/a&gt;&apos;, which promotes conscious consumption, the reduction of the use of plastic and glass bottles, thus reducing environmental and transport costs. The ultimate goal is to provide the city and its inhabitants with healthy and sustainable water.Thanks to the free app &apos;FontainApp&apos;, over 2.300 fountains and the activities participating in the initiative will be easily identifiable, allowing to choose safe and healthy water, thus contributing to common well-being and care for the environment.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Galatina DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il vino Galatina DOC e pregiato e versatile, con le sue tipologie bianco, rosato, rosso, Chardonnay e Negroamaro.Il Galatina Doc Bianco, dall&apos;odore delicato e gradevolmente fruttato, ha un sapore asciutto, con gradazione alcolica di 11 gradi e si abbina a piatti a base di pesce. Ottimo per gli aperitivi, anche frizzante.Il rosso e di un bel rubino, con riflessi mattone se invecchiato, dall&apos;odore vinoso e intenso, sapore pieno, secco, robusto, anche nella tipologia Novello.Il rosato ha odore delicatamente vinoso, un po&apos; persistente e fruttato, c&apos;e anche frizzante. Entrambi legano bene con antipasti saporiti, sughi e piatti a base di carne.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Quaratine</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Quaratine</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Agli inizi del secolo scorso gli abitanti di Corato, detti &apos;quaratini&apos; erano soliti viaggiare per la Puglia perche specializzati nel commercio di beni alimentari, da allora i piccoli negozi in cui e possibile trovare pane, pasta, formaggi e altri alimenti di prima necessita vengono chiamati &apos;Quaratine&apos; nelle zone del foggiano.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>At the beginning of the last century, the inhabitants of Corato, known as &apos;quaratini,&apos; used to travel around Apulia because they specialised in the food product trade. Since then, the small shops where bread, pasta, cheese, and other essential food items can be found are called &apos;Quaratine&apos; in the Foggia area.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Daunia IGT</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I vini Daunia IGT hanno una vasta varieta nelle versioni bianco, rosso, passito, novello  e rosato. Prodotti da e uve dei vigneti della provincia di Foggia e di alcuni comuni della Bat sono composti da uno o piu vitigni, a bacca di colore corrispondente.Per ogni piatto della tradizione pugliese vi e un buon Daunia IGT da abbinare, dalla carne al pesce e alle verdure, sino al dessert con ottimi passiti e tipologie frizzante e spumante.Sull&apos;etichetta Daunia Igt e posta l&apos;indicazione del vitigno che concorre alla sua produzione per almeno l&apos;85%. Al momento del consumo, il livello alcolico presente nei vini Daunia Igt deve essere pari almeno a 11 gradi per il novello, i rossi e i rosati, per il bianco almeno 10,5.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Le indagini di Lolita Lobosco</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>&apos;Le indagini di Lolita Lobosco&apos; (The Investigations of Lolita Lobosco)</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Lolita Lobosco e una donna del Sud, mediterranea, vivace, empatica, in carriera, vicequestore del commissariato di polizia a Bari, a capo di una squadra di soli uomini. In un mondo ostinatamente maschile, come quello dell&apos;investigazione e della giustizia, Lolita sceglie di rimanere se stessa, un prezioso mix di esplosiva bellezza e intelligenza emotiva che le permette non solo di affermarsi, ma anche di combattere alcuni pregiudizi ancora esistenti nei confronti delle donne al comando. In questa seconda stagione Lolita e alle prese con nuovi casi di omicidio che sapra risolvere con acume e creativita, anche grazie alla collaborazione preziosa dei fidi Forte ed Esposito.Parallelamente, la vicequestore cerca di tener fede alla promessa fatta a suo padre alla fine della prima stagione, ossia quella di trovare il suo assassino. Chiarito infatti che l&apos;omicidio di Petresine e opera della malavita organizzata che agiva nel porto di Bari, rimane da scoprire chi sia stato l&apos;esecutore materiale del delitto. L&apos;indagine si rivela tuttavia molto complessa, anche perche qualcuno sembra avere interesse a non far avvicinare Lolita alla verita. Se sul lavoro le difficolta sono molte, la vita privata della nostra protagonista non e meno complessa: alla gestione del fidanzamento con un uomo molto piu giovane, Danilo, si aggiungono le preoccupazioni per Nunzia e il suo speciale rapporto d&apos;amicizia con Trifone, i dissidi di Forte con la moglie Porzia e la nuova sfida di Esposito con la fidanzata Caterina, per non parlare dei disastri sentimentali dell&apos;amica del cuore Marietta. Come se non bastasse, nella vita di Lolita si affaccia una vecchia conoscenza, la sua prima cotta, l&apos;affascinante Angelo Spatafora. Serie TV in 6 puntate con Luisa Ranieri, Filippo Scicchitano, Giovanni Ludeno, Jacopo Cullin, Bianca Nappi, Maurizio Donadoni e con Mario Sgueglia e la partecipazione di Lunetta SavinoLocation: Bari, Monopoli, Pezze Di Greco, Conversano, Polignano a Mare e Mola Di BariSostenuto da Apulia Film Commission e Regione Puglia attraverso l&apos;Apulia Film Fund</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Lolita Lobosco is a woman from the South Mediterranean, lively and empathetic, a career woman, she is the deputy commissioner of the police department in Bari, leading an all-male team. In a stubbornly male-dominated world of investigation and justice, Lolita chooses to remain herself, a precious mix of explosive beauty and emotional intelligence. In this second season, Lolita deals with new murder cases, which she solves with acumen and creativity, thanks to the precious collaboration of her loyal team members. Meanwhile, the deputy commissioner tries to fulfil her promise to her father at the end of the first season: to find his killer. It is clear that Petresine&apos;s murder was the work of organized crime operating in the port of Bari, but it remains to be discovered who the perpetrator was. The investigation proves complex, as someone seems interested in keeping Lolita from the truth. While there are many challenges at work, Lolita&apos;s private life is no less complicated: managing her engagement to a much younger man, Danilo adds to her worries about Nunzia and her extraordinary friendship with Trifone, Forte&apos;s marital disputes with his wife Porzia, and Esposito&apos;s new challenge with his girlfriend Caterina, not to mention the romantic disasters of her close friend Marietta. To top it all off, Lolita&apos;s first crush, the charming Angelo Spatafora, reenters her life. A 6-episode TV series Starring: Luisa Ranieri, Filippo Scicchitano, Giovanni Ludeno, Jacopo Cullin, Bianca Nappi, Maurizio Donadoni, with Mario Sgueglia and featuring Lunetta Savino Locations: Bari, Monopoli, Pezze Di Greco, Conversano, Polignano a Mare, and Mola Di Bari Supported by the Apulia Film Commission and the Apulia Film Fund of the Apulia Region.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Cima di rapa</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Turnip tops</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Le orecchiette con le cime di rapa sono ormai un simbolo dell&apos;eno-gastronomia della Puglia che e la regione con la maggiore superficie destinata alla coltivazione di questo ortaggio da taglio. Da sempre praticata con metodiche uniche e tipiche in Puglia la coltivazione delle cime di rapa e molto diffusa in piccoli poderi e orti, spesso associata a colture arboree, soprattutto l&apos;olivo.Nota anche come broccoletto di rapa questo nutriente ortaggio ha un caratteristico sapore amarognolo e piccantino, va consumata cotta in abbinamento a pasta e legumi o in elaborate ricette di carne e pesce. Il periodo di produzione in Puglia va da settembre ad aprile.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Orecchiette with turnip tops have become a symbolic recipe of the Puglian cuisine, as the region boasts the largest Italian cultivations of this particular produce. Farming turnip tops, also called Rapini in some countries, has a century-old tradition in Puglia as the vegetable is typically grown in small orchards and farmsteads, often planted close to fruit trees, especially olive groves.This healthy vegetable, also known in Italy as broccoletto, has a slightly bitter and spicy taste and is best served with pasta or legumes, or in complex meat and fish recipes. Production periods in Puglia range from September to April.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Dauno DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Dauno DOP comprende 4 tipologie di olio abbinabili a tipi diversi di piatti, ha colore dal verde al giallo, profumo di frutta fresca e mandorlato dolce, sapore fruttato.Il Basso Tavoliere e adatto a paste e minestre dai sapori marcati, a piatti di verdure cotte e a carni alla brace o arrosto. Il Gargano e piu indicato per un uso a crudo su piatti di pesce delicati, su verdure crude e nei piatti a base di crostacei e frutti di mare.L&apos;Alto Tavoliere si addice a pinzimoni, insalate, bruschette. Il Sub Appennino e particolarmente indicato per fritture raffinate e nella pasticceria tradizionale.Il Dauno DOP nasce da olive raccolte in tutta la provincia di Foggia e nei comuni di Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cervellata</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Lunga o corta, ha sempre un sapore unico la Cervellata, salsiccia di bovino e suino, la cui preparazione e un rituale che da secoli si ripete nelle macellerie di Toritto.Le parti piu umide delle carni vengono sgrassate, macinate separatamente nel tritacarne e poi miscelate in opportune proporzioni, con l&apos;aggiunta di basilico fresco, aglio, pepe e sale. Prima di insaccare l&apos;impasto in un budello naturale, si effettua un&apos;altra macinatura e si aggiunge acqua e tanto buon formaggio pecorino pugliese.La cottura ideale della Cervellata deve lasciare l&apos;interno di colore &apos;rosa&apos; e la carne umida e succosa.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Marzapane</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Regala profumo di mandorle tostate e atmosfera natalizia il Marzapane, dolce della tradizione pugliese e prodotto tipico di Minervino Murge. La sua ricetta viene tramandata ormai da molte generazioni e prevede l&apos;utilizzo di ingredienti semplici: mandorle, zucchero, uova e limone.Nella preparazione del Marzapane e preferibile l&apos;impiego di mandorle pugliesi, tra le migliori per aroma e consistenza e di limoni locali a buccia spessa. Il Marzapane ha una consistenza croccante, si presenta con forma irregolare a rombi o losanghe con sopra zucchero a granellini, il colore e marroncino chiaro. Nella degustazione e all&apos;olfatto l&apos;elemento dominante e la mandorla, con leggero retrogusto e sentore di limone.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Fava di Zollino</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Zollino fava beans</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Fava di Zollino e un legume antichissimo molto amato dai salentini e coltivato nella Grecia Salentina.Caratteristiche della Fava di Zollino, &apos;Cuccia&apos; in dialetto locale, sono quelle di avere un aspetto schiacciato e un baccello con non piu di 5 semi, di essere leggermente piu grandi rispetto alle fave ottenute da cultivar commerciali, e soprattutto quella di conservarsi integre alla cottura.Le fave verdi vanno accompagnate da buon formaggio pecorino fresco o dalla marzotica mentre cuocere quelle secche e quasi un&apos;arte. Da gustare il piatto tradizionale fave bianche e cicorie condite con abbondante olio di frantoio</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Zollino fava bean is an age-old legume, very popular in Salento, cultivated in the Grecia Salentina.The characterists of the Zollino fava bean, called &apos;&apos;Cuccia&apos;&apos; in the local dialect, is that of having a flattened body, a pod with no more than 5 seeds, to be slightly bigger than the beans obtained from the commercial cultivars and, above all, to remain intact during cooking.The green beans are generally accompained by a good fresh pecorino cheese or marzotica, while cooking the dry ones is almost an art in its own right. Highly recommended is the traditional recipe white fava beans and chicory, abundantly seasoned with newly-pressed olive oil.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Gioia del Colle DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E un vino gradevole e intenso il Gioia del Colle DOC, le cui molteplici versioni possono essere abbinate a un ampio ventaglio di piatti tipici pugliesi.Il Rosso, ottenuto da Primitivo, Malvasia Nera, Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro come il Rosato, ha colore rosso rubino, odore vinoso e gusto secco, corposo, equilibrato.Il Rosato e rubino delicato, odore dolcemente vinoso, profumo fruttato se giovane, e sapore asciutto, fresco e gradevole. Il Bianco, da vitigno Trebbiano, color paglierino, ha odore gradevole, fruttato e delicato, e sapore asciutto e fresco.Il Gioia del Colle DOC e ottimo anche nelle tipologie Primitivo e Aleatico Dolce e Aleatico Dolce Liquoroso.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Gravina DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Rinomato per il pregiato e tradizionale vino bianco, nelle varianti secco e spumante, il Gravina DOC e prodotto anche nelle tipologie passito, rosso e rosato.I vini Gravina bianco e Gravina spumante nascono da Greco di Tufo, per un minimo del 50%, Malvasia del Chianti, fino al 20%, con l&apos;eventuale aggiunta di Fiano, Verdeca, Banco di Alessano, Chardonnay.Per il Gravina rosso e rosato l&apos;uvaggio prevede Montepulciano per almeno il 40% e Primitivo 20%. Per il Gravina passito, e previsto l&apos;uso esclusivo di Malvasia.Il nome evoca le spaccature profonde sul territorio calcareo tipico della zona in cui vengono coltivate le sue uve.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Leverano DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Leverano DOC e un vino caratteristico del Salento, di estrema versatilita  grazie alle sue diverse tipologie che ne fanno un vino che si abbina a ogni piatto tipico della cucina tradizionale pugliese e mediterranea.Il Leverano DOC include un insieme molto ampio di tipologie: bianco, bianco passito, bianco vendemmia tardiva, rosso, rosso novello, rosso riserva, rosato, Malvasia bianca, Negroamaro rosso e rosato.I vitigni impiegati sono: Malvasia Bianca, Bombino Bianco, Negramaro, Malvasia Nera di Lecce, Montepulciano e Sangiovese.Al suo apprezzato vino la citta di Leverano dedica numerose iniziative tra le quali Novello in festa nel mese di novembre.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Mostaccioli</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I Mostaccioli sono squisiti dolci popolari, venduti durante tutte le fiere e le feste paesane.Amatissimi nella loro semplicita, i mostaccioli sono biscotti a base di farina, zucchero, scorze e succo d&apos;agrumi, mandorle tostate, chiodi di garofano, cacao in polvere e sono rivestiti di &apos;naspro&apos;, una glassa di zucchero fondente bianca o al cacao.Ogni artigiano caratterizza la propria produzione con ingredienti piu o meno segreti. La forma classica e quella schiacciata romboidale o circolare di colore marrone scuro.I Mostaccioli, chiamati anche Mustazzueli e Mustazzoli, sono dolci ma non stucchevoli, friabili, morbidi e, se ben riusciti, hanno la caratteristica di sciogliersi in bocca.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Meloncella</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Meloncella e un ortaggio simile a un cetriolo nell&apos;aspetto, ma appartiene alla famiglia dei meloni, uno degli ingredienti principali dell&apos;insalata salentina insieme a pomodori, cipolle e olive nere.Ha un sapore fresco e succoso e un gusto tipicamente estivo. La polpa e di colore verde chiaro e ha tante proprieta: e costituita al 95% da acqua, ha un bassissimo contenuto di zuccheri, di sodio e di nitrati. Si consuma acerba e cruda.Nel Salento la Meloncella e chiamata anche Spiuleddhra, Minunceddhra, Cummarazzu, Cucumbarazzu e in tanti altri modi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Lizzano DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Lizzano DOC e un vino dalla struttura armonica e versatile nelle sue diverse tipologie, bianco, rosso, rosato e bianco e rosato spumante, prende il nome dall&apos;omonimo comune della provincia di Taranto.Il vitigno che maggiormente concorre alla produzione del Lizzano DOC e il Negroamaro, ma si ottiene anche con Trebbiano toscano, Chardonnay, Pinot bianco, Malvasia bianca, Sauvignon, Bianco d&apos;Alessano, Montepulciano, Sangiovese, Bombino nero, Pinot nero, Malvasia nera di Brindisi e di Lecce.La varieta dei vini Lizzano DOC offre una scelta ottimale per i piatti della cucina tradizionale pugliese.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Patata novella Sieglinde</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Patata novella Sieglinde ha un sapore morbido e delicato, un colore giallo brillante e una polpa soda, particolarmente adatta alle insalate.La patata coltivata nel Salento e prodotto tipico di Galatina e una varieta di origine tedesca, merceologicamente classificata nelle patate di tipologia A, ovvero le migliori patate di qualita.I tuberi sono di forma allungata, del peso medio di 100 grammi e solitamente vengono venduti in sacchi a rete da 5 chilogrammi nelle botteghe dei fruttivendoli. La patata Sieglinde e omaggiata con una sagra ad Alliste, nel Sud Salento, nel mese di luglio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pasta di mandorla</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono una delle eccellenze della tradizione, i dolci di pasta di mandorla, piccole opere d&apos;arte pasticcera, nate dall&apos;estro e della manualita dei pugliesi, a base di mandorle pelate e zucchero. I dolci di pasta di mandorla hanno la forma e i colori dei frutti mediterranei in miniatura ma anche a cuoricino, a rosetta o a torciglione. Belli da vedere, deliziosi da gustare, sono di consistenza friabile e con aroma mandorlato intenso, del peso di 20-30 g.Sono rinomati quelli di Ischitella. Nei periodi delle Feste, sulle tavole pugliesi non mancano i dolci di pasta di mandorla che richiamano la simbologia religiosa, come l&apos;agnello che si prepara a Pasqua o il pesce a Natale. Questi aggiungono alla pasta di mandorla la faldacchiera o altro ripieno con biscotti e marmellata di frutta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ostuni DOC</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Prende il nome dalla splendida Citta Bianca l&apos;Ostuni a denominazione di origine controllata, un vino da pasto prodotto nelle tipologie bianco e rose, ideali per piatti della gastronomia pugliese.Il bianco, da abbinare a pesce e crostacei, e ottenuto da vitigni Impigno per una percentuale che va dal 50 all&apos;85%, Francavilla, per il 15-50%, Verdeca e Bianco d&apos;Alessano per un massimo del 10%Il rosato e detto anche Ottavianello e nasce da uve Ottavianello per almeno l&apos;85% e Negroamaro, Malvasia nera, Sussumaniello, Notar Domenico per un massimo del 15%. Accompagna bene antipasti a base di salumi, primi con sughi di carne, maiale e agnello alla griglia, formaggi ovini.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pecorino</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Pecorino e tra i formaggi tipici del Gargano. Prodotto con latte di pecora, ha un sapore caratteristico che cambia in relazione al periodo di produzione e di quello di stagionatura: piu delicato fino a tre mesi, piu marcato e con una compostezza di aromi e profumi nei tipi piu stagionati.Il particolare gusto del Pecorino viene dall&apos;alimentazione delle pecore nei pascoli, d&apos;estate nella vegetazione dei bellissimi altopiani e negli altri mesi tra i cespugli mediterranei, gli erbai di avena e i seminativi messi a riposo della parte bassa del Gargano.Sulle tavole pugliesi il Pecorino grattugiato prende il posto del Parmigiano sui sughi e intingoli vari.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Terra d&apos;Otranto DOP</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un colore verde o giallo con leggeri riflessi verdi l&apos;olio extravergine d&apos;oliva Terra d&apos;Otranto a Denominazione di Origine Protetta.Ottenuto dalle varieta di Cellina di Nardo e Ogliarola per almeno il 60%, l&apos;olio Terra d&apos;Otranto DOP ha un odore mediamente fruttato con lieve sentore di foglia mentre il sapore e fruttato con una leggera sensazione finale di piccante e di amaro.La presenza di note aromatiche nell&apos;olio Terra d&apos;Otranto, ne fa prediligere l&apos;utilizzo su pietanze di una certa consistenza, come grigliate di pesce, insalate, verdure bollite, legumi, pasta di grano duro.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Fave bianche e cicorie</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>White fava beans and chicory</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ricetta antica, piatto gustoso e nutriente oltre che facilmente digeribile: Fave bianche e cicorie e un piatto tradizionale diffuso nelle case salentine e servito in molti ristoranti. Le fave secche, private della buccia, vengono poste a bagno per circa dieci ore, quindi cotte, coperte d&apos;acqua in pignatta con qualche odore da cucina e olio extravergine d&apos;oliva. Quando acquisiscono l&apos;aspetto di una purea, si levano dal fuoco e si servono in fondine in cui si sono poste delle verdure selvatiche lesse, condendo il tutto con altro olio. Ottima l&apos;aggiunta di dadini di pane casareccio fritti. A Gallipoli, la verdura adoperata come accompagnamento spesso e costituita da cime di finocchio lessate e tagliuzzate.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>An ancient recipe, a good and healthy meal, easily digestible: white fava beans and chicory is a traditional dish very popular in Salento and served in many restaurants. The dry fava beans, after being peeled, are soaked for about 10 hours, then cooked, and placed in a pot with the addition of water, spices and e.v.o. oil. When they&apos;ve become a kind of a mash, they&apos;re removed from fire and are served in soup plates together with boiled wild veggies, and all is seasoned with more oil. Excellent if accompained with cubes of fried homemade bread. In Gallipoli, veggies used as accompaniment generally are fennel tops, chopped up and boiled.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Melanzanata di Sant&apos;Oronzo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un gusto semplice e antico la Melanzanata di Sant&apos;Oronzo, piatto tipico che si porta a tavola alla vigilia della festa in onore del patrono di Lecce. E una variante della classica parmigiana di melanzane con diverse varianti nella preparazione e negli ingredienti.Le fette di melanzane, pressate e sgocciolate, si passano nell&apos;uovo sbattuto e poi nella farina e si friggono in abbondante olio di oliva extravergine. Ben dorate, si dispongono a strati in una teglia, cospargendo con sugo di pomodoro fresco al basilico, pecorino grattugiato e facoltativamente, capperi sott&apos;aceto, si termina con sugo di pomodoro e formaggio e si pone a cuocere in forno molto caldo.</dsc_articolo_it>
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<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>Mirinello di Torremaggiore</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Buono come aperitivo, ma anche come digestivo e per accompagnare dolci da forno, semifreddi e biscotti da dessert: e versatile il Mirinello di Torremaggiore, liquore tipico a base di essenze di ciliegie selvatiche.I frutti del Ciliegio selvatico, pianta coltivata nell&apos;Alto Tavoliere, destinate alla produzione del Mirinello non vengono trattati con prodotti fitosanitari, quindi il liquore puo essere considerato biologico.La preparazione e semplice e prevede l&apos;infusione in alcool delle ciliegie selvatiche, che sono piccole quanto un pisello e molto amare, al giusto grado di maturazione, con l&apos;aggiunta di acqua, zucchero e aromi naturali.</dsc_articolo_it>
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<tipologia>RICETTE_TIPICHE</tipologia>
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<nm_articolo_it>La Disfida di Barletta</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Challenge of Barletta</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Uno tra gli eventi storici piu affascinanti e significativi della Puglia si svolge a Barletta, ogni anno, si tratta di:&apos;La Disfida di Barletta&apos; non e solo una rievocazione storica, ma un vero e proprio viaggio nel tempo, fino al lontano 13 febbraio 1503, quando dodici cavalieri italiani e dodici cavalieri francesi si sfidarono in un epico duello.Lo scontro si svolse nella Cantina della Sfida, a Barletta, a seguito di un&apos;offesa alla dignita italiana da parte del cavaliere francese Charles de la Motte che denigro il valore dei soldati italiani. In risposta, il capitano italiano Ettore Fieramosca, insieme ai suoi compagni, accetto la sfida lanciata dai francesi, combattendo nei pressi di Trani, e portando alla vittoria i cavalieri italiani che, trionfanti, fecero ritorno a Barletta, con al seguito i francesi.Oggi, in memoria di questi eventi bellici, la citta di Barletta si trasforma in un grande palcoscenico medioevale dando luogo, per diversi giorni, a cortei storici, spettacoli teatrali, tornei e ricostruzioni di battaglie.Durante il Corteo Storico le strade di Barletta si animano con sfilate in costumi d&apos;epoca che vedono la partecipazione di oltre 500 figuranti: nobili, dame, cavalieri, armigeri e popolani marciano per le vie della citta, ricreando l&apos;atmosfera del XVI secolo.Tra i momenti piu attesi dell&apos;evento la spettacolare messinscena del Certame Cavalleresco nel fossato del Castello: il celebre combattimento tra 13 cavalieri francesi e 13 cavalieri italiani che si concluse con l&apos;iconica vittoria di questi ultimi.Da non perdere anche il Te Deum: durante il quale i cavalieri italiani ringraziano la Madonna dell&apos;Assunta in Cattedrale.A fare da contorno all&apos;atmosfera medievale, non possono mancare mercatini e stand gastronomici. Per le piazze e le strade di Barletta e, infatti, possibile trovare prodotti artigianali, antichi mestieri e specialita gastronomiche locali e degustare piatti tipici pugliesi, immergendosi completamente nelle tradizioni del territorio.La Disfida di Barletta non e solo una commemorazione storica, ma una vera e propria festa che aggrega la comunita e attira visitatori di tutto il mondo. Ogni edizione e un&apos;occasione per riscoprire le radici del luogo, valorizzare il patrimonio culturale e celebrare l&apos;orgoglio di essere pugliesi.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>One of the most fascinating and significant historical events in Puglia is held annually in Barletta:It is called &apos;La Disfida di Barletta&apos; (The Challenge of Barletta). It is not just a historical reenactment but a true journey back in time to February 13 1503, when twelve Italian knights and twelve French knight engaged in an epic duel.The clash took place in the &apos;Cantina della Sfida&apos; (Cellar of the Challenge) in Barletta, following an insult to Italian dignity by the French knight Charles de la Motte, who disparaged the valor of Italian soldiers. In response, Italian captain Ettore Fieramosca, along with his companions, accepted the challenge issued by the French. They fought near Trani and led the Italian knights to victory. Triumphant, they returned to Barletta with the defeated French in tow.Today, in memory of these historical events, the city of Barletta transforms into a grand medieval stage, hosting several days of historical processions, theatrical performances, tournaments, and battle reenactments.During the Historical Parade, the streets of barletta come alive iwth parade featuring over 500 participants in period costumes: nobles, ladies, knights, armigers, and commoners march through the city streets recreating the atmosphere of the 16th century.One of the most anticipated moments of the event is the spectacular staging of the &apos;Certame Cavalleresco&apos; (Knights&apos; Challenge) in the moat of the Castle: the famous combat between 13 French knight and 13 Italian knight, which concluded with the iconic victory of the Italians.Also not to be missed is the Te Deum: during which the Italian knights give thanks to the Madonna dell&apos;Assunta in the Cathedral. Adding to the medieval atmosphere, there are markets and food stalls not to be missed. Throughout the squares and the streets of Barletta, you can find artisanproducts, ancient crafts, local gastronomic specialities, and taste typical dishes of Puglia, immersing yourself completely in the traditions of the region.The &apos;Disfida di Barletta&apos; is not just a historical commemoration but a real festival that brings the community together and attract visitors from around the world. Each edition is an opportunity to rediscover the roots of the place, promote cultural heritage, and celebrate the pride of being from Puglia.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>I coriandoli come simbolo di allegria, Vincenzo ci fa entrare nella sua bottega</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Confetti as a symbol of Joy: Vincenzo welcomes us into his workshop</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Immaginate una piccola bottega colma di pile di riviste, cumuli di volantini pubblicitari, immagini sacre e foto di vip che addobbano le pareti, immaginate questo luogo popolato da un unico personaggio che indossa un buffo cappello verde, impegnato e inserire fogli colorati in un macchinario mai visto, come fosse intento a eseguire un rito magico. Questa strana scena e abituale per chi passeggia per i vicoli di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano&lt;/a&gt;, dove Vincenzo Lombardi da piu di trent&apos;anni produce coriandoli, macinando fogli di carta ininterrottamente, perche la sua e una vera e propria missione: rendere divertente il Carnevale per tutti i bambini.Vincenzo ha iniziato a produrre coriandoli per i propri figli utilizzando un punzone di metallo e un martello, un passatempo che nel corso del tempo si e trasformato in un mestiere nella citta in cui e Carnevale tutto l&apos;anno. Dal semplice uso familiare, questo signore incline al sorriso e all&apos;allegria e passato a creare coriandoli per i bambini di tutta Putignano e poi per tutti i carristi che sfilano durante la colossale parata finale.Oltre che a essere coriandoli riciclati dalla carta recuperata in giro, Vincenzo e orgoglioso del metodo utilizzato: dopo averli realizzati con il suo particolare congegno di metallo li passa al setaccio, in modo da separare un coriandolo dall&apos;altro e creare una nuvola colorata al momento del lancio.Per Vincenzo i coriandoli sono sinonimo di divertimento per  tutte le eta, e difficile immaginare il Carnevale di Putignano senza il suo prezioso apporto, fatto non solo di piccoli pezzetti di carta colorata, ma di passione e amore per chi passa da lui per una manciata di allegria.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Imagine a small workshop filled with stacks of magazines, piles of advertising flyers, sacred images, and photos of celebrities adorning the walls. Picture this place inhabited by a single character wearing a funny green hat, diligently inserting coloured sheets into an unseen machine as if performing a magical ritual. This peculiar scene is commonplace for those strolling through the alleys of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/putignano&quot;&gt;Putignano&lt;/a&gt;, where Vincenzo Lombardi has been producing confetti (sugared almonds) for more than thirty years, continuously grinding sheets of paper. His mission is clear: to make Carnival fun for all children.Vincenzo started making confetti for his children using a metal punch and a hammer, a pastime that, over time, has evolved into a profession in the city where Carnival is a year-round affair. From simple family use, this smiling and cheerful man has transitioned to creating confetti for all the children in Putignano and then for all the float builders who parade during the colossal final parade.Aside from being recycled confetti made from recovered paper, Vincenzo takes pride in his method. After creating them with his special metal contraption, he sifts them to separate one single &apos;confetto&apos; from another, creating a colourful cloud at launch.For Vincenzo, confetti symbolises fun for all ages. It&apos;s difficult to imagine the Carnival of Putignano without his precious contribution, made not only of small pieces of coloured paper but also of passion and love for those who approach him for a handful of joy.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Marmellata di arancia e limone</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fresca e delicata, la Marmellata di arancia e limone e ottima per iniziare la giornata con una colazione leggera, nutriente e saporita.Preparata esclusivamente con frutti appena raccolti, la Marmellata di arancia e limone ha una consistenza piu o meno compatta e un tipico colore giallo arancio. Profuma inconfondibilmente di agrumi e ha un sapore agrodolce che la rende unica spalmata sulle fette di pane tostato o come farcitura per una crostata.La Marmellata di arancia e limone e amata nel barese sin dal Medioevo: nell&apos;anno 1000 infatti, il principe Melo di Bari la dono ai Normanni per convincerli a conquistare le Puglie, mentre alla fine del Settecento, lo scrittore e filosofo tedesco Goethe la menziono nel suo diario &apos;Viaggio in Italia&apos;.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cotto di fico</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Il Cotto di fico, prodotto agroalimentare tradizionale della Puglia, ha un profumo inconfondibile di frutta caramellata. Di colore scuro, molto denso, dolce e con un profumo intenso, il Cotto di fico e un liquido ricavato da fichi molto maturi che vengono spappolati e spremuti in un sacchetto di lino. Il succo viene poi scaldato fino a diventare ne troppo liquido, ne troppo denso.Tipico della tradizione contadina, il Cotto di fico veniva utilizzato soprattutto per preparare e guarnire i dolci pasquali e natalizi, come le Cartellate.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Giuncata</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La Giuncata e uno dei piu antichi latticini pugliesi, un formaggio fresco ottenuto da latte vaccino, caprino, ovino o misto.Semplice e gustosa, gia nel Medioevo la giuncata si produceva mescolando il latte caldo con caglio vegetale in un canestro di giunco. Dal colore bianco e dalla consistenza morbida, la giuncata ha un basso contenuto di grassi, e una preziosa fonte di calcio e fosforo e apporta proteine nobili di origine animale.Ha un sapore e un odore che ricordano quelli del latte appena munto, il gusto e dolce, delicato e leggermente acidulo. Da assaggiare, magari in masseria, appena pronta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Manteca</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>La pasta filata della scamorza racchiude un cuore di burro cremoso. E la Manteca, saporito latticino prodotto in tutta la Puglia con metodi tradizionali.La Manteca e a base di burro lavorato, come una volta, in zangole di legno di faggio. La pasta che se ne ricava viene filata in tini di legno e salata in contenitori di pietra. Il risultato e un formaggio dalla forma ovoidale o a pera, dal profumo delicato e gradevole e con una doppia consistenza.Le caratteristiche organolettiche della Manteca dipendono da quelle della crema del latte usata per la produzione del burro, ma di solito ha un sapore dolce o leggermente sapido all&apos;esterno, appena acidulo all&apos;interno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Dita degli apostoli</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le &apos;dita degli apostoli&apos; sono una sorta di piccole crepes arrotolate ripiene di ricotta e cioccolato, dolce tipico della Puglia.Molto saporite e caloriche, le Dita degli apostoli hanno la forma di un cannolo e sono farcite con ricotta, zucchero o miele, cioccolato fondente e, a scelta, vincotto, sambuca o maraschino. Dopo una spolveratina di zucchero a velo e cannella, i dolci vanno conservati in frigo e serviti freddi.Secondo tradizione, le Dita degli apostoli sono preparate soprattutto nel periodo di Carnevale.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Mandorle ricce</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sembra un confetto, ma ha la superficie ruvida e si trova soltanto nel Salento la Mandorla riccia, dolce tipico di Francavilla Fontana.Si scioglie letteralmente in bocca, l&apos;involucro bianco di zucchero che avvolge la mandorla abbrustolita sulle braci ardenti. La consistenza della Mandorla riccia e tenera e friabile all&apos;esterno e dura e croccante all&apos;interno.A Francavilla viene preparata tradizionalmente in occasione della festa della Madonna della Fontana, patrona della citta, che ricorre il 14 settembre. Quel giorno le Mandorle ricce si possono trovare in tutte le vie, piazze, pasticcerie e bar della citta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pino Pascali, l&apos;arte come un gioco che racconta la Puglia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Pino Pascali, the art as a game that tells the story of Puglia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Strumenti agricoli, paglia e pezzi di legno, reti da pesca, l&apos;arte povera di Pino Pascali odora di Puglia, di ricordi di infanzia fissati nell&apos;eternita di una scultura, di una fotografia, di un assemblaggio di materiali diversi che rimandano alla biografia piu intima del suo autore. Nato a &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; nel 1935, trascorre l&apos;infanzia tra il capoluogo e il mare di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano&lt;/a&gt;, li dove la natura lascia nella sua mente di bambino un&apos;impronta indelebile che ne caratterizzera tutta la produzione artistica.  Una vita da meteora quella di Pino Pascali, morto a 33 anni in un incidente stradale, ma sufficiente a lasciare il suo nome nella storia dell&apos;arte mondiale, pochi anni che bastano a eleggerlo come l&apos;artista pugliese piu conosciuto al mondo. Nel &apos;65 la sua prima mostra personale, nel &apos;68, pochi mesi prima della morte, le sue opere sono esposte alla biennale di Venezia. Liceo artistico a Napoli e accademia di Belle Arti a Roma, gli anni della formazione in citta diverse da quella di nascita non cancellano l&apos;imprinting della sua terra che resta la realta nella quale l&apos;arte di Pascali si muove e ingigantisce ricordi infantili costruendo un mondo allegorico e surreale. Ragni e bachi da seta colossali trasfigurati dalla memoria e dall&apos;osservazione diretta delle campagne pugliesi, il mare di Polignano portato per la prima volta in un museo mediante scatole di zinco dipinte di blu, code di pesce che emergono dal pavimento, l&apos;arte di Pino Pascali e una lotta al consumismo degli anni &apos;60 attraverso il gioco che utilizza forme e figure mediterranee. Quel gioco oggi continua nei musei di tutto il mondo, dove la Puglia di Pascali ha incontrato e dialogato con l&apos;arte internazionale, ma un pezzo di quell&apos;arte e nella sua &lt;a href=&quot;http://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano&lt;/a&gt;, nella &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/fondazione-museo-pino-pascali&quot;&gt;Fondazione Museo&lt;/a&gt; a lui dedicata, polo di attrazione non solo per chi vuole scoprire la produzione dell&apos;artista, ma finestra sempre aperta sull&apos;arte contemporanea internazionale.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Agricultural tools, straw and wooden pieces, fishing nets - Pino Pascali&apos;s Arte Povera smells of Puglia, of childhood memories fixed in the eternity of a sculpture, a photograph, an assembly of different materials that reflect the most intimate biography of its author. Born in &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; in 1935, he spent his childhood between the capital city and the sea of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano&lt;/a&gt;, where nature left an indelible imprint on his young mind, which would characterise his entire artistic production. Pino Pascali had a concise life, as he died at 33 in a car accident, but it was enough to leave his name in the history of the world of art. In just a few years, he became the most renowned Apulian artist in the world. In 1965, he had his first solo exhibition, and in 1968, a few months before his death, his works were exhibited at the Venice Biennale. Having attended an art high school in Naples and the Academy of Fine Arts in Rome, the formative years in different cities did not erase the imprint of his homeland. Puglia remained the reality in which Pascali&apos;s art moved and magnified childhood memories, constructing an allegorical and surreal world. Giant spiders and silkworms transfigured by memory and direct observation of the Apulian countryside, the sea of Polignano brought for the first time to a museum through zinc boxes painted blue, fish tails emerging from the floor - Pino Pascali&apos;s art was a fight against the consumerism of the 1960s, through the game that employs Mediterranean forms and figures. That game continues today in museums worldwide, where Pascali&apos;s Puglia has encountered and engaged with international art. But a piece of that art remains in his &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/polignano-mare&quot;&gt;Polignano&lt;/a&gt;, in the &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/fondazione-museo-pino-pascali&quot;&gt;Foundation Museum&lt;/a&gt; dedicated to him, a magnet for those who want to discover the artist&apos;s production and as an ever-open window to international contemporary art.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Mercatino del Gusto</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Taste Market</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ogni estate, nel cuore del Salento, la pittoresca citta di Maglie si trasforma in un vivace teatro di sapori e profumi grazie al &apos;Mercatino del gusto&apos;. Questo evento annuale, che si svolge solitamente nella prima settimana di agosto, e un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon cibo e delle tradizioni pugliesi.Il Mercatino del gusto e molto piu di una semplice fiera: e un&apos;occasione per celebrare le eccellenze enogastronomiche della Puglia e la sua straordinaria biodiversita. Stand ricchi di sapori animano le strade e le piazze della citta, offrendo ai visitatori esperienze sensoriali con degustazioni e incontri tematici con esperti, appassionati e cultori del buon cibo.Ogni angolo del Mercatino racconta una storia di passione e dedizione, con produttori locali che condividono le storie delle loro creazioni. Per chi volesse portare a casa i sapori della Puglia, e possibile acquistare una vasta gamma di prodotti tipici, dai formaggi tradizionali all&apos;olio extravergine di oliva, dai vini pregiati ai dolci artigianali.Il Mercatino del gusto offre anche delle esperienze culinarie che vanno oltre le classiche degustazioni: e possibile, ad esempio, partecipare a dei laboratori di cucina e imparare a preparare piatti tipici sotto la guida di chef esperti. Vi sono, inoltre, le cene tematiche, durate le quali si possono assaporare menu speciali preparati con ingredienti locali di alta qualita.Per i cultori dell&apos;abbinamento tra cibo e vino, e possibile prendere parte a degustazioni guidate da parte di Sommelier e produttori vinicoli, alla scoperta delle migliori etichette regionali, che esaltano le peculiarita di ogni vino e del suo legame con il territorio.Questo evento e pensato per essere inclusivo e accessibile a tutti: dalle attivita dedicate a famiglie con bambini, come laboratori creativi e spettacoli di intrattenimento, ai concerti e performance dal vivo per i giovani, che animano le serate creando un&apos;atmosfera festosa e coinvolgente.Il Mercatino del gusto e anche un&apos;occasione per conoscere la bellezza di Maglie e immergersi nell&apos;architettura barocca. Passeggiando per i vicoli del centro storico, e possibile visitare musei e gallerie d&apos;arte e scoprire angoli nascosti che raccontano la storia millenaria di questa affascinante citta.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Every summer, in the heart of Salento, the picturesque town of Maglie is transformed into a lively theater of flavors and aromas thanks to the &apos;Mercatino del Gusto&apos; (Taste Market). This annual event, usually held in the first week of August, is a must-visit for food enthusiasts and lovers of Apulian traditions.The &apos;Mercantino del Gusto&apos; (Taste Market) is much more than just a fair: it&apos;s an opportunity to celebrate the culinary excellence of Puglia and its extraordinary biodiversity. Stalls filled with flavors animate the streets and squares of the city, offering visitors sensory experiences through tasting and thematic meetings with expert, enthusiasts, and connoisseurs of good food.Every corner of the mercatino tells a story of passion and dedication, with local producers sharing the flavors of Puglia, it&apos;s possible to purchase a wide range of typical products, from traditional cheeses to extra virgin olive oil, from fine wines to artisanal sweets.The &apos;Mercatino del Gusto&apos; also offers culinary experiences that go beyond traditional tastings: for example, you can partecipate in cooking workshops and learn to prepare typical dishes under the guidace of expert chefs. Additionally, there are themed dinners during which you can enjoy special menus prepared with high-quality local ingredients.For enthusiasts of food and wine pairing, it&apos;s possible to take part in guided tastings led by sommeliers and wine producers, exploring the best regional labels that highlight the unique charateristics of each wine and its connected to the territory.This event is designed to be inclusive and accessible to everyone: from activities tailored for families with children, such as creative workshop and entertainment show, to concerts and live performance for young people, enlivening the evenings by creating a festive and engaging atmosphere.The &apos;Mercatino del Gusto&apos; also provides an opportunity to discover the beauty of Maglie and immerse oneself in its Baroque architecture. While strolling through the narrow streets of the historic center, visitors can explore museum and art galleries and uncover hidden corners that tells the millenial-old history of this fascinating city.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Cacioricotta caprino orsarese</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E uno dei formaggi piu apprezzati nel nord della Puglia. Per produrre il rinomato Cacioricotta caprino orsarese si utilizza esclusivamente il latte delle capre di varie razze garganiche portate al pascolo sulle pendici dei Monti Dauni meridionali tra macchia mediterranea, arbusti ed erbe selvatiche. Prodotto da Pasqua a ottobre, con una lavorazione che unisce quelle del cacio e della ricotta, il Cacioricotta caprino orsarese ha una forma a pera e pesa circa 400 grammi. Fresco e di colore bianco, tenero, pastoso, morbido al taglio e di sapore dolce e viene talvolta arricchito con gocce di miele o vincotto. Stagionato acquista invece una consistenza dura, friabile e dal gusto piu intenso, e viene usato perlopiu per condire la pasta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Farrata di Manfredonia</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Un profumo di ricotta, menta e maggiorana avvolge i panifici di Manfredonia, dove, da tempo immemore, si prepara la Farrata.Un tempo impastata unicamente con il farro, oggi la Farrata e una focaccia di grano a forma di pagnotta, molto soffice e con un ripieno di ricotta fresca di pecora, insaporita da foglioline di menta e maggiorana. Secondo la tradizione, la Farrata veniva offerta agli invitati durante le cerimonie di nozze, come pasto augurale. La Farrata e la protagonista di una sagra che si tiene ogni anno a Manfredonia nel mese di febbraio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pane di Laterza</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ricorda il profumo dei granai, il pane di Laterza, preparato con semola di grano duro rimacinata del Tarantino, come le varieta Simeto, Appulo e Arcangelo.Ha un sapore ben definito tendente all&apos;acidulo, una crosta spessa e ben cotta e una mollica bianca avorio. Il Pane di Laterza si puo acquistare nelle tante panetterie e gastronomie locali, in varie forme: casareccio, ciabattona, mattonella, sfilatino, treccia, torciglione e marsigliese.La lievitazione del Pane di Laterza ha la durata di quasi 6 ore e l&apos;impasto viene cotto in un forno a legna, alimentato con fascine di legna di bosco o di ulivo, o in alternativa con il nocciolino di albicocca.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Lunetta Savino, il volto barese piu amato della TV</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Lunetta Savino the most beloved face from Bari on TV</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Il ruolo che l&apos;ha fatta conoscere al grande pubblico e quello di Concetta Gargiulo, meglio conosciuta come Cettina, la colf da Mondragone che al motto di &apos;veloce, veloce&apos; aiutava i vari protagonisti della fiction Rai, &apos;Un medico in famiglia&apos;, nei piccoli, grandi problemi della vita quotidiana. Ma all&apos;epoca, Lunetta Savino, aveva dovuto rinunciare alla sua baresita, probabilmente per lasciare spazio a un altro celebre pugliese, Lino Banfi, protagonista assoluto della serie. Oggi pero, ne &apos;Le indagini di Lolita Bosco&apos;, Lunetta torna alle origini, al suo dialetto e ai  vicoli di Bari Vecchia nei panni di Nunzia, mamma dell&apos;investigatrice piu famosa della tv. Certo, la baresita non e mai mancata come segno distintivo della sua carriera, mescolando le doti di una grande interprete alla sapienza di una caratterista, in quei ruoli in cui ha potuto esplorare tutte le sfumature dell&apos;essere donna pugliese, tra la sagacia delle battute, il pratico, ma bonario cinismo, la saggezza popolare e la caparbieta di chi si fa valere in ogni circostanza. E stata la tragica Medea, ha vestito i panni di Felicia, mamma di Peppino Impastato, e stata madre bigotta e tenace protettrice della famiglia in &apos;Mine Vaganti&apos;, pellicola made in Salento di Ferzan &amp;Ouml,zpeteck, ruolo che le e valso un Nastro d&apos;Argento come attrice non protagonista.  Dal teatro al cinema, dai personaggi della cronaca a quelli della letteratura, che siano donne immaginarie o del mondo reale, Lunetta sceglie ruoli forti nei quali, a qualunque latitudine si trovino, ci sono sempre evidenti tracce di una orgogliosa donna del Sud, mai un prototipo, ma sempre piena di sfaccettature.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The role that made her known to the general public is that of Concetta Gargiulo, better known as Cettina, the housekeeper from Mondragone who, with the motto &apos;quick, quick&apos;, helped the various protagonists of the Rai fiction, &apos;Un medico in famiglia&apos; (A doctor in the house), with the minor, significant problems of everyday life. But at that time, Lunetta Savino had to give up her Bari identity, probably to make room for another famous person from Puglia, Lino Banfi, the unconditional protagonist of the series. However, today, in &apos;Le indagini di Lolita Bosco&apos; (The Investigations of Lolita Bosco), Lunetta returns to her roots, dialect, and Bari Vecchia&apos;s alleys in the role of Nunzia, mother of the most famous TV investigator. Indeed, the Bari identity has never been lacking as a distinctive sign of her career, blending the skills of a great performer with the wisdom of a character actress in those roles in which she has been able to explore all the nuances of being a woman from Puglia, between the shrewdness of the lines, practical but kind-hearted cynicism, popular wisdom, and the stubbornness of someone who asserts herself in every circumstance. She has been the tragic Medea, she has played the role of Felicia, mother of Peppino Impastato, she has been a bigoted mother and a tenacious protector of the family in &apos;Mine Vaganti&apos; (Loose Cannons), a film made in Salento by Ferzan &amp;Ouml,zpeteck. This role earned her a Nastro d&apos;Argento as a supporting actress. From theatre to cinema, from characters of the news to those of literature, whether they are imaginary women or from the real world, Lunetta chooses vital roles in which, wherever they may be, there are always clear traces of a proud woman from the South, never a stereotype, but always full of facets.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Franca Marano, pioniera dell&apos;arte femminista pugliese</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Franca Marano, pioneer of feminist art in Puglia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Pittrice, scultrice, poetessa, ceramista. Pioniera dell&apos;arte al femminile e femminista nella Puglia della seconda meta del Novecento, Franca Marano e stata un&apos;artista poliedrica la cui vita, personale ed artistica, e stata per oltre vent&apos;anni indissolubilmente legata alla prima galleria d&apos;avanguardia a Bari, Galleria Centrosei, di cui e stata fondatrice, insieme a Umberto Baldassarre, Mimmo Conenna, Sergio Da Molin, Michele Depalma e Vitantonio Russo. Ubicata in uno spazio nel lato nord del Teatro Petruzzelli, la Galleria divento ben presto luogo di incontro e scambio di artisti ed esperienze di respiro internazionale, spazio di sperimentazione artistica che rappresento di fatto un&apos;assoluta novita per la vita culturale della città di Bari e della Puglia e che ando a colmare un vuoto artistico, professionale e sociale per oltre vent&apos;anni.Anticonformista, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e nuove sperimentazioni, Franca Marano spazio dalla produzione di dipinti e ceramiche policrome alla serie dei Cuciti, sostituendo il colore con il filo e il pennello con l&apos;ago, e al ciclo degli Abiti mentali, realizzazioni polimateriche con tele medievali. Artista poliedrica che ha saputo infondere in tutte le sue opere un amore struggente e raffinato per l&apos;arte attraverso la bellezza delle forme, un&apos;energia esplosiva che proviene da una terra antica e autentica, la Puglia, che nelle argille e poi nelle ceramiche trova la sua massima espressione, e infine, una delicatezza di sentimenti che attraverso il ricamo e il cucito danno corpo alla voce femminile, in una continua ed estenuante ricerca espressiva. Una donna e un&apos;artista che ha saputo portare l&apos;avanguardia internazionale a Bari e in Puglia, e la Puglia, con la sua espressivita e la sua autenticita, nel mondo. In un continuo gioco di scambi, rimandi e sperimentazioni.Pittrice, scultrice, poetessa, ceramista. Pioniera dell&apos;arte al femminile e femminista nella Puglia della seconda meta del Novecento, Franca Marano e stata un&apos;artista poliedrica la cui vita, personale ed artistica, e stata per oltre vent&apos;anni indissolubilmente legata alla prima galleria d&apos;avanguardia a Bari, Galleria Centrosei, di cui e stata fondatrice, insieme a Umberto Baldassarre, Mimmo Conenna, Sergio Da Molin, Michele Depalma e Vitantonio Russo. Ubicata in uno spazio nel lato nord del Teatro Petruzzelli, la Galleria divento ben presto luogo di incontro e scambio di artisti ed esperienze di respiro internazionale, spazio di sperimentazione artistica che rappresento di fatto un&apos;assoluta novita per la vita culturale della città di Bari e della Puglia e che ando a colmare un vuoto artistico, professionale e sociale per oltre vent&apos;anni.Anticonformista, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e nuove sperimentazioni, Franca Marano spazio dalla produzione di dipinti e ceramiche policrome alla serie dei Cuciti, sostituendo il colore con il filo e il pennello con l&apos;ago, e al ciclo degli Abiti mentali, realizzazioni polimateriche con tele medievali. Artista poliedrica che ha saputo infondere in tutte le sue opere un amore struggente e raffinato per l&apos;arte attraverso la bellezza delle forme, un&apos;energia esplosiva che proviene da una terra antica e autentica, la Puglia, che nelle argille e poi nelle ceramiche trova la sua massima espressione, e infine, una delicatezza di sentimenti che attraverso il ricamo e il cucito danno corpo alla voce femminile, in una continua ed estenuante ricerca espressiva. Una donna e un&apos;artista che ha saputo portare l&apos;avanguardia internazionale a Bari e in Puglia, e la Puglia, con la sua espressivita e la sua autenticita, nel mondo. In un continuo gioco di scambi, rimandi e sperimentazioni.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Painter, sculptor, poet, ceramist. A pioneer of feminist art in the second half of the 20th century in Puglia, Franca Marano was a versatile artist whose life, both personal and artistic, was indissolubly linked for over twenty years to the first avant-garde gallery in Bari, Galleria Centrosei, of which she was a co-founder along with Umberto Baldassarre, Mimmo Conenna, Sergio Da Molin, Michele Depalma, and Vitantonio Russo. Located on the north side of the Petruzzelli Theater, the Gallery soon became a meeting place and exchange of artists and experiences with international scope. This artistic experimentation space represented an absolute novelty for the cultural life of the city of Bari and Puglia, filling a creative, professional, and social void for over twenty years.Nonconformist, always in search of new languages and experiments, Franca Marano ranged from producing paintings and polychrome ceramics to the series of &apos;Cuciti&apos;, replacing color with thread and the brush with the needle, and to the cycle of &apos;Abiti mentali&apos;, multi-material creations with medieval canvases. A versatile artist who managed to infuse a poignant and refined love for art in all her works through the beauty of forms, an explosive energy that comes from an ancient and authentic land, Puglia, which finds its maximum expression in clay and ceramics, and finally, a delicacy of feelings that, through embroidery and sewing, give shape to the feminine voice, in a continuous and exhausting expressive search. A woman and an artist who managed to bring international avant-garde to Bari and Puglia and, with its expressiveness and authenticity, to the world, in a continuous &apos;game&apos; of exchanges, references, and experiments.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Gamberi rossi di Gallipoli</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono carnosi ma si sciolgono in bocca e hanno un sapore dolce e un gusto molto particolare. I Gamberi rossi di Gallipoli sono pregiati e ricercati dagli amanti di crostacei e della cucina marinaresca, pur avendo dimensioni piu piccole rispetto ad altri.Conservano la consistenza e il colore vermiglio anche dopo la cottura. Per il loro gusto delicato non vanno abbinati a ingredienti troppo saporiti ne sottoposti a cotture violente.L&apos;ideale e mangiarli crudi o passarli in padella con olio, prezzemolo tritato e aglio, sfumando tutto con vino bianco. Una delizia da servire con una spolverata di pepe e un buon bicchiere di vino bianco salentino.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Bacco nelle Gnostre</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Bacco nelle Gnostre</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>&apos;Bacco nelle Gnostre&apos; e una rinomata sagra che si tiene a Noci (Bari) che brinda alle tradizioni pugliesi piu amate: quelle legate al buon vino e alle specialita culinarie locali.Dal 2003, l&apos;evento crea un vero e proprio viaggio enogastronomico e culturale nella Puglia piu autentica. Per due giorni, nel mese di novembre, il borgo antico si anima di un&apos;atmosfera festosa, fatta di profumi e sapori autunnali e di gente che giunge da tutta la regione - e non solo - per immergersi nei vicoletti e nelle caratteristiche &apos;Gnostre&apos;, spazi che si aprono tra le viuzze del centro antico di Noci a formare cortili sui quali si affacciano case e stradine, diventando luoghi di ritrovo e di condivisione.In questi spazi si incontrano numerosi stand enogastronomici dall&apos;ampia scelta di prodotti da gustare: dai piu semplici - come le &apos;pettole&apos; fritte e le caldarroste, immancabili compagne del novello - ai piu innovativi e originali, con ricette ideate da chef creativi. Non puo mancare una ricca selezione di vino pugliese, il vero re di questa sagra, da gustare in compagnia e in allegria.Il percorso viene arricchito da musicisti di strada e danze spettacolari che allietano una degustazione dopo l&apos;altra, oltre a vari appuntamenti culturali dedicati ad arte, fotografia, cibo e visite guidate.&apos;Bacco nelle Gnostre&apos; si configura come un&apos;esperienza da vivere appieno, che va a toccare tutti i sensi, fino a coinvolgerci pienamente nella sua atmosfera di festa, fatta di sapori, calore e colori, tutti tradizionali e dalla vena folkloristica. Oltre ad essere un riferimento per gli amanti del buon cibo e della cultura popolare, la sagra di Noci contribuisce a promuovere il territorio e a valorizzare le sue eccellenze.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>&apos;Bacco nelle Gnostre&apos; is a renowned festival held in Noci (Bari) that toasts to Puglia&apos;s most beloved traditions: those related to good wine and local culinary specialties.Since 2003, the event has been creating a true food and wine and cultural journey into the most authentic Puglia. For two days in the month of November, the old town comes alive with a festive atmosphere, made up of autumnal scents and flavors and people who come from all over the region - and beyond - to immerse themselves in the alleys and characteristic &apos;Gnostre,&apos; spaces that open up among the narrow streets of Noci&apos;s ancient center to form courtyards overlooked by houses and narrow streets, becoming places to meet and share.In these places, one encounters numerous food and wine stands with a wide selection of products to taste: from the simplest - such as fried &apos;pettole&apos; and roasted chestnuts, unfailing companions of the &apos;novello&apos; wine - to the most innovative and original, with recipes created by inventive chefs. You cannot miss a rich selection of Puglia wine, the true king of this festival, to be enjoyed in company.The itinerary is enriched by street musicians and spectacular dances that enliven one tasting after another, as well as various cultural events dedicated to art, photography, food and guided tours.&apos;Bacco nelle Gnostre&apos; is configured as an experience to be lived to the fullest, touching all the senses, to the point of fully involving us in its festive atmosphere of flavors, warmth and colors, all traditional and with a folkloric vein. In addition to being a reference for lovers of good food and folk culture, the Noci festival helps to promote the area and enhance its excellence.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Bona Sforza d&apos;Aragona, la donna che ha rivoluzionato la citta di Bari</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Bona Sforza of Aragon, the woman who revolutionized the city of Bari</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Regina di Polonia e duchessa di Bari, Bona Sforza d&apos;Aragona e stata, insieme a sua madre Isabella, una delle prime femministe della storia, riuscendo a imporsi in un mondo di soli uomini e a rivoluzionare le citta e le terre che hanno governato dal punto di vista politico, sociale, economico, culturale. Due donne importanti per la storia di Bari e della Puglia che hanno posto le basi per una societa moderna e fondata sul diritto e sui diritti. Tante le decisioni fondamentali e illuminate nel campo del diritto, della liberta religiosa e delle riforme agrarie, imponente il programma di opere pubbliche che prevedeva la costruzione di fortificazioni, cisterne, fontane, palazzi pubblici di gusto rinascimentale nonche le ristrutturazioni di numerose chiese e che tutt&apos;oggi appartengono al patrimonio architettonico e urbanistico regionale. Il Castello Svevo, monumento di pregio del patrimonio storico e culturale di Bari e di tutta la Puglia e meta tutt&apos;oggi per migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, da austero edificio militare fu trasformato in un&apos;elegante dimora signorile rinascimentale, il Palazzo della Dogana, in piazza Mercantile, fu ristrutturato secondo gli splendori tuttora visibili e ancora oggi esibisce lo stemma con le armi di Sforza, Visconti e Aragona sul portale di ingresso. Una rivoluzione urbana e urbanistica che coincise con una rivoluzione anche culturale che porto la citta di Bari a diventare cenacolo per artisti, letterati, poeti, musicisti contribuendo cosi a rilanciarne completamente l&apos;immagine e proiettandola a diventare la citta odierna, protesa tra patrimonio storico architettonico di eccezionale valore e sguardo al futuro. Le spoglie di Bona Sforza, conservate in un mausoleo costruito nell&apos;altare della Basilica di San Nicola, istoriato da sculture e affreschi dei migliori artisti napoletani dell&apos;epoca, e ancora oggi una delle attrazioni maggiormente visitate da baresi e turisti. Con la sua propensione al cambiamento e all&apos;innovazione, Bona Sforza e stata una figura femminile e femminista innovativa e che ha contribuito a porre le basi per rendere Bari e la Puglia luoghi piu moderni, accoglienti, e con una visione. Per l&apos;epoca, pura avanguardia.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Queen of Poland and Duchess of Bari, Bona Sforza of Aragon was, along with her mother Isabella, one of the early feminists in history, managing to assert herself in a world dominated by men and revolutionize the cities and lands she governed from political, social, economic, and cultural perspectives.Two influential women in the history of Bari and Puglia laid the foundations for a modern society based on law and rights. Numerous fundamental and enlightened decisions were made in the fields of law, religious freedom, and agrarian reforms. The program of public works was impressive, including the construction of fortifications, cisterns, fountains, and public palaces in the Renaissance style and the renovations of numerous churches, which still belong to the regional architectural and urban heritage. The Swabian Castle, a valuable monument of Bari&apos;s historical and cultural heritage and the whole of Puglia, still attracts thousands of tourists from all over the world. Originally an austere military building, it was transformed into an elegant Renaissance noble residence. The &apos;Palazzo della Dogana&apos; (Customs Palace) in Mercantile Square was renovated in its current splendor and still displays the coat of arms of Sforza, Visconti, and Aragon on the entrance portal. This urban and urbanistic revolution coincided with a cultural revolution that made the city of Bari a gathering place for artists, writers, poets, and musicians, completely revitalizing its image and projecting it into the present, poised between a precious historical architectural heritage and a forward-looking perspective.The remains of Bona Sforza, preserved in a mausoleum built in the altar of the Basilica of San Nicola, adorned with sculptures and frescoes by the finest Neapolitan artists of the time, are one of the most visited attractions for both locals and tourists.With her inclination for change and innovation, Bona Sforza was an innovative woman and feminist figure who laid the groundwork for making Bari and Puglia more modern, welcoming, and visionary. For her time, she represented pure avant-garde.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Biscotto di Ceglie Messapica</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E quasi un simbolo cittadino il Biscotto di Ceglie Messapica, a base di pasta di mandorle e presidio Slow Food.Una delizia per il palato che unisce il sapore intenso delle mandorle, impastate con zucchero, miele, una scorzetta di limone, rosolio di agrumi e uova, al gusto delicato della confettura d&apos;uva o ciliegie. A ricoprire il biscotto di forma cubica e eventualmente una glassa di zucchero, a volte addizionata di cacao.I dolcetti, nelle loro infinite varianti, sono fondamentali nel bagaglio gastronomico della citta: nelle case di Ceglie non mancano mai, infatti, soprattutto nelle ricorrenze festive. I biscotti si possono facilmente acquistare in tutti i forni, bar e pasticcerie cegliesi.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Burrata</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Burrata</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Con il suo sapore delicato ma acidulo, la Burrata e uno dei latticini piu diffusi sulle tavole della regione. E&apos; un involucro di formaggio racchiude una deliziosa crema di panna e mozzarella.La Burrata nasce ad Andria negli anni Venti e oggi e considerata una delle specialita piu ghiotte della produzione casearia pugliese.Il miglior modo per apprezzarla e quello di assaporarla cosi com&apos;e, oppure con un filo di olio extra vergine di oliva e qualche foglia di basilico.La Burrata viene lavorata manualmente, creando un sacchetto di pasta filata, farcito con panna e pasta filata di mozzarella sfilacciata a mano, detta stracciatella. Il risultato e una sfera liscia di colore biancastro.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>With its typical delicate and slightly sour taste, the Burrata is one of the most popular dairy products in the region. It consists of a casing made of cheese that contains a delicious heart of cream and mozzarella.The Burrata originates in Andria in the 20&apos;s, and today is considered one of the most delightful products of Apulian cheese-making tradition. The best way to savor it is to eat it plain, just as it is, or sprinkled with just a dash of e.v.o. oil and a few leaves of fresh basil.The Burrata is handmade by creating a sack of pasta filata (spun paste), filled with cream and hand-spun mozarella&apos;s pasta filata, known as stracciatella. The result is a smooth, bone-white sphere.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Capperi del Gargano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Piu sono piccoli e piu sono saporiti e di alta qualita. Sono i Capperi del Gargano, autentica tipicita del nordest della Puglia, particolarmente gustosi con il loro sapore pungente, molto forte.I migliori capperi devono misurare meno di 5 millimetri di diametro. Dopo la raccolta, i capperi vengono mescolati per una decina di giorni con sale marino grosso per far perdere l&apos;acqua che contengono, formando una salamoia utilizzata per la conservazione.Pianta spontanea che cresce sulle rupi calcaree, nelle falesie o su vecchie mura, il cappero del Gargano e menzionato e lodato gia nel 1807 dallo storico Michelangelo Manicone, nel libro &apos;La Fisica Appula&apos;.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cece nero della Murgia carsica</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Strano nella forma e nel colore ma ottimo a tavola: il Cece nero della Murgia carsica ha una buccia rugosa e irregolare. Presidio Slow Food, e ricchissimo di fibre e ferro.Il Cece nero e un legume che si adegua bene ai terreni rocciosi della zona, motivo per il quale i contadini della Murgia carsica, a sudest di Bari, lo coltivano da tempo. Si raccoglie ad agosto ed essiccato e reperibile tutto l&apos;anno.La buccia consistente del Cece nero della Murgia carsica richiede un tempo di ammollo di 12 ore e una cottura di circa due ore. Il sapore e buonissimo e ricorda le erbe di campagna e per la sua naturale sapidita si consuma con un filo di olio extravergine, senza sale.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Castel del Monte rosso Riserva Doc</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha una tradizione vitivinicola millenaria l&apos;area delle Murge. Sulle colline rocciose di Minervino Murge e dintorni, nasce il vitigno Nero di Troia che mescolato a uve di altri vitigni a bacca nera non aromatici, da vita al vino Castel del Monte rosso Riserva Docg.Corposo, armonico, dall&apos;odore caratteristico e delicato e di un colore che varia dal rosso rubino al granata a seconda dell&apos;invecchiamento, il Castel del Monte rosso Riserva Doc va servito a 16-18  gradiC e abbinato a piatti strutturati come il castrato arrosto e il pollame nobile al forno, carni rosse brasate e formaggi saporiti a pasta dura. Ha una gradazione del 12-13%.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The red onion of Acquaviva delle Fonti</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Ottima nell&apos;insalata, versatile in cucina, e rinomata per il sapore forte e la sua dolcezza la Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti, presidio Slow Food.Dai primi dell&apos;800, i contadini di Acquaviva coltivano le cipolle dalla tipica forma appiattita: grossi dischi dello spessore di 2-3 centimetri, larghi fino a una spanna, e con un peso di circa 500 grammi.Il colore dell&apos;ortaggio oscilla tra il rosso carminio e il violaceo e si schiarisce verso l&apos;interno, sino a diventare completamente bianco. La coltivazione avviene nel rispetto della tradizione e in modo del tutto naturale.Il comune a ovest di Bari omaggia il su prodotto tipico ogni anno con la Festa della Cipolla rossa di Acquaviva.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Excellent in the salad, very handy in the kitchen, the red onion of Acquaviva delle Fonti, a Slow Food product, is renowned for its bold flavor and sweetness.From the early 19th century, the farmers from Acquaviva grow these onions with the typical oblate shape:large discs 2-3 cm thick and up to a span wide, weighing roughly 500 grams.The color ranges from carmine to violet, getting completely white towards the core. The cultivation is done in accordance with tradition using nature-friendly methods.The municipality West from Bari celebrates this typical product with the yealry Festival of the Red Onion of Acquaviva.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Allievi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Allievi</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Gli allievi, portata principale del famoso &apos;crudo alla barese&apos;, non hanno niente a che vedere con i banchi di scuola. Come da esclusiva tradizione del capoluogo pugliese, gli allievi non sono altro che piccole seppie da mangiare rigorosamente crude, al massimo con una spruzzata di limone.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The &apos;allievi,&apos; the main ingredient of the famous &apos;crudo alla barese&apos; (Bari&apos;s style raw fish), have nothing to do with school desks. In the exclusive tradition of the capital city of Apulia, &apos;allievi&apos; refers to small cuttlefish to be eaten strictly raw, at most with a squeeze of lemon.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Maialino Or.vi.</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Sono carni genuine e gustose quelle del Maialino Or.Vi., allevato nel comune di Ortelle e nella frazione di Vignacastrisi.Gli allevatori locali da anni adottano un disciplinare di tracciabilita che prevede tra l&apos;altro una particolare attenzione all&apos;alimentazione dei maiali per i quali impiegano esclusivamente prodotti naturali della terra come gli sfarinati dei cereali e i legumi.Alle carni dei maialini Ortelle nela quarta domenica di ottobre dedica la Fiera di San Vito, quattro giorni all&apos;insegna della gastronomia, dell&apos;arte e della tradizione</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Limone femminello del Gargano</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E la varieta di limone piu antica d&apos;Italia, il Femminello del Gargano, prodotto agroalimentare Igp e Presidio Slow Food.Il suo profumo intenso pervade le campagne di Rodi Garganico, Ischitella e Vico del Gargano, ammantate dai frutti gialli sin dal 1800.Esistono due tipi di Limone Femminello del Gargano: a scorza gentile, detto anche Lustrino, e oblungo, conosciuto come Fusillo.Coltivato secondo i metodi della tradizione contadina di una volta, il Femminello ha una buccia di colore giallo chiaro ricca di oli essenziali e un sapore molto fresco e deciso.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pomodori secchi al sole</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I pomodori sodi e carnosi in Puglia diventano una fine e prelibata conserva, usata sopratutto come antipasto. Posti a essiccare ai caldi raggi estivi, i Pomodori secchi al sole sono un prodotto agroalimentare tipico di tutta la regione.I pomodori, preferibilmente della varieta San Marzano, vanno lavati, asciugati e tagliati in due, prima di essere coperti da un pizzico di sale grosso e stesi sui &apos;cannizzi&apos;, tradizionali graticci di canne, dove restano a essiccare al sole per il tempo necessario.Quando sono completamente secchi, i pomodori assumono un sapore pungente e dolciastro e si prestano ad essere confezionati sotto vuoto oppure sott&apos;olio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Lampascioni</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Lampascioni</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Profumo dolciastro e sapore agrodolce, sono prettamente pugliesi e lucani, i Lampascioni, conosciuti anche come &apos;cipollacci col fiocco&apos;, &apos;muscari&apos; e &apos;porrettacci&apos;.Molto utilizzati in cucina sia come condimento di insalate che come piatto a se, declinati a frittata, lessi, arrostiti o sott&apos;olio, i lampascioni hanno un sapore deciso e amaro che si coniuga alla perfezione con un retrogusto dolce, molto rotondo e delicato.Sono molto apprezzati anche per le loro salubri virtu, gia riconosciute da illustri padri della medicina come Galeno e Plinio. I Lampascioni sono considerati utili per ridurre il colesterolo e posseggono vari principi antimicrobici, antivirali, antinfiammatori.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>With their sour-sweet taste, lampascioni are typically from Puglia and Basilicata, also known as &apos;wild onions with ribbon&apos;, &apos;muscari&apos; and &apos;porrettacci&apos;.Very popular in Apulian kitchens also as a salad dressing, or in a frittata, boiled, roasted or preserved in olive oil, lampascioni have a strong and bitter taste that combines perfectly with a sweet, very round and delicate aftertaste.Highly appreciated for their healthy characteristics, as acknowledged by ancient doctors as Galen and Pliny. Lampascioni are useful to reduce cholesterol with their antimicrobial, antiviral, and anti-inflammatory power.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Mandorlaccio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un profumo di mandorle e miele il Mandorlaccio, dolce tradizionale della provincia di Bari.Legato alla tradizione gastronomica contadina, il Mandorlaccio e preparato ancora oggi secondo la ricetta e il metodo di lavorazione di un tempo. Gli ingredienti sono farina di mandorle, uova montate, miele e mandorle rigorosamente baresi per ricoprire la torta.Puo essere accompagnato da vino Moscato di Puglia, ma anche da marsala, chi ama i contrasti puo sposarlo con un corposo Primitivo pugliese, tuttavia il suo accostamento piu giusto e con i rosoli, preferibilmente quello di limone.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pane di Monte Sant&apos;Angelo</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Conquista i sensi la fragranza del Pane di Monte Sant&apos;Angelo, con la sua crosta croccante e priva di rughe e la mollica bianca, soffice e dal sapore delicato, caratteristiche che conserva anche dopo diversi giorni.Le grandi forme di pane, di 5-6 chili e un diametro di 60-70 centimetri, richiedono una preparazione che comincia il giorno precedente alla cottura con la preparazione del lievito naturale.La farina, di grano tenero viene mescolata al lievito e poi stemperata in acqua con l&apos;aggiunta di sale. L&apos;impasto cosi ottenuto deve lievitare, quindi viene modellato e lasciato riposare. La cottura delle forme avviene in forno, a legna nel metodo tradizionale, alla temperatura di 200 gradi per almeno 2 ore.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pasticciotto e fruttone</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Dolce tipico salentino, il Pasticciotto e preparato con pasta frolla ripiena con crema pasticcera. Ha forma ovale con macchie di bruciatura dovute alla cottura in forno ed e ottimo gustato caldo.La variante prodotta a Gallipoli viene spolverizzata con zucchero a velo e prende il nome di &apos;buccunottu&apos;.Viene servito freddo, invece, il Fruttone, derivato del Pasticciotto, composto da pasta frolla farcita con pasta di mandorle e marmellata di mele cotogne rivestito nella parte superiore di cioccolato fondente.Ottimi a colazione o come dessert, Pasticciotto e Fruttone si trovano in tutte le pasticcerie e bar di molte zone della Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pecorino di Maglie</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fresco o stagionato, e comunque una delizia. Il Pecorino di Maglie, formaggio ottenuto da latte ovino, campeggia sulle tavole dei salentini da tempo immemore. La ricetta e il processo produttivo sono rimasti invariati nei secoli, come anche il sapore intenso che ricorda le campagne, gli ulivi e la macchia mediterranea.I pastori possono scegliere di stagionarlo pochi giorni o addirittura un anno, poiche e saporito in entrambi i modi. Fresco, ha una pasta morbida di colore giallo chiaro. Dopo una lunga maturazione invece, presenta una crosta rugosa, coriacea e un interno duro giallo paglierino, ottimo da grattugiare sulla pasta al sugo, guarnita con una foglia di basilico.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pizzi e uliate</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Fragranti panetti punteggiati di olive, le Uliate sono una sfiziosa variante delle Pucce.Quello che caratterizza le uliate e l&apos;aggiunta nell&apos;impasto di farina acqua e lievito di ottime olive nere pugliesi con il nocciolo maturate in salamoia e di olio extravergine di oliva che le rende piu morbide e profumate.Mentre le Pucce vantano un diametro di circa 25-35 centimetri, le Uliate sono piu piccole con un diametro di 10-20 centimetri.Altra variante della Puccia sono i Pizzi che, insaporiti con pomodori, cipolla e olive, racchiudono tutto il gusto della tradizione contadina.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Patata di Zapponeta</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Le patate di Zapponeta, ottime per la loro pasta gialla ricca di amido e proteine e la polpa soda e non farinosa sono coltivate da secoli nella Puglia settentrionale.Possono essere gustate in un&apos;insalata con pomodori e formaggio, oppure al forno con il rosmarino, a sformato e a pure.Vengono vendute in cassette o in sacchetti di vario peso, nelle botteghe dei fruttivendoli del Gargano dove secondo il catasto agrario gia nel lontano 1929, erano coltivati a Patata di Zapponeta ben 265 ettari di terreno.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Pomodori verdi e pomodori maturi secchi sott&apos;olio</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>I pugliesi preparano da secoli conserve da utilizzare come antipasto o contorno, sia con i pomodori verdi che con i pomodori maturi secchi, immersi nell&apos;olio extravergine d&apos;oliva.Per preparare un&apos;appetitosa conserva con i pomodori verdi, servono dei pomodori di varieta oblunga a bacca grande o piccola che vengono spolverizzati con sale fino, risciacquati nell&apos;aceto e sistemati in vasetti di vetro, con capperi, tocchetti di acciughe sotto sale, olive verdi snocciolate, menta e aglio. Il tutto viene poi coperto con ottimo olio di frantoio.La conserva con i pomodori maturi, invece, utilizza soltanto i pomodori San Marzano che sono lunghi e sodi. Dopo averli essiccati al sole, i pomodori vengono immersi in aceto di vino e disposti in vasetti ricolmi di olio.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Primitivo di Manduria dolce naturale Docg</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ha un sapore dolce e vellutato che lo rende il vino ideale da abbinare con dolci e pasticceria secca. Il vino Primitivo di Manduria dolce naturale Docg e ottenuto dal vitigno di uve rosse Primitivo che si produce in provincia di Taranto e in alcuni paesi della provincia di Brindisi.Ha un colore rosso intenso, con sfumature tra il violaceo e il granata e un profumo ampio e complesso, che puo evidenziare sentori di prugna o di marasca.Il Primitivo di Manduria dolce si sposa perfettamente con i dolci, specialmente con quelli a base di mandorle come i tradizionali Mostaccioli e la Cupeta. E ottimo anche con il cioccolato, i fichi, le castagne, le mandorle tostate, gli amaretti e il pecorino stagionato. Si serve a una temperatura fra 14 gradi e 16 gradiC.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ravioli con ricotta</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Ghiottoneria gastronomica tramandata oralmente dalle massaie, i Ravioli con ricotta sono un piatto tipico di Puglia che rallegra la tavola.Steso ad arte con il mattarello o con la laminatrice, il sottile impasto preparato con farina di semola, uova e acqua e pronto per accogliere il gustoso ripieno fatto con ricotta di pecora, prezzemolo, formaggio e pepe.Dopo l&apos;essiccazione, calare i ravioli per qualche minuto nell&apos;acqua bollente salata e sono pronti da gustare con il loro colore dorato e conditi a piacimento.Da scoprire sono alcune varianti come i ravioli di ricotta e ortica di Orsara di Puglia.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Riccio di mare</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Protetta da pungenti aculei la polpa dei ricci di mare e una prelibatezza, dono generoso dei mari di Puglia. I ricci si mangiano tutto l&apos;anno ma e soprattutto in primavera che le uova hanno un&apos;invitante colorazione rosso fuoco, requisito piu ricercato e apprezzato dagli intenditori perche rivela un sapore piu dolce, unito a un intenso profumo di iodio.I ricci vanno gustati appena aperti in riva al mare, intingendovi pane appena sfornato, accompagnando il pregiato antipasto con un vino rosato pugliese ben fresco. In tutte le localita costiere e le linguine ai ricci sono tra i piatti nobili del menu. Ottime anche le omelette ai ricci.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Aggigghio</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Aggigghio</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>L&apos;aggigghio e una particolare condizione psicofisica di cui sembrano essere particolarmente &apos;affetti&apos; i baresi. Questa forma di eccitazione momentanea, caratterizzata da una certa loquacita, euforia e risate apparentemente immotivate si riscontra sia negli adulti che nei bambini, puo risultare spesso molesta per gli altri, ma in fondo e solo un modo tutto barese di mostrare estrema felicita.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The &apos;aggigghio&apos; is a psychophysical condition that seems to &apos;affect&apos; people from Bari. This momentary excitement, characterised by a certain loquacity, euphoria, and seemingly unmotivated laughter, is found in adults and children. It can often annoy others, but ultimately, it&apos;s just a typical Bari way of expressing extreme happiness.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Ricotta</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>E fresca, morbida, con un sapore di latte delicatamente acidulo che la contraddistingue. La Ricotta, ottenuta da siero di latte vaccino, ovino, caprino o misto, e un latticino tradizionale, lavorato da sempre nelle masserie pugliesi.Dalla forma cilindrica, la ricotta ha un aspetto ruvido, colorito bianco latte e il caratteristico odore dei latticini. Da consumare fresca sia da sola che come condimento per la pasta, e utilizzata anche per la preparazione di dolci.Il metodo di lavorazione della ricotta e semplice: il siero e versato in caldaie di rame o acciaio insieme al latte e riscaldato lentamente fino a 95 gradiC. La Ricotta viene poi raccolta e posta in fuscelle prima di essere venduta.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ricotta forte</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>Una tipicita per chi ama sapori decisi e intensi: la Ricotta forte oltre al gusto piccante e sapido, ha anche un odore molto pungente, penetrante ma gradevole.La Ricotta forte, prodotto tipico pugliese, e ottenuta da siero di latte vaccino, ovino, caprino o misto e, differentemente dalla ricotta classica, e cremosa e spalmabile.Alcuni amano spalmarla sulla bruschetta condita con i pomodorini, i piu veraci, invece, la gustano su una fetta di pane insieme ad alici sott&apos;olio. E  ottima, in modiche quantita, anche per insaporire il sugo della pasta fatta in casa.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Ricotta salata o marzotica</nm_articolo_it>
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<dsc_articolo_it>A inizio o a fine pasto, in primavera, sulle tavole dei salentini non manca mai la Ricotta marzotica, accompagnata da tenere fave verdi, appena raccolte. La Marzotica viene servita avvolta da fuscelli di erba mazzolina, ha un colore biancastro con venature azzurrognole, una crosta spessa e una pasta dalla grana burrosa e compatta. Il sapore e delicato, ben definito e tendente al dolciastro.La Ricotta marzotica, ottenuta da latte di pecora di razza Leccese, si produce nel Salento da settembre ad aprile. Di solito viene messa in commercio dopo una stagionatura di massimo 15 giorni, ma c&apos;e chi preferisce lasciarla in cantina piu a lungo, per grattugiarla sulla pasta al sugo.</dsc_articolo_it>
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<nm_articolo_it>Bombetta</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Bombetta</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Bombetta e una specialita a base di carne, tipica di Cisternino, e si puo gustare nei &apos;fornelli&apos; della Valle d&apos;Itria e della Murgia. La sua bonta e legata esclusivamente all&apos;esperienza del macellaio e alla qualita della carne della coppa, ossia del collo del maiale, che deve appartenere a un animale allevato con sistema non intensivo.       La coppa viene tagliata a fette sottili, che vengono insaporite con sale, pepe, rosmarino e prezzemolo e guarnite con un tipo di formaggio a piacimento e un pezzetto di salume. Una volta farcita, la fetta viene richiusa e assume il suo caratteristico aspetto di bombetta. Una variante e la bombetta impanata con pane, formaggio e aromi e senza salumi.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Bombetta is a meat specialty typical of Cisternino, to be tasted in the &apos;fornelli&apos; charcoal ovens of Valle d&apos;Itria and Murgia. It&apos;s a unique butcher art to be savored and the meat quality comes from animals raised in a non-intensive farm.The coppa (pork chop) is chopped into thin slices and flavored with salt, pepper, rosemary and parsley, then garnished with various types of cheese and a piece of salami. Once stuffed, the slice is rolled to take on its typical round appearance.A variation is the breaded bombetta, with bread, cheese and herbs but without salami.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Picciusu</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Picciusu</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tra una momentanea noia esistenziale, un capriccio e una irascibilita temporanea esiste un particolare stato d&apos;animo che in Salento e chiamato &apos;Picciu&apos;. Il &apos;Picciusu&apos; non e solo un bambino che fa i capricci tra le lacrime, ma puo essere anche una persona adulta indecisa su quello che vuole, facilmente irritabile e spesso incontentabile.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>There is a particular state of mind called &apos;Picciu&apos; in Salento between momentary existential boredom, a whim, and temporary irritability. &apos;Picciusu&apos; is not just a child throwing tantrums with tears but can also refer to an indecisive adult who is easily irritable and often unsatisfied.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Notti Medievali a Terlizzi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Notti Medievali in Terlizzi</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La magica atmosfera delle Notti Medievali a Terlizzi trasporta ogni anno i suoi visitatori in un viaggio indimenticabile nell&apos;epoca del Medioevo. Situata nel cuore della nostra regione, a pochi chilometri dal capoluogo barese, Terlizzi si trasforma in un vivace borgo medievale, offrendo un&apos;esperienza straordinaria che mescola storia, cultura e divertimento.Durante le Notti Medievali, la citta si anima con colorate processioni, spettacoli di falconeria, duelli tra cavalieri, mercatini di artigianato e deliziosi banchetti ispirati alla cucina dell&apos;epoca. I visitatori hanno l&apos;opportunita di immergersi completamente nell&apos;atmosfera del Medioevo, indossando costumi d&apos;epoca e partecipando a una serie di attivita coinvolgenti.Da non perdere e il mercato medievale, dove artigiani locali e nazionali espongono le loro creazioni lavorate a mano, come oggetti in ceramica, tessuti e persino armature e spade. Per gli amanti della storia medievale e dei suoi pittoreschi personaggi e oggetti tipici, Notti Medievali diventa una meta ideale, per rivivere emozioni uniche e portare a casa souvenir autentici che ricordano questa esperienza indimenticabile.La musica e la danza giocano un ruolo fondamentale nelle Notti Medievali, allietate da gruppi di artisti che intrattengono il pubblico con melodie tradizionali e balli popolari dell&apos;epoca.Cio che rende unico l&apos;evento e che i visitatori non sono meri spettatori di cio che accade durante le due serate dedicate alle Notti Medievali, chiunque puo, infatti, partecipare attivamente a workshop di danza medievale, imparando i movimenti e i passi caratteristici di questo affascinante periodo storico.I festeggiamenti culminano con uno spettacolo di fuochi d&apos;artificio che chiudono in bellezza un&apos;esperienza straordinaria che lascia tutti incantati e regala ricordi indelebili.Notti Medievali non e solo un evento, ma un vero e proprio viaggio nel tempo, ricco di emozioni, spunti storici e culturali, attraverso i quali si celebrano le tradizioni del passato in modo coinvolgente e affascinante.E un&apos;occasione imperdibile per farsi travolgere dal fascino del Medioevo, circondati dalla splendida cornice pugliese di Terlizzi.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Every year, the magical atmosphere of Notti Medievali (&apos;Medieval Nights&apos;) in Terlizzi takes its visitors on a memorable journey into the Middle Ages. Located in the heart of our region, a few kilometers from Bari, Terlizzi turns into a lively medieval hamlet, offering an extraordinary experience that combines history, culture, and entertainment.During Notti Medievali, the town brightens up with colorful processions, falconry shows, knight duels, artisanal markets, and delicious banquets inspired by the cuisine of the time. Visitors have the opportunity to fully immerse in a medieval atmosphere by wearing costumes and participating in a series of engaging activities.Do not miss the medieval street market, where local and national artisans showcase their handcrafted creations, such as clay items, fabrics, and even armor and swords. For medieval history lovers and its signature picturesque people and items, Notti Medievali is the ideal destination to relive unique emotions and bring home authentic souvenirs to remind of this unforgettable experience.Music and dancing play a key role in Notti Medievali, lightened up by groups of artists that entertain the audience with traditional melodies and popular dances of the time.What makes the event unique is that the visitors aren&apos;t mere spectators of what happens during the two evenings of Notti Medievali, anyone can, in fact, actively participate in seminars of medieval dancing, learning the movements and the steps that characterized this fascinating historical period.The event draws to close a firework show, ending an extraordinary experience and leaving dozens of people enchanted with lasting memories.Notti Medievali isn&apos;t just an event, but rather an actual journey through time, rich in emotions and peeks into history and culture, through which the traditions of the past are celebrated in a fascinating and engaging way.It&apos;s a must-take opportunity to be overcome with the charm of the Middle Ages, while inside the splendid frame of Puglia that Terlizzi provides.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>EVENTI_TIPICI</tipologia>
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<nm_articolo_it>Il Palio di Oria</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Palio di Oria</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Tra le bellezze della Puglia vi e anche la sua ricca storia e le sue tradizioni secolari, alle quali rende omaggio uno degli eventi piu emblematici che celebrano questo patrimonio culturale: il maestoso &apos;Palio di Oria&apos;.Ogni anno, ad agosto, nel pittoresco borgo di Oria, si torna indietro nel tempo, con le sfilate di cavalieri, dame e sbandieratori per un&apos;esperienza indimenticabile dall&apos;atmosfera medievale che celebra il leggendario incontro avvenuto nel 1225, tra l&apos;imperatore Federico II - considerato uno dei sovrani piu illuminati del Medioevo - e il vescovo di Oria.Il Palio di Oria si caratterizza da due eventi: il Corteo Storico di Federico II e il Torneo dei Rioni. Durante il Corteo Storico di Federico II, i partecipanti, vestiti con costumi d&apos;epoca, sfilano per le strade di Oria, regalando al pubblico un&apos;atmosfera puramente medievale, il Torneo dei Rioni, invece, e una competizione tra i quartieri (Rioni) della citta, ognuno rappresentato da un proprio stemma e colori distintivi. I quattro quartieri: Castello, Judea, Lama e Santo Basilio, si sfidano in giochi, prove di destrezza e abilita che richiamano le antiche tradizioni medievali dei tornei cavallereschi.Questa pittoresca competizione, non solo incarna lo spirito competitivo e l&apos;orgoglio delle comunita locali, ma contribuisce anche a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione sociale tra i residenti di Oria, i quali partecipano attivamente, decorando le loro case e le strade con bandiere e stendardi dei rioni, regalando ai visitatori un&apos;atmosfera magica e suggestiva.Il Palio di Oria e un evento pensato per tutta la famiglia, con formule di intrattenimento per grandi e piccini. Oltre alle gare e agli spettacoli, non mancano gli stand gastronomici, con specialita culinarie preparate secondo le antiche ricette della tradizione locale, mercatini medievali, spettacoli di falconeria, concerti di musica antica e rappresentazioni teatrali.Partecipare al Palio di Oria significa immergersi in un&apos;esperienza unica nel suo genere, dove storia, cultura e divertimento si fondono in un evento pensato per valorizzare il patrimonio storico e culturale del territorio.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Among the beauties of Puglia is its rich history and centuries-old traditions, honored by one of the most emblematic events celebrating this cultural heritage: the majestic &apos;Palio di Oria&apos;.Every year, in August, in the picturesque village of Oria, visitors are transported back in times with parades of knights, ladies, and flag-waves, creating an unforgettable experience immersed in a medieval atmosphere. The event commemorates the legendary encounter in 1225 between Emperor Federico II- considered one of the most enlightened rulers of the Middle Ages, and the Bishop of Oria.The Palio di Oria features two main events: the Historical Parade of Federico II and the Tournament of the Rioni. During the Historical parade of Federico II, partecipants dressed in period costumes parade thorugh the streets of Oria, giving the public a purely medieval atmosphere, the Torneo dei Rioni, on the other hand, is a competition among the city&apos;s neighborhoods (Rioni), each represented by its own coat of arms and distinctive colors. The four district, Castello, Judea, Lama e Santo Basilio, challenge each other in games, test of dexterity and skill that recall the ancient medieval traditions of  knightly tournaments.This picturesque competition not only embodies the competitive spirit and the pride of the local communities but contributes to reinforcing the sense of belonging and social cohesion among the residents of Oria, who actively participate, decorating their homes and streets with the flags and banners of the Rioni, giving visitors a magical and evocative atmosphere.The Palio di Oria is an event designed for the whole family, with entertainment options for adults and children. In addition to competitions and performance, there are gastronomic stands, with culinary specialties prepared according to old traditional local recipes, medieval markets, falconry shows, ancient music concerts and theatrical performances.Participating in the Palio di Oria means immersing oneself in a unique experience where history, culture and entertainment come together in an event designed to enhance the historical and cultural heritage of the area.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Nardo e la leggenda della Rupe Dannata</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Nardo and the &apos;Cliff of the Damned&apos; legend</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Torre di Santa Maria dell&apos;Alto, o semplicemente Torre dell&apos;Alto, e una delle torri costiere piu scenografiche e suggestive della costa jonica. Ai suoi piedi vi e una rupe a picco sul mare, chiamata &apos;Rupe della Dannata&apos;.La leggenda narra che la rupe fu denominata &apos;della dannata&apos;, per il triste destino di una giovane e bella fanciulla di Nardo, vissuta nel XVII secolo. La ragazza, infatti, stava per sposare un uomo che amava, ma fu chiesta da un signorotto locale in base allo &apos;jus primae noctis&apos;, diritto che consentiva a un signore feudale di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un proprio servo della gleba.Per sfuggire a tale iniquita, la fanciulla si getto dalla rupe e mori. Da quel giorno il luogo fu chiamata &apos;la Dannata&apos;.Ancora oggi i pescatori raccontano come, in certe notti di luna piena, in cima alla rupe, si veda una donna vestita da sposa o che la si oda pregare (o lamentarsi) sulla roccia a strapiombo sul mare.Riguardo alla Torre invece, secondo la tradizione popolare, fu denominata &apos;dell&apos;alto&apos; per il fatto che, dall&apos;alto della sua sommita, venivano gettati in mare i condannati a morte.La Torre dell&apos;Alto fu costruita nella seconda meta del XVI secolo dal mastro neretino Angelo Spalletta, con funzioni difensive, su commissione del vicere spagnolo Don Pietro da Toledo e fu terminata nel 1569. Agli inizi del &apos;700 la torre perse la funzione di struttura difensiva per trasformarsi, stando ai documenti dell&apos;epoca, in un vero e proprio lazzaretto per il ricovero di infermi. A tal proposito, si tramanda, che in quel periodo, su navi turche o barbaresche, che trasportavano pirati e cristiani fatti schiavi, si potevano verificare dei casi di colera, di peste o di altre pericolose malattie e che le persone infette venissero sbarcate sul litorale. Per salvaguardare le popolazioni del luogo, ed evitare la diffusione di malattie contagiose, le autorita militari e sanitarie convogliavano i malati nelle torri costiere, tra cui anche nella torre di S. Maria dell&apos;Alto.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Torre Santa Maria dell&apos;Alto, or Torre dell&apos;Alto for short, is one of the most enchanting and scenic coastal towers of the Ionian coast. At its foot is a sheer cliff overlooking the sea, called &apos;Rupe della dannata&apos; (The Cliff of the Damned).Legend has it that the cliff took the &apos;Damned&apos; moniker from the grim fate of a young and beautiful lady from Nardo, who lived here in the XVII century. The girl, in fact, was about to marry the man of her life, but was demanded by a local lord to abide by the &apos;jus primae noctis&apos; (right of the first night) custom, which granted feudal lords the right to spend the first night of marriage with their serf&apos;s brides.To escape such injustice, the young girl leapt down from the cliff, taking her own life. From that day on, the place was called &apos;the Damned&apos;.Even today, some say that on some full moon nights, a lady dressed as a bride can be seen at the top of the cliff, or can be heard praying (or weeping) on the rock overhanging the sea.Regarding the tower, according to popular tradition it was called &apos;dell&apos;Alto&apos; (from atop) because from the heights of the tower, death-sentenced prisoners were thrown into the sea.Torre Dell&apos;Alto was built in the second half of the XVI century by the local construction master Angelo Spalletta, with defensive features, as a commission from the Spanish viceroy Don Pietro from Toledo, and was finished in 1569. At the beginning of the &apos;700s the tower lost its defensive purposes to become, according to papers of that time, in a lazaretto for the recovery of the sick. In this regard, it is also said that back then the Turk and barbarian ships carrying enslaved pirates and Christians started having cases of cholera, bubonic plague, or other dangerous diseases, and the infected were offloaded on the coast. To protect the local population and avoid the spread of said contagious infections, the military and sanitary authorities brought the sick inside the coastal towers, amongst which there was Torre di Santa Maria dell&apos;Alto.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>CURIOSITA</tipologia>
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<nm_articolo_it>La Befana acrobatica nei cieli pugliesi</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The acrobatic Befana</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Da anziana signora vestita di stracci, con il naso adunco e una scopa volante che le permette di attraversare il cielo per portare, di casa in casa, dolci, caramelle o carbone si e trasformata nel corso degli anni e per la gioia di grandi e piccini, in un&apos; artista acrobata, che arriva si dal cielo, ma calandosi dall&apos;alto, solitamente da un palazzo, una chiesa e una torre antica, per arrivare come una star nella piazza sottostante, tra il giubilo e l&apos;entusiasmo di tutte le persone radunate per assistere allo spettacolo. Sono tantissimi i paesi e le citta pugliesi nei quali la protagonista dell&apos;epifania e diventata una befana acrobatica che si presenta alle famiglie in un modo insolito, ma vero ed entusiasmante, spesso con la collaborazione dei vigili del fuoco o di gruppi di Speleologi locali.Nel corso degli anni sono stati scelti i luoghi piu simbolici o piu affollati durante le festivita: a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/bari&quot;&gt;Bari&lt;/a&gt; solitamente la befana si cala dall&apos;alto della Chiesa San Ferdinando, in un&apos;affollatissima via Sparano, a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/taranto&quot;&gt;Taranto&lt;/a&gt; arriva in piazza Duomo, davanti la basilica di San Cataldo per distribuire caramelle ai bambini e alle bambine che si presentano con una calza vuota, a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/rutigliano&quot;&gt;Rutigliano&lt;/a&gt; si cala da un antico palazzo risalente al 1700 per arrivare in una casetta allestita per l&apos;occasione con bastoncini di zucchero, abeti, lanterne e l&apos;immancabile calza piena di dolci e prelibatezze, a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/orsara-puglia&quot;&gt;Orsara di Puglia&lt;/a&gt; la befana arriva in una casetta piena di dolci e bonta, a &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/massafra&quot;&gt;Massafra&lt;/a&gt; con l&apos;ausilio del nucleo Speleo Alpino Fluviale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto, la befana si cala dalla Torre dell&apos;Orologio. Qualunque sia il palazzo scelto per calarsi, il finale e sempre lo stesso: centinaia di bambine, bambini e adulti con il naso all&apos;insu e gli occhi pieni di gioia per una vecchina che non ha piu bisogno ormai solo della scopa per distribuire caramelle e felicita, ma soprattutto di un paranco, di una fune, di una cintura di sicurezza e di un edificio da cui calarsi.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>From an old lady dressed in rags, with a hooked nose and a flying broom that allows her to cross the sky to bring sweets, candies, or coal from house to house, she has transformed over the years and, for the joy of both young and old, into an acrobatic artist. She arrives not only from the sky but descends from above, usually from a palace, a church, or an ancient tower, to land like a star in the square below amidst the jubilation and enthusiasm of all the people gathered to witness the spectacle. Many towns and cities in Puglia have seen the Epiphany protagonist become an acrobatic Befana who presents herself to families in an unusual yet accurate and exciting way, often with the collaboration of local firefighters or groups of speleologists. Over the years, the most symbolic or crowded places during the festivities have been chosen: in Bari, the Befana usually descends from the top of the San Ferdinando Church onto the bustling Sparano street, in Taranto, she arrives in Cathedral Square, in front of the Basilica of San Cataldo, to distribute candies to children who come with an empty stocking, in Rutigliano, she descends from an ancient palace dating back to 1700 to arrive at a small house decorated for the occasion with sugar sticks, fir trees, lanterns, and the inevitable stocking full of sweets and delights, in Orsara di Puglia, the Befana arrives in a little house filled with sweets and goodness, and in Massafra, with the help of the Alpine Fluvial Speleological Unit of the Provincial Fire Brigade Command of Taranto, she descends from the Clock Tower. Regardless of the chosen building for her descent, the ending is always the same: hundreds of children and adults with their noses up and eyes full of joy for an old lady who now needs more than just a broom to distribute candies and happiness, but especially a hoist, a rope, a safety belt, and a building to descend from.</dsc_articolo_eng>
<tipologia>CURIOSITA</tipologia>
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<nm_articolo_it>Grammedda</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Grammedda</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Agli occhi di un turista quel coltello dal manico arrotondato e dalla lama corta potrebbe sembrare uno strumento per tagliare i formaggi, ma basta fare un giro nel porto di Taranto per vedere i pescatori intenti a usare la &apos;grammedda&apos; per aprire le cozze, che proprio nella Citta dei due mari sono diventate presidio Slow Food.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>To the eyes of a tourist, that knife with a rounded handle and a short blade might seem like a tool for cutting cheese. However, just take a stroll in the port of Taranto to see the fishermen busy using the &apos;grammedda&apos; to open mussels, which have become a Slow Food base in the City of the Two Seas.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Struscio</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Struscio</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Che sia per fare shopping o per una semplice passeggiata senza una determinata meta, lo &apos;struscio&apos; barese e un vero e proprio fenomeno sociale che vede riversarsi in strada migliaia di persone di ogni eta intente a camminare nelle vie piu importanti della citta.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>Whether for shopping or a leisurely stroll without a specific destination, the &apos;struscio&apos; in Bari is a true social phenomenon where thousands of people of all ages pour into the streets, walking along the city&apos;s most important thoroughfares.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Presepi Viventi in Puglia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Living Nativity Scenes in Puglia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Durante il periodo natalizio, un&apos;atmosfera magica e sacra avvolge i borghi antichi della Puglia. E il tempo dei Presepi Viventi, rappresentazioni della Nativita che affondano le proprie radici nel profondo della tradizione cristiana e della cultura contadina.Alcuni ambientati nei centri storici delle citta, altri in veri e propri villaggi o in suggestive grotte, ogni zona della Puglia ha le proprie peculiarita e ambientazioni. Un salto nel passato, nella vita di un tempo: le donne, con le mani abili, filano la lana e preparano il pane, mentre gli uomini lavorano il legno e la pietra, ricreando le botteghe artigiane. I bambini, con occhi grandi e pieni di stupore, seguono i pastori con le loro greggi, rivivendo le emozioni di quella notte magica. E poi la Sacra Famiglia a svelare il mistero della Nativita.L&apos;aria e colma di profumi: il pane appena sfornato, la legna che arde nei focolari, le erbe aromatiche. Il silenzio, interrotto solo dai canti natalizi e dal rumore di passi, avvolge tutto in un&apos;atmosfera di raccoglimento.I presepi viventi, ponte tra passato e presente, sono un invito a riscoprire i valori autentici, a ritrovare il senso della comunita, a celebrare la vita. Sono un patrimonio inestimabile, custodito e tramandato alle future generazioni. Se cerchi un&apos;esperienza autentica e coinvolgente, non perdere l&apos;occasione di visitare i suggestivi Presepi Viventi di Puglia.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>During the Christmas period, a magical and sacred atmosphere envelops the ancient villages of Puglia. It&apos;s the time of Living Nativity Scenes, representations of the Nativity that are deeply rooted in Christian tradition and rural culture.Some are set in historic city centers, others in real villages or in suggestive caves. Every area of Puglia has its own unique characteristics and settings. A leap into the past, into the life of a bygone era: women, with skilled hands, spin wool and bake bread, while men work wood and stone, recreating artisan workshops. Children, with wide and astonished eyes, follow the shepherds with their flocks, reliving the emotions of that magical night. Then it is the Holy Family that unveils the mystery of the Nativity.The air is filled with aromas: freshly baked bread, wood burnings in fireplaces, aromatic herbs. The silence, broken only by Christmas carols and the sound of footsteps, envelops everything in an atmosphere of recollection.Living nativity scenes, a bridge between the past and the present, are an invitation to rediscover authentic values, to find the sense of community, and to celebrate life. They are an invaluable heritage, preserved and handed down to future generations. If you are looking for an authentic and engaging experience, don&apos;t miss the opportunity to visit the suggestive Living Nativity Scenes of Puglia.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Settimana Santa in Puglia</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Holy Week in Puglia</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La Settimana Santa in Puglia e espressione di una profonda spiritualita che si traduce in riti, processioni solenni e tradizioni antiche tramandate di generazione in generazione. Passione e mistero si confondono tra borghi marinari e viuzze in calce bianca, regalando un viaggio nell&apos;anima antica di una terra di fede. In questi giorni, la sacra liturgia e la pieta popolare rivivono nelle storiche processioni del Giovedi e del Venerdi Santo. Il vibrante suono delle catene trascinate, il mistero degli incappucciati scalzi, il pianto delle prefiche e le struggenti marce funebri, eseguite dalle bande musicali locali, caratterizzano e rendono ancora piu affascinanti i borghi storici pugliesi.Ai tradizionali riti della Settimana Santa si aggiungono le commoventi rappresentazioni sacre della Passione Vivente, messe in scena in contesti naturali spettacolari.Le tradizioni sfociano poi nell&apos;arte culinaria, con piatti e soprattutto i dolci tipici del periodo pasquale: l&apos;agnello fatto con pasta di mandorle, i taralli e le &apos;scarcelle&apos; o &apos;panareddre&apos; (cestini di frolla con un uovo al centro).La Settimana Santa in Puglia e un&apos;esperienza emozionante, che permette di immergersi in una cultura ricca di storia e tradizioni, con un programma di vari eventi religiosi che partono gia dal Mercoledi delle Ceneri fino alla Domenica della Pasqua Santa. E un&apos;occasione per scoprire la fede profonda dei pugliesi e per apprezzare la bellezza dei loro antichi riti, tutt&apos;oggi tramandati e celebrati fedelmente.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Holy Week in Puglia is an expression of a deep spirituality that translates into rituals, solemn processions and ancient traditions passed down through generations. Passion and mystery intertwine among seaside villages and whitewashed alleys, a journey into the timeless soul of a land steeped in faith. On these days, sacred liturgy and popular piety are revived in the historic processions of Maundy Thursday and Good Friday. The vibrant sound of the dragging chains, the mystery of the bare-foot hooded men, the weeping of the &apos;Prefiche&apos; (women taking part in funeral ceremonies for a fee), and the poignant funeral marches, performed by local marching bands, characterize and add to the charm of Puglia&apos;s historic towns.The traditional rites of the Holy Week are joined by the moving sacred performances of the Living Passion, staged in spectacular natural settings.The traditions then flow into the culinary arts, with dishes and, above all, desserts typical of the Easter season:  lamb-shaped almond pastries, taralli and &apos;scarcelle&apos; or &apos;panareddre&apos; (shortbread baskets with an egg in the middle).The Holy Week in Puglia is an exciting experience, offering the chance to immerse oneself in a culture rich in history and traditions, with a program of various religious events that begin as early as on Ash Wednesday and continue through Holy Easter Sunday. It is an opportunity to discover the deep faith of the Puglian people and to appreciate the beauty of their ancient rites, which are still faithfully passed down and celebrated today.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>La Focara di Novoli</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Focara in Novoli</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La festa della Focara e un evento di grande impatto visivo e culturale che si svolge ogni anno a Novoli, in provincia di Lecce, in occasione della festa di Sant&apos;Antonio Abate - &apos;Il santo del fuoco&apos;, patrono della citta.E un rito antichissimo, un&apos;esplosione di energia e un omaggio al fuoco, elemento purificatore e simbolo di rinascita, dal profondo significato religioso. L&apos;evento, unico nel suo genere, si svolge da piu di trecento anni e ruota intorno alla costruzione di una pira gigantesca realizzata con circa 100.000 fascine di tralci di vite recuperate. Viene realizzata dai maestri &apos;pignunai&apos;, esperti della tecnica necessaria per permettere all&apos;enorme costruzione di mantenersi intatta fino al momento della cerimonia.L&apos;accensione della Focara avviene ogni anno il 16 gennaio e rappresenta un momento solenne e carico di significato, un momento di aggregazione per la comunita, oltre che uno spettacolo mozzafiato capace di emozionare grandi e piccini. Le fiamme si innalzano verso il cielo, illuminando la notte e creando un&apos;atmosfera magica e suggestiva. Il fuoco, con le sue simbologie, rappresenta la speranza in un nuovo anno ricco di prosperita.Mentre il falo arde per tutta la notte, creando la spettacolare e suggestiva &apos;pioggia di fuoco&apos;, la piazza è animata da migliaia di persone che si divertono a ritmo della musica popolare salentina.La Focara di Novoli riesce ad creare spettacolo e autenticita nell&apos;unione tra fuoco e devozione. Rappresenta, ad oggi, un evento conosciuto ed amato oltre i confini regionali, nazionali ed internazionali, che contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale della Puglia.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The Focara festival is a visually and culturally striking event that takes place every year in Novoli, in the province of Lecce, on the occasion of the celebration of Sant&apos;Antonio Abate - &apos;The Saint of Fire&apos;, the patron Saint of the town.It is a very ancient rite, an explosion of energy and a tribute to fire, a purifying element and symbol of rebirth, with deep religious significance. This unique event has been held for more than three hundred years and revolves around the construction of a giant pyre made from about 100,000 bundles of salvaged vine shoots. It is made by master &apos;pignunai,&apos; experts in the technique required to allow the huge construction to remain intact until the time of the ceremony.The lighting of the Focara takes place every year on January 16 and represents a solemn and meaningful moment, a time of gathering for the community, as well as a breathtaking spectacle capable of exciting young and old alike. Flames rise to the sky, illuminating the night and creating a magical and evocative atmosphere. Fire, with its symbolisms, represents hope in a new year full of prosperity.As the bonfire burns throughout the night, creating the spectacular and evocative &apos;rain of fire,&apos; the square is enlivened by thousands of people enjoying themselves to the rhythm of Salento folk music.The Focara of Novoli manages to create spectacle and authenticity in the union of fire and devotion. It represents, to date, an event known and loved beyond regional, national and international borders, contributing to the enhancement of the intangible cultural heritage of Puglia.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>La Festa di San Nicola</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>The Feast of Saint Nicholas</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>La maestosa festa patronale di San Nicola a Bari, che si svolge tra il 7 e il 9 Maggio con celebrazioni religiose unite a tradizioni popolari, e animata da una devozione profonda che lega la citta al santo protettore dei marinai e che valica confini nazionali e religiosi.I festeggiamenti si aprono il 7 maggio, quando il quadro del Santo viene portato a bordo di una barca da pesca da baia San Giorgio al porto piccolo di Bari e da qui si apre il corteo storico. Il giorno dopo, la processione sul mare, uno dei momenti piu suggestivi, simbolo del legame indissolubile tra San Nicola e il mare: la statua del santo viene portata in barca lungo il litorale, accompagnata da preghiere e canti dei fedeli. In quei giorni, le vie di &apos;Bari vecchia&apos; si adornano di luminarie e i fedeli affollano la &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/basilica-pontificia-san-nicola&quot;&gt;Basilica di San Nicola&lt;/a&gt; per ammirare le sue reliquie.Tra un rito e l&apos;altro, la festa di San Nicola e anche una grande festa popolare: mercati, street food e spettacoli offrono l&apos;opportunita di immergersi nella cultura e nelle tradizioni baresi e di vivere un&apos;esperienza che unisce devozione, storia e cultura.Venerato sia da cristiani che da ortodossi, San Nicola - gia vescovo di Myra - divenne il Santo Protettore dei Marinai, grazie ai suoi numerosi miracoli legati a viaggiatori e navi. Il suo culto ha creato, nel tempo, un ponte tra Oriente e Occidente che ha reso la citta pugliese uno dei piu importanti luoghi dove venerare il Santo. Per questo, la festa di San Nicola coinvolge pellegrini da tutto il mondo, creando una grande celebrazione che valica i confini religiosi, oltre che nazionali.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>The majestic patronal feast of Saint Nicholas in Bari, held from May 7th and 9th, blends religious celebrations with popular traditions, driven by a deep devotion that ties the city to the Saint, patron of sailors, transcending both national and religious boundaries.The festivities begin on May 7th, when the Saint&apos;s image is carried aboard a fishing boat from the San Giorgio Bay to Bari&apos;s small harbor, and from there the historical procession begins. The following day features the sea procession, one of the most evocative moments, symbolizing the unbreakable bond between the Saint Nicholasand the sea: the Saint&apos;s statue is taken along the coastline by boat, accompanied by the prayers and songs of the faithful. During these days, the streets of &apos;Old Bari&apos; are adorned with illuminations and the faithful flock to the Saint&apos;s holy shrine at the &apos;&lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-attrattore/basilica-pontificia-san-nicola&quot;&gt;Basilica of San Nicola&lt;/a&gt;&apos; in Bari, to venerate his relics.Amid the religious rituals, the feast of Saint Nicholas is also a great folk festival: markets, street food and performances provide a chance to immerse oneself in the culture and traditions of Bari, offering an experience that intertwines devotion, history and local heritage.Venerated by both Christians and Orthodox believers, Saint Nicholas - formerly the Bishop of Myra in nowadays Turkey - became the patron Saint of sailors, due to his many miracles related to travelers and ships. Over the century, his cult has created a bridge between East and West that has made the Puglian city one of the most important places to venerate the Saint. Because of this, the feast of Saint Nicholas draws pilgrims from all over the world, creating a grand celebration that transcends both religious and national boundaries.</dsc_articolo_eng>
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<nm_articolo_it>Mistero e Fascino della Grotta delle Striare</nm_articolo_it>
<nm_articolo_eng>Mystery and Fascination of the Cave of the Striare</nm_articolo_eng>
<dsc_articolo_it>Nel cuore del Salento, lungo la splendida costa di &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-localita/santa-cesarea-terme&quot;&gt;Santa Cesarea Terme&lt;/a&gt;, si nasconde un luogo avvolto da un&apos;aura di mistero e fascino: la Grotta delle Striare, che da sempre ha alimentato l&apos;immaginazione popolare, diventando protagonista di una leggenda affascinante.Si narra che, molti secoli fa, questa Grotta sul mare fosse il rifugio delle leggendarie &apos;Striare&apos;, streghe della zona dai poteri oscuri e sovrannaturali, che si riunivano per compiere i loro riti. Preparavano pozioni, lanciavano incantesimi e danzavano con il diavolo, seminando terrore tra gli abitanti. Vapori sulfurei e odori che si sprigionavano dalle vicine sorgenti, venivano interpretati come ulteriori prove della loro attivita magica.Modellata dall&apos;erosione del mare, la Grotta delle Striare presenta tutt&apos;oggi forme bizzarre, che gli conferiscono ancor di piu un&apos;aria minacciosa: e buia e cupa, con pareti strette e rocce che ricordano mani femminili dalle unghie affilate. E non solo: sul fondo della caverna si forma - in seguito alle piogge - un piccolo laghetto, si pensa che fosse utilizzato come calderone per i loro incantesimi.Il fascino di questo luogo non risiede solo nelle leggende, ma anche nella storia documentata: Antonio Lazzari, uno dei fondatori del Gruppo Speleologico Salentino, fu il primo ad approcciarsi all&apos;importanza speleologica della misteriosa grotta naturale di Santa Cesarea Terme.Cosi, tra leggenda e realta, la Grotta delle Striare continua ad incantare con il suo mistero, portando avanti una tradizione che ha affascinato generazioni, intrecciando storia e fantasia con un presente ricco di scoperte.</dsc_articolo_it>
<dsc_articolo_eng>In the heart of Salento, along the stunning coastline of &lt;a href=&quot;https://www.viaggiareinpuglia.it/en/dettaglio-localita/santa-cesarea-terme&quot;&gt;Santa Cesarea Terme&lt;/a&gt;, lies a place steeped in an aura of mystery and fascination: the Cave of the Striare, which has long fueled popular imagination, becoming the centerpiece of a captivating legend.According to local lore, centuries ago, this seaside Cave served as a refuge for the legendary &apos;Striare&apos;, witches of the region, endowed with dark and supernatural powers, who gathered to perform their rituals. They prepared potions, cast spells and danced with the devil, spreading terror among the local population. Sulfurous vapors and odors emanating from nearby springs were interpreted as unmistakable evidence of their magical activities.Shaped by the relentless erosion of the sea, the Cave of the Striare still has bizarre shapes, giving it even more of an ominous air: it is dark and gloomy, with narrow walls and rocks that resemble sharp-nailed female hands. And that&apos;s not all: a small pond forms at the bottom of the cavern - following the rains, it is thought to have been used as a cauldron for their spells.The charm of this place lies not only in the legends, but also in the documented history: Antonio Lazzari, one of the founders of the Salento Speleological Group, was the first to highlight the speleological significance of the mysterious natural cave of Santa Cesarea Terme.Thus, poised between legend and reality, the Cave of the Striare continues to captivate with its mystery, carrying on a tradition that has fascinated generations, interweaving history and fantasy with a present rich in discovery.</dsc_articolo_eng>
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